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In Italia conosciamo la parola impeachment?

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Messaggio Da Ludwig von Drake Mer 20 Mag 2009 - 8:55

L'avvocato David Mills ha agito per conto di Berlusconi e della Finivest. È questa la motivazione con cui i giudici hanno condannato il legale inglese per corruzione in atti giudiziari. I giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano, presieduti da Nicoletta Gandus (ricusata senza esito dal premier) nello spiegare «il movente sotteso alle condotte di Mills», scrivono: «Egli ha certamente agito da falso testimone, da un lato, per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l'impunità dalle accuse o, almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute fino a quella data; dall'altro, ha contemporaneamente perseguito il proprio ingente vantaggio economico».

Nel determinare la pena inflitta a Mills i giudici rilevano «l'oggettiva gravità della condotta, di assoluta rilevanza nei procedimenti in cui è stata posta in essere, anche in ragione della qualità e del numero dei reati ivi giudicati; va poi considerato il ruolo istituzionale di alcuni dei soggetti imputati nei procedimenti penali in cui David Mills rendeva falsa testimonianza».

La condanna per Mills è stata di quattro anni e sei mesi, solo due mesi in meno di quanto era stato richiesto dal pubblico ministero Fabio De Pasquale. Il punto fermo è dunque che Mills è stato corrotto. Il presunto corruttore, Silvio Berlusconi, invece, per ora non rischia niente: il processo nei suoi confronti è sospeso, in attesa che la Consulta decida sulla legittimità costituzionale del Lodo Alfano.

Dal canto suo, Mills si era difeso con un memoriale in cui affermava che Berlusconi era stato vittima dei suoi errori e chiedeva scusa al premier. Per i consulenti della difesa è dimostrato che i 600mila dollari facevano parte di una somma più ingente che Mills aveva ricevuto dall'imprenditore Diego Attanasio perché la gestisse.

«Riferirò in Parlamento». È stata questa la risposta di Silvio Berlusconi, a margine dell'inaugurazione del Policlinico di San Donato, alla richiesta di un commento sulle motivazioni della sentenza di condanna dell'avvocato inglese David Mills nel processo che vede coinvolto anche il premier.

Più tardi, durante una conferenza stampa a L'Aquila, duro attacco del premier Berlusconi al giornalista di Repubblica Gianluca Luzi («da voi solo odio e invidia») e alla cronista de l'Unità Claudia Fusani. La giornalista chiede al primo ministro: «A questo punto non sarebbe meglio farsi processare?». Berlusconi alza moltissimo la voce, quasi urla: «Su questa cosa mi infurio. Lo posso giurare sui miei figli. Non perdo tempo a risponderle. Me ne vado o senno se ne va lei. Questa cosa mi fa infuriare, è come se mi dicessero che non mi chiamo Silvio Berlusconi. Avevamo ricusato questo giudice - prosegue il premier - che in tutte le situazioni è andato in piazza per criticare l'operato del governo. È una cosa scandalosa, vedrete cosa dirò in Parlamento...». E, così dicendo, il premier lascia effettivamente la conferenza stampa.

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Messaggio Da capricorno Mer 20 Mag 2009 - 20:55

Io tante volte mi vergogno di essere italiano, ma è possibile mai che in un paese evoluto democraticamente come il nostro ci si debba sopportare un premier del genere: corruttore, menzognero, pluri imputato o indagato, malato da farsi curare come sostiene la moglie Veronica Lario, megalomane, liberale a modo suo, servo della chiesa cattolica, egocentgrico e chi più ne ha più ne metta, si può mai difendere una persona del genere che all'estero ci ha fatto diventare un paese zimbello?
Certo, adesso i media faranno di tutto per discolparlo, i soliti squallidi sono già scesi in campo per difendere l'indifendibile, incominceranno la solita tiritera della magistratura di sinistra ed altre cazzate simili, ma per quanto tempo ci dovremo sopportare tutto questo?

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Messaggio Da lordtom24 Gio 21 Mag 2009 - 11:22

capricorno ha scritto: si può mai difendere una persona del genere che all'estero ci ha fatto diventare un paese zimbello?

A prescindere da Berlusconi, e' questo che mi fa disperare se penso all'Italia.
Il fatto che basti un primo ministro a farci "vergognare", mentre secoli e secoli di storia non bastano a farci andare fieri.

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Messaggio Da capricorno Ven 22 Mag 2009 - 12:17

lordtom24 ha scritto:
capricorno ha scritto: si può mai difendere una persona del genere che all'estero ci ha fatto diventare un paese zimbello?

A prescindere da Berlusconi, e' questo che mi fa disperare se penso all'Italia.
Il fatto che basti un primo ministro a farci "vergognare", mentre secoli e secoli di storia non bastano a farci andare fieri.

E ti pare poco che uno si vergogni di questa classe politica (dx o sx fa lo stesso) mentre nella tua Inghilterra tanti parlamentari si stanno dimettendo per delle note spese ad uso privato a carico dei cittadini, in Italia si mettono a ridere i nostri politici guardando quello che sta succedendo oltre manica caro lordtom!

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Messaggio Da davide Ven 22 Mag 2009 - 14:17

Io posso andare fiero della storia che abbiamo, ma questo non fa altro che farmi vergognare ancora di più per ciò che siamo diventati.

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Messaggio Da Ludwig von Drake Ven 22 Mag 2009 - 14:31

Francamente, la nostra storia non mi inorgoglisce più di tanto.

Al massimo mi possono inorgoglire quei partigiani che lottarono contro il regime.

Potrebbero inorgoglirmi quei pochi idealisti che parteciparono al risorgimento.

Per trovare altro dovrei risalire molto indietro nel tempo, quando l'Italia era fisica e non politica.

Se penso alla nostra storia mi vengono in mente molti geni, ma mi vengono anche in mente quei miseri statarelli in continua rivolta, mi viene in mente un popolo mai unito nella sostanza, mi viene in mente uno stato che ha avuto la disgrazia di avere al suo centro la sede di un'eminenza che non aveva sufficiente forza per riunirlo, ma ne aveva abbastanza per impedire cha altri lo unissero, una nazione con l'abitudine di voltarsi con il vento.

Potrei considerarla una storia affascinante, ma non di certo una storia di cui andare orgogliosi.

Berlusconi è il simbolo di ciò che siamo oggi.

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Messaggio Da davide Ven 22 Mag 2009 - 19:01

ERRI8013 ha scritto:Francamente, la nostra storia non mi inorgoglisce più di tanto.

Al massimo mi possono inorgoglire quei partigiani che lottarono contro il regime.

Potrebbero inorgoglirmi quei pochi idealisti che parteciparono al risorgimento.

Per trovare altro dovrei risalire molto indietro nel tempo, quando l'Italia era fisica e non politica.

Se penso alla nostra storia mi vengono in mente molti geni, ma mi vengono anche in mente quei miseri statarelli in continua rivolta, mi viene in mente un popolo mai unito nella sostanza, mi viene in mente uno stato che ha avuto la disgrazia di avere al suo centro la sede di un'eminenza che non aveva sufficiente forza per riunirlo, ma ne aveva abbastanza per impedire cha altri lo unissero, una nazione con l'abitudine di voltarsi con il vento.

Potrei considerarla una storia affascinante, ma non di certo una storia di cui andare orgogliosi.

Berlusconi è il simbolo di ciò che siamo oggi.
Sì, sono d'accordo con te. Non avevo voglia di andare più a fondo nella questione, ma condivido parola per parola. Tra l'altro mi sono accorto che nel mio post precedente ho dimenticato un "anche" tra "posso" e "andare fiero".

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Messaggio Da lordtom24 Ven 22 Mag 2009 - 19:55

Infatti, la situazione e' davvero comica, capricorno. Si tratta dei parlamentari meno pagati in Europa, e qui sta scoppiando uno scandalo perche' rubano due soldi in rimborsi spese. A me viene davvero da ridere.

Ma torniamo all'Italia. ERRI non va orgoglioso della nostra storia politica, forse sono stato poco chiaro io. Parlando di Italia non parlo di una repubblica stabilita nel '46, parlo di tutto cio' che possiamo rivendicare come "nostro" negli ultimi millenni. Da Verdi a Caravaggio, da Machiavelli a Mazzarino e cosi via (non esclusivamente storia politica). Forse dovrebbero andare fieri gli inglesi, i piu' feroci colonialisti dell'epoca moderna. O i francesi, che avrebbero voluto essere come gli inglesi ma hanno sempre fallito. I tedeschi invece, a differenza di noi Italiani, erano molto uniti. Uniti, coriacei e decisi.... Ognuno come vedete ha i suoi scheletri nell'armadio.

A me viene la nausea a pensare che la gente abbia orizzonti cosi' limitati. Non prendetevela per cortesia, ma a me questi atteggiamenti fanno davvero ribrezzo. Il fatto che basti un primo ministro un po' cosi per rinnegare la propria nazione mi manda in bestia. Ma questa e' la generazione del '68. Io sono nato molto dopo: ad un semplice leader politico non riesco a dare troppa importanza.

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Messaggio Da davide Ven 22 Mag 2009 - 21:23

Il problema non è solo lo psiconano. Il problema è molto più ampio. Lo psiconano, e tutta la classe politica che si portano dietro dx e sx, è lo specchio dell'Italia di oggi. Berlusconi non è un corpo estraneo al paese, Berlusconi è figlio di questo paese.

davide
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Messaggio Da capricorno Sab 23 Mag 2009 - 19:38

davide ha scritto:Il problema non è solo lo psiconano. Il problema è molto più ampio. Lo psiconano, e tutta la classe politica che si portano dietro dx e sx, è lo specchio dell'Italia di oggi. Berlusconi non è un corpo estraneo al paese, Berlusconi è figlio di questo paese.

Quoto, è questo il vero problema dell'Italia a prescindere dallo psiconano, che si accettino queste situazioni antidemocratiche ed anticostituzionali come se niente fosse, bisogna imparare ad avere coscienza civica altrimenti non si va da nessuna parte.

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Messaggio Da Ludwig von Drake Dom 24 Mag 2009 - 13:03

lordtom24 ha scritto:Da Verdi a Caravaggio, da Machiavelli a Mazzarino e cosi via (non esclusivamente storia politica).
Sinceramente, stai parlando di singoli e, ad ogni nome, ne potrei fare altri che bilanciano, anzi portano in negativo, la bilancia.

Se parlamo dell'Italia, dovremmo parlare dell'Italia come paese e questo paese non ha di certo una storia rosea, ma una storia intrisa di sangue e di lotte intestine.

Non capisco di cosa dovrei andare fiero. Forse del fatto che qualche genio o personaggio di tutto rispetto sia nato in questa stessa penisola? Allora dovrei andare fiero anche del fatto di essere nato il 13 novembre.

Larealtà dei fatti è che Berlusconi è il segno evidente della nostra situazione attuale ed è l'eredità di quanto abbiamo costruito.
lordtom24 ha scritto:Forse dovrebbero andare fieri gli inglesi, i piu' feroci colonialisti dell'epoca moderna.
Il fatto che la storia inglese si intrisa di sangue più o meno della storia d'Italia non cambia la mia visione delle storie italiane.

In generale, comunque, il nazionalismo non mi ha mai attirato particolarmente.
lordtom24 ha scritto:Mi fa venire la nausea a pensare che la gente abbia orizzonti cosi' limitati.
Mi spiace, provato a prendere un pò di Malox?
lordtom24 ha scritto:Il fatto che basti un primo ministro un po' cosi per rinnegare la propria nazione mi manda in bestia.
Non mi sono mai riconosciuto nelle categorie.

Il bisogno di legarsi ad una nazione è un atteggiamento che non condivido.

Essere nato in Italia è un caso.
lordtom24 ha scritto:Ma questa e' la generazione del '68.
Non sono del '68, ma nel '68 erano presenti degli ideali che sono andati persi.

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Messaggio Da lordtom24 Dom 24 Mag 2009 - 16:09

ERRI8013 ha scritto:
lordtom24 ha scritto:Da Verdi a Caravaggio, da Machiavelli a Mazzarino e cosi via (non esclusivamente storia politica).
Sinceramente, stai parlando di singoli e, ad ogni nome, ne potrei fare altri che bilanciano, anzi portano in negativo, la bilancia.

Se parlamo dell'Italia, dovremmo parlare dell'Italia come paese e questo paese non ha di certo una storia rosea, ma una storia intrisa di sangue e di lotte intestine.

Non capisco di cosa dovrei andare fiero. Forse del fatto che qualche genio o personaggio di tutto rispetto sia nato in questa stessa penisola? Allora dovrei andare fiero anche del fatto di essere nato il 13 novembre.

Larealtà dei fatti è che Berlusconi è il segno evidente della nostra situazione attuale ed è l'eredità di quanto abbiamo costruito.
lordtom24 ha scritto:Forse dovrebbero andare fieri gli inglesi, i piu' feroci colonialisti dell'epoca moderna.
Il fatto che la storia inglese si intrisa di sangue più o meno della storia d'Italia non cambia la mia visione delle storie italiane.

In generale, comunque, il nazionalismo non mi ha mai attirato particolarmente.
lordtom24 ha scritto:Mi fa venire la nausea a pensare che la gente abbia orizzonti cosi' limitati.
Mi spiace, provato a prendere un pò di Malox?
lordtom24 ha scritto:Il fatto che basti un primo ministro un po' cosi per rinnegare la propria nazione mi manda in bestia.
Non mi sono mai riconosciuto nelle categorie.

Il bisogno di legarsi ad una nazione è un atteggiamento che non condivido.

Essere nato in Italia è un caso.
lordtom24 ha scritto:Ma questa e' la generazione del '68.
Non sono del '68, ma nel '68 erano presenti degli ideali che sono andati persi.

Cominciando da Berlusconi: vedo un primo ministro con un'agenda politica radicale, appoggiato da un chiaro mandato popolare .Verissimo dire che non si tratta di un corpo estraneo al paese, non potrei essere piu' d'accordo. Vedo un'opposizione che preferisce appellarsi a supposti valori immutabili, piuttosto che combattere sul campo. Non parlo dell'opposizione politica. Parlo della gente che non si riconosce in Berlusconi.

Per Erri dico che essere nati in Italia sara' pure un caso, cosi come lo e' essere figli della propria madre. Da cui non segue che non abbiano legami o obbligazioni verso nostra madre. Sara' un caso, ma un caso che determina completamente la tua vita: ti dice che lingua parlare, che valori adottare, in quali modi pensare... Anche essere intelligenti o stupidi e' un caso, il che non vuol dire che non siano categorie da prendere in considerazione. Prendo atto della tua non-condivisione delle dinamiche di gruppo dell'animale umano, ma come potrai ben capire, lascia il tempo che trova.

Parlando a titolo personale devo dire che uscendo dall'Italia se ne apprezzano i lati migliori. Si smette di pensare di essere il peggio del peggio e si capisce che il mondo e' davvero paese. Si capiscono tante cose, ad esempio il perche' faccia piacere ritrovarsi con gente del tutto mediocre che pero' parla la tua lingua e pensa come te.

Infine, permettimi di dire che la tragedia del '68 non e' che quegli ideali sono andati persi, ma che hanno trionfato. Trionfando hanno corrotto molto di quello che di buono c'era in italia, dai comunisti agli studenti agli operai. Si tratto' di una rivoluzione di piccolo borghesi, che ha imposto valori individualisti all'Italia. Il PC era una cosa diversa. Il risultato e' che si e' creata una societa' di persone talmente atomizzate che l'unico modo di fare politica e' il populismo. Berlusconi, che stupido non e', lo ha capito, ed e' cosi' che riesce a vincere a man bassa.

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Messaggio Da Ludwig von Drake Dom 24 Mag 2009 - 17:13

Poichè parli della gente che non si riconosce in Berlusconi, mi sento chiamato in causa. In che momento io mi rifarei a valori immutabili? Berlusconi, come dico sempre, non dovrebbe essere considerato adatto a condurre il paese italiano per vari motivi: il suo essere al governo non può che generare conflitto di interessi, ha dimostrato che utilizza la posizione politica per scopi personali (vedi leggi ad personam), se non avesse utilizzato tale posizione sarebbe stato condannato quantomeno per falso in bilancio ed è coinvolto in diversi scandali. Questo per sottolineare le "doti" di questa persona.

Passando poi all'analisi della sua politica: riduzione di fondi per la ricerca e per lo studio... mi fermo qui, mi viene il voltastomaco a pensarci. Un giorno ce ne renderemo conto.

Il nazionalismo è un legame che tanto bene fa ai potenti di turno e che non tutti sentono. Le dinamiche del gruppo umano non sono sempre e necessariamente quelle del nazionalismo, quindi faresti meglio a dire: "capisco la tua non condivisione delle dinamiche di alcuni gruppi umani". Eppure, capisco il tuo non includere il termine "alcuni", poichè non avrebbe più senso dire che la mia non condivisione lascia il tempo che trova.

Io non ho mai pensato che l'Italia sia il peggio del peggio.

La demonizzazione del '68 è tipica di tutti i reazionari. Esattamente quali sono i valori del '68 che hanno portato a una tragedia?

Berlusconi vince grazie a tre motivi: la non coesione della sinistra, la mancanza di un leader di sinistra e le persone che si lasciano imbonire dalle televisioni e dalla facile propaganda.

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Messaggio Da lordtom24 Dom 24 Mag 2009 - 21:08

ERRI8013 ha scritto:Poichè parli della gente che non si riconosce in Berlusconi, mi sento chiamato in causa. In che momento io mi rifarei a valori immutabili? Berlusconi, come dico sempre, non dovrebbe essere considerato adatto a condurre il paese italiano per vari motivi: il suo essere al governo non può che generare conflitto di interessi, ha dimostrato che utilizza la posizione politica per scopi personali (vedi leggi ad personam), se non avesse utilizzato tale posizione sarebbe stato condannato quantomeno per falso in bilancio ed è coinvolto in diversi scandali. Questo per sottolineare le "doti" di questa persona.

Passando poi all'analisi della sua politica: riduzione di fondi per la ricerca e per lo studio... mi fermo qui, mi viene il voltastomaco a pensarci. Un giorno ce ne renderemo conto.

Il nazionalismo è un legame che tanto bene fa ai potenti di turno e che non tutti sentono. Le dinamiche del gruppo umano non sono sempre e necessariamente quelle del nazionalismo, quindi faresti meglio a dire: "capisco la tua non condivisione delle dinamiche di alcuni gruppi umani". Eppure, capisco il tuo non includere il termine "alcuni", poichè non avrebbe più senso dire che la mia non condivisione lascia il tempo che trova.

Io non ho mai pensato che l'Italia sia il peggio del peggio.

La demonizzazione del '68 è tipica di tutti i reazionari. Esattamente quali sono i valori del '68 che hanno portato a una tragedia?

Berlusconi vince grazie a tre motivi: la non coesione della sinistra, la mancanza di un leader di sinistra e le persone che si lasciano imbonire dalle televisioni e dalla facile propaganda.

Tu di che anno sei? Io dell'84, ed ho avuto la sfortuna di crescere in mezzo ad ex sessantottini. A parte il fatto che si tratti della piu' superba, stolta e superficiale umanita' (le poesie di Neruda ed i film di Moretti- che vomito), si tratta essenzialmente di piccoli borghesi individualisti. Nonostante la contestazione politica fosse molto a sinistra i valori imposti non avevano nulla a che fare con l'austerita' ed il senso etico dei vecchi socialisti, o comunisti e persino gli anarchici. Si trattava dell'affermarsi della prima classe consumista, che rivendicava tutto e subito per se, e che chiaramente si ando' a scontrare con i vecchi modi di fare di un paese ancora contadino. Pasolini aveva visto benissimo chi era il popolo e chi erano i borghesi. Con il '68 tutti i valori morali del liberalismo entrarono in Italia- individualismo, consumismo etc etc.
Il vecchio PCI era un'altra cosa, una cosa piu seria.

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Messaggio Da Ludwig von Drake Dom 24 Mag 2009 - 21:32

Buonanotte, Lord, ti rispondo domani con più calma...

PS domattina parto in moto, quindi pretendo i vostri in bocca al lupo!!!

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Messaggio Da lordtom24 Mer 27 Mag 2009 - 17:42

ERRI8013 ha scritto:Buonanotte, Lord, ti rispondo domani con più calma...

PS domattina parto in moto, quindi pretendo i vostri in bocca al lupo!!!

Beh?

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Messaggio Da Ludwig von Drake Mer 27 Mag 2009 - 18:05

lordtom24 ha scritto:
ERRI8013 ha scritto:Buonanotte, Lord, ti rispondo domani con più calma...

PS domattina parto in moto, quindi pretendo i vostri in bocca al lupo!!!

Beh?
Me ne ero dimenticato... mgreen

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Messaggio Da Ludwig von Drake Mer 27 Mag 2009 - 18:18

Di solito preferisco non dire di che anno sono perchè generalmente si tende a inserire una persona in determinate categorie per il suo anno di nascita.

Comunque, sono dell'80. Sono stato "allevato" da una persona che aveva più o meno le tue stesse posizioni e un'altra che quasi ignorava il '68.

Io adoro le poesie di Neruda in originale (scritte in italiano trovo perdono gran parte del loro flavour). Moretti non piace neanche a me.

Il '68 è stato tante cose, tra queste un'esplosione di una situazione che non poteva non esplodere.

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Messaggio Da lordtom24 Mer 27 Mag 2009 - 19:08

ERRI8013 ha scritto:Di solito preferisco non dire di che anno sono perchè generalmente si tende a inserire una persona in determinate categorie per il suo anno di nascita.

Comunque, sono dell'80. Sono stato "allevato" da una persona che aveva più o meno le tue stesse posizioni e un'altra che quasi ignorava il '68.

Io adoro le poesie di Neruda in originale (scritte in italiano trovo perdono gran parte del loro flavour). Moretti non piace neanche a me.

Il '68 è stato tante cose, tra queste un'esplosione di una situazione che non poteva non esplodere.

Ma sai che ti facevo molto piu anziano? E invece siamo quasi coetanei.. buono a sapersi.

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Messaggio Da Ludwig von Drake Mer 27 Mag 2009 - 19:22

lordtom24 ha scritto:Ma sai che ti facevo molto piu anziano?
Me lo dicono in tanti... Credo sia dovuto al mio rincoglionimento precoce... mgreen

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Messaggio Da Kirbmarc Sab 30 Mag 2009 - 20:48

I "valori" dell'austerità? Da quando vivere da poveri è un "valore"?

Perchè bisognerebbe obbligare le persone ad essere povere quando non vogliono esserlo, me lo spiegate? A me questa voglia di "reprimere l'individualismo" e "ripristinare l'austerità" suona molto dittatoriale fascista.

Lo "stato etico" (di cui lo "stato religioso" fa parte) è sostanzialmente una dittatura, ed una dittatura particolarmente pericolosa perchè si insinua nella vita privata dei cittadini, dettando legge su ogni singolo momento della loro vita.

La libertà, invece, consiste proprio nel diritto di regolare sè stessi e le proprie propietà. E' per questo che disprezzo gli ecologisti ad oltranza, o i vari anti-.modernisti, che pretendono, con la scusa del "degrado della società", di dettare legge come le antiche chiese, scrivendo liste di "peccati" da evitare e di comprtamenti "giusti".

Ben venga il consumismo se l'alternativa è una dittatura, per paternalista che sia.

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Messaggio Da Ludwig von Drake Dom 31 Mag 2009 - 14:58

Kirbmarc ha scritto:I "valori" dell'austerità? Da quando vivere da poveri è un "valore"? (...)
Allora, Kirb, innanzitutto austerità non significa povertà.

In secondo luogo, secondo me (e sottolineo secondo me) il consumismo, la dipendenza dalle "cose" e dai mezzi che portano le cose (i "soldi") costituiscono un sistema drogato che fa perdere di vista l'essenza della nostra umanità.

Vedo i danni che porta questo consumismo nelle persone che hanno problemi per arrivare a fine mese e che cambiano auto o comprano il nuovissimo televisore al plasma.

Insegnare che gli oggetti materiale sono semplici oggetti, che chi ha il telefonino nuovo non è meglio di chi ha un telefonino veccho e che non è detto che chi ha l'ultima macchina prodotta debba essere un punto di riferimento è secondo me un buon insegnamento.

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Messaggio Da Kirbmarc Dom 31 Mag 2009 - 15:10

In secondo luogo, secondo me (e sottolineo
secondo me) il consumismo, la dipendenza dalle "cose" e dai mezzi che
portano le cose (i "soldi") costituiscono un sistema drogato che fa
perdere di vista l'essenza della nostra umanità.

Più che altro sono la conseguenza di una maggiore disponibilità di credito, dovuta al sostegno statale alle banche. Comunque, le persone che comprano le "cose" permettono alle fabbriche di funzionare, agli operai di essere pagati, e all'economia di tirare avanti. Scusami se è poco.

Insegnare che gli oggetti materiale sono
semplici oggetti, che chi ha il telefonino nuovo non è meglio di chi ha
un telefonino veccho e che non è detto che chi ha l'ultima macchina
prodotta debba essere un punto di riferimento è secondo me un buon
insegnamento.

Non puoi obbligare la gente ad agire secondo la tua etica, per quanto buona ti sembri. E l'etica dell'austerità è sempree controproducente: oltre a produrre sempre più intrusioni nella vita privata dei cittadini, rallenta l'economia, crea crisi e disoccupazione.

Lo stiamo vedendo proprio adesso: il credito eccessivo (frutto di manovrine del governo USA per pagare il debito pubblico) ha fatto fallire delle banche, provocando il panico e paralizzando i consumi. Il che ha messo in crisi l'industria, lasciato a spasso migliaia di persone e creato una bella crisi planetaria.

Deprimere ulteriormente i consumi non mi sembra una mossa molto furba.

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Messaggio Da Ludwig von Drake Dom 31 Mag 2009 - 15:48

Scusa Kirb, ma quando ho parlato di "obbligare le persone"?

Non ho, piuttosto, parlato di insegnare il mio punto di vista? Forse il termine insegnare può trarre in inganno, esporre credo delinei meglio ciò che intendo.

Io credo che la "crisi" sia insita al sistema tanto a cuore alle nostre plutocrazie globalizzanti.

Consumare ciò di cui abbiamo bisogno ed evitare gli sprechi sono, per me, la giusta strada.

Non pretendo che altri la seguano, mi rendo conto che sia difficile non correre dietro ai vari status symbol.

Io vedo molto meno furbo insistere su un sistema che ha già fallitto e che nasce come una distorsione socio-economica che si regge su sé stessa. Il consumismo non è l'unico sistema possibile.

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