Conviene eliminare le religioni?
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Conviene eliminare le religioni?
E' possibile e soprattutto conviene abolire le religioni?
Dato per scontato che noi atei consideriamo le religioni false, che non ci piacciono, che non siamo consumatori di tal genere di droghe, però siamo sicuri che la loro scomparsa sarebbe vantaggiosa?
E nello specifico della nostra Italia, la crisi che interessa la “religione più o meno di stato” sarà o no una cosa positiva?
Dato per scontato che noi atei consideriamo le religioni false, che non ci piacciono, che non siamo consumatori di tal genere di droghe, però siamo sicuri che la loro scomparsa sarebbe vantaggiosa?
E nello specifico della nostra Italia, la crisi che interessa la “religione più o meno di stato” sarà o no una cosa positiva?
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«Tantum religio potuit suadere malorum»
Lucrezio Caro - De rerum natura
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco,
che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo,
scusandosi col dir: "Non lo conosco"! »
(epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio)
Re: Conviene eliminare le religioni?
1951 abolire ciò che è falso è sempre positivo! Vivere nell'illusione è come vivere da drogato o da ritardato mentale. L'abolizione, non certo violenta e imposta, ma per maturazione culturale, sarebbe un grandissimo passo avanti. Per ora solo un'utopia, però un'utopia che sta iniziando a porre le sue basi. Poi il tempo farà il resto.
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La questione se "Il mondo sia stato creato da Dio, il quale è sempre esistito" si semplifica in "Il mondo è sempre esistito". E' superfluo, e quindi, secondo il rasoio di Occam, sbagliato in senso metodologico, introdurre Dio per spiegare l'esistenza del mondo.
Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem.(Ockham)
Paolo- --------------
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Io invece non sono così ottimista... sui risultati.
Certo se la cosa avvenisse a seguito di una rivoluzionaria trasformazione della società, potrei essere d'accordo con te... ma metti invece uno scenario (assurdo) di questo tipo:
domani Ratzinger e con lui tutto il collegio dei cardinali si presenta in TV (a reti unificate) e annuncia "urbi et orbi" che in virtù della sua nota infallibilità può tranquillamente dichiarare che era tutta una bufala... Dio trino, Dio-Uomo, miracoli e potere di rimettere i peccati, anima immortale, paradiso & inferno ... e naturalmente anche l'infallibilità stessa.
Secondo voi cosa succederebbe?
Certo se la cosa avvenisse a seguito di una rivoluzionaria trasformazione della società, potrei essere d'accordo con te... ma metti invece uno scenario (assurdo) di questo tipo:
domani Ratzinger e con lui tutto il collegio dei cardinali si presenta in TV (a reti unificate) e annuncia "urbi et orbi" che in virtù della sua nota infallibilità può tranquillamente dichiarare che era tutta una bufala... Dio trino, Dio-Uomo, miracoli e potere di rimettere i peccati, anima immortale, paradiso & inferno ... e naturalmente anche l'infallibilità stessa.
Secondo voi cosa succederebbe?
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Parlando dell'Italia o più in generale dell'Europa non credo che la Religione abbia un futuro, stanno mancando tutti i presupposti culturali al suo nutrimento.
Questo perché l'informazione e la relativa consapevolezza hanno aperto brecce importanti, qui tranne qualche fissato non crede più nessuno, o per lo meno sono tutti agnostici, non perché la Chiesa non abbia ancora potere, ne ha tanto, ma perché semplicemente le persone contemporanee credono in quello che vedono.
Questo perché l'informazione e la relativa consapevolezza hanno aperto brecce importanti, qui tranne qualche fissato non crede più nessuno, o per lo meno sono tutti agnostici, non perché la Chiesa non abbia ancora potere, ne ha tanto, ma perché semplicemente le persone contemporanee credono in quello che vedono.
silvio- -------------
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Concordo in parte con quello che dici ma in parte proprio no... mi spiego se per esempio guardiamo alla dottrina della CCAR in campo morale-sessuale è facile accorgersi che non la caga più nessuno.silvio ha scritto:Parlando dell'Italia o più in generale dell'Europa non credo che la Religione abbia un futuro, stanno mancando tutti i presupposti culturali al suo nutrimento.
Questo perché l'informazione e la relativa consapevolezza hanno aperto brecce importanti, qui tranne qualche fissato non crede più nessuno, o per lo meno sono tutti agnostici, non perché la Chiesa non abbia ancora potere, ne ha tanto, ma perché semplicemente le persone contemporanee credono in quello che vedono.
Idem per la dogmatica, che siamo giusto noi atei a conoscerla un po'... i cattolici quei dogmi "indubitabili" manco sanno quali sono!
Però su temi quali morte e "resurrezione", anima immortale, giustizia nell'aldilà, ... miracoli & interventi divini di vario tipo, la gente, anche se un po' di scetticismo c'è, tuttavia vuole "credere", direi quasi che s'impone di credere.
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Penso che basterebbe eliminarne l'influenza sul prossimo, poi scomparirebbe da sola o al massimo diverrebbe qualcosa di molto astratto e più incline al deismo.
Tomhet- -----------
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Non ci crede penso, ma ci spera, ma che possiamo fare, almeno lasciamogli la speranza.
silvio- -------------
- Numero di messaggi : 4404
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Ok, ma oltre alla speranza, a quella funzione di "oppio per il popolo"... ve n'è anche un'altra da non sottovalutare:
Kant diceva (più o meno)che il bene è premio a sé stesso, e il male è castigo a sé stesso.
Nobilissime parole... ma pensate che questa etica possa diventare oggi un'etica "di massa"?
Già gli antichi filosofi greci avevano capito che la "paura degli dei" era necessaria (quanto la legge penale) per governare gli uomini... oggi siamo tanto più avanti di allora, oppure se non è più zuppa è pan bagnato?
Kant diceva (più o meno)che il bene è premio a sé stesso, e il male è castigo a sé stesso.
Nobilissime parole... ma pensate che questa etica possa diventare oggi un'etica "di massa"?
Già gli antichi filosofi greci avevano capito che la "paura degli dei" era necessaria (quanto la legge penale) per governare gli uomini... oggi siamo tanto più avanti di allora, oppure se non è più zuppa è pan bagnato?
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Re: Conviene eliminare le religioni?
paolo1951 ha scritto:Io invece non sono così ottimista... sui risultati.
Certo se la cosa avvenisse a seguito di una rivoluzionaria trasformazione della società, potrei essere d'accordo con te... ma metti invece uno scenario (assurdo) di questo tipo:
domani Ratzinger e con lui tutto il collegio dei cardinali si presenta in TV (a reti unificate) e annuncia "urbi et orbi" che in virtù della sua nota infallibilità può tranquillamente dichiarare che era tutta una bufala... Dio trino, Dio-Uomo, miracoli e potere di rimettere i peccati, anima immortale, paradiso & inferno ... e naturalmente anche l'infallibilità stessa.
Secondo voi cosa succederebbe?
A me sembra di vedere molta gente che dice "io seguo Cristo, non gli uomini o la chiesa" quindi se avvenisse quello che hai detto nell'immediato ci sarebbero suicidi degli ultra-cattolici e gli altri (cattolici non praticanti o cristiani in generale) continuerebbero a credere. La religione è una droga, anche se il papa dicesse che è falsa la gente continuerebbe ad assuefarsi
teto- -----------
- Numero di messaggi : 2136
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Re: Conviene eliminare le religioni?
teto ha scritto:paolo1951 ha scritto:Io invece non sono così ottimista... sui risultati.
Certo se la cosa avvenisse a seguito di una rivoluzionaria trasformazione della società, potrei essere d'accordo con te... ma metti invece uno scenario (assurdo) di questo tipo:
domani Ratzinger e con lui tutto il collegio dei cardinali si presenta in TV (a reti unificate) e annuncia "urbi et orbi" che in virtù della sua nota infallibilità può tranquillamente dichiarare che era tutta una bufala... Dio trino, Dio-Uomo, miracoli e potere di rimettere i peccati, anima immortale, paradiso & inferno ... e naturalmente anche l'infallibilità stessa.
Secondo voi cosa succederebbe?
A me sembra di vedere molta gente che dice "io seguo Cristo, non gli uomini o la chiesa" quindi se avvenisse quello che hai detto nell'immediato ci sarebbero suicidi degli ultra-cattolici e gli altri (cattolici non praticanti o cristiani in generale) continuerebbero a credere. La religione è una droga, anche se il papa dicesse che è falsa la gente continuerebbe ad assuefarsi
Credo che ci sarebbe anche un terzo effetto, la gran massa aderirebbe ad altre religioni ancor più fanatiche del Cattolicesimo (vedi TdG e soprattutto Islam).
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(epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio)
Re: Conviene eliminare le religioni?
NO. Assolutamente.
Se le masse fossero libere e smettessero di accettare la sottomissione a dio, e di conseguenza al Re, al Padrone, al capo..ma se le masse accedessero al principio di eguaglianza degli esseri umani, ci sarebbe il crollo del "sistema umanita'"
Un algoritmo che si autosostiene attraverso il sacrificio spontaneo e volontario di miliardi di esseri umani grazie a due convincimenti, il primo e' il premio che si otterra' una volta morti. Il secondo e' che esiste un essere supremo, e sue emanazioni. Da qui nasce il "principio d'autorita'". Qullo che induce la gente ad accettare un soppruso, a non comprendere delle scelte, a non contestare una legge e ad ubbidire senza caprire.
Se chiunque di noi si sedesse per un attimo nella "stanza dei bottoni" percepirebbe all'istante la necessita' dell'esistenza di dio e delle chiese.
Se le masse fossero libere e smettessero di accettare la sottomissione a dio, e di conseguenza al Re, al Padrone, al capo..ma se le masse accedessero al principio di eguaglianza degli esseri umani, ci sarebbe il crollo del "sistema umanita'"
Un algoritmo che si autosostiene attraverso il sacrificio spontaneo e volontario di miliardi di esseri umani grazie a due convincimenti, il primo e' il premio che si otterra' una volta morti. Il secondo e' che esiste un essere supremo, e sue emanazioni. Da qui nasce il "principio d'autorita'". Qullo che induce la gente ad accettare un soppruso, a non comprendere delle scelte, a non contestare una legge e ad ubbidire senza caprire.
Se chiunque di noi si sedesse per un attimo nella "stanza dei bottoni" percepirebbe all'istante la necessita' dell'esistenza di dio e delle chiese.
delfi68- -------------
- Numero di messaggi : 11242
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Le religioni non sono leggi, e non si possono "abolire" (a meno di non modificare il cervello umano).paolo1951 ha scritto:E' possibile e soprattutto conviene abolire le religioni?
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Steerpike- -----------
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Se il papa decidesse di dire una cosa del genere, verrebbe eliminato. Anche se lo dicesse davanti alla gente, gli verrebbe impedito di proseguire il discorso e, in tempi non troppo sospetti, verrebbe eliminato. Se tutta la Chiesa fosse invece d'accordo con lui ( utopia ), ci vorrebbe una prova. Ma nessuna prova sarebbe tanto grande da eliminare qualunque reticenza presente nei fedeli. La religione cattolica forse potrebbe sparire, o, almeno, diverrebbe molta diversa da quella che è oggigiorno. Ma le altre Chiese cristiane non scomparirebbero, anzi, forse aumenterebbero la loro influenza, così come le altre religioni non cristiane. Comunque non penso proprio che succederà mai una cosa del genere...
moku- -------------
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Re: Conviene eliminare le religioni?
questo thread mi piace molto, mi ricorda vagamente un discorso tentato alcuni mesi orsono ma degenerato prematuramentepaolo1951 ha scritto:E' possibile e soprattutto conviene abolire le religioni?
Dato per scontato che noi atei consideriamo le religioni false, che non ci piacciono, che non siamo consumatori di tal genere di droghe, però siamo sicuri che la loro scomparsa sarebbe vantaggiosa?
E nello specifico della nostra Italia, la crisi che interessa la “religione più o meno di stato” sarà o no una cosa positiva?
dato per scontato che l'idea retrostante le religioni, che esistano entità sovrannaturali o sovrumane, è basata su una costruzione umana, ed è quindi sostanzialmente falsa, proprio come premetti tu,
secondo me vanno considerate bene le funzioni narcotizzante, consolatoria, rassicurante, identitaria personale e comunitaria, di conformazione e mantenimento di strutture gerarchiche di potere ed un altra decine di altri dettagli di questa antichissima struttura ideologica umana.
si deve tenere conto che quello che possiamo osservare ora, prendendo ad esempio la religione diffusa qui in Italia, per rimanere in un ambito meglio conosciuto (anche se equivalente nell'idea generale a qualsiasi altra religione), è il risultato di una stratificazione millenaria di risposte a bisogni personali e sociali, sollecitazioni interne ed esterne, strategie di sviluppo & mantenimento, errori, pressioni di interessi personali e di gruppi, e quant'altro relazionato con essa.
se si volesse magicamente far sparire la religione sarebbe necessario provvedere a sufficienti funzioni e strutture sostitutive che vadano a sopperire positivamente al vuoto lasciato da questa poliedrica attività attualmente svolta dalla religione e dalla sua struttura di rappresentazione.
secondo me interessante sarebbe partire a vedere la cosa da un punto di vista psicologico personale: semplificando moltissimo, cosa succede quando si toglie una abitudine con azione drogante ad una persona ed ad una comunità? quali sono le esperienze pregresse di riferimento, ad esempio nel caso di tossicodipendenze da sostanze che generano assuefazione?
sarebbe utile un contributo qualificato di persone esperte in queste dinamiche per ipotizzare strategie efficaci di liberazione senza o con i minimi effetti collaterali sui coinvolti.
mix- -------------
- Numero di messaggi : 6549
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Re: Conviene eliminare le religioni?
non capisco bene il senso del tuo post mix, in sstanza cosa vuoi dire, che per te possibile o no? o auspicabile o no?
poi bisognerebbe chirire, cosa si intende per eliminare le regligioni? proprio tutte? e solo a livello di istituzioni o pure di insegnamento tradizionale e di scritture sacre? cioè si tratterebbe di proibire la bibbia?
per me è del tutto improponibile, il problema va guardato dal punto di vista opposto, cioè non con constatazioni del tipo ''ci sono le religioni, le cosa vanno come vanno, non tanto bene effettivamente'', alla quale far seguire, peraltro con mancanza di implicazione logica ''quindi è meglio eliminarle e le cose miglioreranno''
per me la situazione è ''molta gente è incline al sentimento religioso, e si dedica ad attività di gruppo o individuali per esercitare la propria fede, come la messa e la preghiera'', quindi la religione c'è perchè c'è gete desiderosa di praticarla, quindi finchè c'è gente disposta a praticarla continuerà ad esitere, salvo nel caso in cui venga proibita, allra probabilmente continuerebbe comunque in forma clandestina...
secondo me bisogna distinguere l' istituzione religiosa e la religione intesa nel senso di sentimento religioso
poi bisognerebbe chirire, cosa si intende per eliminare le regligioni? proprio tutte? e solo a livello di istituzioni o pure di insegnamento tradizionale e di scritture sacre? cioè si tratterebbe di proibire la bibbia?
per me è del tutto improponibile, il problema va guardato dal punto di vista opposto, cioè non con constatazioni del tipo ''ci sono le religioni, le cosa vanno come vanno, non tanto bene effettivamente'', alla quale far seguire, peraltro con mancanza di implicazione logica ''quindi è meglio eliminarle e le cose miglioreranno''
per me la situazione è ''molta gente è incline al sentimento religioso, e si dedica ad attività di gruppo o individuali per esercitare la propria fede, come la messa e la preghiera'', quindi la religione c'è perchè c'è gete desiderosa di praticarla, quindi finchè c'è gente disposta a praticarla continuerà ad esitere, salvo nel caso in cui venga proibita, allra probabilmente continuerebbe comunque in forma clandestina...
secondo me bisogna distinguere l' istituzione religiosa e la religione intesa nel senso di sentimento religioso
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''Spero di non sconvolgere troppo i fisici sperimentali se aggiungo che una buona regola è anche quella di non riporre eccessiva fiducia nei risultati sperimentali finchè non siano confermati dalla teoria''
Akka- -------------
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Re: Conviene eliminare le religioni?
prova a leggerlo più lentamente o più velocementeAkka ha scritto:non capisco bene il senso del tuo post mix, in sstanza cosa vuoi dire, che per te possibile o no? o auspicabile o no?
di solito può sortire buoni effetti
comunque:
se si volesse magicamente far sparire la religione sarebbe necessario provvedere a sufficienti funzioni e strutture sostitutive che vadano a sopperire positivamente al vuoto lasciato da questa poliedrica attività attualmente svolta dalla religione e dalla sua struttura di rappresentazione.
(qui nel post sopra)
di là ho scritto:Akka ha scritto:poi bisognerebbe chirire, cosa si intende per eliminare le regligioni? proprio tutte? e solo a livello di istituzioni o pure di insegnamento tradizionale e di scritture sacre? cioè si tratterebbe di proibire la bibbia?
quindi sostituire le religioni con varie cose con funzioni equivalenti, che non lascino un vuoto incolmato rispetto alla situazione odiernasecondo me vanno considerate bene le funzioni narcotizzante, consolatoria, rassicurante, identitaria personale e comunitaria, di conformazione e mantenimento di strutture gerarchiche di potere ed un altra decine di altri dettagli di questa antichissima struttura ideologica umana.
si OK, siamo abbastanza daccordo.Akka ha scritto:per me è del tutto improponibile, il problema va guardato dal punto di vista opposto, cioè non con constatazioni del tipo ''ci sono le religioni, le cosa vanno come vanno, non tanto bene effettivamente'', alla quale far seguire, peraltro con mancanza di implicazione logica ''quindi è meglio eliminarle e le cose miglioreranno''
Akka, di là ho scrittoAkka ha scritto:per me la situazione è ''molta gente è incline al sentimento religioso, e si dedica ad attività di gruppo o individuali per esercitare la propria fede, come la messa e la preghiera'', quindi la religione c'è perchè c'è gete desiderosa di praticarla, quindi finchè c'è gente disposta a praticarla continuerà ad esitere, salvo nel caso in cui venga proibita, allra probabilmente continuerebbe comunque in forma clandestina...
intendo dire:secondo me interessante sarebbe partire a vedere la cosa da un punto di vista psicologico personale: semplificando moltissimo, cosa succede quando si toglie una abitudine con azione drogante ad una persona ed ad una comunità? quali sono le esperienze pregresse di riferimento, ad esempio nel caso di tossicodipendenze da sostanze che generano assuefazione?
sarebbe utile un contributo qualificato di persone esperte in queste dinamiche per ipotizzare strategie efficaci di liberazione senza o con i minimi effetti collaterali sui coinvolti.
cosa possiamo dire rispetto a altre dipendenze che vengono curate nel mondo reale?
come si procede, quali le difficoltà, quali gli aspetti delicati, .....
forse, per analogia, si possono trarre spunti per idee che si possono adattare alla dipendenza religiosa.
sempre detto che è diverso parlare di struttura o di singole personeAkka ha scritto:secondo me bisogna distinguere l' istituzione religiosa e la religione intesa nel senso di sentimento religioso
mix- -------------
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Certo sono d'accordo anch'io ma non dimentichiamo che le "istituzioni", le "strutture religiose" possono esistere se e perché esistono il sentimento religioso e singole persone religiose!mix ha scritto:...sempre detto che è diverso parlare di struttura o di singole personeAkka ha scritto:secondo me bisogna distinguere l' istituzione religiosa e la religione intesa nel senso di sentimento religioso
Comunque la cosa mi suggerisce una considerazione forse banale:
visto che il sentimento religioso non è probabilmente eliminabile e nemmeno sarebbe auspicabile eliminarlo "per tutti"... dobbiamo pure rassegnarci a rimandare a tempi migliori la realizzazione dello Stato laico e per ora preferire uno Stato se non proprio "cesaropapista", per lo meno sul tipo dell'antica repubblica romana e/o del primo impero.
Cioè alla libertà assoluta di religione sostituire una libertà "condizionata", con una ben precisa suddivisione di "religiones licitae et illicitae".
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Già ma chi è in grado di creare queste "sufficienti funzioni e strutture sostitutive" ???mix ha scritto:...
se si volesse magicamente far sparire la religione sarebbe necessario provvedere a sufficienti funzioni e strutture sostitutive che vadano a sopperire positivamente al vuoto lasciato da questa poliedrica attività attualmente svolta dalla religione e dalla sua struttura di rappresentazione.
E comunque sarebbero sicuramente meglio delle religioni?
Forse non sarebbe più semplice e anche più fattibile "riformare" le religioni esistenti?
Non mi convince, per quanto l'azione della religione sia simile a quella delle droghe, non è la stessa cosa, per esempio un drogato lo puoi forse convincere a non drogarsi quando riesci a dimostrargli che i danni fisici che sta subendo sono ben maggiori dei vantaggi psicologici (tipo, per chi ha il terrore di queste cose, ventilare la minaccia del cancro polmonare ad un fumatore... ma il sottoscritto è la dimostrazione pratica che la cosa non sempre funziona).mix ha scritto:...secondo me interessante sarebbe partire a vedere la cosa da un punto di vista psicologico personale: semplificando moltissimo, cosa succede quando si toglie una abitudine con azione drogante ad una persona ed ad una comunità? quali sono le esperienze pregresse di riferimento, ad esempio nel caso di tossicodipendenze da sostanze che generano assuefazione?
sarebbe utile un contributo qualificato di persone esperte in queste dinamiche per ipotizzare strategie efficaci di liberazione senza o con i minimi effetti collaterali sui coinvolti.
Ma con le religioni questa cosa non è proprio possibile, chi non sa rassegnarsi all'ineluttabilità della morte, giustamente ritiene che comunque la fede religiosa (fosse anche assurda) presenti solo vantaggi!
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Mix ha toccato il punto sensibile e che rende le religioni un oggetto ricercato e voluto. Le religioni ti promettono la rivincita sui torti di una vita infame, ti regalano la promessa della vita eterna, di un padre protettivo e presente..la scappatoia per ottenere un occhio di riguardo, non ammalarsi o guarire..
Cos'altro puo' offrire beni tanto preziosi? ..cosi tanto preziosi che l'umanita' si accontenta anche solo di averli in promessa, senza prove, sulla fiducia, con piena fede e con qualunque rinuncia di prove o conferme..
Credo che dio e le religioni siano insostituibili..
Cos'altro puo' offrire beni tanto preziosi? ..cosi tanto preziosi che l'umanita' si accontenta anche solo di averli in promessa, senza prove, sulla fiducia, con piena fede e con qualunque rinuncia di prove o conferme..
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delfi68- -------------
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Re: Conviene eliminare le religioni?
eppure in ineluttabile cambiamento, come tutto nell'universodelfi68 ha scritto:Credo che dio e le religioni siano insostituibili..
l'andamento delle vocazioni è un segnale importante: senza preti come fanno?
passano al virtuale? (se il modello è quel che gira su questo forum, siamo a posto )
quindi io ipotizzo una possibile sostituzione futuristica delle religioni con componenti differenti, più laiche.
le funzioni da te ricordate sono solo alcune di quelle svolte dalla religione
una maggior conoscenza, istruzione, delle persone secondo me libera gradualmente anche dalle necessità da te ricordate.
seppur diverse, sono opinioni che credo egualmente lecite e sostenibili e/o opinabili in quanto tali.
o NO?
mix- -------------
- Numero di messaggi : 6549
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Ah..certo! ..con il sopravvanzare della circolazione delle informazioni, della scolarizzazione e del progresso in genere, queste religioni iniziano a diventare roba vecchia..poco digeribile anche per i meglio disposti..
Non so se ci sono statistiche a riguardo delle nuove religioni emergenti e le loro caratteristiche..
Ad ogni modo penso che la New Age, forse rispondeva gia' qualche hanno fa a questa necessita' di ammodernamento delle dottrine..
Non so se ci sono statistiche a riguardo delle nuove religioni emergenti e le loro caratteristiche..
Ad ogni modo penso che la New Age, forse rispondeva gia' qualche hanno fa a questa necessita' di ammodernamento delle dottrine..
delfi68- -------------
- Numero di messaggi : 11242
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Re: Conviene eliminare le religioni?
In effetti sembra che si vada, perlomeno qui in occidente, grazie soprattutto alla cultura media, verso forme di religiosità perlomeno più aperte e meno legate a qualche dottrina.
C'è da chiedersi se però questa roba non sia il prodotto di scarto della ormai poco digeribile religione cristiana classica o qualcosa che effettivamente nasce nelle persone senza influenze passate.
C'è da chiedersi se però questa roba non sia il prodotto di scarto della ormai poco digeribile religione cristiana classica o qualcosa che effettivamente nasce nelle persone senza influenze passate.
Tomhet- -----------
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Re: Conviene eliminare le religioni?
mix ha scritto:(se il modello è quel che gira su questo forum, siamo a posto )
Finché ci scrivi, ne fai parte.
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You think normal people just wake up one morning and decide they're going to work in a prison? They're perverts, every last one of them. (Vanessa)
Rasputin- ..............
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Re: Conviene eliminare le religioni?
sveglia ! ! ! !Rasputin ha scritto:mix ha scritto:(se il modello è quel che gira su questo forum, siamo a posto )
Finché ci scrivi, ne fai parte.
il riferimento era a don alberto
mix- -------------
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Re: Conviene eliminare le religioni?
mix ha scritto:sveglia ! ! ! !Rasputin ha scritto:mix ha scritto:(se il modello è quel che gira su questo forum, siamo a posto )
Finché ci scrivi, ne fai parte.
il riferimento era a don alberto
Non tange. Finché ci scrivi ne fai parte (Aggiorna i contatori)
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Re: Conviene eliminare le religioni?
sveglia ! ! ! !Rasputin ha scritto:mix ha scritto:Rasputin ha scritto:mix ha scritto:(se il modello è quel che gira su questo forum, siamo a posto )
Finché ci scrivi, ne fai parte.
il riferimento era a don alberto
Non tange. Finché ci scrivi ne fai parte (Aggiorna i contatori)
e 2
forse non lo sai, ma i contatori del profilo si aggiornano in automatico
quelli in calce alla tua firma li devi aggiornare tu a manina
io non faccio cose così stupide, che diventano scorrette al primo soffio di vento
come pure quella di curarmi dei contatori:
è molto buffa perciò la tua interpretazione errata della mia frase;
non ne azzecchi più una ormai;
ho un'ipotesi impronunciabile come spiegazione di questa defaillance
mix- -------------
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Re: Conviene eliminare le religioni?
mix ha scritto:
forse non lo sai, ma i contatori del profilo si aggiornano in automatico
quelli in calce alla tua firma li devi aggiornare tu a manina
Benvenuto ispettore Closeau
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Re: Conviene eliminare le religioni?
grazie PanteraRasputin ha scritto:mix ha scritto:
forse non lo sai, ma i contatori del profilo si aggiornano in automatico
quelli in calce alla tua firma li devi aggiornare tu a manina
Benvenuto ispettore Closeau
ed aggiorna i contatori ....
mix- -------------
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Conviene eliminare le religioni?
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Re: Conviene eliminare le religioni?
io ribalto ls questione, conviene eliminare l' ateismo?
non è più o meno una domanda dello stesso ordine? a no, giusto, perchè gli atei sono i normali e i credenti quelli strani
va be apparte gli scherzi, è una domanda diffiile, e sulle questioni così complicate è sempre difficile fare previsioni attendibili(per conoscere le conseguenze reali di un fenomeno biogna o osservarle, il che non è possibile nel nostro caso, o conoscere umolto bene tutte le implicazioni e le relazioni che ha quel fenomeno col resto del mondo, e comunque avremmo solo un risultato simile, e magari neppure, infatti come è noto teoria e pratica differiscono di molto)
e poi ''conviene'', è una parola ambigua, che sostiene vari significati, cioè siamo parlando di convenienza economica? o di convenienza rispetto ai diritti civili? o convenienza rispetto a cosa? e soprattutto a chi è indirizzata questa convenienza, agli atei? ma gli atei non sono la totalità del mondo, sono solo una piccola parte, anche se voi sosterrete che è la migliore...io mi riservo il permesso di dubitarne
non è più o meno una domanda dello stesso ordine? a no, giusto, perchè gli atei sono i normali e i credenti quelli strani
va be apparte gli scherzi, è una domanda diffiile, e sulle questioni così complicate è sempre difficile fare previsioni attendibili(per conoscere le conseguenze reali di un fenomeno biogna o osservarle, il che non è possibile nel nostro caso, o conoscere umolto bene tutte le implicazioni e le relazioni che ha quel fenomeno col resto del mondo, e comunque avremmo solo un risultato simile, e magari neppure, infatti come è noto teoria e pratica differiscono di molto)
e poi ''conviene'', è una parola ambigua, che sostiene vari significati, cioè siamo parlando di convenienza economica? o di convenienza rispetto ai diritti civili? o convenienza rispetto a cosa? e soprattutto a chi è indirizzata questa convenienza, agli atei? ma gli atei non sono la totalità del mondo, sono solo una piccola parte, anche se voi sosterrete che è la migliore...io mi riservo il permesso di dubitarne
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''Spero di non sconvolgere troppo i fisici sperimentali se aggiungo che una buona regola è anche quella di non riporre eccessiva fiducia nei risultati sperimentali finchè non siano confermati dalla teoria''
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Re: Conviene eliminare le religioni?
delfi68 ha scritto:Ah..certo! ..con il sopravvanzare della circolazione delle informazioni, della scolarizzazione e del progresso in genere, queste religioni iniziano a diventare roba vecchia..poco digeribile anche per i meglio disposti..
Non so se ci sono statistiche a riguardo delle nuove religioni emergenti e le loro caratteristiche..
Ad ogni modo penso che la New Age, forse rispondeva gia' qualche hanno fa a questa necessita' di ammodernamento delle dottrine..
certo certo, è questo lo scopo della new age, cioè quello di soddisfare i bisogni spirituali dell uomo contemporaneo che on ha più la capacità, la voglia, la dedizione, la fede necessarie per accostarsi agli insegnamenti tradizionali, quindi offrono delle forme di spiritualità ibride, che mescolano assieme un po' tutto, animismo, preghiera, yoga, meditazione e chissa che altro...senza però l' adozione di dogmi o di apparati teoretici-teologici complessi e rigidi...
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Non prenderla così calda!Akka ha scritto:io ribalto ls questione, conviene eliminare l' ateismo?
non è più o meno una domanda dello stesso ordine? a no, giusto, perchè gli atei sono i normali e i credenti quelli strani
va be apparte gli scherzi, è una domanda diffiile, e sulle questioni così complicate è sempre difficile fare previsioni attendibili(per conoscere le conseguenze reali di un fenomeno biogna o osservarle, il che non è possibile nel nostro caso, o conoscere umolto bene tutte le implicazioni e le relazioni che ha quel fenomeno col resto del mondo, e comunque avremmo solo un risultato simile, e magari neppure, infatti come è noto teoria e pratica differiscono di molto)
e poi ''conviene'', è una parola ambigua, che sostiene vari significati, cioè siamo parlando di convenienza economica? o di convenienza rispetto ai diritti civili? o convenienza rispetto a cosa? e soprattutto a chi è indirizzata questa convenienza, agli atei? ma gli atei non sono la totalità del mondo, sono solo una piccola parte, anche se voi sosterrete che è la migliore...io mi riservo il permesso di dubitarne
Mi sembrava che fosse chiaro che la domanda era rivolta a coloro che in generale ritengono le religioni un qualcosa di negativo... e comunque sotto-intendeva pur sempre il riconoscimento di una possibile utilità sociale della religione.
Inoltre partivo dal presupposto che nella storia, per molti secoli l'ateismo fu inesistente o quasi, mentre il contrario l'inesistenza della religione mi sembra che non si sia mai verificato.
Infine la mia domanda e la tua (conviene abolire l'ateismo) in un certo senso sono un po' la stessa cosa: se infatti non convenisse abolire le religioni... ne deriverebbe che conviene abolire l'ateismo!
O meglio diciamo che sono stato troppo drastico usando la parola "eliminare"... usiamo invece "non diffondere", "non propagandare" e vedrai che l'assunto di prima diventa più condivisibile per tutti:
se le religioni fossero "necessarie" o comunque molto utili per l'uomo medio, per la sua felicità, per indurlo a tenere un comportamento eticamente corretto, conviene che il numero degli atei sia molto limitato.
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Lucrezio Caro - De rerum natura
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco,
che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo,
scusandosi col dir: "Non lo conosco"! »
(epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio)
Re: Conviene eliminare le religioni?
La religione intesa come organizzazione religiosa indì la chiesa è del tutto inutile. Basta darsi un'occhiata intorno. Pone ostacoli e lucra sulla gente.
Il potere della chiesa risiede in chi ne fa parte, nei suoi possedimenti materiali che ne fanno un'entita temporale, politica e sociale. Quindi la chiesa intesa come organizzazione(che rappresenta il vero problema della religione), non ha niente a che fare con l'aspetto spirituale della religione. L'uomo che ne senta il bisogno, può esternare la propria spiritualità come più gli aggrada. Purchè non danneggi o costringa nessuno nel farlo. In pratica saremmo liberi di credere ciò che vogliamo e questo credo valga più di qualsiasi speranza o promessa.
La crisi che le religioni cosi dette secolari stanno attraversando, nell'era moderna non sempre è una cosa positiva. Il problema risiede nella continua necessità di alcuni individui di credere, in qualcosa che li liberi dalla paura della morte o che gli permetta di assolversi da azioni commesse scaricandosi la coscienza. Ciò trascina la gente che percepisce l'inconsistenza e le contraddizioni delle religioni ad abbracciare altre dottrine o teorie che gli permettano di colmare il vuoto; esso però non è il vuoto lasciato dalla religione, bensì una forma di deviazione psicologica causata dalla "religione" stessa. Con le sue imposizioni, divieti e dogmi mirati a plagiare la psiche dei fedeli. Per liberarsi da ciò basterebbe una educazione razionale e fondata sulla conoscenza diretta della realtà in cui viviamo. Essa creerebbe una coscienza sana e soprattutto libera.
La speranza insieme con le opere caritatevoli della chiesa, vengono indicate come le caratteristiche positive che fanno della religione una buona cosa agli occhi dei fedeli ma anche di gnostici e atei poco convinti. Ma analizzando concretamente la situazione, ci risultà palese come la speranza tanto decantata, essendo soltanto un'illusione crei uno stato di inconscia sottomissione a chi decide e disegna il nostro destino. Pertanto prefigura oltre al plagio l'annientamento dei diritti dei fedeli aderenti alla religione, che perdono la possibilità di dissentire o opporsi ad una decisione anche se li svantaggia o peggio danneggia. Le opere caritatevoli invece scaturiscono dall'animo umano non certo dalla chiesa inquanto organizzazione. Percui possiamo sostenere con buona approssimazione che anche qualora la chiesa si dovesse dissolvere le brave persone continueranno ad essere tali come è sempre stato. Oltre tutto le organizzazioni umanitarie non sono tutte religiose anzi.
Non dobbiamo dimenticare che la speranza in qualcosa che non esiste porta alla creazione di presupposti sbagliati sui quali fonderemo la nostra etica e la logica che in essa poniamo. In conclusione la religione vista come dottrina, dogmatica e totalitaria potrebbe essere abbandonata anche domani. Fermo restando l'assunto che la spiritualità individuale è da considerarsi l'unica forma di religione o per meglio dire di culto positiva dal punto di vista sociale, poichè non crea diseguaglianze o attriti tra gli individui.
Il potere della chiesa risiede in chi ne fa parte, nei suoi possedimenti materiali che ne fanno un'entita temporale, politica e sociale. Quindi la chiesa intesa come organizzazione(che rappresenta il vero problema della religione), non ha niente a che fare con l'aspetto spirituale della religione. L'uomo che ne senta il bisogno, può esternare la propria spiritualità come più gli aggrada. Purchè non danneggi o costringa nessuno nel farlo. In pratica saremmo liberi di credere ciò che vogliamo e questo credo valga più di qualsiasi speranza o promessa.
La crisi che le religioni cosi dette secolari stanno attraversando, nell'era moderna non sempre è una cosa positiva. Il problema risiede nella continua necessità di alcuni individui di credere, in qualcosa che li liberi dalla paura della morte o che gli permetta di assolversi da azioni commesse scaricandosi la coscienza. Ciò trascina la gente che percepisce l'inconsistenza e le contraddizioni delle religioni ad abbracciare altre dottrine o teorie che gli permettano di colmare il vuoto; esso però non è il vuoto lasciato dalla religione, bensì una forma di deviazione psicologica causata dalla "religione" stessa. Con le sue imposizioni, divieti e dogmi mirati a plagiare la psiche dei fedeli. Per liberarsi da ciò basterebbe una educazione razionale e fondata sulla conoscenza diretta della realtà in cui viviamo. Essa creerebbe una coscienza sana e soprattutto libera.
La speranza insieme con le opere caritatevoli della chiesa, vengono indicate come le caratteristiche positive che fanno della religione una buona cosa agli occhi dei fedeli ma anche di gnostici e atei poco convinti. Ma analizzando concretamente la situazione, ci risultà palese come la speranza tanto decantata, essendo soltanto un'illusione crei uno stato di inconscia sottomissione a chi decide e disegna il nostro destino. Pertanto prefigura oltre al plagio l'annientamento dei diritti dei fedeli aderenti alla religione, che perdono la possibilità di dissentire o opporsi ad una decisione anche se li svantaggia o peggio danneggia. Le opere caritatevoli invece scaturiscono dall'animo umano non certo dalla chiesa inquanto organizzazione. Percui possiamo sostenere con buona approssimazione che anche qualora la chiesa si dovesse dissolvere le brave persone continueranno ad essere tali come è sempre stato. Oltre tutto le organizzazioni umanitarie non sono tutte religiose anzi.
Non dobbiamo dimenticare che la speranza in qualcosa che non esiste porta alla creazione di presupposti sbagliati sui quali fonderemo la nostra etica e la logica che in essa poniamo. In conclusione la religione vista come dottrina, dogmatica e totalitaria potrebbe essere abbandonata anche domani. Fermo restando l'assunto che la spiritualità individuale è da considerarsi l'unica forma di religione o per meglio dire di culto positiva dal punto di vista sociale, poichè non crea diseguaglianze o attriti tra gli individui.
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Avetto85 ha scritto:La religione intesa come organizzazione religiosa indì la chiesa è del tutto inutile. Basta darsi un'occhiata intorno. Pone ostacoli e lucra sulla gente.
Il potere della chiesa risiede in chi ne fa parte, nei suoi possedimenti materiali che ne fanno un'entita temporale, politica e sociale. Quindi la chiesa intesa come organizzazione(che rappresenta il vero problema della religione), non ha niente a che fare con l'aspetto spirituale della religione. L'uomo che ne senta il bisogno, può esternare la propria spiritualità come più gli aggrada. Purchè non danneggi o costringa nessuno nel farlo. In pratica saremmo liberi di credere ciò che vogliamo e questo credo valga più di qualsiasi speranza o promessa.
La crisi che le religioni cosi dette secolari stanno attraversando, nell'era moderna non sempre è una cosa positiva. Il problema risiede nella continua necessità di alcuni individui di credere, in qualcosa che li liberi dalla paura della morte o che gli permetta di assolversi da azioni commesse scaricandosi la coscienza. Ciò trascina la gente che percepisce l'inconsistenza e le contraddizioni delle religioni ad abbracciare altre dottrine o teorie che gli permettano di colmare il vuoto; esso però non è il vuoto lasciato dalla religione, bensì una forma di deviazione psicologica causata dalla "religione" stessa. Con le sue imposizioni, divieti e dogmi mirati a plagiare la psiche dei fedeli. Per liberarsi da ciò basterebbe una educazione razionale e fondata sulla conoscenza diretta della realtà in cui viviamo. Essa creerebbe una coscienza sana e soprattutto libera.
La speranza insieme con le opere caritatevoli della chiesa, vengono indicate come le caratteristiche positive che fanno della religione una buona cosa agli occhi dei fedeli ma anche di gnostici e atei poco convinti. Ma analizzando concretamente la situazione, ci risultà palese come la speranza tanto decantata, essendo soltanto un'illusione crei uno stato di inconscia sottomissione a chi decide e disegna il nostro destino. Pertanto prefigura oltre al plagio l'annientamento dei diritti dei fedeli aderenti alla religione, che perdono la possibilità di dissentire o opporsi ad una decisione anche se li svantaggia o peggio danneggia. Le opere caritatevoli invece scaturiscono dall'animo umano non certo dalla chiesa inquanto organizzazione. Percui possiamo sostenere con buona approssimazione che anche qualora la chiesa si dovesse dissolvere le brave persone continueranno ad essere tali come è sempre stato. Oltre tutto le organizzazioni umanitarie non sono tutte religiose anzi.
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Abbiamo anche una sezione dedicata alle presentazioni, se ti va: http://atei.forumitalian.com/f4-presentazioni-comunicazioni-regolamento
Potresti definire "spiritualità"?
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Re: Conviene eliminare le religioni?
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Rasputin ha scritto:Che inizio di merda avetto
A cosa ti riferisci?
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Salve e grazie del benvenuto.Minsky ha scritto:Avetto85 ha scritto:La religione intesa come organizzazione religiosa indì la chiesa è del tutto inutile. Basta darsi un'occhiata intorno. Pone ostacoli e lucra sulla gente.
Il potere della chiesa risiede in chi ne fa parte, nei suoi possedimenti materiali che ne fanno un'entita temporale, politica e sociale. Quindi la chiesa intesa come organizzazione(che rappresenta il vero problema della religione), non ha niente a che fare con l'aspetto spirituale della religione. L'uomo che ne senta il bisogno, può esternare la propria spiritualità come più gli aggrada. Purchè non danneggi o costringa nessuno nel farlo. In pratica saremmo liberi di credere ciò che vogliamo e questo credo valga più di qualsiasi speranza o promessa.
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Non dobbiamo dimenticare che la speranza in qualcosa che non esiste porta alla creazione di presupposti sbagliati sui quali fonderemo la nostra etica e la logica che in essa poniamo. In conclusione la religione vista come dottrina, dogmatica e totalitaria potrebbe essere abbandonata anche domani. Fermo restando l'assunto che la spiritualità individuale è da considerarsi l'unica forma di religione o per meglio dire di culto positiva dal punto di vista sociale, poichè non crea diseguaglianze o attriti tra gli individui.
Abbiamo anche una sezione dedicata alle presentazioni, se ti va: http://atei.forumitalian.com/f4-presentazioni-comunicazioni-regolamento
Potresti definire "spiritualità"?
Mi scuso per non essermi presentato prima ma dopo aver letto i post ho iniziato a scrivere di getto, inoltre non sono molto pratico di forum se devo dire la verità. Comunque ho provveduto.
Per spiritualità intendo le forme di culto spontanee ed arcaiche ad esempio: la venerazione dei morti o di figure importanti per la società, l'adorazione ed esaltazione della natura, in sostanza tutte le forme di culto non organizzate e soprattutto non imposte, di libera adesione. Sebbene personalmente reputo che l'uomo non abbia bisogno neanche di queste manifestazioni, è a mio avviso l'unica forma di religione che non lede nessuno percui secondo me l'unica ammissibile.
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Ah, ecco. Io invece questo genere di manifestazioni le chiamo "puerilità". Vedi come può essere delicata la semantica, alle volte.Avetto85 ha scritto:
Salve e grazie del benvenuto.
Mi scuso per non essermi presentato prima ma dopo aver letto i post ho iniziato a scrivere di getto, inoltre non sono molto pratico di forum se devo dire la verità. Comunque ho provveduto.
Per spiritualità intendo le forme di culto spontanee ed arcaiche ad esempio: la venerazione dei morti o di figure importanti per la società, l'adorazione ed esaltazione della natura, in sostanza tutte le forme di culto non organizzate e soprattutto non imposte, di libera adesione. Sebbene personalmente reputo che l'uomo non abbia bisogno neanche di queste manifestazioni, è a mio avviso l'unica forma di religione che non lede nessuno percui secondo me l'unica ammissibile.
E non penso che possa esistere una "forma di religione" del tutto innocua. Non sarebbe religione.
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Re: Conviene eliminare le religioni?
E si è proprio vero, i vari vocaboli vanno giustapposti, ma anche interpretati. Io ho usato "spiritualità" soprattutto per fare una distinzione, tra la religione fatta di dogmi e istituzioni che definisco "chiesa/e", e tutto ciò che è il culto del popolo. Che obbiettivamente ricalca più da vicino il paganesimo che il monoteismo.Minsky ha scritto:Ah, ecco. Io invece questo genere di manifestazioni le chiamo "puerilità". Vedi come può essere delicata la semantica, alle volte.Avetto85 ha scritto:
Salve e grazie del benvenuto.
Mi scuso per non essermi presentato prima ma dopo aver letto i post ho iniziato a scrivere di getto, inoltre non sono molto pratico di forum se devo dire la verità. Comunque ho provveduto.
Per spiritualità intendo le forme di culto spontanee ed arcaiche ad esempio: la venerazione dei morti o di figure importanti per la società, l'adorazione ed esaltazione della natura, in sostanza tutte le forme di culto non organizzate e soprattutto non imposte, di libera adesione. Sebbene personalmente reputo che l'uomo non abbia bisogno neanche di queste manifestazioni, è a mio avviso l'unica forma di religione che non lede nessuno percui secondo me l'unica ammissibile.
E non penso che possa esistere una "forma di religione" del tutto innocua. Non sarebbe religione.
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Me anche. Homo religiosus è.paolo1951 ha scritto:Io invece non sono così ottimista
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Avetto85 ha scritto:
E si è proprio vero, i vari vocaboli vanno giustapposti, ma anche interpretati. Io ho usato "spiritualità" soprattutto per fare una distinzione, tra la religione fatta di dogmi e istituzioni che definisco "chiesa/e", e tutto ciò che è il culto del popolo. Che obbiettivamente ricalca più da vicino il paganesimo che il monoteismo.
Culto del popolo? Potrresti specificare meglio?
selfie ha scritto:Me anche. Homo religiosus è.paolo1951 ha scritto:Io invece non sono così ottimista
Non credo
http://atei.forumitalian.com/t2160-ricerca-sull-origine-del-sentimento-religioso
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Solo gli imbecilli.selfie ha scritto:Me anche. Homo religiosus è.paolo1951 ha scritto:Io invece non sono così ottimista
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Ho usato l'espressione "culto del popolo", per indicare tutti quei comportamenti che non sono dettati dal culto così detto ortodosso. In pratica mi riferisco alle vestigia dei culti pagani, che tuttora permeano la società monoteista (il culto dei santi o delle figure carismatiche ad esempio), nonostante i tentativi di soppressione passati e presenti. La popolazione per quanto gli venga imposto di rinunciare alle proprie credenze, ne conserva sempre il ricordo e data la natura palesemente erronea della dottrina imposta (dagli evangelizzatori monoteisti) continua ad avvalersi della sua logica precedente per rapportarsi con la realtà. Ciò possiamo verificarlo in qualsiasi paese italiano, tra i credenti la parte più fervente venera il santo locale prima ancora che la divinità principale. Questo è un puro esempio di paganesimo, che di certo non è ciò che la chiesa voleva ottenere. Per questo motivo penso sià importante fare una distinzione tra l'istituzione (la chiesa), i suoi tirapiedi (i sacerdoti e funzionari), e i fedeli (il popolo) che pur essendo questi ultimi parte del fenomeno (la religione), hanno in esso il ruolo di cavie. Quindi riassumendo i culti spontanei e arcaici non organizzati sono ciò che intendo con "culto del popolo".Rasputin ha scritto:Avetto85 ha scritto:
E si è proprio vero, i vari vocaboli vanno giustapposti, ma anche interpretati. Io ho usato "spiritualità" soprattutto per fare una distinzione, tra la religione fatta di dogmi e istituzioni che definisco "chiesa/e", e tutto ciò che è il culto del popolo. Che obbiettivamente ricalca più da vicino il paganesimo che il monoteismo.
Culto del popolo? Potrresti specificare meglio?
Mi riferisco a questi non come forma di religione positiva o corretta, ma per la maggior linearità del pensiero che vi è alla base. Mi spiego meglio : arrivare dal paganesimo ad una forma mentis libera dal concetto di religione è molto più semplice che operare lo stesso cambiamento per chi ha adottato l'ideologia monoteistica. Ciò è dovuto alla travisazione voluta da chi diffonde le dottrine imperanti.
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Avetto85 ha scritto:
Ho usato l'espressione "culto del popolo", per indicare tutti quei comportamenti che non sono dettati dal culto così detto ortodosso. In pratica mi riferisco alle vestigia dei culti pagani, che tuttora permeano la società monoteista (il culto dei santi o delle figure carismatiche ad esempio), nonostante i tentativi di soppressione passati e presenti. La popolazione per quanto gli venga imposto di rinunciare alle proprie credenze, ne conserva sempre il ricordo e data la natura palesemente erronea della dottrina imposta (dagli evangelizzatori monoteisti) continua ad avvalersi della sua logica precedente per rapportarsi con la realtà. Ciò possiamo verificarlo in qualsiasi paese italiano, tra i credenti la parte più fervente venera il santo locale prima ancora che la divinità principale. Questo è un puro esempio di paganesimo, che di certo non è ciò che la chiesa voleva ottenere. Per questo motivo penso sià importante fare una distinzione tra l'istituzione (lachiesamafia), i suoi tirapiedi (isacerdoti e funzionarikiller e capibanda), e i fedeli (il popologli omertosi) che pur essendo questi ultimi parte del fenomeno (lareligionemafia), hanno in esso il ruolo dicaviemaestranze. Quindi riassumendo i culti spontanei e arcaici non organizzati sono ciò che intendo con "culto del popolo".
Mi riferisco a questi non come forma di religione positiva o corretta, ma per la maggior linearità del pensiero che vi è alla base. Mi spiego meglio : arrivare dal paganesimo ad una forma mentis libera dal concetto di religione è molto più semplice che operare lo stesso cambiamento per chi ha adottato l'ideologia monoteistica. Ciò è dovuto alla travisazione voluta da chi diffonde le dottrine imperanti.
Ok, dal punto di vista antropoculturale non fa una grinza. Ho cambiato un paio di termini, vedi se sei ancora d'accordo.
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Mi trovo perfettamente d'accordo, il significato è lo stesso. Ho voluto usare termini più neutrali per esaltare il senso del discorso più che le detonazioni semantiche.Rasputin ha scritto:Avetto85 ha scritto:
Ho usato l'espressione "culto del popolo", per indicare tutti quei comportamenti che non sono dettati dal culto così detto ortodosso. In pratica mi riferisco alle vestigia dei culti pagani, che tuttora permeano la società monoteista (il culto dei santi o delle figure carismatiche ad esempio), nonostante i tentativi di soppressione passati e presenti. La popolazione per quanto gli venga imposto di rinunciare alle proprie credenze, ne conserva sempre il ricordo e data la natura palesemente erronea della dottrina imposta (dagli evangelizzatori monoteisti) continua ad avvalersi della sua logica precedente per rapportarsi con la realtà. Ciò possiamo verificarlo in qualsiasi paese italiano, tra i credenti la parte più fervente venera il santo locale prima ancora che la divinità principale. Questo è un puro esempio di paganesimo, che di certo non è ciò che la chiesa voleva ottenere. Per questo motivo penso sià importante fare una distinzione tra l'istituzione (lachiesamafia), i suoi tirapiedi (isacerdoti e funzionarikiller e capibanda), e i fedeli (il popologli omertosi) che pur essendo questi ultimi parte del fenomeno (lareligionemafia), hanno in esso il ruolo dicaviemaestranze. Quindi riassumendo i culti spontanei e arcaici non organizzati sono ciò che intendo con "culto del popolo".
Mi riferisco a questi non come forma di religione positiva o corretta, ma per la maggior linearità del pensiero che vi è alla base. Mi spiego meglio : arrivare dal paganesimo ad una forma mentis libera dal concetto di religione è molto più semplice che operare lo stesso cambiamento per chi ha adottato l'ideologia monoteistica. Ciò è dovuto alla travisazione voluta da chi diffonde le dottrine imperanti.
Ok, dal punto di vista antropoculturale non fa una grinza. Ho cambiato un paio di termini, vedi se sei ancora d'accordo.
Devo precisare solo che coloro che io definisco "cavie", li vedo più come protagonisti inconsapevoli che come "maestranze" attive. Fermo restando sulla responsabilità che essi hanno nella perpetrazione del potere delle chiese.
Avetto85- ------------
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Avetto85 ha scritto:
Mi trovo perfettamente d'accordo, il significato è lo stesso. Ho voluto usare termini più neutrali per esaltare il senso del discorso più che le detonazioni semantiche.
Devo precisare solo che coloro che io definisco "cavie", li vedo più come protagonisti inconsapevoli che come "maestranze" attive. Fermo restando sulla responsabilità che essi hanno nella perpetrazione del potere delle chiese.
Potrei suggerire "pecore", magari ci troviamo d'accordo poi su tutto
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Rasputin- ..............
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Si senza dubbio.Rasputin ha scritto:Avetto85 ha scritto:
Mi trovo perfettamente d'accordo, il significato è lo stesso. Ho voluto usare termini più neutrali per esaltare il senso del discorso più che le detonazioni semantiche.
Devo precisare solo che coloro che io definisco "cavie", li vedo più come protagonisti inconsapevoli che come "maestranze" attive. Fermo restando sulla responsabilità che essi hanno nella perpetrazione del potere delle chiese.
Potrei suggerire "pecore", magari ci troviamo d'accordo poi su tutto
Avetto85- ------------
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Re: Conviene eliminare le religioni?
Salve. per Rasputin : il tuo richiamo alle pecore è del tutto adeguato.
La credulità e - all'interno del conformismo - la docilità umana è in effetti qualcosa di stupefacente. La Chiesa che, dopo essersi preoccupata ed occupata di regolare ogni aspetto della vita dei credenti, provoca infine il loro giubilo plaudente affermando: ecco fatto.....ora voi sarete il gregge delle pecorelle ed i nostri funzionari saranno i vostri pastori (è noto che il pastore ama profondamente il proprio gregge.... ne ha bisogno per sfruttarlo sia da gregge vivo che da gregge morto).
Come si fa a non diventare cinici davanti a simili mostruosità !!??
La credulità e - all'interno del conformismo - la docilità umana è in effetti qualcosa di stupefacente. La Chiesa che, dopo essersi preoccupata ed occupata di regolare ogni aspetto della vita dei credenti, provoca infine il loro giubilo plaudente affermando: ecco fatto.....ora voi sarete il gregge delle pecorelle ed i nostri funzionari saranno i vostri pastori (è noto che il pastore ama profondamente il proprio gregge.... ne ha bisogno per sfruttarlo sia da gregge vivo che da gregge morto).
Come si fa a non diventare cinici davanti a simili mostruosità !!??
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Re: Conviene eliminare le religioni?
viator ha scritto:Salve. per Rasputin : il tuo richiamo alle pecore è del tutto adeguato.
La credulità e - all'interno del conformismo - la docilità umana è in effetti qualcosa di stupefacente. La Chiesa che, dopo essersi preoccupata ed occupata di regolare ogni aspetto della vita dei credenti, provoca infine il loro giubilo plaudente affermando: ecco fatto.....ora voi sarete il gregge delle pecorelle ed i nostri funzionari saranno i vostri pastori (è noto che il pastore ama profondamente il proprio gregge.... ne ha bisogno per sfruttarlo sia da gregge vivo che da gregge morto).
Come si fa a non diventare cinici davanti a simili mostruosità !!??
Un po' di sano cinismo non ha mai fatto male a nessuno
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