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Amish: l'elogio dell'isolamento.

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Messaggio Da Comune mortale Ven 27 Mar 2009 - 15:10





Ho visto il video e mi da la nausea. Mi da di lavaggio di cervello. Gente che rifiuta il progresso scientifico e razionale, e canta e prega e mangia. Mi sa di follia imbellettata: non anndrebbero capiti ma curati: scusate lo sfogo.
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Messaggio Da ros79 Ven 27 Mar 2009 - 15:37

suvvià non sono malati di mente...sono solamente persone plagiate dalla nascita in parte e fortemente delusi dalla vita dall'altra parte.
è una scelta di vita..quella degli adulti, i bambini come sempre soccombono.
tutto sommato ci credono fortemente e per qusto ne saranno felici...non la vedo tanto diversa da chi crede nella vita in generale, nel lavoro che è importante e blà blà...

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Messaggio Da davide Ven 27 Mar 2009 - 17:29

@ros: si perdono un sacco di cose: il credito al consumo, la tv digitale terrestre, il grande fratello... ahahahahahah


Scherzi a parte, nemmeno io li considero del tutto a posto thinkthank

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Messaggio Da maxsar Ven 27 Mar 2009 - 21:31

E' un caso interessante effettivamente, sia dal punto di vista sociologico che per alcuni aspetti medico.
Questi gruppi (esistono poi diversi sottogruppi amish più o meno rigidi, ed i menomiti molto meno rigidi) si sono stabiliti in america dopo diverse persecuzioni in europa.
Per continuare e dare una continuità alla vita sociale, hanno adottato un modello sociale estremamente rigido che esaltà la conformità ai massimi livelli.
Sicuramente una società dove il ruolo della devianza è zittito non è funzionale, in quanto non permette l'evolversi della società stessa cogliendo i punto di vista apportati da subculture diverse immanenti all'interno della stessa società.
Sicuramente fossimo nati nel loro contesto avremo recitato i ruoli sociali a noi ascritti.
Alla fine non penso che sia giusto provare a cambiarli, perchè sono in tutto e per tutto una minoranza culturale:
1) Andando a cambiare il contesto culturale si rischierebbe di far cadere rovinosamente tutta l'impalcatura sociale costruita.
2) Non accetterebbero aiuti dall'esterno, in quanto sicuri di essere nel giusto.
A quel punto si può far poco; anche se probabilmente gran parte dei ragazzi Amish non si sposteranno più di 50 km nella loro vita, tentare forzatamente di aprirsi all'esterno potrebbe essere rovinoso in quanto la vedrebbero come una violenza.
Lentamente comunque, le frange più progressiste, si sono leggermente modernizzate; accettano l'utilizzo di alcune apparecchiature tecnologiche (seppur a determinati condizioni) ed in alcune zone esistono negozi dove vengono venduti agli esterni alimenti e coperte ricamate.
Direttamente non si può far nulla, e probabilmente non sarebbe neppure etico, al limite si possono potenziare l'assistenza indiretta.
Ogni Amish, prima dell'impegno solenne dinnanzi alla comunità, può uscire (e teoricamente anche rientrare dopo) dalla comunità.
Esistono associazioni americane che danno aiuto ai fuoriusciti del tutto spaesati dalla modernità sociale.
Dal punto di vista medico sono interessanti in quanto, fondati da un gruppo numericamente estremamente basso, si notano un ampia concentrazioni di malattie genetiche ed anomalie (sei dita), in una percentuale molto maggiore rispetto alla popolazione di controllo.
In questo modo, mediante analisi dei gruppi più progressisti (in genere mennomiti, non propriamente amish, diciamo i cugini) siamo riusciti ad ottenere diverse mappe geniche di alcune patologie rare.
maxsar
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