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Messaggio Da Borghese_Nero Sab 19 Nov 2011 - 13:01

Suppongo che tutti, come me, nel corso della vita abbiano incontrato persone che non sono vere e proprie persone religiose, ma si dichiarino "religiose non praticanti", "religiose a loro modo", "religiose con un personale rapporto con dio fai-da-te" ,ma tutto ciò non perchè abbiano avuto delle riflessioni profonde riguardo la religione, ma semplicemente perchè seguire (come si dovrebbe seguire) una religione è noioso, pesante e faticoso.

Quindi, diciamo, preferiscono avere il piede in due scarpe.

Una scarpa è il teismo culturale cattolico che non riescono ad abbandonare,però ne riportano ad esso qualche modifica tutta personale e soggettiva. Per loro una bestemmia è quasi un eresia,ma dare, ad esempio, del figlio di puttana va bene. Per loro quasi tutti i "peccati" cattolici sono dei peccati perdonabili da dio, quindi, a meno che tu non sia un serial killer, in paradiso ci vai di fisso nonostante tu sia andato in chiesa solo 3 volte nel corso della tua vita.

L'altra scarpa è invece una specie di agnosticismo culturale che nei ultimi anni sta prendendo posizione. Le famiglia nonostante, come ho gia detto, abbiano radice cattoliche stanno abbandonando questi vecchi valori che tipo già nella generazione dei loro nonni erano consuetudini religiose.

Quindi il risultato sono dei soggetti talmente piatti dal punto di vista razionale ed intellettuale da fare schifo.
In alcuni aspetti, ovvero di ragionamento, posso ancora preferire quei teisti convinti che sono riusciti ad avere questa convinzione tramite letture dei libri come la bibbia o minchiate varie e con teisti convinti non intendo bigotti.

Voi che ne pensate?

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Messaggio Da loonar Sab 19 Nov 2011 - 13:17

Io penso che più aumentano questo tipo di religiosi-fai-da-te, meglio è! Magari ce ne fossero anche fra i mussulmani! Quando si iniziano a vedere questo tipo di religiosi stiamo assistendo all'inizio della fine dell'idea religiosa.
Gli altri quelli che dopo aver letto i testi religiosi continuano ancora ad essere convinti, sono persone pericolose che non vogliono rinunciare alla loro imbecillità e se ne fanno vanto.

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Messaggio Da idRon Sab 19 Nov 2011 - 13:32

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Messaggio Da *Valerio* Sab 19 Nov 2011 - 13:35

quoto.. stavo per scrivere la stessa cosa

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Messaggio Da teto Sab 19 Nov 2011 - 13:42

quoto..

Comunque questi "cattolici fai-da-te" dovrebbero definirsi cristiani, non cattolici, se un credente è contro la chiesa e non va a messa come fa a definirsi "cattolico"?
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Messaggio Da Ospite Sab 19 Nov 2011 - 14:08

Darrow ha scritto:Io penso che più aumentano questo tipo di religiosi-fai-da-te, meglio è! Magari ce ne fossero anche fra i mussulmani! Quando si iniziano a vedere questo tipo di religiosi stiamo assistendo all'inizio della fine dell'idea religiosa.
Gli altri quelli che dopo aver letto i testi religiosi continuano ancora ad essere convinti, sono persone pericolose che non vogliono rinunciare alla loro imbecillità e se ne fanno vanto.
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Messaggio Da Borghese_Nero Sab 19 Nov 2011 - 14:22

Darrow ha scritto:Io penso che più aumentano questo tipo di religiosi-fai-da-te, meglio è! Magari ce ne fossero anche fra i mussulmani! Quando si iniziano a vedere questo tipo di religiosi stiamo assistendo all'inizio della fine dell'idea religiosa.
Gli altri quelli che dopo aver letto i testi religiosi continuano ancora ad essere convinti, sono persone pericolose che non vogliono rinunciare alla loro imbecillità e se ne fanno vanto.

Bhè questo lo penso pure io.
Meglio pseudo-religiosi o agnostici/teisti (esiste?) che estremisti islamici o cristiani o quelchesivoglia, ma piu che altro io volevo sottolineare il fatto del loro essere piatti nei ragionamenti e riflessioni.
Comunque pure nei mussulmani questa tipologia di religiosi sta crescendo, sia nei mussulmani che si sono trasferiti in occidente, sia in quei paesi dove l'islam non è cosi fondamentalista tipo nel nord africa.

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Messaggio Da alec Sab 19 Nov 2011 - 15:17

Fux89 ha scritto:
Darrow ha scritto:Io penso che più aumentano questo tipo di religiosi-fai-da-te, meglio è! Magari ce ne fossero anche fra i mussulmani! Quando si iniziano a vedere questo tipo di religiosi stiamo assistendo all'inizio della fine dell'idea religiosa.
Gli altri quelli che dopo aver letto i testi religiosi continuano ancora ad essere convinti, sono persone pericolose che non vogliono rinunciare alla loro imbecillità e se ne fanno vanto.
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quoto..
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Messaggio Da Minsky Sab 19 Nov 2011 - 15:18

Darrow ha scritto:Io penso che più aumentano questo tipo di religiosi-fai-da-te, meglio è! Magari ce ne fossero anche fra i mussulmani! Quando si iniziano a vedere questo tipo di religiosi stiamo assistendo all'inizio della fine dell'idea religiosa.
Gli altri quelli che dopo aver letto i testi religiosi continuano ancora ad essere convinti, sono persone pericolose che non vogliono rinunciare alla loro imbecillità e se ne fanno vanto.
Straquoto e confermo, soprattutto per quanto riguarda i mussulmani.
Borghese_Nero ha scritto:Bhè questo lo penso pure io.
Meglio pseudo-religiosi o agnostici/teisti (esiste?) che estremisti islamici o cristiani o quelchesivoglia, ma piu che altro io volevo sottolineare il fatto del loro essere piatti nei ragionamenti e riflessioni.
Non sarei così severo nel giudizio. Mi sembra del tutto ragionevole e comprensibile che per molte persone il passaggio dall'indottrinamento alla liberazione del pensiero possa essere graduale, forse anche sofferto.
Borghese_Nero ha scritto:Comunque pure nei mussulmani questa tipologia di religiosi sta crescendo, sia nei mussulmani che si sono trasferiti in occidente, sia in quei paesi dove l'islam non è cosi fondamentalista tipo nel nord africa.
Alcuni Paesi del Nord Africa in realtà sembrano orientati purtroppo ad un ritorno del fondamentalismo. A ben vedere, non è facile capire se e quanti islamici siano
eventualmente tendenti alla dismissione della loro follia religiosa.

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Messaggio Da alec Sab 19 Nov 2011 - 15:27

negli anni '70 in egitto, libano, afganistan nelle città le donne potevano girare tranqullamente in minigonna

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Messaggio Da Borghese_Nero Sab 19 Nov 2011 - 15:46

Minsky ha scritto:[quote="Darrow"
Non sarei così severo nel giudizio. Mi sembra del tutto ragionevole e comprensibile che per molte persone il passaggio dall'indottrinamento alla liberazione del pensiero possa essere graduale, forse anche sofferto.

Ci può stare, come dici tu, un passaggio difficile per persone che hanno avuto fin da piccoli manipolazioni su questo genere di cose. Costrette ad andare al catechismo, svegliarsi la domenica per andare a messa, essere costretto a fare cose che non si vuole solo per un cavolo di ideologia religiosa.

Persone invece che hanno vissuto(come la maggior parte) in una famiglia pseudo-cristiana che sono andate 2-3 volte a messa in vita loro, bhè...spiegami che cosa posso avere di cosi traumatico da superare da questo punto di vista?
Cosa ci può essere di cosi difficile da superare? Qualè l'ostacolo enorme? Sarà la nonnina 80enne che la vedi 1 volta ogni 2 settimana che se sa che non vai a messa s'incazza?

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Messaggio Da klaus54 Sab 19 Nov 2011 - 16:17

In realtà ci sono molte correnti dell'Islam e uscendo dai pregiudizi, vedo molti "laici", come nei "cattolici".
A prescindere dal giudizio personale che ognuno può trarre sulle religioni, te lo spiego io cosa può avere di traumatico.
Le persone si sentono sole, hanno bisogno di speranza, hanno bisogno di conforto nei momenti tragici e difficili della loro vita. Se non credi a nulla, in alcuni frangenti è crudele, inumano,togliere questa speranza. Sia vana o meno,è una cosa che per alcuni affranca,da un senso alle cose,da un senso al dolore e agli avvenimenti. Sai quanto piacerebbe anche a me sapere che esiste un padre universale che ci sfiora con la sua mano,che non ti lascia mai solo,che guarda all'abominio e al dolore degli esseri viventi e comunque dice "io non ti lascio solo". Ma personalmente, come molti qua dentro, ho deciso di preferire la dura verità,consapevole che non avremo più questo conforto che per noi è illusorio,per altri è speranza. C'è chi preferisce affrontare una bufera,nudo, e chi ha bisogno di un riparo,che lo rassicuri nel cammino.
Un pò come il significato dell'amore: il sentimento più alto, più virtuoso, la capacità umana più forte e profonda o solamente il risultato biochimico di comunicazioni tra cellule, al solo scopo di regolare due delle regole della vita,procreazione e autoconservazione?
Quindi, quoto chi dice che ben venga una fede personale, cosciente che rompa gli schemi dogmatici. Non fa del male a nessuno,neanche a chi non crede. E chi non crede, deve dare libertà a chi vuole un modo di vedere questo triste mondo con occhi più ottimisti.tutto qui.

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Messaggio Da SergioAD Sab 19 Nov 2011 - 17:18

Pensavo ai rapporti interpersonali per come è stato iniziato l'argomento. Questa del piede in due staffe mi ricorda situazioni ambigue, l'abito che non fa il monaco oppure la bigamia o tutto ciò che mostra incoerenza.

Inoltre, esiste un forte condizionamento ambientale, ne abbiamo parlato evidenziando le differenze degli stereotipi in Russia ed in Italia poi anche le differenze tra gli Anglosassoni ed i Latini. Ma poi si deve pensare.

Libertà di credere e di sbagliare come si vuole, finché non si invadono gli spazi vitali degli altri - Mi piace migliorare "gli altri" e poi scopro che sono gli altri che vorrebbero migliorare me! Sembra che c'è una serie di grigi!

Non c'entra nulla con le convinzioni personali. E' il guscio esterno che deve mostrare tolleranza, sopratutto quando non ci possono essere confronti. Un po' come vestirsi, mangiare, l'orientamento sessuale e via così.

Il politicamente corretto a Roma dice, "Fa un po' come te pare!"

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Messaggio Da teto Sab 19 Nov 2011 - 17:46

klaus54 ha scritto:In realtà ci sono molte correnti dell'Islam e uscendo dai pregiudizi, vedo molti "laici", come nei "cattolici".
A prescindere dal giudizio personale che ognuno può trarre sulle religioni, te lo spiego io cosa può avere di traumatico.
Le persone si sentono sole, hanno bisogno di speranza, hanno bisogno di conforto nei momenti tragici e difficili della loro vita. Se non credi a nulla, in alcuni frangenti è crudele, inumano,togliere questa speranza. Sia vana o meno,è una cosa che per alcuni affranca,da un senso alle cose,da un senso al dolore e agli avvenimenti. Sai quanto piacerebbe anche a me sapere che esiste un padre universale che ci sfiora con la sua mano,che non ti lascia mai solo,che guarda all'abominio e al dolore degli esseri viventi e comunque dice "io non ti lascio solo". Ma personalmente, come molti qua dentro, ho deciso di preferire la dura verità,consapevole che non avremo più questo conforto che per noi è illusorio,per altri è speranza. C'è chi preferisce affrontare una bufera,nudo, e chi ha bisogno di un riparo,che lo rassicuri nel cammino.
Un pò come il significato dell'amore: il sentimento più alto, più virtuoso, la capacità umana più forte e profonda o solamente il risultato biochimico di comunicazioni tra cellule, al solo scopo di regolare due delle regole della vita,procreazione e autoconservazione?
Quindi, quoto chi dice che ben venga una fede personale, cosciente che rompa gli schemi dogmatici. Non fa del male a nessuno,neanche a chi non crede. E chi non crede, deve dare libertà a chi vuole un modo di vedere questo triste mondo con occhi più ottimisti.tutto qui.


Secondo me no, i credenti pensano che la miglior cosa che faccia star bene sia il fatto di avere un dio onnipotente che ti ama perchè sono stati abituati a pensare ciò fin da piccoli, si sono lasciati trasportare dalla società e dai sentimenti cattolici ma se fossero stati abituati ad una visione ateo-materialistica dove la cosa che ci fa star bene è aiutare noi stessi e gli altri esseri viventi senza niente in cambio e pensando a questa vita al posto di pensare a paradisi, inferni e vite precedenti oggi i disperati vorrebbero essere atei e non credenti
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Messaggio Da Borghese_Nero Sab 19 Nov 2011 - 18:21

teto ha scritto:
klaus54 ha scritto:In realtà ci sono molte correnti dell'Islam e uscendo dai pregiudizi, vedo molti "laici", come nei "cattolici".
A prescindere dal giudizio personale che ognuno può trarre sulle religioni, te lo spiego io cosa può avere di traumatico.
Le persone si sentono sole, hanno bisogno di speranza, hanno bisogno di conforto nei momenti tragici e difficili della loro vita. Se non credi a nulla, in alcuni frangenti è crudele, inumano,togliere questa speranza. Sia vana o meno,è una cosa che per alcuni affranca,da un senso alle cose,da un senso al dolore e agli avvenimenti. Sai quanto piacerebbe anche a me sapere che esiste un padre universale che ci sfiora con la sua mano,che non ti lascia mai solo,che guarda all'abominio e al dolore degli esseri viventi e comunque dice "io non ti lascio solo". Ma personalmente, come molti qua dentro, ho deciso di preferire la dura verità,consapevole che non avremo più questo conforto che per noi è illusorio,per altri è speranza. C'è chi preferisce affrontare una bufera,nudo, e chi ha bisogno di un riparo,che lo rassicuri nel cammino.
Un pò come il significato dell'amore: il sentimento più alto, più virtuoso, la capacità umana più forte e profonda o solamente il risultato biochimico di comunicazioni tra cellule, al solo scopo di regolare due delle regole della vita,procreazione e autoconservazione?
Quindi, quoto chi dice che ben venga una fede personale, cosciente che rompa gli schemi dogmatici. Non fa del male a nessuno,neanche a chi non crede. E chi non crede, deve dare libertà a chi vuole un modo di vedere questo triste mondo con occhi più ottimisti.tutto qui.


Secondo me no, i credenti pensano che la miglior cosa che faccia star bene sia il fatto di avere un dio onnipotente che ti ama perchè sono stati abituati a pensare ciò fin da piccoli, si sono lasciati trasportare dalla società e dai sentimenti cattolici ma se fossero stati abituati ad una visione ateo-materialistica dove la cosa che ci fa star bene è aiutare noi stessi e gli altri esseri viventi senza niente in cambio e pensando a questa vita al posto di pensare a paradisi, inferni e vite precedenti oggi i disperati vorrebbero essere atei e non credenti

quoto..

Quello che dice klaus non è altro che un ragionamento filtrato dalla cultura, diretta o indiretta, del cattolicesimo.

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Messaggio Da delfi68 Sab 19 Nov 2011 - 18:46

Il fenomeno Islamico non e' in declino, non e' vecchio..anzi e' una scuola formidabile che insegna ai potenti cosa fare e non fare se non si vuole perdere il pilastro fondamentale che sostiene ogni potere politico: la religione.

I cattolici hanno preso la batosta dell'illuminismo, allora i grandi capi hanno capito che l'illuminismo, ai fin pratici del mantenimento del potere e' una cosa da evitare! ..la ghigliottina francese, ricorda ai potenti un principio tanto importante quanto il crocefisso lo e' per la chiesa: Se la massa smette di credere nella giustizia divina, poi pretende la giustizia terrena!

Nessun Re o Presidente puo' fare a meno della promessa della giustizia divina e della vita ultraterrena, senno' ovviamente, non si troverebbe piu' nessuno a fare una vita infame e di stenti confidando nella ricompensa eterna..

Ecco perche' c'e' un ritorno di fiamma tra Presidenti e Pontefici...I Re non possono fare a meno dei Papi! ..Mose' lo ha insegnato per primo, impersonando il Re e il Profeta di dio, e dichiarando languido che la sua legge, non era sua, ma era la legge di dio..uccidere il Re sarebbe inutile!

Ecco perche' non e' mai piu' scattato un nuovo illuminismo, nessuna rivoluzione culturale. Sopratutto in oriente, nella meta' del pianeta dove vige l'islam.
Qui da noi, gli stati, ci metterebbero venticinque minuti a ridurre la Chiesa SpA in un cumulo di macerie. Via le agevolazioni fiscali, tasse, arresti, crollo delle immunita' e delle credenziali sociali..

Ma non avviene, non perche' i Presidenti credono in Dio o al Papa..

Gli unici idioti che devono credere a una riscossa futura dopo la morte sono quelli che devono fare gli schiavi..

Che poi siano credenti dogmatici o fai da te, poco importa..perche' il punto focale non sono le stronzate orpelleggianti a contorno e colore del solo ed unico principio fondamentale..vuoi non credere alla transustaziazione?..oh..e fallo ti dice il prete..non vuoi ammettere di riuscire a credere che gesu' abbia camminato sull'acqua?..no problem..
Una cosa e' importante, e' che tu continui a credere di poter trovare giustizia e benessere nell'aldila'.
Un credente all'acqua di rosa e' tanto dannoso alla societa' quanto un fanatico..perche' il verme che mangia il cervello e ci rende schiavi, e' quell'incrollabile speranza nell'aldila'! ..agnostici, possibilisti, democratici rispettosi delle altrui credenze, sono come dei portatori sani del germe! L'anticlericalismo deve e vuole semplicemete abbattere in quante piu' persone possibili, la credenza di poter avere giustizia dopo la morte! E questo fa fare le rivoluzioni, tagliare la testa ai Re pieni di merletti e parrucconi..

Siamo schiavi di un illusione, quella che i torti subiti in vita verranno lavati da morti..ma puo' un'assurdita' simile essere accettata??
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Messaggio Da lupetta Sab 19 Nov 2011 - 18:57

io penso che la coerenza sia una cosa difficile da seguire, conosco atei religiosissimi e credenti fondamentalmente atei.
comunque la maggior parte dei credenti è del tipo fai-da-te, per uan questione semplicemente di ignoranza e di incapacità deduttiva.

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Messaggio Da Minsky Sab 19 Nov 2011 - 19:21

delfi68 ha scritto:... Un credente all'acqua di rosa e' tanto dannoso alla societa' quanto un fanatico..perche' il verme che mangia il cervello e ci rende schiavi, e' quell'incrollabile speranza nell'aldila'! ..agnostici, possibilisti, democratici rispettosi delle altrui credenze, sono come dei portatori sani del germe! L'anticlericalismo deve e vuole semplicemete abbattere in quante piu' persone possibili, la credenza di poter avere giustizia dopo la morte! E questo fa fare le rivoluzioni, tagliare la testa ai Re pieni di merletti e parrucconi..

Siamo schiavi di un illusione, quella che i torti subiti in vita verranno lavati da morti..ma puo' un'assurdita' simile essere accettata??
Concordo con te, ma insisto nell'indicare una possibile strada verso la liberazione dall'incrostazione religiosa, per alcune persone, nel progressivo intiepidirsi della frequentazione del culto. Come tu giustamente puntualizzi, è la religione islamica il grande mostro della nostra era, ed è tale per la sua terribile monoliticità.
Se a noi sembra un grave abuso il catechismo imposto ai bambini (e lo è), non dobbiamo dimenticare che questo è niente, al confronto con il trattamento a cui sono sottoposti i bambini islamici. Quello che ricevono loro è un marchio a fuoco direttamente impresso nelle circonvoluzioni cerebrali.
Ecco perché, se una persona, un po' alla volta, smette di frequentare fisicamente la chiesa, sia pure per noia e pigrizia, questo secondo me può disabituarla ad assorbire le fregnacce religiose, e predisporla a rifiutare un giorno in modo cosciente e motivato l'insana venerazione per i feticci del clero.
L'anticlericalismo, dici tu, deve tagliare la testa ai re, e questo si può fare, oggi, in modo virtuale, tagliando le risorse economiche al clero. L'obiettivo perciò è togliere i finanziamenti al Vaticano, per quanto riguarda strettamente noi come cittadini italiani, e se mai un giorno ci si potrà arrivare, per scelta democratica, sarà una delle più grandi conquiste dell'Umanità. I feticci crolleranno miseramente nella polvere sotto il loro stesso peso.
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Messaggio Da delfi68 Sab 19 Nov 2011 - 19:40

..quoto tutto..

E sottolinei una cosa gravissima.

Il silenzio del mondo intellettuale sulla violenza ai figli dell'islam: preghiera forzata, imparare a memoria il corano gia' a cinque, sei anni..le madrasse e le scuole coraniche sono un abominio verso i minori...
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Messaggio Da klaus54 Sab 19 Nov 2011 - 23:52

Borghese_Nero ha scritto:
teto ha scritto:
klaus54 ha scritto:In realtà ci sono molte correnti dell'Islam e uscendo dai pregiudizi, vedo molti "laici", come nei "cattolici".
A prescindere dal giudizio personale che ognuno può trarre sulle religioni, te lo spiego io cosa può avere di traumatico.
Le persone si sentono sole, hanno bisogno di speranza, hanno bisogno di conforto nei momenti tragici e difficili della loro vita. Se non credi a nulla, in alcuni frangenti è crudele, inumano,togliere questa speranza. Sia vana o meno,è una cosa che per alcuni affranca,da un senso alle cose,da un senso al dolore e agli avvenimenti. Sai quanto piacerebbe anche a me sapere che esiste un padre universale che ci sfiora con la sua mano,che non ti lascia mai solo,che guarda all'abominio e al dolore degli esseri viventi e comunque dice "io non ti lascio solo". Ma personalmente, come molti qua dentro, ho deciso di preferire la dura verità,consapevole che non avremo più questo conforto che per noi è illusorio,per altri è speranza. C'è chi preferisce affrontare una bufera,nudo, e chi ha bisogno di un riparo,che lo rassicuri nel cammino.
Un pò come il significato dell'amore: il sentimento più alto, più virtuoso, la capacità umana più forte e profonda o solamente il risultato biochimico di comunicazioni tra cellule, al solo scopo di regolare due delle regole della vita,procreazione e autoconservazione?
Quindi, quoto chi dice che ben venga una fede personale, cosciente che rompa gli schemi dogmatici. Non fa del male a nessuno,neanche a chi non crede. E chi non crede, deve dare libertà a chi vuole un modo di vedere questo triste mondo con occhi più ottimisti.tutto qui.


Secondo me no, i credenti pensano che la miglior cosa che faccia star bene sia il fatto di avere un dio onnipotente che ti ama perchè sono stati abituati a pensare ciò fin da piccoli, si sono lasciati trasportare dalla società e dai sentimenti cattolici ma se fossero stati abituati ad una visione ateo-materialistica dove la cosa che ci fa star bene è aiutare noi stessi e gli altri esseri viventi senza niente in cambio e pensando a questa vita al posto di pensare a paradisi, inferni e vite precedenti oggi i disperati vorrebbero essere atei e non credenti

quoto..

Quello che dice klaus non è altro che un ragionamento filtrato dalla cultura, diretta o indiretta, del cattolicesimo.

Quanto di più lontano, sono buddhista e per me non esiste dio,anima,individualità.La dottrina buddhista verte sulla sofferenza e sul superamento di essa. Discorso lungo da trattare qui.
Più che filtrato dalla cultura, lo vedo io stesso con i miei occhi nella professione. Sai quante volte devo dire alle persone che i parenti stanno morendo,perchè togliere loro una porta,anche se per te non ha razionalmente motivo di esistere, che li sollevi un pò dalla tragedia che stanno vivendo? A me sinceramente che uno non creda,che creda agli elfi, a Dio, a zeus,all'invisibile unicorno rosa,al flyng spaghetti monster ecc, non fa assolutamente differenza, rimane un mio simile, che in un dato momento ha bisogno di un conforto. Cosa dovrei fare in quei momenti? parlare con la mia bocca da scienziato è dire "guardi,è morto,ora rimane solo un cadavere" o parlare con quella di un buddhista in occidente che viene visto come il massimo del nichilismo "ritorna ad essere nulla e tutto,nel ciclo della vita"?Oppure dare quella sorta di speranza di una frase che in quei momenti può dare un minimo di serenità, assecondando le loro credenze?
Io ho smesso di essere ateo proprio perchè non tollero l'assolutismo. Come nelle fedi,così nell'ateismo.
Ognuno ha la libertà di esprimersi, nessuno ha la verità rivelata in mano,neanche la Scienza,che si smentisce da sola continuando ad evolversi. Le fedi (le religioni sono un altra cosa) non sono il male assoluto da combattere, ciò che è da combattere è l'ignoranza, il dogmatismo e voler sempre dire "ho ragione io". In tutti i campi.
Credo che ad un certo punto della nostra evoluzione come uomini, siamo in grado di capire che i colori sono molteplici, come lo sono i sapori, i profumi e come lo sono i modi di pensare. Miliardi di modi di pensare differenti,visto che siamo unici. Quindi è inutile fare una scala delle credenze peggiori, perchè a vostra volta ci finirete dentro ad una definizione. Qualcuno diceva che la religione dogmatica,come l'ateismo più spinto ed estremo sono i mali peggiori del pianeta. Sono forze distruttive,non creative.
Respingete i dogmi dentro voi stessi, ma non vi arroghiate mai il diritto di deridere un vostro simile.Perchè Chi cerca la propria felicità e la propria verità ferendo altri esseri
che come lui cercano la felicità non sarà mai felice.

E sottolinei una cosa gravissima.

Il silenzio del mondo intellettuale sulla violenza ai figli dell'islam: preghiera forzata, imparare a memoria il corano gia' a cinque, sei anni..le madrasse e le scuole coraniche sono un abominio verso i minori...

Sai qual'è il problema? La stortura che si crea per colpa dell'uomo. Il cattolicesimo ha fatto delitti innominabili, quello che racconti fa parte dell'islam oltranzista e bieco. L'ateismo di stato ha fatto stragi, l'ateismo personificato del sudest asiatico uccide il pensiero individuale. Quando si capirà che questa è colpa stessa degli uomini?


Ultima modifica di klaus54 il Sab 19 Nov 2011 - 23:57 - modificato 1 volta.

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Messaggio Da delfi68 Sab 19 Nov 2011 - 23:56

Quella che chiami liberta', o che dici una credenza alla quale sei indifferente, invece e' un cancro mortale che rende gli uomini schiavi di altri uomini..

Se imparassimo ad affrontare la morte, saremmo molto piu' attenti a cosa succede durante la vita..

A me non da fastidio l'idiozia di credere nei fantasmi, ma il fatto che il mondo dei fantasmi influenza il mondo reale..ci rende sciatti e proni alle ingiustizie. Attendisti di una giustizia che verra', smettiamo di essere giusti qui...ecco perche' per me non e' uguale se uno crede o meno..perche' non e' vero che non fa differenza...
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Messaggio Da lupetta Dom 20 Nov 2011 - 0:09

hai ragione delfi quando tiri in ballo la morte.
è un evento traumatico, che spesso ti porta a comportamenti e pensieri irrazionali, hai voglia in qualche modo di metterti in contatto con chi non c'è più, hai voglia di incontrarlo di nuovo, di comunicarci.
è facile quindi che la religione prenda il sopravvento, in un momento in cui sei moralmente debole e disposto a tutto pur di rivedere il tuo caro che se ne è andato.
poi è ovvio che un conto è credere che un giorno rincontrerai chi hai perso, credere di essere in comunicazione con lui, un altro è credere nelle istituzioni religiose e in ciò che blaterano.

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Messaggio Da teto Dom 20 Nov 2011 - 0:32

klaus54 ha scritto:Cosa dovrei fare in quei momenti? parlare con la mia bocca da scienziato è dire "guardi,è morto,ora rimane solo un cadavere" o parlare con quella di un buddhista in occidente che viene visto come il massimo del nichilismo "ritorna ad essere nulla e tutto,nel ciclo della vita"?Oppure dare quella sorta di speranza di una frase che in quei momenti può dare un minimo di serenità, assecondando le loro credenze?

Gli dici che dalla sua tomba nasceranno i fiori (questa è l'eternità)
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Messaggio Da loonar Dom 20 Nov 2011 - 2:19

Stasera a "Che tempo che fa" Bocelli se n'è uscito con una gran tiritera fra Erasmo da Rotterdam, Lutero, Kirkegaard, fato, destino e caso, tutto per dire che a lui "piace" pensare che l'uomo non è frutto del caso, e che ha uno scopo la sua esistenza nell'universo.
Il punto è quella parola che ho virgolettato. Piace! Solo che all'universo gli frega niente di quello che piace pensare a Bocelli! Ed infatti l'universo e l'esistenza umana continuano ad essere semplici casualità, alla faccia degli aut-aut e dei pensierini del sabato sera dello show di Fazio. mgreen

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Messaggio Da SergioAD Dom 20 Nov 2011 - 4:35

Nelle relazioni con le persone la vedo come Klaus. Dovendo scegliere dei compagni di viaggio verso una nuova vita (tipo the day after) i più fortunati andrebbero sotto i simboli d'appartenenza Union Jack, anglosassoni, protestanti e morfologicamente simili a me. Con questi mi sentirei più sicuro.

Nel condizionamento ambientale dell'ateo pesano le origini, nel caso degli italiani è quello che appare oggi l'Italia agli occhi del mondo, in contrapposizione ai simboli d'appartenenza di cui sopra, clientelismo, cattolicesimo, appariscenza. Questi credo che sono i vertici del triangolo del malessere.

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Messaggio Da *Valerio* Dom 20 Nov 2011 - 9:56

SergioAD ha scritto:Nelle relazioni con le persone la vedo come Klaus. Dovendo scegliere dei compagni di viaggio verso una nuova vita (tipo the day after) i più fortunati andrebbero sotto i simboli d'appartenenza Union Jack, anglosassoni, protestanti e morfologicamente simili a me. Con questi mi sentirei più sicuro.

Nel condizionamento ambientale dell'ateo pesano le origini, nel caso degli italiani è quello che appare oggi l'Italia agli occhi del mondo, in contrapposizione ai simboli d'appartenenza di cui sopra, clientelismo, cattolicesimo, appariscenza. Questi credo che sono i vertici del triangolo del malessere.

Si, Sergio, pure io sono d'accordo.

Questo invece...

klaus54 ha scritto: E chi non crede, deve dare libertà a chi vuole un modo di vedere questo triste mondo con occhi più ottimisti.tutto qui.

Certo che gli si deve dare liberta'...

Rimane pero' solo un'illusione, (anche se per molti e' realta') pensare di essere piu' ottimisti se si e' aggrappati a qualche forma di fede...e qui si torna al solito dilemma, e' piu' felice un ateo o un credente?
Proprio perche' e' soggettivo ognuno avra' la sua "soluzione".
Ma poi e' cosi' triste questo mondo?
Rassegnarmi ad una fine, per me non e' un problema, e nel frattempo cerco di godermela.

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Messaggio Da klaus54 Dom 20 Nov 2011 - 13:19

Come è illusione la fede, è illusione che questo mondo sia felice. è un mondo iniquo, dove la gente innocente è schiacciata da interessi materiali di altri, generando così criminalità ed altre iniquità. Dove è più importante apparire che essere, dove non si ha fiducia dei propri simili,dove i crimini veri sono definiti umanitari, dove le istituzioni che detengono i poteri ingrassano a spese di altri.
Paradossalmente, chi è felice ( ma non troppo, visto cosa devono subire) sono gli animali,che vivono secondo le regole della natura.
è felice chi apre gli occhi e chi si sente realizzato in ciò che fa. In questo, atei o credenti non sono differenti.
Per il fatto di chi si farebbe accompagnare da degli anglosassoni, negli USA è nata la più becera manifestazione della religione, i cosidetti "teocon", che sono simili agli integralisti islamici. Preferirei i popoli del nord europa,o comunque persone che scavalcano differenze di qualsiasi sorta per il bene comune.

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Messaggio Da lupetta Dom 20 Nov 2011 - 13:26

klaus54 ha scritto:
Paradossalmente, chi è felice ( ma non troppo, visto cosa devono subire) sono gli animali,che vivono secondo le regole della natura.
sono assolutamente d'accordo, e aggiungo che sono felici finchè non incontrano l'essere umano, gli aniamli selvatici sono felici, quelli domestici no.
nessuno deve arrogarsi il diritto di dire ad un'altra persona come deve comportarsi di fronte alla morte, io dico sempre "secondo me non c'è nulla dopo la morte", ma l'altro è libero di credere che un giorno incontrerà di nuovo il suo caro.
viceversa nessuno può impormi il suo pensiero dicendomi "sicuramente dopo la morte c'è qualcosa, e i tuoi cari ti sono vicino anche se non li vedi, ti osservano dall'alto..ecc...".

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Messaggio Da nellolo Dom 20 Nov 2011 - 13:38

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Messaggio Da klaus54 Dom 20 Nov 2011 - 13:57

Per stare in tema, questo è molto illuminante, si commenta da solo:

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Messaggio Da Ospite Dom 20 Nov 2011 - 14:22

lupetta ha scritto:
klaus54 ha scritto:
Paradossalmente, chi è felice ( ma non troppo, visto cosa devono subire) sono gli animali,che vivono secondo le regole della natura.
sono assolutamente d'accordo, e aggiungo che sono felici finchè non incontrano l'essere umano, gli aniamli selvatici sono felici, quelli domestici no.
Io invece non sono d'accordo.
Per semplice immedesimazione: io non sarei felice se ogni giorno, malgrado i miei sforzi, rischiassi di morire di fame.
Se ogni giorno la mia famiglia rischiasse di morire di fame.
Dovendomi continuamente guardare le spalle, perchè in un qualunque momento un predatore potrebbe arrivare. Sempre all'erta, perchè il predatore potrebbe sorprendere la mia famiglia.
Sempre pronto alla fuga.
Spesso senza un tetto per quando piove, o pareti per ripararsi dal vento gelido.
Sapendo che in qualunque momento una qualunque patologia, anche le infezioni più banali, potrebbe uccidere me o la mia famiglia, o anche solo debilitarci tanto da renderci facili prede.

È mia opinione che tutti, tranne forse i più miserabili della società o i meno "civilizzati" tra gli umani siamo più fortunati e abbiamo maggiori ragioni di essere felici rispetto agli animali selvatici.

Per quanto riguarda la morte, io trovo che sia consolante rispondere che il deceduto/a continuerà a vivere nei ricordi e nei pensieri di chi l'ha amato...
Ma sono d'accordo con klaus54: non è assolutamente la morte il momento più opportuno per attaccare la fede, non è il caso di togliere la fede a qualcuno che si trova in una delle poche situazioni in cui questa potrebbe davvero tornare utile...


Ultima modifica di Odis89 il Dom 20 Nov 2011 - 14:33 - modificato 2 volte.

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Messaggio Da teto Dom 20 Nov 2011 - 14:28

Odis89 ha scritto:
lupetta ha scritto:
klaus54 ha scritto:
Paradossalmente, chi è felice ( ma non troppo, visto cosa devono subire) sono gli animali,che vivono secondo le regole della natura.
sono assolutamente d'accordo, e aggiungo che sono felici finchè non incontrano l'essere umano, gli aniamli selvatici sono felici, quelli domestici no.
nessuno deve arrogarsi il diritto di dire ad un'altra persona come deve comportarsi di fronte alla morte, io dico sempre "secondo me non c'è nulla dopo la morte", ma l'altro è libero di credere che un giorno incontrerà di nuovo il suo caro.
viceversa nessuno può impormi il suo pensiero dicendomi "sicuramente dopo la morte c'è qualcosa, e i tuoi cari ti sono vicino anche se non li vedi, ti osservano dall'alto..ecc...".
Io invece non sono d'accordo.
Per semplice immedesimazione: io non sarei felice se ogni giorno, malgrado i miei sforzi, rischiassi di morire di fame.
Se ogni giorno la mia famiglia rischiasse di morire di fame.
Dovendomi continuamente guardare le spalle, perchè in un qualunque momento un predatore potrebbe arrivare. Sempre all'erta, perchè il predatore potrebbe sorprendere la mia famiglia.
Sempre pronto alla fuga.
Spesso senza un tetto per quando piove, o pareti per ripararsi dal vento gelido.
Sapendo che in qualunque momento una qualunque patologia, anche le infezioni più banali, potrebbe uccidere me o la mia famiglia, o anche solo debilitarci tanto da renderci facili prede.

È mia opinione che tutti, tranne forse i più miserabili della società o i meno "civilizzati" tra gli umani siamo più fortunati e abbiamo maggiori ragioni di essere felici rispetto agli animali selvatici.


Benvenuto! Se vuoi presentati nell'apposita sezione.

Comunque gli animali non si fanno "seghe mentali" così vaste, loro sono felici perchè anche se fa freddo non ci pensano più di tanto, lo soffriranno però non ci danno tanto conto avendo poca autocoscienza e poca consapevolezza di sè, quando gli muore la prole al massimo sono infelici per 1 giorno poi chi si è visto si è visto
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Messaggio Da Ospite Dom 20 Nov 2011 - 14:32

teto ha scritto:Comunque gli animali non si fanno "seghe mentali" così vaste, loro sono felici perchè anche se fa freddo non ci pensano più di tanto, lo soffriranno però non ci danno tanto conto avendo poca autocoscienza e poca consapevolezza di sè, quando gli muore la prole al massimo sono infelici per 1 giorno poi chi si è visto si è visto
Davvero?
In base a cosa puoi dire che gli animali non abbiano abbastanza autocoscienza da soffrire?
Posso capire animali con un sistema nervoso semplice, ma... animali intelligenti, come primati, cani, gatti, eccetera?

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Messaggio Da klaus54 Dom 20 Nov 2011 - 14:36

io non sarei felice se ogni giorno, malgrado i miei sforzi, rischiassi di morire di fame.
Se ogni giorno la mia famiglia rischiasse di morire di fame.
Il rischio lo corri, forse non ti stai accorgendo di cosa succede nel Mondo.

Dovendomi continuamente guardare le spalle, perchè in un qualunque momento un predatore potrebbe arrivare. Sempre all'erta, perchè il predatore potrebbe sorprendere la mia famiglia.

I predatori ce li hai in chi ti fa credere che tutto vada bene. Nelle banche che ti stanno prendendo per i fondelli, creando povertà. In chi ti fa credere che chi sta immigrando per cercare un modo migliore di vivere,sia esso stesso un predatore.


Sapendo che in qualunque momento una qualunque patologia, anche le infezioni più banali, potrebbe uccidere me o la mia famiglia, o anche solo debilitarci tanto da renderci facili prede.
Non credere che la medicina faccia miracoli.Ho visto morire di influenza giovani sani. Sei facile preda, di aziende farmacologiche senza scrupoli...

tranne forse i più miserabili della società o i meno "civilizzati" tra gli umani siamo più fortunati e abbiamo maggiori ragioni di essere felici rispetto agli animali selvatici.

Pensa che loro,nella loro miseria, sono felici e capaci di solidarietà. Ho visto il sudamerica e l'Asia,hanno poco e quel poco lo condividono. Il mondo civilizzato è tale solo di nome.
Gli animali selvatici sono felici per un motivo: non si pongono i problemi degli uomini...





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Messaggio Da teto Dom 20 Nov 2011 - 14:41

Odis89 ha scritto:
teto ha scritto:Comunque gli animali non si fanno "seghe mentali" così vaste, loro sono felici perchè anche se fa freddo non ci pensano più di tanto, lo soffriranno però non ci danno tanto conto avendo poca autocoscienza e poca consapevolezza di sè, quando gli muore la prole al massimo sono infelici per 1 giorno poi chi si è visto si è visto
Davvero?
In base a cosa puoi dire che gli animali non abbiano abbastanza autocoscienza da soffrire?
Posso capire animali con un sistema nervoso semplice, ma... animali intelligenti, come primati, cani, gatti, eccetera?

Si, indubbiamente loro soffrono però gli uomini avendo una piena autocoscienza e piena consapevolezza quando passano da un luogo freddo ed ostile ad un luogo caldo e ospitale sentono maggiormente il passaggio invece gli animali lo sentono poco, come vale il fatto che se muore la prole gli animali solo per 1 giorno o poco più si sentono dispiaciuti e poi basta stessa cosa per il passaggio freddo/caldo
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Messaggio Da Ospite Dom 20 Nov 2011 - 14:42

klaus54 ha scritto:Non credere che la medicina faccia miracoli.Ho visto morire di influenza giovani sani. Sei facile preda, di aziende farmacologiche senza scrupoli...
Per piacere, non iniziamo anche qui con il complottismo. È grazie alla medicina se malattie un tempo mortali sono state del tutto debellate; è grazie (anche) alla medicina se le nostre condizioni di vita sono enormemente migliorate e se l'aspettativa di vita è superiore agli 80 anni.

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Messaggio Da Ospite Dom 20 Nov 2011 - 14:44

teto ha scritto:Si, indubbiamente loro soffrono però gli uomini avendo una piena autocoscienza e piena consapevolezza quando passano da un luogo freddo ed ostile ad un luogo caldo e ospitale sentono maggiormente il passaggio invece gli animali lo sentono poco, come vale il fatto che se muore la prole gli animali solo per 1 giorno o poco più si sentono dispiaciuti e poi basta stessa cosa per il passaggio freddo/caldo
Sarei curioso di sapere dove hai ricavato questi dati... Rolling Eyes

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Messaggio Da Ospite Dom 20 Nov 2011 - 15:04

klaus54 ha scritto:
io non sarei felice se ogni giorno, malgrado i miei sforzi, rischiassi di morire di fame.
Se ogni giorno la mia famiglia rischiasse di morire di fame.
Il rischio lo corri, forse non ti stai accorgendo di cosa succede nel Mondo.
Non ogni giorno, nè in un modo così eclatante ed immediato come capita per gli animali selvatici.

Dovendomi continuamente guardare le spalle, perchè in un qualunque momento un predatore potrebbe arrivare. Sempre all'erta, perchè il predatore potrebbe sorprendere la mia famiglia.
I predatori ce li hai in chi ti fa credere che tutto vada bene. Nelle banche che ti stanno prendendo per i fondelli, creando povertà. In chi ti fa credere che chi sta immigrando per cercare un modo migliore di vivere,sia esso stesso un predatore.
Sono predatori che non uccidono da un momento all'altro, sono predatori con cui puoi permetterti di dormire un 6/7 ore di fila la notte...

tranne forse i più miserabili della società o i meno "civilizzati" tra gli umani siamo più fortunati e abbiamo maggiori ragioni di essere felici rispetto agli animali selvatici.
Pensa che loro,nella loro miseria, sono felici e capaci di solidarietà. Ho visto il sudamerica e l'Asia,hanno poco e quel poco lo condividono. Il mondo civilizzato è tale solo di nome.
È per quello che l'ho messo tra virgolette...

Gli animali selvatici sono felici per un motivo: non si pongono i problemi degli uomini...
In base a cosa dici che gli animali questi problemi non se li pongano?

Per il resto, se non si offende mi associo alle risposte di Fux89.

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Messaggio Da klaus54 Dom 20 Nov 2011 - 15:10

Non sono complottista, sono un medico e parlo a ragion veduta. Ti faccio due esempi banali che riguardano la mia specialità: l'H1N1 e lo Xygris, la proteina C attivata, un farmaco che sarebbe servito per la cura ed il trattamento dello shock settico refrattario.
l'H1N1, a parte la copertura mediatica di cui non tengo conto e che mi fa innervosire, ha avuto circa 17.181 casi in tutta Europa l'anno scorso. Ho lavorato in un centro ECMO, quel macchinario salvavita che la gente chiama "macchina cuore polmone". In genere ha colpito due fasce di popolazione: i giovani sani e le persone colpite da patologie assai gravi,spesso con sovrainfezioni polmonari associate. Bene questa macchina "miracolosa" prodotta dalla Macquet, è stata utilizzata per il trattamento di questa fantomatica influenza. I giovani sani guarivano in due giorni, i pazienti gravi morivano. Il circuito costa 4000 euro, i cambi circuito variano da nessuno a uno a settimana. Incidenza sulla mortalità, nessuna, chi doveva sopravvivere così faceva, chi doveva morire pure. In più il tamiflu, il farmaco antivirale per l'H1N1, costa 104 euro, e non ha nessuna evidenza di efficacia.
lo Xygris, spinto dalla Lilly in tutti i convegni di anestesia e rianimazione, era il farmaco miracoloso che doveva abbattere la mortalità dello shock settico, che attualmente si attesta al 50%. Bene, pochi giorni fa è arrivata una circolare AIFA che ne proibisce l'uso e ne ordina il ritiro immediato per il suo basso profilo costo-beneficio, per i suoi costi enormi e per i suoi gravi effetti collaterali.
é complottismo?no, evidenza.
Comunque vorrei farti vedere come vivono gli ultraottantenni negli ospedali, vediamo che idea ti fai.
E comunque, visto che è la mia professione,ho molta fiducia in quello che faccio. Ho solo sottolineato che credere di avere antibiotici e farmaci salvaguardi dalle malattie.

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Messaggio Da Ospite Dom 20 Nov 2011 - 15:16

Se sei un medico, saprai meglio di me quanto sia stato e sia fondamentale per il miglioramento della qualità della vita l'apporto della scienza medica. Poi si può discutere sui singoli casi (come tutte le scienze, la medicina non è né perfetta né infallibile), ma ciò non toglie l'enorme importanza che essa riveste per la nostra vita.

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Messaggio Da klaus54 Dom 20 Nov 2011 - 15:22

Ma io non metto assolutamente in dubbio questo, la medicina una cosa, le ditte farmaceutiche, che fanno marketing ( spendono di più per questo che per i farmaci) è un altra cosa. Altrimenti non si spiegherebbe perchè la malaria, che uccide 5000000 di bambini ogni anno, ha farmaci sviluppati negli anni 40...
Rispondevo a questo:
Sapendo che in qualunque momento una qualunque patologia, anche le infezioni più banali, potrebbe uccidere me o la mia famiglia, o anche solo debilitarci tanto da renderci facili prede
Che in sostanza, anche noi siamo prede e che in modo differente dal mondo "rave", non siamo di certo esenti dal rischio di essere colpiti da una infezione,anche banale, mortale. Basti pensare al rischio corso con la SARS, la cui portata è stato abilmente sottaciuta dai media. Anzi,sottolinerei che il sistema immunitario "progredito", è abbastanza deboluccio in confronto a quello di popolazioni indio o a quelle di animali che vivono nella savana.


Ultima modifica di klaus54 il Dom 20 Nov 2011 - 15:25 - modificato 1 volta.

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Messaggio Da teto Dom 20 Nov 2011 - 15:24

Fux89 ha scritto:
teto ha scritto:Si, indubbiamente loro soffrono però gli uomini avendo una piena autocoscienza e piena consapevolezza quando passano da un luogo freddo ed ostile ad un luogo caldo e ospitale sentono maggiormente il passaggio invece gli animali lo sentono poco, come vale il fatto che se muore la prole gli animali solo per 1 giorno o poco più si sentono dispiaciuti e poi basta stessa cosa per il passaggio freddo/caldo
Sarei curioso di sapere dove hai ricavato questi dati... Rolling Eyes

Un gatto che perde la prole non si dispiace tanto, un essere umano invece si può sentire male per 1 anno intero, un gatto non ha la consapevolezza di morire se ha freddo, noi sappiamo che possiamo morire di ipotermia, quando stiamo in un posto freddo per un lungo periodo ce lo ricordiamo e a ricordarlo possiamo stare male invece gli animali quando stanno al riparo e al caldo per un lungo periodo non si ricordano tanto di quando stavano male e al freddo
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Messaggio Da SergioAD Dom 20 Nov 2011 - 15:27

Voglio precisare Klaus, ci metto anche un carico da undici, che sono d'accordo con te. Sono anche arrabbiato perché a causa di qualche connazionale che non esiste per il fisco pagheranno i contribuenti!

klaus54 ha scritto:Per il fatto di chi si farebbe accompagnare da degli anglosassoni, negli USA è nata la più becera manifestazione della religione, i cosidetti "teocon", che sono simili agli integralisti islamici. Preferirei i popoli del nord europa,o comunque persone che scavalcano differenze di qualsiasi sorta per il bene comune.
Con Union Jack s'intende qualcosa di specifico, la cultura Commonwealth. Evidentemente sono stato superficiale, negli USA si sono innestate culture inglesi anch'esse Commonwealth però non per lo stato sociale bensì per quello che sarebbe diventato il mostro di oggi.

Il fairplay c'è anche nei popoli del Nord, evidentemente il freddo e le risorse limitate li aveva resi estremamente aggressivi nella difesa delle proprie cose che poi divennero patti di non aggressione. Cosa che non esiste in nessun latino a meno che non viva in queste società rigorose.

Stiamo parlando della capacità di tenere il piede in due staffe e dell'intolleranza nella relativa critica. Poi nei fatti vediamo che è possibile guardare da un'altra parte mentre la Costituzione viene stuprata senza nessuna coscienza per il bene comune. Con questi perdo qualcosa.

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Messaggio Da klaus54 Dom 20 Nov 2011 - 15:36

Concordo anch'io con te. Poi stiamo andando fuori tema, ma sta venendo fuori che più che le convinzioni religiose o filosofiche,alla fine ciò che veramente conta sono le differenze socioculturali che creano contrasti ed incomprensioni.


Ultima modifica di klaus54 il Dom 20 Nov 2011 - 15:49 - modificato 4 volte.

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Messaggio Da Ospite Dom 20 Nov 2011 - 15:47

klaus54 ha scritto:Ma io non metto assolutamente in dubbio questo, la medicina una cosa, le ditte farmaceutiche, che fanno marketing ( spendono di più per questo che per i farmaci) è un altra cosa.
Perfetto, allora nella sostanza siamo d'accordo. Il piede in due scarpe 605765
Rispondevo a questo:
Sapendo che in qualunque momento una qualunque patologia, anche le infezioni più banali, potrebbe uccidere me o la mia famiglia, o anche solo debilitarci tanto da renderci facili prede
Eh, ma appunto, proprio in riferimento a questo: grazie alla medicina il rischio di morire per una banale patologia o infezione è molto minore che in passato.


@teto

Tu avevi scritto che gli animali "sentono poco" il passaggio "da un luogo freddo ed ostile ad un luogo caldo e ospitale" (?) e che gli animali "si sentono dispiaciuti" al massimo "per un giorno o poco più" se muore loro la prole. Affermazioni di questo tipo lasciano un po' il tempo che trovano, intanto perché distinguono arbitrariamente "gli animali" e "l'uomo" (anche Homo sapiens è un animale, ci tengo a precisare), e poi perché quello che può essere valido per un gatto o un cane non è detto lo sia per uno scimpanzé o per un delfino.

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Messaggio Da klaus54 Dom 20 Nov 2011 - 15:49

Altra cosa che fa riflettere nella demenzialità:


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Messaggio Da teto Dom 20 Nov 2011 - 16:09

Fux89 ha scritto:


@teto

Tu avevi scritto che gli animali "sentono poco" il passaggio "da un luogo freddo ed ostile ad un luogo caldo e ospitale" (?) e che gli animali "si sentono dispiaciuti" al massimo "per un giorno o poco più" se muore loro la prole. Affermazioni di questo tipo lasciano un po' il tempo che trovano, intanto perché distinguono arbitrariamente "gli animali" e "l'uomo" (anche Homo sapiens è un animale, ci tengo a precisare), e poi perché quello che può essere valido per un gatto o un cane non è detto lo sia per uno scimpanzé o per un delfino.


si, mi sono espresso male, per "sentono poco" volevo dire che avendo poca consapevolezza loro non pensano ad esempio "aiuto ho freddo devo ripararmi subito perchè potrei morire" invece l'uomo fa così e può cadere in depressione se non trova un riparo. Il fatto che gli animali si sentano dispiaciuti di meo l'ho sentito in alcuni documentari, ora non mi ricordo se comprendesse anche i gatti e i cani però mi sembra di ritenere che sia effettivamente così, gli animali non si disperano come noi animali pensanti quando muore la loro prole
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Messaggio Da BestBeast Mar 22 Nov 2011 - 9:01

Credo che ci sia anche un altro aspetto da considerare.
La pretesa che la condizione terrena dell'uomo debba essere disciplinata da codice unico che si scontra con la condizione reale di tale codice, che è vago, impreciso, contraddittorio, sibillino, pieno d'errori e per essere messo in pratica richiede un'azione interpretativa da parte dell'uomo. L'interpretazione però è inconciliabile con la legge, che è per definizione univoca e uguale per tutti. Questo è secondo me il motivo per il quale le persone che non danno ascolto al sacerdote (Deuteronomio 17:12) oppure non si convertono all'islam (Sura 2:191), restano semplicemente in vita.
Se poi uniamo al fatto che questi testi sono stati trascritti a mano centinaia di volte, tradotti da una lingua all'altra, da persone diverse con istruzione discutibile, magari tramandati in parte oralmente e poi messi nero su bianco centinaia di anni dopo i fatti storici, spesso in cattiva fede.. Credo sia successo come nel gioco del telefono.. Eppure basti pensare che solo una virgola spostata, cambia in modo definitivo e non interpretabile il senso di una frase, come quel re, che volendo giustiziare un condannato che gli era nemico, scrisse al boia: "Grazia impossibile, ucciderlo". Ma il servo buono, per compassione spostò la virgola e consegno la lettera al boia: "Grazia, impossibile ucciderlo". Quante virgole sono andate spostate nei testi sacri? Ha senso considerali parola di dio alla luce di ciò?

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Messaggio Da matem Mar 22 Nov 2011 - 15:32

Si crede o per fede,o per paura o per interesse.Per fede,chi ce l'ha non cerca la verità razionale o le spiegazioni,crede ciecamente.Per paura invece chi teme il dopomorte e i castighi divini.Per interesse chi cerca di ottenere grazie o aiuti vari da santi o dalla madonna.

Poi c'è chi crede perchè pensa :se c'è un Dio mi salverò,se dopo la morte non c'è nulla pazienza.Ma se non credo e dovesse esserci qualcosa allora rischio la condanna eterna,cosa mi costa crederci?nulla.

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Messaggio Da Borghese_Nero Mar 22 Nov 2011 - 22:48

matem ha scritto:'è un Dio mi salverò,se dopo la morte non c'è nulla pazienza.Ma se non credo e dovesse esserci qualcosa allora rischio la condanna eterna,cosa mi costa crederci?nulla.

Mi pare che per la gentaglia che prega per salvarsi il culo ha un girone dell'inferno tutto per se mgreen

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