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IL MITO DELLA TEORIA DEI GERMI NELLA MEDICINA CONVENZIONALE

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Messaggio Da blueberrymind Mer 9 Set 2009 - 11:05

In origine la parola “virus” significava veleno e il termine “virulento”
voleva dire velenoso. Oggi intendiamo per virus una entità submicroscopica e
“virulento”, in generale, significa contagioso. La medicina moderna utilizza il
termine “virus” per indicare una microscopica forma di vita capace di infettare
le cellule e a cui viene pertanto attribuita la responsabilità di molte delle
nostre malattie.

Nell’immaginario popolare, il virus è una forma di vita in grado di parassitare
ogni altra forma di vita, inclusi gli animali, le piante e i saprofiti (funghi
e batteri).

Nella descrizione delle infezioni virali, ai virus vengono attribuiti
comportamenti quali “iniettarsi”, “incubare”, “essere in latenza”, “invadere”,
avere uno “stadio attivo”, “impadronirsi”, “riattivarsi”, “mascherarsi”,
“infettare”, “assediare” ed essere “devastanti” e “mortali”.

La teoria medica convenzionale sostiene che i virus nascono da cellule morte
che essi stessi hanno infettato. Il virus “si inietta” nella cellula e le
“ordina” di riprodurlo, fino al momento in cui la cellula esplode per lo
sforzo. I virus sono a questo punto liberi di cercare altre cellule in cui
ripetere il processo, infettando così l’intero organismo.

Tuttavia i virologi ammettono che i virus, pur avendo natura peculiarmente
organica, non possiedono metabolismo, non possono essere replicati in
laboratorio, non possiedono alcuna caratteristica degli esseri viventi e, in
realtà, non sono mai stati osservati vivi!!In realta' i "virus vivi" sono sempre morti. Il termine “virus vivo” indica semplicemente quei virus creati dalla coltura di
tessuti viventi in vitro (cioè in laboratorio), dai quali si possono ottenere
trilioni di virus. Ma proprio qui sta il punto: anche se alcune colture da
laboratorio vengono tenute vive, nel corso del processo si verifica un
massiccio ricambio cellulare ed è dalle cellule morenti che vengono ottenuti i
“virus”. Essi sono comunque morti o inattivi, poiché non possiedono né
metabolismo né vita e non sono altro che molecole di DNA e proteine.



I virus contengono acido nucleico e proteine, ma mancano di enzimi e non
possiedono una vita propria poiché mancano dei prerequisiti fondamentali della
vita, e cioè dei meccanismi di controllo metabolico (che perfino i batteri
“inferiori” possiedono). La medicina moderna e' costretta a riconoscere infatti che i virus non
hanno nessun sistema riproduttivo, nessuna capacità di locomozione, nessun
metabolismo e non possono essere riprodotti in vitro come entità viventi.E poiché i “virus” non sono vivi, essi non possono agire in nessuno dei modi che
vengono loro attribuiti dalle autorità mediche, tranne che come unità
funzionali del nostro normale materiale genetico all’interno del nucleo
cellulare o del nucleo mitocondriale interno alla cellula.


Nelle spiegazioni che i medici forniscono sulle cause delle infezioni virali,
ci viene chiesto di credere alla riproduzione obbligata, in cui un organismo
(la cellula) viene costretto a riprodurre un organismo alieno (il “virus”).
Tuttavia non esiste in natura nessun esempio di esseri viventi che riproducano
qualcosa di non appartenente alla propria specie.

Non dimentichiamo che il rapporto tra le dimensioni del virus e quelle della
cellula è di circa un miliardesimo. La spiegazione offerta dalla teoria virale
delle malattie ci domanda di credere che il virus si inietti all’interno della
cellula e le ordini di riprodurre il virus centinaia di migliaia di volte,
finché la cellula esplode. Ma anche nel momento in cui il virus “si riproduce”
la sua massa complessiva rimane comunque meno di 1/100 dell’uno per cento della
massa della cellula. E’ come dire che se voi vi iniettaste mezzo grammo di una
sostanza, essa potrebbe provocare una tale pressione interna da farvi esplodere!

Solo i microrganismi viventi sono in grado di agire e di riprodursi, e ciò
avviene sotto il diretto controllo del nucleo, genoma o “cervello”. I
cosiddetti “virus” non sono che residui di entità un tempo organicamente
funzionanti, la cui struttura genetica ha con esse la stessa relazione che una
testa ha col corpo; attribuire ai virus una qualsiasi attività è più o meno
come attribuire delle azioni alla testa decapitata di un cadavere!I virus sono dannosi solo se si accumulano come scorie. Il nostro sangue e i nostri tessuti possono venire saturati da questi materiali
di scarto generati internamente, proprio come avviene con le sostanze
inquinanti ingerite dall’esterno. L’intossicazione si verifica nel momento in
cui queste scorie sovraccaricano il corpo al di là delle sue capacità di
espellerle. E’ vero che i virus provocano malattie, ma solo in quanto scorie
tossiche. In questo senso i “virus” sono sì responsabili di varie patologie, ma
non certo in quanto agenti di contagio. Ricordiamo che batteri, germi e virus
non comunicano tra loro né possono agire di concerto e sono del tutto incapaci
di condurre operazioni congiunte come quelle di un esercito o di un gruppo di
assalitori. Essi sono privi dell’intelligenza e delle risorse richieste per
governare il processo patologico. Solo il corpo è in grado di dare inizio a un
tale processo risanante, poiché il corpo è la sola entità intelligente
unificata in grado di condurre quei processi fisiologici che vengono chiamati
“malattie”.



Molte persone sane infatti hanno in
incubazione il virus senza sviluppare le particolari patologie di cui il virus
dovrebbe essere causa, e che questo influsso debilitante sarebbe in grado di
sopraffare le funzioni protettive del corpo “permettendo ai virus di usurpare
le attività biologiche all’interno della cellula”.

Più specificamente, secondo la teoria medica, affinché un parassita o virus
possa essere patogeno esso deve rispondere a tre criteri:

1) Deve essere biochimicamente attivo, cioè deve possedere una capacità
metabolica per poter condurre un’azione;

2) Dovrebbe poter intossicare o infettare più cellule ospite di quanto il corpo
di un animale o di un uomo sia in grado di proteggere o rigenerare. Ad esempio,
potrete prendervi l’influenza solo se il virus uccide o infetta una porzione
significativa delle vostre cellule polmonari; la poliomelite se il virus
infetta un numero sufficiente delle vostre cellule nervose; o l’epatite se il
virus assume il controllo di una larga porzione delle cellule del vostro fegato
(le infezioni latenti sono invece quelle che coinvolgono una piccola
percentuale delle nostre cellule, com’è il caso della tubercolosi, che molti di
noi hanno senza neppure accorgersi di averla).

3) L’ospite deve essere geneticamente e immunologicamente permissivo. Deve
accettare l’elemento patogeno e non deve esserne “immune”. In altre parole,
deve “lasciar fare”.

Gli esseri umani sono sempre “infetti” di “virus” e batteri, poiché essi sono
presenti nel nostro corpo in qualsiasi momento. Per questo motivo non si può
affermare che essi “invadano” l’ospite. Le malattie non sono infezioni; sono
piuttosto processi di purificazione del corpo e non sono provocate da batteri o
da “virus”.

Né i “virus” né i batteri possono causare la malattia/processo risanante. Il
vero responsabile è lo stile di vita biologicamente scorretto dell’ammalato.
Quando le abitudini debilitanti vengono abbandonate, non vi sarà ulteriore
accumulo di scorie tossiche e il corpo non avrà più bisogno di mettere in moto
i processi di guarigione/malattia. La buona salute ne sarà il naturale
risultato.E cosi' veniamo al punto che possiamo affermare che i farmaci sono contro-producenti. Per uccidere virus e batteri e dare al corpo la possibilità di rimettersi, i
medici credono di dover somministrare dei farmaci. Credono anche che la
medicina sia d’aiuto nella guarigione. I farmaci, in effetti, uccidono i
batteri, ma sono altrettanto dannosi ad ogni altra forma di vita metabolica,
cellule umane incluse.


L’utilizzo di farmaci e di medicine alle erbe ostacola gli sforzi di
detossificazione che il corpo conduce, rappresentando per il sistema una
minaccia addizionale oltre alle sostanze nocive che il corpo va espellendo
attraverso il processo di malattia. Eliminare le nuove sostanze dannose che
vengono ingerite assume la precedenza sull’eliminazione di quelle che stanno
alla base della crisi risanante. La prassi medica di uccidere i germi con
farmaci, antibiotici, antinfiammatori o di sopprimerne l’attività con appositi
sieri è la causa della crescente degenerazione della popolazione e di malattie
iatrogeniche. Le malattie acute sono in grado di auto-limitarsi,
commisuratamente allo sforzo necessario per liberare l’organismo dalle sostanze
dannose. Il lavoro condotto dai batteri-spazzini durante il processo della
malattia è al tempo stesso debilitante e fastidioso per l’ospite, ma è di
vitale necessità per la preservazione della vita e della salute.

Quando il processo di detossificazione è stato completato, i sintomi della
malattia scompaiono e l’organismo torna ad utilizzare le proprie energie per i
compiti ordinari. La forza, allora, torna a fluire nelle estremità. Il corpo,
benché indebolito dallo sforzo reso necessario per contrastare le sue
condizioni di tossicità, riacquista le proprie energie e la vitalità funzionale
e si riprende senza che sia necessario alcun trattamento. Quando la crisi
risanante è stata completata, il recupero ha inizio. E poi c'e l'illusione del contagio. La gente è stata educata ad essere terrorizzata dai batteri e dai virus e a
credere implicitamente nell’idea del contagio: e cioè che specifiche entità
patogene, aggressive e maligne, siano in grado di passare da un ospite
all’altro. “Contagio”, nella definizione medica, è la trasmissione della
malattia per contatto: una malattia infettiva può essere comunicata per
contatto da una persona che ne è affetta o attraverso un oggetto che essa ha
toccato. Il dizionario a questo proposito parla di “virus o altri agenti
infettivi” o di “qualcosa che funga da tramite per la trasmissione della
malattia con mezzi diretti o indiretti”.


Il “contagio”, tuttavia, è uno dei miti della medicina, poiché le scorie
tossiche non possono essere trasmesse da un corpo all’altro attraverso il
normale contatto. Le malattie contagiose sono un’invenzione, poiché nessuno può
passare ad altri la sua malattia, non più di quanto possa trasmettere la
propria salute. Qualcosa di simile al contagio sembra avvenire quando una
persona in condizioni gravemente tossemiche viene messa a contatto con un’altra
che si trovi in una situazione similare, attivando in questo modo una crisi
risanante.In realta' accade che I batteri o i germi di questi individui vengono stimolati ad agire da quegli
elementi devitalizzati su cui i batteri prosperano. Quando vengono trasferiti
alle membrane mucose o ai tessuti di un’altra persona egualmente tossemica, è
possibile che i batteri inizino immediatamente ad agire come fanno
nell’organismo portatore, se vi è una quantità adeguata di prodotti della
decomposizione su cui le colonie batteriche possano impiantarsi e prosperare.


Ma l’esistenza di un ambiente inquinato è prerequisito affinché tale azione
batterica possa verificarsi.

Un individuo in salute, con un flusso sanguigno incontaminato e relativamente
puro, non avrà quindi alcun motivo di temere le “malattie contagiose”.

Di norma, non è possibile trasmettere ad altri il proprio carico di tossicità,
a meno che esso non venga estratto dal nostro corpo (come accade nelle
donazioni di sangue) e poi iniettato ad un’altra persona (ad esempio con una
trasfusione). In questo caso può verificarsi un contagio medicamente indotto o
malattia iatrogenica, che non ha però nulla a che fare con quelli che si
verificano nell’ambito dei naturali processi biologici della vita. E’ questa la
reale spiegazione di ciò che chiamiamo “contagio”. Il germe attiva, affretta o
sollecita il processo di malattia in coloro che sono già tossemici. Ma per
coloro che non lo sono, il contagio non funziona e non può verificarsi finché
il corpo si mantiene puro, poiché è la contaminazione del sistema che prepara
l’organismo per le “epidemie”, a causa della nostra incapacità di mantenere
fluidi e tessuti corporei puliti e non inquinati.In realtà il cosiddetto “contagio” non esiste, poiché gli unici agenti in grado
di produrre malattie sono le abitudini nocive come l’abuso di alcool, caffè,
sigarette, farmaci, cibi-spazzatura, cibi raffinati, scarsità di riposo,
mancanza di esercizio e di luce solare, ecc.


Sono le abitudini di vita sbagliate che generano le malattie che vediamo
diffuse tra la popolazione. Non c’è nessun “insetto che gira”: è ciò che
facciamo al nostro corpo che distrugge le sue necessità sistemiche.

Il concetto di “contagio” è strettamente correlato a quello egualmente erroneo
di “predisposizione”: si crede infatti che un’”epidemia” risulti “contagiosa”
solo se l’individuo vi è “predisposto”. Questa affermazione medica è in realtà
un’ammissione che non sono i germi a provocare le malattie. Se così fosse,
chiunque venisse esposto ad essi si ammalerebbe della stessa malattia.


In realtà una persona “predisposta” è una persona che possiede un alto livello
di tossicità dell’organismo, insieme alla vitalità sufficiente a condurre il
processo di malattia/purificazione. Tali individui possono ammalarsi in
qualsiasi momento, che vengano o no esposti al “contagio”.

Se individui sani riescono a conservare la loro salute anche nel bel mezzo di
“malattie epidemiche”, risulta evidente che la teoria del contagio è sbagliata.
La parte dell’organismo più sovraccarica di tossine è quella in cui si
manifestano per primi i sintomi della malattia, ma l’effetto complessivo è
sistemico, poiché tutti gli organi e le ghiandole del sistema subiscono danni a
differenti livelli.

Le cosiddette “malattie contagiose” come l’AIDS, le malattie veneree, il piede
dell’atleta, non sono più contagiose di qualsiasi altra malattia. Ma ad alcuni
interessi commerciali è utile che la gente creda che lo siano.

Fondamentalmente, l’accettazione della teoria del contagio presuppone
l’accettazione della teoria dei germi come causa delle malattie: e cioè che
specifici batteri o “virus” possano produrre i sintomi di malattie specifiche.
Questa teoria è stata più volte dimostrata erronea in campo scientifico, e
perfino Pasteur ammise la sua insostenibilità.

Nonostante ciò, la teoria dei germi e la teoria del contagio continuano ad
essere propagandate dal moderno sistema medico, il cui prestigio, i cui
profitti e il cui potere dipendono largamente dalla fiducia in questa assurda
teoria.

In sostanza, la popolazione crede a ciò che l’establishment medico vuole che
creda. La teoria del contagio serve a tenere alta la domanda di farmaci e di
cure mediche e ospedaliere.


Le malattie
sono provocate solo da abitudini di vita improprie. Non dimenticate che solo le
industrie mediche, ospedaliere e farmacologiche sostengono che la salute si
possa recuperare somministrando farmaci velenosi. Questo è probabilmente uno
dei più spaventosi semi delle malattie “contagiose”. In conclusione, se i germi
hanno un qualche ruolo nel provocare malattie, esso non è un ruolo primario, ma
solo secondario, in subordine a quei fattori che abbassano la nostra resistenza
o mettono a rischio la nostra salute. Una vita sana è, in ogni caso, la
migliore assicurazione contro qualsiasi malattia.
blueberrymind
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Messaggio Da Ludwig von Drake Mer 9 Set 2009 - 11:49

Allora, innanzitutto la fonte del tuo articolo:

Estratto da Exposing the Myth of the Germ Theory a cura del College of Practical Homeopathy, 2005

Facciamo attenzione che si tratta di "omeopatia", o meglio dei fautori della pseudomedicina omeopatica: per farsi un'idea di chi sono i truffatori che hanno scritto ciò, invito ad andare nella nostra sezione articoli e vedere l'articolo di Max.

Aggiungiamo che tale articolo non è stato pubblicato su alcuna rivista soggetta a revisione e che non consiste in una review.

I virus non sono agenti di contagio? Assolutamente falso: è ampiamente dimostrato che il virus del HIV si trasmette, ancor meglio possiamo verificare gli agenti patogeni dell'influenza aviaria oggi giorno.

Facciamo attenzione: questa gente diffonde idee pericolose pur di vendere la sua merce (che tra l'altro è una truffa).

___________________
Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro
perchè il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro?
Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità,
farmi umile e accettare che sia questa la realtà?
Don Chisciotte - Guccini

https://iltronodispade.wordpress.com/
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Messaggio Da Ospite Mer 9 Set 2009 - 12:29

ERRI8013 ha scritto:Estratto da Exposing the Myth of the Germ Theory a cura del College of Practical Homeopathy, 2005
Non so cosa ci sia scritto nell'articolo riportato (che bella la funzione ignore), ma la parola evidenziata in grassetto è più che sufficiente.

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Messaggio Da claudio285 Mer 9 Set 2009 - 13:30

Ogni scienza ha i suoi revisionisti. L'omeopatia, la cui efficacia mi pare sia stata definitivamente falsificata di recente, è un revisionismo della medicina. Spero che qualcuno mi venga incontro per le fonti.

Naturalmente l'omeopatista dirà che gli strumenti di falsificazione della scienza "ufficiale" non sono appropriati ecc.

E' giusto esprimere le proprie opinioni e sostenere le proprie tesi. Meno corretto mi pare, come in questo caso, fare della propaganda, usando il copia-incolla senza nemmeno citare le fonti.

Finchè dico che il mondo è stato creato da Dio invece che provenire dall'evoluzione per selezione naturale posso non fare alcun danno. Ma un altro conto è se do per vere e scontate affermazioni che possono incidere sulla vita quotidiana di tutti molto di più che la Creazione divina. In fondo alle persone può importar poco se il mondo è fatto da dio o è frutto di un meccanismo naturale.

La medicina offre molti dilemmi epistemologici, così come è pregna di continui capovolgimenti di fronte nel campo delle scoperte.
Ma essa ha anche un valore pratico riconosciuto universalmente da tutti gli organi competenti in materia di salute. Le sue pratiche sono inoltre parte integrante, consolidate e scientificamente validate, della cura delle persone di praticamente l'intero pianeta. Ricordiamo che qualsiasi cura e medicina deve avere il nulla osta da parte di Autorità Pubbliche per avere il titolo ad essere cura di qualcosa, mentre altre pratiche alternative, sebbene lecite e non proibibili, possono non avere questo status, sebbene autoreferenzialmente sia lecito che se lo attribuiscano.

Se vogliamo parlare dei suddetti dilemmi e quetioni controverse, facciamolo, ma tendendo a mente che questo forum è letto potenzialmente da chiunque, e che, sebbene non sia inteso come fonte di informazione vera e propria (giacchè è un forum di discussione, e non di informazione) è però anche vero che chi legge potrebbe trarre conclusioni che hanno una grande probabilità di essere false - essendo l'omeopatia una pseudoscienza - che possono incidere sulla sua vita personale, inducendolo a fare scelte malinformate.

Questo non vuol dire che le affermazioni della medicina siano sempre vere, naturalmente.

Invito perciò ad una maggiore cautela e ad un atteggiamento più riflessivo nell'esposizione a supporto di qualsiasi di queste pseudoscienze.

Grazie
claudio285
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Messaggio Da maxsar Gio 10 Set 2009 - 22:22

La teoria medica convenzionale sostiene che i virus nascono da cellule morte
che essi stessi hanno infettato.
Non è necessario il ciclo litico; alcuni virus sono in grado di uscire dalla membrana plasmatica interagendo con le proteine di membrane (ciclo liso genetico); altri possono andare ad integrarsi con il dna di alcune linee cellulari (herpes recidivante, papilomma; molti geni presenti nel nostro genoma derivano da dna virale, integrato piano piano).

nucleo mitocondriale interno alla cellula.
Virus mitocondriali?

!I virus sono dannosi solo se si accumulano come scorie.

potrei farti una dissertazione, ma sono convinto che non cambieresti comunque idea; prendiamo N cavie non infette, esponeniamole ad una dose minima infettante e vediamo
come non si infettano.

L’intossicazione si verifica nel momento in
cui queste scorie sovraccaricano il corpo al di là delle sue capacità di
espellerle
Quindi non sviuppo l’ebola perché ne accumulo poco?
Ce una cosa chiamata postulati di kokh che penso che ti sfugga….

Ricordiamo che batteri, germi e virus
non comunicano tra loro né possono agire di concerto e sono del tutto incapaci

Chi lo dice?
Comunicano tra loro mediante specifici mediatori ed arrivano anche ad articolare strategie d'attacco.

sono
piuttosto processi di purificazione del corpo e non sono provocate da batteri o
da “virus”.

Postulati di kokh; comunque no comment; vallo a dire ad una persona con quaranta di febbre per una setticemia diffusa che è una naturale purificazione dell’organismo e l’imipenem sarebbe dannoso.
Si finisce come nel caso della studentessa a cui il naturopata aveva levato l’insulina perché poteva dare effetti collaterali….


Il
vero responsabile è lo stile di vita biologicamente scorretto dell’ammalato.

Perfettamente d’accordo; qualunque commandante Nato ti potrà spiegare che le basi della dottrina bellica americana per la difesa alla lotta batteriologica era tenere gli uomini ben allenati, molto yoga e cibi vegani; la storia degli antibiotici è tutta una buffala messa in giro da una setta che ci comanda e vuole riportare Cthullu a camminare sulla terra (ovviamente anche tutti i grandi antichi).

Quando le abitudini debilitanti vengono abbandonate, non vi sarà ulteriore
accumulo di scorie tossiche e il corpo non avrà più bisogno di mettere in moto
i processi di guarigione/malattia
Dai dimostra melo; infettiamo N cavie con un ceppo abbastanza virulento con una letalità del 98%.
Io le curò con botte di immunomodulatori e antivirali con diversi meccanismi d’azione; tu crusca macrobiotica e passaggi nella ruota e musica chillhout.
Ci stai?

E cosi' veniamo al punto che possiamo affermare che i farmaci sono contro-producenti. Per uccidere virus e batteri e dare al corpo la possibilità di rimettersi, i
medici credono di dover somministrare dei farmaci. Credono anche che la
medicina si
Ah no???
Cavolo ho sbagliato tutto!
Dai dimostrami che per guarire da una tbc basta essere positivi.

E cosi' veniamo al punto che possiamo affermare che i farmaci sono contro-producenti. Per uccidere virus e batteri e dare al corpo la possibilità di rimettersi, i
medici credono di dover somministrare dei farmaci. Credono anche che la
medicina si
Ah no???
Cavolo ho sbagliato tutto!
Dai dimostrami che per guarire da una tbc basta essere positivi.
E cosi' veniamo al punto che possiamo affermare che i farmaci sono contro-producenti. Per uccidere virus e batteri e dare al corpo la possibilità di rimettersi, i
medici credono di dover somministrare dei farmaci. Credono anche che la
medicina si
Se fossero dannosi per le nostre cellule moriremo no?
Gli antibiotici hanno un meccanismo selettivo sulle cellule procariote (batteri) e gli antivirali su cicli virali.
Possono diminuire i batteri “buoni”, ma penso che il gioco valga la candela; in scienza e coscienza preferisco consigliare l’enterogermina ad un paziente in cura con un antiibiotico, che un buon becchino facendo affidamento sulle capacità di autocura del nostro organismo.

Eliminare le nuove sostanze dannose che
vengono ingerite assume la precedenza sull’eliminazione di quelle che stanno
alla base della crisi risanante.
CYP 450 ti dice niente?

Eliminare le nuove sostanze dannose che
vengono ingerite assume la precedenza sull’eliminazione di quelle che stanno
alla base della crisi risanante.
CYP 450 ti dice niente?

La prassi medica di uccidere i germi con
farmaci, antibiotici, antinfiammatori o di sopprimerne l’attività con appositi
sieri è la causa della crescente degenerazione della popolazione e di malattie
iatrogeni che
Hai ragione; eliminiamo la disinfezione; hai idea di quante era prima e dopo la percentuali di morte nei reparti ginecologi di questa innovazione?

. Le malattie acute sono in grado di auto-limitarsi,
commisuratamente allo sforzo necessario per liberare l’organismo dalle sostanze
dannose.
Ovvio; siamo noi cattivoni che le mettiamo in difficoltà, tbc, tularemia,antrace; famose per autolimitarsi, infatti la mortalità è aumentata esponenzialmente dopo l’uso degli antibiotici.

Il lavoro condotto dai batteri-spazzini durante il processo della
malattia è al tempo stesso debilitante e fastidioso per l’ospite, ma è di
vitale necessità per la preservazione della vita e della salute.
Lasciando stare il caso delle gastroenteriti (dove la flora intestinale può avere un ruolo anche importante nel tenere sotto controllo le patologie) mi puoi spiegare il ruolo dei batteri spazzini?
Girano per il torrente ematico?Ovviamente in barba al sistema immunitario; che fighi eliminano anche i virus; non ho ben capito come funziona l’interazione con il MHC II.

La gente è stata educata ad essere terrorizzata dai batteri e dai virus e a
credere implicitamente nell’idea del contagio: e cioè che specifiche entità
patogene, aggressive e maligne, siano in grado di passare da un ospite
all’altro.
Sei un genio; il programma di guerra batteriologica sovietico (allucinanti le condizioni in cui sono tenuti i laboratori; aprirò un topic) era tutto sbagliato.

Le malattie contagiose sono un’invenzione, poiché nessuno può
passare ad altri la sua malattia, non più di quanto possa trasmettere la
propria salute.
Giusto-
Ebola, vaiolo psicosi collettive

alle membrane mucose o ai tessuti di un’altra persona egualmente tossemica, è
possibile che i batteri inizino immediatamente ad agire come fanno
nell’organismo portatore, se vi è una quantità adeguata di prodotti della
decomposizione su cui le colonie batteriche possano impiantarsi e prosperare.
Si, ok e la fata turchina?
Puro
definiscimi il puro
Se individui sani riescono a conservare la loro salute anche nel bel mezzo di
“malattie epidemiche”, risulta evidente che la teoria del contagio è sbagliata.
Mutuazioni casuali selezionate dall'ambiente?
Genetica?
maxsar
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