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Messaggio Da Sally Gio 31 Gen 2013 - 10:02

"E' chiaro che oggi viviamo in un mondo di non eccentrici, di persone cui la più semplice individualità è negata, tanto sono ridotte a una astratta somma di comportamenti prestabiliti. Il problema oggi non è più della perdita d'una parte di se stessi, è della perdita totale, del non esserci per nulla." - Italo Calvino

Mi piacerebbe leggere i vostri commenti su questa riflessione che io trovo di una verita' desolante...

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Messaggio Da BestBeast Gio 31 Gen 2013 - 10:22

Stra-concordo. Tutto quello che possiamo fare è.. essere diversi.

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Lei è cattolico? Allora mi perdoni

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Messaggio Da jillo Gio 31 Gen 2013 - 14:02

Diva ha scritto:"E' chiaro che oggi viviamo in un mondo di non eccentrici, di persone cui la più semplice individualità è negata, tanto sono ridotte a una astratta somma di comportamenti prestabiliti. Il problema oggi non è più della perdita d'una parte di se stessi, è della perdita totale, del non esserci per nulla." - Italo Calvino

Mi piacerebbe leggere i vostri commenti su questa riflessione che io trovo di una verita' desolante...

Penso alle nostre realzioni intime ed autentiche, quelle intrecciate in famiglia e con gli amici e penso al dialogo aperto e al confronto con le idee degli altri. In questi spazi l'uomo può riappropriarsi della sua identità preprotentemente eclissata dalle etichette stereotipanti e dalle categorie imposte dalla società moderna.
Nel dialogo e nelle relazioni vere possiamo ancora arrabbiarci e sbottare, concederci risate a bocca aperta, sbagliare e chiedere scusa, indossare la tuta calzando i mocassini, essere brutti, essere veri, insomma essere ancora noi stessi.
Non credo che l'uomo rischi davvero di perdere sè stesso. la sua identità resterà sempre insopprimibile.

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Messaggio Da Sally Gio 31 Gen 2013 - 14:30

jillo ha scritto:
Penso alle nostre realzioni intime ed autentiche, quelle intrecciate in famiglia e con gli amici e penso al dialogo aperto e al confronto con le idee degli altri. In questi spazi l'uomo può riappropriarsi della sua identità preprotentemente eclissata dalle etichette stereotipanti e dalle categorie imposte dalla società moderna.
Nel dialogo e nelle relazioni vere possiamo ancora arrabbiarci e sbottare, concederci risate a bocca aperta, sbagliare e chiedere scusa, indossare la tuta calzando i mocassini, essere brutti, essere veri, insomma essere ancora noi stessi.
Non credo che l'uomo rischi davvero di perdere sè stesso. la sua identità resterà sempre insopprimibile.

Io invece penso che le persone a cui vogliamo bene siano le meno adatte a liberarci dalle etichette imposte. Infatti di norma si cerca di rendersi sempre migliori -e quindi diversi- proprio per "piacere", per soddisfare le esigenze di chi amiamo. Pensaci bene: se tua moglie ti dicesse che non le piace il mocassino con la tuta, tu continueresti ad indossarlo? Sii onesto, le risponderesti: "io sono cosi, o mi accetti per quello che sono, altrimenti addio!"?
Paradossalmente credo che si possa essere se stessi piu' con le persone di cui non ci curiamo che con i nostri cari, dai cui desideri siamo costantemente influenzati.
Poi esiste l'influenza della societa'. E' naturale rigettare il diverso, stigmatizzarlo... da qui la tendenza ad uniformarsi per sentirsi accettati dal gruppo. Ammetto che qualcuno riesce comunque, pur passando per folle o per poeta, a superare questa inibizione culturale.

Comunque la riflessione per me ha un significato che va al di la' dei rapporti umani... cosa significa essere veramente se' stessi? E' un concetto che ha a che fare con la liberta'? O non c'entra niente?
Noi siamo altro rispetto alla somma dei nostri ruoli (mamma, papa', figlio, lavoratore, sconosciuto che passa per strada)?... alle volte mi chiedo se IO esisto veramente come ME STESSA, figura ecliettica, poliedrica, ma formata da qualcosa di piu' che da un insieme di immagini... o se sto solo cercando di rappresentare una chimera.

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Messaggio Da jillo Gio 31 Gen 2013 - 15:53

Diva ha scritto:
jillo ha scritto:
Penso alle nostre realzioni intime ed autentiche, quelle intrecciate in famiglia e con gli amici e penso al dialogo aperto e al confronto con le idee degli altri. In questi spazi l'uomo può riappropriarsi della sua identità preprotentemente eclissata dalle etichette stereotipanti e dalle categorie imposte dalla società moderna.
Nel dialogo e nelle relazioni vere possiamo ancora arrabbiarci e sbottare, concederci risate a bocca aperta, sbagliare e chiedere scusa, indossare la tuta calzando i mocassini, essere brutti, essere veri, insomma essere ancora noi stessi.
Non credo che l'uomo rischi davvero di perdere sè stesso. la sua identità resterà sempre insopprimibile.

Io invece penso che le persone a cui vogliamo bene siano le meno adatte a liberarci dalle etichette imposte. Infatti di norma si cerca di rendersi sempre migliori -e quindi diversi- proprio per "piacere", per soddisfare le esigenze di chi amiamo. Pensaci bene: se tua moglie ti dicesse che non le piace il mocassino con la tuta, tu continueresti ad indossarlo? Sii onesto, le risponderesti: "io sono cosi, o mi accetti per quello che sono, altrimenti addio!"?

Mi tiro un momento fuori dall'esempio del mocassino solo perché personalmente mi inorridisce l’idea…
Prendiamo un altro esempio. se mia moglie mi chiedesse di radermi, io mi raderei per lei. Ma nel gesto formale della rasatura, mediante il quale assecondo i gusti di mia moglie, nè cambia la mia natura, né appaio ai suoi occhi diverso da come sono o come voglio apparire. Mia moglie sa che non mi piace radermi. E io non glielo nascondo. Nessuna etichetta imposta. Solo una richiesta accolta.


Diva ha scritto:
Paradossalmente credo che si possa essere se stessi piu' con le persone di cui non ci curiamo che con i nostri cari, dai cui desideri siamo costantemente influenzati.
Dai nostri cari ci lasciamo influenzare. secondo un'accezione positiva. ci si asseconda reciprocamente per il fine di un amore reciproco. l'etichetta è qualcosa che sta stetta alla nostra identità proprio perchè è imposta per un fine che non sempre è il nostro

Diva ha scritto:
Poi esiste l'influenza della societa'. E' naturale rigettare il diverso, stigmatizzarlo... da qui la tendenza ad uniformarsi per sentirsi accettati dal gruppo. Ammetto che qualcuno riesce comunque, pur passando per folle o per poeta, a superare questa inibizione culturale.

Ecco. Questo si che potrebbe costituire un attentato alla nostra libertà di espressione e alla nostra identità personale. La società e le sue leggi spesso fondate su bisogni non nostri.

Diva ha scritto:

Comunque la riflessione per me ha un significato che va al di la' dei rapporti umani... cosa significa essere veramente se' stessi? E' un concetto che ha a che fare con la liberta'? O non c'entra niente?
Noi siamo altro rispetto alla somma dei nostri ruoli (mamma, papa', figlio, lavoratore, sconosciuto che passa per strada)?... alle volte mi chiedo se IO esisto veramente come ME STESSA, figura ecliettica, poliedrica, ma formata da qualcosa di piu' che da un insieme di immagini... o se sto solo cercando di rappresentare una chimera.

La libertà non credo sia un concetto avulso dalle particolari condizioni o ruoli del nostro esistere.
Tutti i ruoli che vestiamo ce li dà sempre qualcun altro. Sono padre perché esiste un figlio che mi attribuisce questa identità, sono lo sconosciuto per la strada perché l’umanità che mi circonda ignora la mia identità
… nessuna autoreferenzialità dei ruoli che mi appartengono nulla che viene da noi stessi…
La mia domanda è però questa: la nostra identità è determinata dall’insieme dei nostri ruoli. Penso di si. Non siamo qualcosa di diverso da quello che viviamo attraverso i nostri ruoli. Siamo proprio quello. Siamo padri, figli, lavoratori… in tutto questo, e solo dentro tutto questo, è la nostra identità.
Se siamo cattivi padri, cattivi vicini di casa, cattivi figli… la qualità delle parti determina la qualità del tutto. Della nostra identità.

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Messaggio Da mix Gio 31 Gen 2013 - 15:56

Diva ha scritto:"E' chiaro che oggi viviamo in un mondo di non eccentrici, di persone cui la più semplice individualità è negata, tanto sono ridotte a una astratta somma di comportamenti prestabiliti. Il problema oggi non è più della perdita d'una parte di se stessi, è della perdita totale, del non esserci per nulla." - Italo Calvino

Mi piacerebbe leggere i vostri commenti su questa riflessione che io trovo di una verita' desolante...
secondo me quel pensiero di Calvino è anacronistico (e non potrebbe essere altrimenti)

Calvino (1923-1985) vive e scrive in un periodo caratterizzato da un rigido conformismo (prima fascista poi cattolico VS comunista): il suo pensiero rispecchia l'insofferenza verso queste pressioni condizionanti

dopo il '68, la crisi petrolifera, il neoliberismo, la globalizzazione, ... , tutti i paradigmi culturali sono mutati

qui ed ora
definirei l'attuale una società di artisti:
o veline/top model, o/e grandi cuoche/chef, o/e grandi viaggiatrici/viaggiatori, o/e big della fotografia/video, o/e sgamatissimi esperte/i personal shopper, o/e palestrate/i da urlo, o/e abilissimi broker, o/e imbattibili pokeristi/e di Texas Hold'Em, o/e sportivi/e estremi/e, oppure/e insuperabili in poesia, o/e letteratura, o/e musica, o/e arte, o/e cinema, o/e ballo o/e quant'altro della serie di mode più o meno effimere che passano sugli schermi televisivi o dei PC, tablet, smartphone, ...

la nostra società si caratterizza dalla spinta costante all'omologazione desiderabile dai grandi gruppi economici, che vorrebbero masse di cittadini (consumatori, per loro) impegnati il più possibile nell'acquisto di prodotti o servizi
e d'altra parte da una crescita media culturale (seppur sempre più polarizzata, con progressive divaricazioni tra coltissimi e semianalfabeti) fondata su un più diffuso accesso all'insegnamento superiore e su mezzi di comunicazione tecnologicamente avanzatissimi, inimmaginabili solo 50 anni or sono
in un panorama di social network (FaceBook, Twitter, ... , forum, newsletters, mailing list, ... , ) e di banalizzazione della pubblicazione di siti internet (blog, ... , ) chiunque può esprimere facilmente le proprie idee, opinioni, gusti, preferenze, ... , corroborate/i da suggestive immagini statiche o dinamiche.
ancora più facile il ruolo di fruitori di contenuti,
a cominciare da quelli mediati tramite la televisione, vera protagonista principale del panorama socio-culturale attuale,
come di tutto ciò che "passa" su internet

semmai il problema ora è la selezione del valore nascosto e mescolato dentro la montagna gigantesca di spazzatura da cui siamo sommersi quotidianamente, in cui e sovrabbondante la presenza di supereroi/wonder woman fatti/e di bit, di stati binari elettronici. evanescenti e senza pregio.
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Messaggio Da anteo Dom 3 Feb 2013 - 18:34

E già, essere se stessi... ma tutto scorre (e passa), anche le identità.

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Messaggio Da Sally Mer 20 Mar 2013 - 22:17

Forse dire chi siamo noi e' difficile... proviamo ad iniziare dall'altro capo, ovvero... chi sono gli altri?

Una verita' empiricamente assodata: gli incontri piu' sinceri si fanno in treno.

Dunque partiamo da qui, parrebbe un buon punto per iniziare a scavare.

Una bella fetta di umanita' che passa, a turno, per i sedili del treno regionale, quelli blu e neri, sempre un po' malconci, consumati da anni di via vai, davanti ai finestrini sporchi, bagnati di pioggia o arsi dal sole.. semvrano fatti apposta questi vagoni... mixer di vite, sconosciuti che nella sicurezza dell'anonimato si regalano pezzi di esistenza.

Colori di palto', profumi, rossetti, sciarpe, voci, rumore di tacchi, bagagli in bilico, sguardi dai mille colori che si incrociano, gambe che si accavallano e si toccano... ooops, scusa. Il treno e' in ritardo stamattina. Non mi dire, lo e' sempre! Che ci vai a fare a Milano? Studi? Lavori? Incredibile, anch'io! Interessante...

Cosi ho conosciuto la fotografa, l'operaio russo che se ne viene in stazione con la bici da cross, la ragazza tedesca di ritorno da un viaggio in Spagna, piangeva di un pianto inconsolabile... Why are you crying? Nel suo inglese dal sapore crucco mi risponde che non sa perche' piange, dice che le viene cosi e non riesce a fermarsi... Il signore seduto di fronte a me e' preoccupato, vuole che traduca per lui... io invece l'abbraccio, non servono parole, per di piu' straniere, a calmare quel pianto... meglio un abbraccio che parla la lingua universale... l'assicuratore che dopo anni incontra, seduto accanto a me, il suo professore delle medie... il tecnico che lavora in campo pubblicitario, sta sui set e sistema luci, audio... prima faceva film, ma, sai, non pagano bene, quindi ho mollato... parla di politica, e' anticlericale, forse ateo... mi chiede a che ora ho il treno di ritorno, dico: se ce la faccio a prenderlo, il regionale dopo pranzo... mi guarda neglio occhi... allora cerco di esserci, dice, ti devo assolutamente rivedere... l'anziana signora originaria dell'Istria, vissuta per 25 anni in Australia... tornava dalla Svizzera dopo un intervento agli occhi, voleva le leggessi l'ora sul telefonino... siamo finite a parlare in Inglese, cosi mi regala due lacrime appena visibili nei suoi occhi malati... asciugandosele dice chen on si ricordava il tempo di godere della dolcezza di un accento familiare... il cantante sessantenne di un gruppo che ho fatto finta di conoscere, tanto mi spiaceva dovergli dire che per me era troppo vecchio... mi ha parlato delle sue canzoni, l'unica che conoscevo e' "piccola Katy", poi mi ha raccontato di una canzone su Dio, della causa allo Ior che ha investito i proventi del disco in cliniche private anziche' in ospedali per bambini. Ha vinto la causa... dico io: bravo, ha puntato in alto. Ma l'ho fatto per i piccoli, ora hanno un ospedale a Nizza che cura i malati pediatrici.
Poi alcune volte mi assopisco, il treno, col suo rumore e' quasi una canzone materna... cosi una volta mi e' successo di svegliarmi e trovarmi appoggiato sulle ginocchia un mio ritratto fatto a penna su un foglio strappato da un'agenda... l'autore/trice l'aveva intitolato "The sleeping beauty", un bellissimo pensiero, anche se la vera bella addormentata aveva i capelli biondi.

Ecco cosa sono gli altri, quelli come me e te, quelli che incotri sul treno... Noi siamo la prova vivente della correttezza di quella misteriosa dimostrazione matematica che in analisi non riuscivo a capire... le nostre vite come asintoti che convergono senza incontrarsi mai, se non in un punto immaginario... e solo per un istante.

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Messaggio Da cofee Gio 21 Mar 2013 - 14:24

Diva... ma lo sai che mi hai emozionato da morire? Sarà che scrivi così bene che..sembrava di veder scorrere le immagini di un film...? Sarà che anche io, viaggio in treno...non così a lungo, però... la mia esperienza è più quella "ognunochiusodentroalsuopaltò".... Mi hai anche ricordato una signora "mitica", per me..una "pasionaria", che ho conosciuto tre anni fa..e che purtroppo non c'è più... E poi: hai conosciuto uno dei Pooh...!!??!! Ma ti rendi conto? Ho capito, qual'è, la canzone a cui fai riferimento.... Uomini soli, con un testo bellissimo...che tra l'altro ci sta, qui, come il cacio sui maccheroni....
Brava, piccola Diva... e grazie.....

"Gli altri siamo noi".... sempre per parlar coi testi delle canzoni...
Ma ancora più VERA è questa frase, che ho citato proprio stamattina, parlando con una persona molto speciale, per me: "Ma l'impresa eccezionale - dammi retta - è essere normale...!" E mi inchino, di fronte a cotanta verità..oggi più che mai... inchino


Ultima modifica di cofee il Gio 21 Mar 2013 - 14:27 - modificato 1 volta. (Motivazione : ...)

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Messaggio Da Sally Gio 21 Mar 2013 - 15:25

cofee ha scritto:Diva... ma lo sai che mi hai emozionato da morire? Sarà che scrivi così bene che..sembrava di veder scorrere le immagini di un film...? Sarà che anche io, viaggio in treno...non così a lungo, però... la mia esperienza è più quella "ognunochiusodentroalsuopaltò".... Mi hai anche ricordato una signora "mitica", per me..una "pasionaria", che ho conosciuto tre anni fa..e che purtroppo non c'è più... E poi: hai conosciuto uno dei Pooh...!!??!! Ma ti rendi conto? Ho capito, qual'è, la canzone a cui fai riferimento.... Uomini soli, con un testo bellissimo...che tra l'altro ci sta, qui, come il cacio sui maccheroni....
Brava, piccola Diva... e grazie.....

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Ma ancora più VERA è questa frase, che ho citato proprio stamattina, parlando con una persona molto speciale, per me: "Ma l'impresa eccezionale - dammi retta - è essere normale...!" E mi inchino, di fronte a cotanta verità..oggi più che mai... inchino

Grazie per il complimento, cara... sai, il problema e' che non sempre scrivo cosi. Quando ho un peso sul cuore, quando la vita mi asciuga e tutto e' arso intorno a me, allora la poesia se ne va. Io soffro quando non la trovo... ma lei e' abile a nascondersi e non se ne esce fuori fino a quando non le dimostro che ho tempo per lei, che la mia anima e' finalmente sgombra e potro' dedicarle le attenzioni che merita. Non e' che lei sia permalosa, quello no, e' che lei lo sa che se arrivasse e mi trovasse impreparata finiremmo per litigare... allora se ne sta buona buona in un canticcio. Poi, quando e' certa che non la deludero', lei arriva, nel suo abito grigio cenere, e mi regala attimi d'amore... wink..

Quanto al cantante, guarda, non conosco bene i Pooh, se non di nome e la canzone la conosco solo perche' mio padre ascolta Radio Millenote... una sera in auto con lui l'hanno passata e mi ricordavo la strofa che parlava di questa Katy (ha richiamato alla mia memoria "Katy's song" degli Apoptygma Berzerk, che sono uno dei miei gruppi preferiti). Pero' il tizio era veramente gioviale, prima di scendere mi ha voluto stringere la mano due volte... e io imbarazzata pensavo "uhm... forse dovrei fare io la parte della fan?" ahahahahahah

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Messaggio Da alberto Gio 21 Mar 2013 - 15:25

... e se invece fosse stato riccardo fogli? era il cantante dei pooh ai tempi di piccola katy...

bella roba diva, bella davvero, concordo e condivido, e al tempo stesso non posso non notare che sdal tuo racconto non si percepisce uniformità ma semmai il contrario...

quoto mix in pieno.

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fine.

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Messaggio Da Sally Gio 21 Mar 2013 - 15:44

alberto ha scritto:... e se invece fosse stato riccardo fogli? era il cantante dei pooh ai tempi di piccola katy...

bella roba diva, bella davvero, concordo e condivido, e al tempo stesso non posso non notare che sdal tuo racconto non si percepisce uniformità ma semmai il contrario...

quoto mix in pieno.

Vero, non siamo per nulla uniformi, tutt'altro... questa discussione ha virato velocemente sull'identita' personale, vista l'impossibilita' di confronto tra "uguali".

Mi rendo conto di provare un interesse smodato nei confronti delle persone, ed e' proprio la loro diversita' sia interiore che esteriore che mi incuriosice... ognuno ha qualcosa da regalarti, spesso non lo fa per paura di essere invadente o tu stesso ti chiudi per paura di essere preso per pazzo. Ma non e' cosi. La gente ha un bisogno incredibile di aprirsi, di raccontarsi... bisogno complementare alla necessita' di ascoltare, sapere, scoprire... se questi desideri non vengono resciprocamente soddisfatti e' spesso unicamente a causa di timori infondati. Il piu' delle volte basta incrociare gli occhi un paio di volte, e se si e' piu' coraggiosi del solito funziona anche un sorriso. wink..

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Messaggio Da cofee Gio 21 Mar 2013 - 15:50

@alberto: non credo... "Uomini soli" è molto più recente, di "Piccola Katy"
@diva: ti dedico questa "Poesia", di Riccardo Cocciante, ma ti consiglio di andare a cercarla su you tube, possibilmente nella versione cantata - tanto tempo fa - dalla Vanoni, che - in diretta - si commosse....
p.s. La stessa cosa è successa lo scorso 4 marzo, a Bologna, a Fiorella Mannoia... quando canti un testo che ti prende..lo fai tuo..e non lo lasci più andar via.. è per questo, che adoro la musica, e adoro cantare, e adoro le persone "vere" e "profonde" come te.... Buon Tutto, piccola... e continua così, a interessarti, della gente... Ci si aiuta, nel condividere... anche solo un semplice stato d'animo....
: *

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Messaggio Da Sally Gio 21 Mar 2013 - 16:02

cofee ha scritto:@alberto: non credo... "Uomini soli" è molto più recente, di "Piccola Katy"
@diva: ti dedico questa "Poesia", di Riccardo Cocciante, ma ti consiglio di andare a cercarla su you tube, possibilmente nella versione cantata - tanto tempo fa - dalla Vanoni, che - in diretta - si commosse....
p.s. La stessa cosa è successa lo scorso 4 marzo, a Bologna, a Fiorella Mannoia... quando canti un testo che ti prende..lo fai tuo..e non lo lasci più andar via.. è per questo, che adoro la musica, e adoro cantare, e adoro le persone "vere" e "profonde" come te.... Buon Tutto, piccola... e continua così, a interessarti, della gente... Ci si aiuta, nel condividere... anche solo un semplice stato d'animo....
: *


Perché questa vita stende,
e chi è steso o dorme o muore,
oppure fa l'amore.

Cofee, e' bellissima, mi ha commossa... grazie! wink..


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Messaggio Da cofee Gio 21 Mar 2013 - 16:08

pas de rien, ma petite... pas de rien...

= ^ - ^ =*

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Messaggio Da cofee Gio 21 Mar 2013 - 16:58

per tutti (Oggi è la giornata internazionale della Poesia....):

Poesia, poesia…
sembra che non ci sia
poi ritorni per caso
a quand'eri bambina e tu
….
tu correvi cantando
sorridevi per niente
e potevi volare
e tutto questo era
Poesia
….
Poesia
e tutto questo era
poesia
….
poesia

Poesia, poesia…
sembra che non ci sia
poi ti prende la mano
e ti porta lontano con lui
…..
e non sei piu' bambina
non sorridi per niente
scopri di essere donna
e' tutto questo e'
Poesia

Poesia, poesia…
sembra che non ci sia
poi ti svegli una notte
e vorresti parlare con lui

tu dovresti spiegare
e non sai cosa dire
che e' finito l'amore
ma infondo anche questo e'
…………………….
tu dovresti spiegare
e non sai cosa dire
che e' finito l'amore
ma in fondo...
anche questo e'...
poesia...
...


___________________
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Messaggio Da lupetta Ven 22 Mar 2013 - 12:19

mha...a me sembra che chi esce fuori dal coro non viene poi cosi apprezzato.

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Lei mi sta minacciando a me?
lupetta
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Messaggio Da cofee Mar 9 Apr 2013 - 11:51

quoto..

(ciao, lupetta!)

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