Atei Italiani
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Dio, unicorno rosa e la teiera

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Messaggio Da Paolo Mar 20 Nov 2012 - 9:34

Ritengo che proseguire questo argomento nell'altro topic sarebbe stato del tutto ot. Riprendo perciò il ragionamento rifacendomi all'ultimo intervento di Masada.

NON ESISTE IL "NEUTRO"...

Dovrei aver risposto indirettamente anche a te paolo.
Comunque, se non lo hai colto fra le righe l'unicorno rosa, i puffi, paperoga, la teiera... hanno in comune con dio di essere una creatura della fantasia, tuttavia dio, essendo concepito e relazionandosi a lui in quanto dio, diventa la matrice della tua interpretazione di te stesso, il mondo, la vita, il bene, la libertà, il giusto...
Diventa un rapporto esistenziale, seppure con un amico immaginario.
Questo non avviene per le altre creature della fantasia che non sono dio...
Per alcuni esseri umani l'uomo è incapace di autofondarsi, di essere oltreuomo, ma ha bisogno di essere "salvato", di avere un dio che gli disegni la sua meta-narrazione.
Non tutte le creature della fantasia svolgono questo ruolo esistenziale...
La differenza è in come viene vissuto nella propria esistenza il rapporto con quella creatura della fantasia: il mio io con cui parlo con me stesso è una creatura della fantasia, ma non lo posso trattare come tratto l'unicorno rosa, così pure la matematica, o la logica...
Considerare poi tutti gli enti allo stesso modo, come sassi da mostrare per dimostrarsi, non è possibile: non lo è per il culturale-esistenziale, le matrici interpretative, l'inconscio, la libertà, dio, il bello...
è come non considerare adeguatamente tutte le differenze qualitative fra fenomeni simili solo in alcuni aspetti (come il razziale, l'etnico, il sessuale, il genere, il religioso, il politico...) ...


Read more: http://atei.forumitalian.com/t4694p10-eliminare-con-l-educazione-le-distinzioni-di-genere#ixzz2CkPcdcci

Masada, ti faccio subito alcune osservazioni. La frase che ho evidenziato non ha un valore nè assoluto nè oggettivo. Non è assoluto perchè sei tu, o comunque il credente, che attribuisce questi valori all'idea di dio! Per me non è così. Per me dio non è nulla, e tanto meno la matrice di me stesso. E non solo perchè non credo alla sua esistenza, ma perchè è un entità talmente assurda, illogica e contraddittoria priva di ogni validità intellettuale. Ipotizzare l'esistenza di essere con quelle caratteristiche ha la stessa valenza logica di un qualunque altro essere di fantasia, se non ancora di meno. Non ha alcun valore oggettivo in quanto è il singolo credente che gli attribuisce quella valenza che tu indichi (diventa la matrice della tua interpretazione di te stesso, il mondo, la vita, il bene, la libertà, il giusto). Ma il fatto che sia tu a conferigli queste caratteristiche non vuol dire che queste esistano e siano reali. Anzi dimostra che sono solo tue pure fantasie. Il fatto che sia un bisogno o una necessità dell'uomo non ne muta la sua natura. E', e rimane, elemento di fantasia. Nulla più.

Il fatto poi, come scrivi nella seconda frase che ho evidenziato, che non tutte le creature di fantasia svolgano questo ruolo esistenziale non conferisce alla creatura stessa alcuna maggiore credibilità o dignità intellettuale. Il bisogno psicologico di un qualcosa che ti aiuti o ti rassicuri, non rende la creatura di fantasia superiore ad altre in un piano logico. Sono e rimangono tutti elementi della fantasia della mente umana e non possono assurgere a componenti culturale-esistenziali come invece tu indichi.

Il fatto che nella definizione di un dio vengano posti elementi "esistenzialmente" importanti (dio è il creatore, dio è amore, dio conferisce il senso della vita ...) non fa si che questa idea abbia più dignità intellettuale di un qualunque essere di fantasia per il fatto che gli altri, che normalmente si indicano (Paperino, l'unicorno ...), non svolgano questa funzione. Potrà esserlo dal punto di vista psicologico o speculativo, ma non certo logico!

Per concludere ti voglio far presente che si utilizza normalmente come paragone elementi di fantasia in evidente contrapposizione con una idea di divinità solo per dare enfasi alla frase. Se infatti io ti paragonassi l'idea di dio cristiano a quella di manitù o di un qualche spirito delle foreste o delle montagne la cosa sembrerebbe più accettabile. Ma questa è solo una ipocrisia. Da ateo chiamo le cose con il suo nome e non mi nascondo dietro definizioni ad effetto per ottenere credibilità.


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La questione se  "Il mondo sia stato creato da Dio, il quale è sempre esistito" si semplifica in "Il mondo è sempre esistito". E' superfluo, e quindi, secondo il rasoio di Occam, sbagliato in senso metodologico, introdurre Dio per spiegare l'esistenza del mondo.

Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem.(Ockham)
Paolo
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