Atei Italiani
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Messaggio Da claudio285 Ven 24 Apr 2009 - 0:29

Da fonti di ispirazione cattolica - Cesnur - l'ateismo in italia sarebbe l'opzione sull'identità religiosa scelta dall'11% degli italiani.

La stessa fonte mette gli atei come ultimi nella lista delle "nuove religioni", cioè delle religioni diverse da quella cattolica.

Tra le quali alcune nuove(sic) come quella valdese; confessione che risale al medioevo. Ma comunque...

La mette tra le ultime perchè prende in considerazione solo l'ateismo organizzato. Cesnur interpreta l'associazionismo ateo come come la forma organizzativa con le quali gli atei soddisfano i propri bisogni ritualistici.

Data la cultura dalla quale tale fonte attinge, la cosa appena detta stona. Infatti il Cesnur esprime una proposizione scientifica, quando dice che è un bisogno a spiegare un comportamento. Il bisogno di rituali, semmai, può spiegare il fatto che esistono religioni. ll bisogno di rituali, a sua volta, può essere spiegato secondo prospettive scientifiche diverse, seguendo una via riduzionista.

Ma il Cesnur ignora il fatto che l'11% dell'idea atea sia una bella cifra. Saremmo la seconda opzione religiosa.

E' naturale che l'ateo sia piuttosto disinteressato all'idea di creare una comunità sullo stile religioso. Agli atei manca la fede, ed è la motivazione fideistica che è responsabile della facile propagazione delle confessioni religiose, intese come comunità organizzate di individui che hanno scopi fondamentali pressochè identici.

La mancanza del Dogma di fede rende difficile la formazione di organizzazioni ampie di atei, perchè l'unità si deve basare sull'accordo razionale, sul discorso, mai su un presupposto necessariamente comune a tutti. Questo fa sì che le questioni di fondo siano preminenti, e portino via molto tempo.

Ma l'idea della possibilità di vivere senza una fede sta crescendo. Io non credo che vi possa essere una forma organizzativa unica per l'ateismo, però penso che le varie identità possano consorziarsi, anche a livello politico.
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Messaggio Da Ospite Ven 24 Apr 2009 - 9:25

claudio285 ha scritto:Da fonti di ispirazione cattolica - Cesnur - l'ateismo in italia sarebbe l'opzione sull'identità religiosa scelta dall'11% degli italiani.

La stessa fonte mette gli atei come ultimi nella lista delle "nuove religioni", cioè delle religioni diverse da quella cattolica.

Tra le quali alcune nuove(sic) come quella valdese; confessione che risale al medioevo. Ma comunque...

La mette tra le ultime perchè prende in considerazione solo l'ateismo organizzato. Cesnur interpreta l'associazionismo ateo come come la forma organizzativa con le quali gli atei soddisfano i propri bisogni ritualistici.

Data la cultura dalla quale tale fonte attinge, la cosa appena detta stona. Infatti il Cesnur esprime una proposizione scientifica, quando dice che è un bisogno a spiegare un comportamento. Il bisogno di rituali, semmai, può spiegare il fatto che esistono religioni. ll bisogno di rituali, a sua volta, può essere spiegato secondo prospettive scientifiche diverse, seguendo una via riduzionista.

Ma il Cesnur ignora il fatto che l'11% dell'idea atea sia una bella cifra. Saremmo la seconda opzione religiosa.

E' naturale che l'ateo sia piuttosto disinteressato all'idea di creare una comunità sullo stile religioso. Agli atei manca la fede, ed è la motivazione fideistica che è responsabile della facile propagazione delle confessioni religiose, intese come comunità organizzate di individui che hanno scopi fondamentali pressochè identici.

La mancanza del Dogma di fede rende difficile la formazione di organizzazioni ampie di atei, perchè l'unità si deve basare sull'accordo razionale, sul discorso, mai su un presupposto necessariamente comune a tutti. Questo fa sì che le questioni di fondo siano preminenti, e portino via molto tempo.

Ma l'idea della possibilità di vivere senza una fede sta crescendo. Io non credo che vi possa essere una forma organizzativa unica per l'ateismo, però penso che le varie identità possano consorziarsi, anche a livello politico.

Come spesso accade queste definizioni, create ad arte servono per ricondurre l'opinione comune ad un principio che per la religione cattolica è indispensabile : l'uomo non puo' ridursi a se stesso in quanto eliminirebbe il senso stesso della sua esistenza e conseguentemente fa dell'inestenza di dio una forma di fede a cui credere e per la quale fondare nuove religioni. Un esempio chiaro di come la religione tenti sempre di giustificare se stessa e la ragione della sua esistenza. Negano però "coscientemente", e questo lo sanno e fa di loro dei falsari "secolari", che l'uomo ateo storicamente si dissocia da loro e dal dio che partoriscono. La differenza con i tempi passati è che oggi non possono più metterci sopra cataste di legno anche se lo farebbero molto volentieri.

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Messaggio Da davide Ven 24 Apr 2009 - 20:33

Però onestamente, non credo che gli atei si possano organizzare in un movimento politico... troppe differenze: atei di dx, di sx, intransigenti, moderati... e i peggiori di tutti, quelli devoti...

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Messaggio Da kiekostui Ven 24 Apr 2009 - 21:05

Trovo davvero ridicolo pensare all'ateismo come ad una religione, evidentemente secondo il pensiero comune l'uomo deve avere necessariamente un orientamento religioso non puo' vivere una condizione personale che non venga inquadrato all'interno di una comunita', e quindi l'ateismo deve per forza essere una religione

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Messaggio Da claudio285 Sab 25 Apr 2009 - 13:34

L'ateismo è l'opposto di una religione. Come è vero che non necessariamente una comunità implica l'omogeneità religiosa.

Per es. un'italiano medio, di orientamento ateo democratico, ha molti più legami comunitaristici con un cattolico della stessa condizione sociale e vicinanza geografica, che due cattolici, uno italiano e uno che so messicano o domenicano.

I cattolici dicono poi che senza religione l'uomo non può vivere. In effetti è quel che è successo nella maggior parte dei casi. Ma ciò potrebbe provare solo che tendenzialmente la maggioranza degli esseri umani ha bisogno di assunzioni di tipo "magico", indistruttibili, per costruirsi un'idea coerente del mondo.
Questa spiegazione è molto più verosimile che quella teista: non è vero che è impossibile vivere senza la religione, è solo estremamente improbabile che avvenga, perchè la scelta fideistica si risolve essere maggioritaria, data la sua duttilità ed efficacia.
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