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In memoria di Massimo Fini (da vivo...)

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Messaggio Da holubice Ven 24 Apr - 7:52

Li rimpiangiamo sempre da morti, i migliori... Una volta tanto, vi chiedo di farlo non fuori tempo Massimo...

Lettera ad Alessandro Sallusti

In memoria di Massimo Fini (da vivo...) Massimo-fini


"... Caro Alessandro, anche se qualcuno si sorprenderà, io ho per te stima umana e professionale. Sentimenti che, credo, siano reciproci visto che per quattro volte mi proponesti di venire al Giornale (tre volte me lo propose Feltri, due Belpietro, una Giordano nel suo breve anno di direzione). Tutte proposte lusinghiere anche economicamente che fui costretto a rifiutare per una mia coerenza che Paolo Liguori, forse non a torto, ha definito “cretina”, perché adesso a furia di dir no mi trovo nell’angolo anche economicamente. Ma io son fatto così, sta nel mio dna. Benché io sia un antiberlusconiano della prima ora (Europeo, 2.8.1986, Un americano a Milano: “O il calcio distruggerà Berlusconi o Berlusconi distruggerà il calcio”) il Giornale, come del resto quasi tutti i media di destra, è stato sempre molto attento alla mia opera di scrittore, se fosse stato per quelli della cosiddetta Sinistra, Repubblica, Espresso e la fu Unità, io non sarei esistito, culturalmente, in questo Paese. Mi dicono che molti tuoi lettori mi apprezzano e del resto fra i tuoi giornalisti ci sono dei ‘criptofiniani’ di stretta osservanza di cui non farò i nomi.

Bene. Ma c’è una cosa che non posso proprio digerire ed è la vostra capillare, costante, sistematica delegittimazione della Magistratura italiana di cui il tuo editoriale del 9 aprile (“Datevi uno scudo dal virus dei giudici”) è solo l’ultimo di infiniti altri dello stesso tenore. Se qualcuno proponesse di aprire le carceri in un “liberi tutti” io potrei essere anche d’accordo perché sono convinto, non è demagogia, che molti di quelli che stanno fuori sono peggio di molti di quelli che stanno dentro. Ma il vostro ‘garantismo’ è double face ed è questo che è intollerabile. Silvio Berlusconi che, penso, faccia parte della ‘famiglia Berlusconi’ proprietaria del tuo giornale, mi ha chiamato in giudizio per danni, cioè è ricorso alla Magistratura, benché io non abbia mai ficcato il naso nelle sue questioni di donne, perché ritengo che un premier, come ogni altro cittadino, abbia il diritto di fare in casa sua quello che più gli piace a meno che non si tratti di delitti, e penso anche che oggi una ragazza di 17 anni sia minorenne solo per l’anagrafe, per cui bisognerebbe abbassare l’età penale attiva e passiva a 14 anni (ragionando o sragionando come Adriano Sofri, mandante di un vilissimo assassinio sotto casa, e che oggi fa la morale a tutti, estrapolando dal testo secondo un malvezzo sempre più abituale, qualcuno potrebbe dire che voglio mettere in gattabuia anche i ragazzini). Renato Brunetta, che è della vostra scuderia (Forza Italia), mi ha chiamato in giudizio per danni, cioè è ricorso anch’egli alla Magistratura. Quando fa comodo la Magistratura torna ad esistere. Per tali ‘garantisti’ double face io ho questa formula: provate a rubargli l’argenteria e vedrete come va a finire, chiameranno la ‘pula’, i Pubblici ministeri, la Gestapo.

Vittorio Sgarbi, che è anche lui del giro, candidato per Forza Italia alle recenti Regionali, che scrive sul tuo giornale, per una intera estate mi additò in Tv al pubblico ludibrio, con relativa fotografia, “wanted”, come il principe dei ‘forcaioli’. E’ che questa gente pensa sempre che il mondo sia nato con loro. Io ho firmato l’appello per la scarcerazione di Valpreda in galera da quattro anni senza processo (il solo appello che ho firmato in vita mia). Fosse stato per la cosiddetta Destra, a cui tu oggi appartieni, Valpreda poteva restare in galera a vita e qualcuno dei vostri predecessori scrisse che il fatto che fosse affetto dal morbo di Buerger era segno inequivocabile che era il responsabile della strage di Piazza Fontana. Valpreda, infangato in tutti i modi dai vostri predecessori, sarà poi assolto. Ho difeso Giuliano Naria presunto terrorista rosso che si fece nove anni di detenzione preventiva, solo l’ultimo ai “domiciliari”, e che fu poi assolto con formula piena. A una settimana dal suo arresto sono stato il primo a difendere Enzo Tortora (“Io vado a sedermi accanto a Tortora”, Il Giorno, 25.6.1983)  e non Enzo Biagi, come sempre si dice, e tale evaporazione della mia persona in questo e in tantissimi altri casi, ora che la spavalderia della splendente giovinezza mi viene meno con le sue energie, comincia a darmi parecchio fastidio. Lo difesi non tanto, o almeno non solo, perché lo conoscevo di persona, un liberale elitario di cui sarebbe stato difficile immaginare che si affigliasse a una bocciofila, figuriamoci alla camorra, ma perché era accusato ‘de relato’ da pentiti che riferivano voci sentite da altri pentiti. E la sorella del presentatore, Anna, perdeva il lume degli occhi quando in seguito i corrotti e i corruttori di Tangentopoli si mascheravano dietro quello che era successo a Tortora. Perché nell’inchiesta Mani Pulite non si trattava di ‘pentiti’, ma le accuse erano ‘per tabulas’, si basavano cioè su carte, documenti bancari e confessioni degli stessi autori dei crimini.  Anche se poi si insinuò che i magistrati di Mani Pulite li arrestavano perché confessassero e si invocò l’intervento di Amnesty International per due o tre settimane di reclusione preventiva (una cosa terribile rispetto ai nove anni di Naria). Ma quel gran signore di Francesco Saverio Borrelli, il capo della Procura di Milano, corresse: “Noi li arrestiamo e loro confessano” ..."
(CONTINUA NEL LINK)




Io non capisco perché, un uomo così, sia nel nostro Paese del tutto sconosciuto. Anzi, no, lo capisco benissimo: se uno ti va in TV e, come ha sempre fatto nei suoi libri, ti spiega perché, nonostante le taglie da milioni di dollari, nessun Afgano ha mai tradito e rivelato gli spostamenti del Mullah Omar, beh, allora è inevitabile che debba essere relegato nell'oblio.

Pure da vivo...

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P.S.
Gli faccio un po' di pubblicità, lo merita...



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Chi vive d'Arte, e non di Mar€hette, ha sempre una vita tribolata...



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Messaggio Da holubice Ven 9 Ott - 23:30

Segnalo...

Non esiste il diritto alla maleducazione

In memoria di Massimo Fini (da vivo...) Beppe-grillo-stampa-matteoderrico

"... E credo che la prima, vera, urgente e forse unica riforma da fare in Italia sia quella del ritorno alla buona educazione. Anche sul gossip politico e giudiziario cui si è ridotto il nostro giornalismo, ammesso che possa definirsi ancora tale, ci sarebbe poi molto da dire. L’insinuazione politico-giornalistica è diventata l’arma preferita da usare contro gli avversari. Nell’editoriale dedicato da Alessandro Sallusti all’episodio Grillo (Il Giornale, 9.9), che gira tutto intorno al fatto che il giornalista di Rete4 non è stato difeso dalla Federazione Nazionale della Stampa perché presunto di destra (il che non è nemmen vero, la Fnsi si è dichiarata “indignata”) mentre se la stessa cosa fosse capitata a un giornalista cosiddetto di sinistra ci sarebbe stata un’insurrezione mediatica (ma non ti sei ancora accorto, Sandro, che Destra e Sinistra non esistono più, esistono semmai fazioni contrapposte?). Lo stesso direttore del Giornale si lamenta come sia “possibile che a oltre un anno dai fatti ancora la magistratura non abbia deciso se suo figlio (di Grillo, ndr) ha violentato o no una giovane ragazza finita nel suo letto?”. Sallusti deve essere diventato bipolare. Dov’è finito l’ipergarantista a 24 carati che non considera definitiva nemmeno una sentenza di condanna della Cassazione, naturalmente se riguarda Berlusconi, e vorrebbe già al gabbio il figlio di Grillo per il quale non si è ancora arrivati nemmeno a una decisione del Gip? Del resto è il concetto espresso da Madama Santanchè, un’altra del giro, per certi reati e soprattutto per certi presunti autori di questi reati: “In galera subito e buttare via la chiave”. Il processo? In questi casi è un optional. Sallusti, senza rendersene conto, è finito nella filiera iperforcaiola del “siamo tutti colpevoli fino a prova contraria” attribuita a Piercamillo Davigo. Non credo tu possa essere contento di questa comunanza, anche se molto presunta. Alessandro so che scrivi ciò che non pensi, ma pensa almeno a ciò che scrivi.  ..."


Di questo uomo ammiro la franchezza. Quella schiettezza che si acquisisce solo una volta raggiunta l'età della pensione (quindi di un reddito certo, senza timore di essere cacciato da tutti i giornali) e quella voglia di togliersi dei sassolini dalle scarpe, quando si sa che sarà la natura a toglierci noi di mezzo (presto) ... Gli articoli di Montanelli novantenne erano molto più taglienti ed efficaci di quelli che pubblicava 30 anni prima. Più che buona educazione, ci vorrebbero escclusivamente giornalisti con il catetere e la dentiera...

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Messaggio Da Ateopitecus millantatoris Mar 16 Feb - 14:00

MAh, non sono d accordo. E poi nn capisco la voglia di difendere un troglodita come il Mullah Omar, uno che segue la legge islamica e ha come unico merito l aver aumentato il prezzo dell oppio: la sua famosa "guarra all oppio" é perché l oppio si conserva per anni, i magazzini dei talebani erano pieni e il prezzo era crollato: quale momento migliore per limitare la quantitá sul mercato, far salire i prezzi, fare profitti con le scorte e impedire agli altri di coltivare?
Si con l etá si sará pure permesso di levarsi qualche assolino dalle scarpe, ma non lo ho mai granché apprezzato

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