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Cervello: matrice della realtà.

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Messaggio Da loonar Mar 22 Mag 2012 - 8:41

Come si chiama quella branca della filosofia che ipotizza che la realtà è una produzione del cervello e non esiste niente al di fuori dell'elaborazioni cerebrali?
Mi dareste un link o un riassuntino su come sviluppa il suo pensiero e il nome dei principali filosofi di questa corrente?
Grazie!

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Messaggio Da Minsky Mar 22 Mag 2012 - 9:18

Darrow ha scritto:Come si chiama quella branca della filosofia che ipotizza che la realtà è una produzione del cervello e non esiste niente al di fuori dell'elaborazioni cerebrali?
Mi dareste un link o un riassuntino su come sviluppa il suo pensiero e il nome dei principali filosofi di questa corrente?
Grazie!
Mi sembra di capire che tu ti riferisca al "solipsismo metodologico".

Posso suggerirti qualche nome di filosofi che hanno argomentato a vario titolo sulla materia: partirei da Cartesio, che ha gettato le basi della nozione ("cogito ergo sum"), per passare poi ad Edmund Husserl, quindi a Rudolf Carnap, ed infine a Jerry Fodor.

Anche Hegel ne ha accennato, se ben ricordo Hegel dice che la speculazione solipsistica induce un pensiero circolare, in quanto presuppone la "revoca della scissione" (scetticismo) causando quindi l'abolizione dell'oggettività finita (accesso alla realtà).

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Messaggio Da delfi68 Mar 22 Mag 2012 - 14:14

Possiamo definirlo "fanatismo filosofico" o " crollo della ragione filosofica'?
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Messaggio Da loonar Mar 22 Mag 2012 - 19:48

Grazie Minsky
Se qualcuno volesse approfondire o argomentare a proposito sarebbe il benvenuto! mgreen

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Messaggio Da ------rwed Mar 22 Mag 2012 - 20:59

questa teoria filosofica mi sembra solo un rigurgito dell'eta' definita
da Piaget, dove il bambino crede che tutto il mondo sia centrato su di
lui.

L’Io ideale ha la sua genesi nella relazione fusionale del lattante con
la madre. È l’istanza ideale più arcaica, Freud la definisce il
surrogato del narcisismo perduto della prima infanzia.
Per Numberg (1932) è un ideale narcisistico di
onnipotenza che comporta un’identificazione primaria (si potrebbe
parlare di introiezione) con un altro essere anch’esso investito di
onnipotenza: la madre.
L’Io ideale è quella struttura che contiene le tracce
dei vissuti onnipotenti narcisistici riguardanti la diade madre –
lattante nel periodo fusionale. Quando l’Io si trova in uno stato di
impotenza nella gestione dei desideri e nella loro realizzazione
l’Ideale dell’Io onnipotente fa vivere l’impossibilità come ferita
narcisistica.
Rivediamo brevemente lo sviluppo psicomotorio del primo anno di vita, secondo Piaget.
Fino a 3 mesi il bambino funziona secondo reazioni
circolari primarie: determinati risultati, prodotti casualmente sul
proprio corpo (per esempio produzione-audizione di suoni, coordinazione
prensione – suzione) vengono fatti “durare” mediante ripetizione. Si
tratta di movimenti semplici centrati su loro stessi, destinati a
trattenere solo il perdurare del loro funzionamento senza alcun aggancio
al mondo esterno: gli stimoli sono vissuti come semplici modificazioni
di stati di coscienza e non hanno la qualità di oggetti.
http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/infanzia/articoli/infa0002.htm

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Messaggio Da silvio Mar 22 Mag 2012 - 21:29

L'idea che la realtà sia una nostra creazione mi sembra un stronzata, comunque è riportato in questo discutibile articolo:

http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/la-creazione-della-realta.php



Personalmente credo che il fatto che tutti vediamo le stesse cose, sia la riprova che noi siamo parte della reltà ed essa sia oggettiva, non credo nemmeno alla teso che la realtà sia un fatto socioculturale.

http://www.polesine.com/pagine/cultura/filosofia/esiste_la_realta.htm
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Messaggio Da Rasputin Mar 22 Mag 2012 - 21:55

silvio ha scritto:L'idea che la realtà sia una nostra creazione mi sembra una stronzata,

Lo è

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Messaggio Da delfi68 Mar 22 Mag 2012 - 22:16

Concordo con Silvio.

Ma una cosa, molto fisica e del tutto fisiologica.

Siamo sicuri che il rosso che vedo io sia anche il rosso che vedi tu? ..il colore e' sicuramente lo stesso, poiche' alla parola rosso, indichiamo tutti e due lo stesso colore. Ma siamo sicuri che il rosso sia lo stesso rosso che vedo io? ..come potremmo fare a descrivere esattamente com'e' il rosso che vediamo, a prescindere che indichiamo lo stesso colore, ma se il mio rosso fosse in realta' cio' che tu vedi come io vedo il verde?

Diamo tutti lo stesso nome a un colore, ma siamo sicuri che cio' che ognuno vede e' lo stesso che vedono gli altri?

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Messaggio Da Rasputin Mar 22 Mag 2012 - 22:28

delfi68 ha scritto:Concordo con Silvio.

Ma una cosa, molto fisica e del tutto fisiologica.

Siamo sicuri che il rosso che vedo io sia anche il rosso che vedi tu? ..il colore e' sicuramente lo stesso, poiche' alla parola rosso, indichiamo tutti e due lo stesso colore. Ma siamo sicuri che il rosso sia lo stesso rosso che vedo io? ..come potremmo fare a descrivere esattamente com'e' il rosso che vediamo, a prescindere che indichiamo lo stesso colore, ma se il mio rosso fosse in realta' cio' che tu vedi come io vedo il verde?

Diamo tutti lo stesso nome a un colore, ma siamo sicuri che cio' che ognuno vede e' lo stesso che vedono gli altri?


No ci sono i daltonici, per quelli esistono gli spettrometri di frequenza wink..

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Messaggio Da silvio Mar 22 Mag 2012 - 23:02

[quote="delfi68"]
Siamo sicuri che il rosso che vedo io sia anche il rosso che vedi tu? ..il colore e' sicuramente lo stesso, poiche' alla parola rosso, indichiamo tutti e due lo stesso colore. Ma siamo sicuri che il rosso sia lo stesso rosso che vedo io? ..come potremmo fare a descrivere esattamente com'e' il rosso che vediamo, a prescindere che indichiamo lo stesso colore, ma se il mio rosso fosse in realta' cio' che tu vedi come io vedo il verde?

Diamo tutti lo stesso nome a un colore, ma siamo sicuri che cio' che ognuno vede e' lo stesso che vedono gli altri?


Noi sappiamo che i colori hanno una determinata lunghezza d'onda, quindi noi indichiamo il rosso entrambi se posti davanti al rosso, ma ci possono essere difetti visivi, sulle geometrie non credo che davanti ad un cubo, ci possano essere opinioni diverse.

Indubbiamente il vivere sociale ha creato un alfabeto delle forme, dei colori, ecc.., in certa parte influiscono sulla percezione accordata, si parte da piccoli e tramite i grandi, la scuola si danno nomi e forme alla realtà, ma ipotizzare una completa distorsione astratta mi sembra osare troppo.
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Messaggio Da mix Mer 23 Mag 2012 - 8:39

un riferimento minimo, giusto per non "deragliare"


Il daltonismo consiste in una cecità ai colori, ovvero nell'inabilità a percepire i colori (del tutto o in parte).http://it.wikipedia.org/wiki/Daltonismo


Percezione del colore http://it.wikipedia.org/wiki/Colore
La formazione della percezione del colore da parte dell'occhio avviene in tre distinte fasi:

  1. Nella prima fase un gruppo di fotoni (stimolo visivo) arriva all’occhio, [.....] e raggiunge i fotorecettori della retina (bastoncelli e coni), dai quali viene assorbito. Come risultato dell’assorbimento, i fotorecettori generano (in un processo detto trasduzione) tre segnali nervosi[.....]
    [list=2]
  2. La seconda fase avviene ancora a livello retinico e consiste nella elaborazione e compressione dei tre segnali nervosi, e termina con la creazione dei segnali opponenti, [.....] e la loro trasmissione al cervello lungo il nervo ottico.
    [list=3]
  3. La terza fase consiste nell’interpretazione dei segnali opponenti da parte del cervello e nella percezione del colore.

Prima fase

Nella prima fase una sorgente luminosa emette un flusso di fotoni di diversa frequenza. [.....]
i fotoni che giungono all'occhio costituiscono lo stimolo di colore. Ogni singolo fotone [.....] raggiunge uno dei fotorecettori della retina (un bastoncello, oppure un cono L, un cono M o un cono S) dal quale può essere o non essere assorbito. La probabilità che un tipo di fotorecettore assorba un fotone dipende dal tipo di fotorecettore e dalla frequenza del fotone.

Come risultato dell'assorbimento ogni fotorecettore genera un segnale elettrico [.....] proporzionale al numeri di fotoni assorbiti. Gli esperimenti mostrano che i segnali generati dai tre coni L, M e S sono direttamente collegati con la sensazione di colore, e sono detti segnali di tristimolo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Colore
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Messaggio Da delfi68 Mer 23 Mag 2012 - 9:14

Ok..

Ma siamo sicuri che il mio modello di rosso, che deriva da quella frequenza, uguale per tutti, sia il modello che usano anche gli altri?

..azz.. e' controintuitivo ma non difficile, una frequenza data e' il colore rosso! ok. Tutti, guardando un emissione in quella frequenza diciamo che e' il colore rosso! ok. E lo facciamo perche' fin da bambini, a quella frequenza. c'hanno insegnato associare la parola "rosso".

Siamo tutti d'accordo e riferiamo tutti che quel tono e' il rosso.

Ma chi puo' dire se il rosso, che la mia mente "vede" attraverso un modello di rappresentazione della realta', sia lo stesso colore che vede chiunque altro?

Una misura di un oggetto e' facilmente dimostrabile, se io vedo un asta lunga un metro, posso indicare dove inizia e finisce, e chiunque puo' concordare con me..

Ma come faccio a sapere se il mio "rosso" e' lo stesso "rosso" di MIx, o del Rasp..o di altri?

..vediamo..chi mi sa spiegare il "rosso" senza fare un paragone con oggetti rossi ovviamente.

Descrivetemi il rosso!!
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Messaggio Da Paolo Mer 23 Mag 2012 - 9:40

Capisco quello che intendi delfi, ma è del tutto irrilevante. Il fatto che il mio cervello crei un modello di rosso diverso dal tuo è un non problema perchè oltre non esservi una modo di verifica non fa cambiare nulla nelle percezione delle cose. E' il risultato quello che conta, non il metodo interpretativo. Aver chiamato quel colore rosso o giallo è una mera convenzione. Quello che è importante è che sia sempre uguale nello stesso individuo. Poi non ha alcuna conseguenza nel percepire il mondo fisico.

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Messaggio Da PaperJack Mer 23 Mag 2012 - 9:48

delfi68 ha scritto:
Descrivetemi il rosso!!

Ma non fa nessuna differenza se il tuo rosso è il mio verde e il mio rosso è il tuo verde.

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Messaggio Da delfi68 Mer 23 Mag 2012 - 11:20

Ah..sono daccordissimo per carita'! non cambia nulla, ma e' almenno affascinante riuscire a visualizzare in questo modo la diversita' possibile tra i modelli della percezione, no?

Stessa realta' ma modelli completamente differenti..la mia era una piccolissima provocazione al fine di stimolare un'idea sui diversi modelli di rappresentazione della realta'.

E poi e' un giochino mentale immaginarvi a vedere il mondo in altri colori rispetto ai miei..

Ho cercato, in opere artistiche astratte, un esempio che potesse confermare questa possibilita' (devo averne letto da qualche parte tanti anni fa, dubito sia una mia idea) scovare un artista che rappresentasse delle opere astratte abbinando i colori in modo inconciliabile ai canoni standard degli accostamenti cromatici..chesso' il cielo sempre viola, piuttosto che l'erba sempre rossa..chissa' se scoveremo mai uno che associa a una tinta, un colore diverso..
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Messaggio Da Masada Mer 23 Mag 2012 - 12:16

Paolo ha scritto:Capisco quello che intendi delfi, ma è del tutto irrilevante. Il fatto che il mio cervello crei un modello di rosso diverso dal tuo è un non problema perchè oltre non esservi una modo di verifica non fa cambiare nulla nelle percezione delle cose. E' il risultato quello che conta, non il metodo interpretativo. Aver chiamato quel colore rosso o giallo è una mera convenzione. Quello che è importante è che sia sempre uguale nello stesso individuo. Poi non ha alcuna conseguenza nel percepire il mondo fisico.

E' indifferente per la vita di tutti i giorni, ma non è indifferente se parliamo di cogliere la "realtà reale", che credo sia il tema del thread, perchè quello che io colgo nella mia mente non è l'esatta realtà dell'onda elettromagnetica, che fra l'altro resta un mezzo dilemma anche solo per il dualismo della doppia natura di onda o particella dell'elettrone. Come già persone più qualificate hanno spiegato in altri thread di queste ore noi dobbiamo riferirci scientificamente a questi fenomeni con rappresentazione grafiche che non sono la realtà di questo fenomeno e Heisenberg e altri hanno complicato ulteriormente le cose. Quello che vediamo però coi nostri sensi è il colore rosso, non l'elettrone o la sua intima natura. In questo senso i sensi non possono cogliere la "reale realtà" ma solo una interpretazione della stessa perchè come già spiegato da altri i sensi sono proprio degli "interpretati" che traducono l'onda in stimoli bio-chimici poi ulteriormente ritradotti e codificati.
Che poi il rosso che vedo io nel mio cervello sia uguale al tuo è ancora un mistero, almeno che non ci siano stati ultimi sviluppi sul tema che io non conosco.

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Messaggio Da uge Mer 23 Mag 2012 - 13:35

universo olograficuooooooz...sempre li andiamo a parare,che tristezza ahahahahahah

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credo che una delle principali e più tristi differenze fra politeismo e monoteismo stia nel fatto che nel politeismo erano guerre,battaglie e contese a dare origine al dio,non viceversa
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Messaggio Da Paolo Mer 23 Mag 2012 - 15:10

Masada78 ha scritto:
E' indifferente per la vita di tutti i giorni, ma non è indifferente se parliamo di cogliere la "realtà reale", che credo sia il tema del thread, perchè quello che io colgo nella mia mente non è l'esatta realtà dell'onda elettromagnetica, che fra l'altro resta un mezzo dilemma anche solo per il dualismo della doppia natura di onda o particella dell'elettrone.

Ma non esiste e non ha senso parlare di "realtà reale". Perciò è del tutto indifferente come ognuno interpreta il messaggio che percepisce. Quello che si può con ragionevolezza pensare è che sostanzialmente tutti gli uomini cerano un modello di realtà uguale in ognuno di noi. Questo lo si può desumente da una uniformità di comportamenti in relazione al medesimo fenomeno. Però non esiste un modo di interpretare che abbia valore assoluto. La realtà è per definizione quella che noi percepiamo ed elaboriamo. E nulla ha a che fare con fatto che i sensi ci possano ingannare, cosa per altro che non ritengo vera.

E su questo punto che io dico che non ha alcun senso pensare a concetti metafisici. La metafisica infatti ha la pretesa di fissare modelli assoluti. Ma è un controsenso. La realtà è quella che noi percepiamo. Una diversa percezione equivale ad una diversa realtà. E sono tutte realtà sono tutte vere.

Masada78 ha scritto:
Che poi il rosso che vedo io nel mio cervello sia uguale al tuo è ancora un mistero, almeno che non ci siano stati ultimi sviluppi sul tema che io non conosco.

Non è che sia un mistero. E' un non problema. E come tale non può avere una risposta.

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Messaggio Da loonar Mer 23 Mag 2012 - 16:02

Paolo ha scritto:La realtà è per definizione quella che noi percepiamo ed elaboriamo. E nulla ha a che fare con fatto che i sensi ci possano ingannare, cosa per altro che non ritengo vera.

E su questo punto che io dico che non ha alcun senso pensare a concetti metafisici. La metafisica infatti ha la pretesa di fissare modelli assoluti. Ma è un controsenso. La realtà è quella che noi percepiamo. Una diversa percezione equivale ad una diversa realtà. E sono tutte realtà sono tutte vere.
Riguardo a cose che non percepiamo ed elaboriamo (esempio: pianeti ancora da scoprire) esse non fan parte della realtà?
Se sì, perchè visto che non li percepisco e non li elaboro?

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Messaggio Da Paolo Mer 23 Mag 2012 - 16:06

Scusa ma come fai ad elaborare una cosa che non percepiamo? Se la percepisci vuol dire che esiste, se non la percepisci allora non c'è.

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Messaggio Da loonar Mer 23 Mag 2012 - 16:21

Paolo ha scritto:Scusa ma come fai ad elaborare una cosa che non percepiamo? Se la percepisci vuol dire che esiste, se non la percepisci allora non c'è.
Io non ho mai percepito dei pianeti extra solari. Non esistono?

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Messaggio Da Paolo Mer 23 Mag 2012 - 16:27

Penso che tu non abbia mai nemmeno percepito un virus o un atomo, però esistono. Il percepirli non implica il fatto che un oggetto o un fenomeno debba direttamente collegarsi al un tuo organo di senso. Tante realtà le conosciamo tramite strumenti o in modo rappresentativo o virtuale. Sono poi questi strumenti che creano un messaggio che i nostri sensi possono percepire e interpretare. Perciò i pianeti extra solari vengono percepiti dall'occhio umano tramite un cannocchiale o un radar astronomico o altro che sia. Il virus può essere visto al microscopio elettronico che però ne crea una immagine virtuale. E così via.

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Messaggio Da loonar Mer 23 Mag 2012 - 22:17

Questo è ovvio!

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Messaggio Da Steerpike Ven 25 Mag 2012 - 16:09

A questo punto, che ne sappiamo se esiste o no il cervello?
La nostra coscienza, insieme all'illusione della realtà esterna, non potrebbe originarsi da una scatola di sardine?

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Messaggio Da loonar Ven 25 Mag 2012 - 16:17

E che ne sappiamo se esiste la scatola di sardine?

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Messaggio Da loonar Ven 25 Mag 2012 - 16:18

Esiste sicuramente la "coscienza" di sè e la trasposizione delle realtà operata da questa attraverso i sensi illusori.

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Messaggio Da Steerpike Ven 25 Mag 2012 - 16:32

Darrow ha scritto:E che ne sappiamo se esiste la scatola di sardine?
L'hai detto. Che ne sappiamo che il ragionamento "penso quindi sono" sia corretto?
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Messaggio Da loonar Ven 25 Mag 2012 - 17:12

Vedi due post sopra!

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Messaggio Da delfi68 Ven 25 Mag 2012 - 17:28

Forse uno solo di noi e' un tetraplegico, ed e' collegato a un simulatore di vita, all'interno di una qualche struttura di lungo degenza per pazienti completamente paralizzati ma con il cervello attivo.

Oppure alcuni di noi sono collegati simultaneamente ad un unica simulazione. Gli altri, forse io stesso, siamo solo comparse, avatar autocoscienti generati dal computer, in modo che la nostra convinzione di essere esseri reali non fa scoprire il gioco al paziente collegato al simulatore.
Comparse indipendenti e che credono davvero di essere reali.

In realta' siamo, o sono, o alcuni di noi sono dei malati immobili in un letto, che anziche' marcire impazzendo, possono vivere una vita..benche' immaginaria.

Certi sogni sono un piccolo risveglio, o dejavu' di simulazioni passate e magari inceppatasi o resettate.

Io una volta feci un sogno. Uscivo da un appartamento arredato con bei mobili in legno, molto moderni, un bel pavimento con intarsi in marmo e legno di Tek. Uscii e mi trovai sul pianerottolo di un palazzo che doveva essere molto elegante, c'era un tappeto a terra, quelli da portineria, le pareti erano listellate di un legno di qualita'..forse un mogano. Due ascensori..due porte di ascensori moderni, ma non presenti al piano.

E mi voltai, guardai la casa..mi pare che avevo scordato qualcosa, poi occhieggiando fuori dalla porta mi dissi proprio cosi: No, questa simulazione la conosco, non mi va questa..e tornando indietro vidi la dissolvenza delle porte degli ascensori e la casa assumere colori piu' chiari, piu' inserti in bianco..le cose cambiavano. Mi svegliai di soprassalto e in quel momento non ero piu' tanto sicuro di essere davvero sveglio o semplicemente risprofondato in un mondo virtuale.
Una labile traccia, oppure un semplice sogno da vaffanculo.

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Messaggio Da Paolo Ven 25 Mag 2012 - 22:28

delfi68 ha scritto:Forse uno solo di noi e' un tetraplegico, ed e' collegato a un simulatore di vita, all'interno di una qualche struttura di lungo degenza per pazienti completamente paralizzati ma con il cervello attivo.

Tu sai dove puoi trovare di sicuro un tetraplegico?


delfi68 ha scritto:
Oppure alcuni di noi sono collegati simultaneamente ad un unica simulazione. Gli altri, forse io stesso, siamo solo comparse, avatar autocoscienti generati dal computer, in modo che la nostra convinzione di essere esseri reali non fa scoprire il gioco al paziente collegato al simulatore.
Comparse indipendenti e che credono davvero di essere reali.

Occam aveva già risposto secoli fa a questioni come queste. Sono tutte cazzate.

delfi68 ha scritto:

In realta' siamo, o sono, o alcuni di noi sono dei malati immobili in un letto, che anziche' marcire impazzendo, possono vivere una vita..benche' immaginaria.

Certi sogni sono un piccolo risveglio, o dejavu' di simulazioni passate e magari inceppatasi o resettate.

Io una volta feci un sogno. Uscivo da un appartamento arredato con bei mobili in legno, molto moderni, un bel pavimento con intarsi in marmo e legno di Tek. Uscii e mi trovai sul pianerottolo di un palazzo che doveva essere molto elegante, c'era un tappeto a terra, quelli da portineria, le pareti erano listellate di un legno di qualita'..forse un mogano. Due ascensori..due porte di ascensori moderni, ma non presenti al piano.

E mi voltai, guardai la casa..mi pare che avevo scordato qualcosa, poi occhieggiando fuori dalla porta mi dissi proprio cosi: No, questa simulazione la conosco, non mi va questa..e tornando indietro vidi la dissolvenza delle porte degli ascensori e la casa assumere colori piu' chiari, piu' inserti in bianco..le cose cambiavano. Mi svegliai di soprassalto e in quel momento non ero piu' tanto sicuro di essere davvero sveglio o semplicemente risprofondato in un mondo virtuale.
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Messaggio Da Steerpike Dom 27 Mag 2012 - 13:56

delfi68 ha scritto:Forse uno solo di noi e' un tetraplegico, ed e' collegato a un simulatore di vita, all'interno di una qualche struttura di lungo degenza per pazienti completamente paralizzati ma con il cervello attivo.

Oppure alcuni di noi sono collegati simultaneamente ad un unica simulazione. Gli altri, forse io stesso, siamo solo comparse, avatar autocoscienti generati dal computer, in modo che la nostra convinzione di essere esseri reali non fa scoprire il gioco al paziente collegato al simulatore.
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In realta' siamo, o sono, o alcuni di noi sono dei malati immobili in un letto, che anziche' marcire impazzendo, possono vivere una vita..benche' immaginaria.

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Una labile traccia, oppure un semplice sogno da vaffanculo.

Ma comunque sia, da qui, non e' possibile escludere ne l'una, ne l'altra ne una terza possibilita'.
Dal principio di economia della natura al positivismo, ci sono differenti strade per arrivare alla conclusione che una simulazione di realtà talmente perfetta da essere indistinguibile da una realtà, F.A.P.P. è la realtà.
Comunque, hanno la tecnologia per immergere nella realtà virtuale e non sanno riparare qualche connessione nervosa? carneval E poi, come la mettiamo con le mescolanze di simulazioni (ad esempio, sognare di andare in bagno e di fare pipì senza che lo stimolo passi, finché non ci si accorge che l'unico modo con cui si riuscirà a far passare lo stimololo di orinare è svegliarsi e farlo nella realtà, come mi è successo stanotte)? carneval carneval carneval
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Messaggio Da delfi68 Dom 27 Mag 2012 - 15:08

Ottime domande!!! mgreen

Ma magari la realta' vera e' molto piu' perfetta della nostra??

A buon conto, ovvio che sto speculando e scherzando un po, mi pare che fu Penrose a sostenere che se sitrattasse di una simulazione, l'unico modo per capirlo sarebbe scovare uno piu' bug di sistema..un programma per quanto perfetto non dovrebbe essere immune da dei difetti di programmazione.

In questo senso un miracolo potrebbe essere un bug del sistema, che ripara inviando un dio a rappresentare la matrice del miracolo.
I buchi neri, o il principio di indeterminazione..una qualche violazione della conservazione dell'energia..
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Messaggio Da Steerpike Dom 27 Mag 2012 - 15:18

Se non conosciamo cosa avesse in mente il programmatore, come facciamo a scoprire un bug? Lo vedremmo come un fenomeno fisico da spiegare, e se l'universo non va in crash è programmato abbastanza bene da rappresentare esso stesso una realtà, anche se non "tutto ciò che esiste".

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Messaggio Da delfi68 Dom 27 Mag 2012 - 15:28

Magari ha crashato dieci minuti fa quando ho scritto il post, e adesso siamo nella fase sucessiva al reset, tolte delle cose che ho involontariamente svelato, e di cui non conserviamo piu' memoria! Royales

Comunque un bug potrebbe essere riconosciuto anche dall'interno, notando delle incoerenze nella realta'.
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Messaggio Da Steerpike Lun 28 Mag 2012 - 16:55

E poi, chi ci dice che la coscienza è effettivamente continua? Se venisse creata un'esatta copia di qualcuno, con le sue memorie, questa sarebbe convinta di essere l'originale. Se ogni 3 giorni, ad esempio, la nostra coscienza svanisse e ne venisse creata una nuova con ricordi in tutto e per tutto identici alla precedente, non potremmo accorgercene. Magari siamo già morti miliardi di volte senza saperlo. Potrebbe addirittura darsi che il meccanismo neurale per garantire continuità alla coscienza semplicemente non esista, e che la coscienza sia un fenomeno nulla puù che istanteneo. Questo potrebbe essere il primo e l'ultimo istante della mia "vita". Cervello: matrice della realtà. 315697 Cervello: matrice della realtà. 315697 Cervello: matrice della realtà. 315697 Cervello: matrice della realtà. 315697 Cervello: matrice della realtà. 315697 Cervello: matrice della realtà. 166799 Cervello: matrice della realtà. 166799

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