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Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis

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Messaggio Da Ospite Lun 5 Dic 2011 - 14:48

AlessandroDA ha scritto:guardate questo video la dice tutta: https://www.youtube.com/watch?v=BDr-_rFhiD8
Io ho riportato come fonte della mia affermazione una sentenza della Corte di Cassazione, e tu rispondi con un video su iutub. C'è da aggiungere altro?

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Messaggio Da Ospite Lun 5 Dic 2011 - 14:51

AteoCorporation ha scritto:Cavolo, ti ho riportato già due volte la frase: la possibilità di inganno vale per tutto (anche per l'Evoluzionismo), quindi la risposta è sì, e proprio per questo occorre fare una distinzione con il criterio della plausibilità.
Quello che tu chiami "criterio di plausibilità" non è altro che una distinzione del tutto arbitraria e personale, quindi per nulla oggettiva. La plausibilità si valuta sulla base delle affermazioni e soprattutto delle prove, dei fatti. Per cui, tutti i complotti che sono smentiti dai fatti che conosciamo e per cui non si è in grado di fornire alcuna prova sono sullo stesso livello, indipendentemente dall'ambito del complotto stesso, proprio utilizzando un criterio oggettivo di plausibilità.

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Messaggio Da chef75 Lun 5 Dic 2011 - 15:01

Rasputin ha scritto:Nessuno risponde a questi?

SergioAD ha scritto:Il debito pubblico è figlio della spirale inflattiva, si tratta di stampa di moneta in regime di conflitto d'interessi che si supponeva evitato con la privatizzazione.

La spirale inflattiva dovrebbe innescare la maggiorazione della pressione fiscale, come fa ogni madre di famiglia dove mangiano e vestono tutti con le stesse regole.

La maggiorazione della pressione fiscale va ripartita equamente a tutti gli italiani. Questa è una semplicistica osservazione per concludere i due paragrafi sopra.

Mi lascio andare ancora un po', spero di non essere considerato troppo ripetitivo, poi che cos'è giusto e cos'è sbagliato probabilmente lo sanno anche i pedofili.

Sia fatta bancarotta e NON sanare coi numeri che si hanno, pensionati, lavoratori dipendenti contro sconosciuti che, esattamente come pedofili, inculano gli esposti.

Prima l'equità sociale, con ogni mezzo e dolore, poi rimboccarsi le maniche per risolvere il problema, ma tutti insieme! Altrimenti che siano anni di lacrime e terrore.

Parlare di destra e di sinistra o di accuse personali o di cultura insufficiente fa tanto di italiano inconcludente! Denominatori comuni per il mancato decisionismo cronico.

Infine ricordo, a chi avrà letto le quattro cazzate che scrivo di solito, che le scelte impopolari le fanno i tecnici perché i politici non stanno in parlamento per patriottismo, ho usato un termine forte e nazionalistico, ma per la "panza e la fica", e questo si che è un termine molto italiano. Se i pedofili vanno evirati perché discuterne?

SergioAD ha scritto:
davide ha scritto:
Per non parlare di tutte le varie affermazioni complottiste classiche dei signoraggisti che si basano su una visione distorta della realtà, come ampiamente illustrato, ad esempio, qui (in fondo al file c'è un'ampia bibliografia).
Più che visione distorta, io direi proprio che dicono balle, come quella secondo cui la Banca d'Italia è una SpA privata.
Fammi capire meglio per favore. Lo dico perché avevo elencato gli azionisti da cui risulterebbe che le quote di partecipazione al capitale della Banca d'Italia sono 94,33% di proprietà di banche e assicurazioni private, e 5,67% di proprietà degli enti pubblici INPS e INAIL.

C'ho pensato un attimo prima di postare epperò dovrei essere anche io ad avere una
visione distorta. Avevo anche descritto le motivazioni storiche del signoraggio, mi ero arreso di fronte al conflitto d'interesse che si voleva evitare con la privatizzazione e che secondo me NON è riuscito.

Senza essere degli analisti economici basta guardare il nostro potere d'acquisto ed il debito pubblico per sospettare l'incontrario. Insomma se la Banca d'Italia non è una S.p.A privata al 94,33% allora io davvero non seguo ne il motivo o la dichiarazione presunta, per cui è stata privatizzata e nemmeno il problema che si sta volatilizzando.

Ammetto di sentirmi un po' imbarazzato perché la mia capacità analitica include l'autocritica. Ogni tanto vengono fuori delle affermazioni reazionarie in un sistema che ha quasi tutti gli indici di valutazione imbarazzanti per far parte del mondo occidentale ed evoluto così come vorrebbe la Carta Costituzionale di questo paese che ignora la propria agonia.


Mi hai tolto le parole di bocca,stavo aspettando di tornare a casa per postare la solita cosa,hanno risposto a me e non a quelli Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis - Pagina 8 867288

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Messaggio Da AteoCorporation Lun 5 Dic 2011 - 15:02

Fux89 ha scritto:Quello che tu chiami "criterio di plausibilità" non è altro che una distinzione del tutto arbitraria e personale, quindi per nulla oggettiva.

Che le truffe monetarie siano comuni, documentate, frequenti e presenti in ogni parte del mondo è una realtà oggettiva.

Al contrario, non è comune e frequente che una vecchia di 80 anni cieca e senza braccia frequenti assiduamente forum online ed altro, anche questo è un dato oggettivo, per cui è possibile affermare che l'esistenza di una truffa monetaria è più plausibile dell'esistenza di una vecchia del genere.

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Messaggio Da Ospite Lun 5 Dic 2011 - 15:04

AteoCorporation ha scritto:Che le truffe monetarie siano comuni, documentate, frequenti e presenti in ogni parte del mondo è una realtà oggettiva, per cui considerare plausibile l'esistenza di una truffa monetaria più grande si basa su realtà oggettive.
Così come le truffe e gli errori scientifici. Per cui, considerare plausibile l'esistenza di una truffa scientifica più grande si basa su realtà oggettive.

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Messaggio Da Ospite Lun 5 Dic 2011 - 15:05

chef75 ha scritto:Mi hai tolto le parole di bocca,stavo aspettando di tornare a casa per postare la solita cosa,hanno risposto a me e non a quelli Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis - Pagina 8 867288
Io ho risposto...

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Messaggio Da AlessandroDA Lun 5 Dic 2011 - 15:07

AteoCorporation ha scritto:
Fux89 ha scritto:Quello che tu chiami "criterio di plausibilità" non è altro che una distinzione del tutto arbitraria e personale, quindi per nulla oggettiva.

Che le truffe monetarie siano comuni, documentate, frequenti e presenti in ogni parte del mondo è una realtà oggettiva.

Al contrario, non è comune e frequente che una vecchia di 80 anni cieca e senza braccia frequenti assiduamente forum online ed altro, anche questo è un dato oggettivo, per cui è possibile affermare che l'esistenza di una truffa monetaria è più plausibile dell'esistenza di una vecchia del genere.

una cortesia vedi questi 3 video ti spiegano tutto, questo sito è pieno di negazionisti servi del potere dei banchieri, non penso che siano maleinformati ma in malafede totale
https://www.youtube.com/watch?v=BDr-_rFhiD8
e questo per capire chi detiene il debito pubblico: https://www.youtube.com/watch?v=rLTTFZrg4i4&feature=related
infine il signoraggio in 5 minuti per chi non ha ancora capito la truffa: https://www.youtube.com/watch?v=GCZWAxlA8Sw&feature=related


Ultima modifica di AlessandroDA il Lun 5 Dic 2011 - 15:10 - modificato 1 volta.

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Messaggio Da Phoenix Lun 5 Dic 2011 - 15:09

Fux89 ha scritto:@Phoenix

Non ho capito perché rispondi a me per ribadire esattamente quello che io stesso ho scritto... Rolling Eyes
prima Ti ho mandato un testo di un sito che dichiara come Te "frottola" qualsiasi dubbio sulla banca d'italia..e adesso di invio un video dove parlano i diretti interessati..da guardare con attenzione wink.. vedi Te mgreen
http://vimeo.com/32921665

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Messaggio Da Ospite Lun 5 Dic 2011 - 15:14

AlessandroDA ha scritto:questo sito è pieno di negazionisti servi del potere dei banchieri, non penso che siano maleinformati ma in malafede totale
Ti ho già detto che accuse di questo tipo non sono gradite. Dacci un taglio.
Phoenix ha scritto:e adesso di invio un video dove parlano i diretti interessati..da guardare con attenzione Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis - Pagina 8 23074
In questo momento non riesco a vedere i video. In ogni caso, un video su iutub o simili cosa dovrebbe dimostrare, quando i documenti (ho citato una sentenza della Corte di Cassazione, altro che YouTube...) dimostrano il contrario?

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Messaggio Da AteoCorporation Lun 5 Dic 2011 - 15:14

Fux89 ha scritto:
AteoCorporation ha scritto:Che le truffe monetarie siano comuni, documentate, frequenti e presenti in ogni parte del mondo è una realtà oggettiva, per cui considerare plausibile l'esistenza di una truffa monetaria più grande si basa su realtà oggettive.
Così come le truffe e gli errori scientifici. Per cui, considerare plausibile l'esistenza di una truffa scientifica più grande si basa su realtà oggettive.

Io potrei portare miliardi di esempi legati solamente a truffe sull'evasione fiscale o a finti malati che ricevono la pensione di invalidità, credi davvero che i complotti scientifici siano comuni, documentati, frequenti e presenti in ogni parte del mondo tanto quanto i complotti legati al denaro?

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Messaggio Da Ospite Lun 5 Dic 2011 - 15:20

AteoCorporation ha scritto:Io potrei portare miliardi di esempi legati solamente a truffe sull'evasione fiscale o a finti malati che ricevono la pensione di invalidità, credi davvero che i complotti scientifici siano comuni, documentati, frequenti e presenti in ogni parte del mondo tanto quanto i complotti legati al denaro?
Non è rilevante, ci sono numerosi esempi di truffe scientifiche, tanto basta per affermare (secondo il tuo ragionamento) che dovremmo prendere in considerazione l'ipotesi che qualunque teoria scientifica sia una truffa.

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Messaggio Da Phoenix Lun 5 Dic 2011 - 15:20

Fux89 ha scritto:
AlessandroDA ha scritto:questo sito è pieno di negazionisti servi del potere dei banchieri, non penso che siano maleinformati ma in malafede totale
Ti ho già detto che accuse di questo tipo non sono gradite. Dacci un taglio.
Phoenix ha scritto:e adesso di invio un video dove parlano i diretti interessati..da guardare con attenzione Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis - Pagina 8 23074
In questo momento non riesco a vedere i video. In ogni caso, un video su iutub o simili cosa dovrebbe dimostrare, quando i documenti (ho citato una sentenza della Corte di Cassazione, altro che YouTube...) dimostrano il contrario?
questo sicuramente non hai ancora visto ..è del 30.11.2011

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Messaggio Da AteoCorporation Lun 5 Dic 2011 - 15:22

Comunque io mi fermo qui perché mi è venuto un gran mal di testa, mi limito a ribadire che considero più valido scegliere con il criterio della plausibilità quale complotto sia più meritevole di attenzione, perché se è vero che la possibilità esiste per tutti i complotti, è anche vero che alcuni sono meno esagerati di altri.

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Messaggio Da Ospite Lun 5 Dic 2011 - 15:24

AteoCorporation ha scritto:Comunque io mi fermo qui perché mi è venuto un gran mal di testa, mi limito a ribadire che considero più valido scegliere con il criterio della plausibilità quale complotto sia più meritevole di attenzione, perché se è vero che la possibilità esiste per tutti i complotti, è anche vero che alcuni sono meno esagerati di altri.
Contento tu. Io preferisco prendere sul serio le affermazioni che vengono documentate e provate e considerare fuffa tutto il resto.

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Messaggio Da Ospite Lun 5 Dic 2011 - 15:26

Phoenix ha scritto:questo sicuramente non hai ancora visto ..è del 30.11.2011
Come ho già detto, il video non riesco a vederlo. Comunque, se ne parla anche qui...

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Messaggio Da Phoenix Lun 5 Dic 2011 - 15:30

Fux89 ha scritto:
Phoenix ha scritto:questo sicuramente non hai ancora visto ..è del 30.11.2011
Come ho già detto, il video non riesco a vederlo. Comunque, se ne parla anche qui...
è ben diverso mgreen

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Messaggio Da Ospite Lun 5 Dic 2011 - 15:31

Phoenix ha scritto:
Fux89 ha scritto:
Phoenix ha scritto:questo sicuramente non hai ancora visto ..è del 30.11.2011
Come ho già detto, il video non riesco a vederlo. Comunque, se ne parla anche qui...
è ben diverso Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis - Pagina 8 315697
Cosa è diverso da cosa?

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Messaggio Da Phoenix Lun 5 Dic 2011 - 15:35

guarda con calma quando hai tempo..è inutile palare di questo finché non l'hai visti il video

ecco il titolo: ESCLUSIVO! La Banca d'Italia confessa di essere una SPA ed ammette il falso in bilancio!

http://vimeo.com/32921665


Ultima modifica di Phoenix il Lun 5 Dic 2011 - 15:36 - modificato 1 volta.

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Messaggio Da Phoenix Lun 5 Dic 2011 - 15:36

"Se avete un azienda provate a mettere al passivo qualcosa che non vi è costato nulla e se vi accusano di falso in bilancio rispondete che è solo un'invenzione interessante; i privati della BCE lo fanno! ...Per una somma pari a tutta la moneta circolante!"

Per vedere il video integrale: dailymotion.com/video/xmnzgq_la-banca-d-italia-confessa-di-essere-una-spa-privata-ed-ammette-il-falso-in-bilancio_news

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Messaggio Da AlessandroDA Lun 5 Dic 2011 - 15:48

Phoenix ha scritto:
Fux89 ha scritto:@Phoenix

Non ho capito perché rispondi a me per ribadire esattamente quello che io stesso ho scritto... Rolling Eyes
prima Ti ho mandato un testo di un sito che dichiara come Te "frottola" qualsiasi dubbio sulla banca d'italia..e adesso di invio un video dove parlano i diretti interessati..da guardare con attenzione wink.. vedi Te mgreen
http://vimeo.com/32921665

in questo video dice che la moneta emessa dalle banche centrali è un credito, ma è falso in quanto non si può mettere un credito al passivo, inoltre in cambio di denaro stampato a costo zero si scorda di dire che lo stato da in cambio titoli di stato che le banche centrali vendono a terzi e che poi alla scadenza lo stato e non le banche devono ripagare insieme agli interessi avendo cosi in cambio debito pubblico che guarda caso è per l'85% verso le banche stesse e per il restante 15% verso chi ha comprato le obbligazioni perche lo stato deve loro gli interessi. Questa truffa obbiga poi lo stato, cioè noi a privatizzare cedendo alle banche i nostri beni a due soldi.

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Messaggio Da Minsky Lun 5 Dic 2011 - 15:54

Provo a vedere se mi riesce di chiarire la questione con un approccio diverso.

Facciamo un Gedankenexperiment.

Supponiamo che gli aficionados di questo forum si trasferiscano in una ubertosa isoletta disabitata, di cui prendono possesso costituendo un nuovo stato: la Repubblica di Conchiglias.

Il territorio e le risorse vengono divise e assegnate di comune accordo secondo le attitudini e le preferenze di ciascuno. Questo è il patrimonio iniziale, i beni stabili della comunità. Per esempio, Darrow sceglie di prendersi il terreno agricolo, per coltivare grano, orzo e ortaggi; Delphi si prende il terreno da pascolo, per allevare mucche da latte e ovini; Minsky attrezza un'area per allevare polli e conigli, a Lupetta va la piantagione di banane, Valerio raccoglie le noci di cocco, Fux si dedica alla pesca, etc. etc.

Alessandro, che sa come far funzionare l'economia, si assume l'incarico di amministrare lo stato. Poiché ogni stato che si rispetti deve avere un'organizzazione, prende Rasputin come collaboratore, affidandogli la pubblica sicurezza.

La felice comunità inizia la sua nuova vita e ciascuno lavora e produce, poi i beni prodotti vengono scambiati barattandoli secondo le necessità. Anche Alessandro e Rasputin, però, che hanno il compito di far funzionare il sistema statale, devono mangiare. Tutti gli altri abitanti perciò di tanto in tanto regalano loro delle offerte: un pollo, un sacco di grano, un casco di banane...

Alessandro però non è soddisfatto di questa pratica primitiva, e decide che va introdotto un sistema monetario. Siccome ha scoperto una caletta che conosce solo lui, dove c'è un grande cumulo di conchiglie iridescenti, stabilisce che la moneta dell'isola sia rappresentata dalle conchiglie. Raccoglie un cesto di conchiglie e poi le presenta all'assemblea della comunità, che di comune accordo decide che la conchiglia è moneta di scambio e ha corso legale. Si stabilisce inoltre che il valore di una conchiglia equivale a un pollo, oppure a un casco di banane, oppure a un sacco di grano, oppure a una spigola bella grossa, etc.

Alessandro perciò inizia a corrispondere ai dipendenti dello stato uno stipendio di 30 conchiglie al mese (a sé stesso e a Rasputin, pertanto).

È nato il denaro.

Alessandro e Rasputin quando hanno bisogno di un prodotto vanno dal produttore e lo acquistano con le conchiglie. Le conchiglie cominciano a circolare come moneta di scambio, e anche gli altri abitanti, un po' alla volta, anziché barattare direttamente i prodotti li pagano in conchiglie.

Rasputin è contento perché con le 30 conchiglie mensili vive bene. Può acquistare i 15 polli che consuma in media in un mese, più la frutta e la verdura, e ancora gli avanzano 10 conchiglie che risparmia e mette da parte in un forziere.

Anche gli altri abitanti cominciano ad accumulare plusvalore sotto forma di conchiglie. Nuove conchiglie vengono continuamente immesse nel circuito perché ogni mese Alessandro va alla caletta e raccoglie un sacco di conchiglie per pagare gli stipendi dei servizi pubblici.

In questo sistema non sono previste tasse - come Alessandro ha spiegato, non sono necessarie, perché lo stato può produrre tutto il denaro che serve.

La ricchezza spinge i consumi nella piccola comunità, e qualcuno, disponendo di molte conchiglie, un giorno acquista molti più polli di quanto non abbia bisogno. Quando Darrow, Delphi e Rasputin vanno da Minsky per acquistare un pollo, Minsky dice loro: «mi dispiace, ragazzi, mi è rimasto un solo pollo perché Lupetta è venuta qui con un sacco di conchiglie e ha fatto incetta di polli per una festa grande che vuole dare a casa sua.» Allora Darrow dice: «vendi a me il pollo che ti è rimasto, ti offro due conchiglie anziché una.» Ma Delphi ribatte: «no, aspetta, è per i miei bambini, ti offro tre conchiglie.» A questo punto interviene Rasputin: «io ho una fame che non ci vedo perché ho appena corso tutto il perimetro dell'isola e in più ho attraversato la baia a nuoto, ti offro quattro conchiglie.»

A questo punto Minsky capisce che può vendere i polli a più di una conchiglia l'uno, e da quel giorno stabilisce che il prezzo per un pollo è di due conchiglie. Ma in breve Rasputin si accorge che 30 conchiglie non gli bastano più per acquistare i prodotti di cui ha bisogno. Va da Alessandro e gli dice: «devi darmi un aumento di stipendio, almeno 40 conchiglie al mese altrimenti non campo.» Alessandro perciò va alla caletta con un sacco più grande, e raccoglie un maggior numero di conchiglie. Così, sempre più conchiglie vengono immesse nel circuito, e dopo un po' tutti hanno bauli pieni di conchiglie a casa.

È arrivata l'inflazione.

Mentre il valore di scambio delle conchiglie diminuisce sempre più, i prezzi aumentano e i salari dei dipendenti pubblici li rincorrono, Alessandro ormai è costretto ad andare quasi ogni giorno alla caletta a raccogliere conchiglie, e torna indietro carico come un mulo.
Ma un brutto giorno Alessandro recandosi alla caletta scopre che una forte mareggiata ha spazzato via il deposito di conchiglie. Non può più immettere denaro nel sistema. Allora chiama a raccolta l'assemblea della comunità e dice: «d'ora in poi, ogni volta che qualcuno riceverà un pagamento in conchiglie per l'acquisto di qualsiasi cosa, dovrà versare metà delle conchiglie ricevute nelle casse dello stato.»

Sono nate le tasse.

Da quel giorno, le conchiglie circolano tra gli abitanti dell'isola, i forzieri statali, i dipendenti dello stato. Tutto il sistema funziona bene senza bisogno di aggiungere conchiglie. I prezzi sono stabili e la comunità regola i propri consumi secondo le necessità effettive.

Un giorno però Delphi si trova a corto di conchiglie, e quando Fux va da lui per comprare due forme di pecorino, ricevuto il pagamento non versa la quota dovuta nelle casse dello stato. Anche qualcun altro fa come lui, e i versamenti delle tasse diminuiscono.

È arrivata l'evasione fiscale.

Alessandro un bel giorno si accorge che nei forzieri non c'è rimasto abbastanza per pagare lo stipendio a Rasputin. Siccome non ci pensa manco per scherzo di poter dire a Rasputin che non gli paga lo stipendio, si inventa uno stratagemma ingegnoso. Prende un foglio di carta e ci scrive sopra: «vale 100 conchiglie, garantito dalla Repubblica di Conchiglias». Quando Rasputin si presenta per riscuotere lo stipendio, gli da il foglio spiegando che quello vale come conchiglie contanti: lo può scambiare con le conchiglie cedendolo a qualunque altro abitante dell'isola, oppure, se lo conserva per un anno, alla scadenza lo potrà riscuotere ricevendo ben 105 conchiglie anziché le 100 nominali.

È nato il debito pubblico.

L'esperimento finisce qui. È evidente che, se spesa pubblica ed entrate fiscali non si bilanciano, lo stato deve indebitarsi e questo innesca una spirale che va a detrimento del funzionamento di tutto il sistema.

Le imposte sono necessarie perché distruggono il denaro, chiudendo il cerchio tra la sua produzione e il suo utilizzo. La distruzione del denaro non è un elemento negativo, è un passo necessario nel circuito economico. Si badi bene che questo concetto non si riferisce alla distruzione fisica della carta moneta, che viene periodicamente raccolta quando è usurata per essere incenerita, perché quella viene subito rimpiazzata da nuova carta moneta stampata apposta.

Il ragionamento sul signoraggio nell'esempio della Repubblica di Conchiglias non si applica, perché non ci sono costi di produzione per il denaro: le conchiglie sono lì a disposizione e basta raccoglierle. Il ragionamento si sarebbe applicato se avessimo usato, per esempio, l'oro come base monetaria. Allora la zecca avrebbe potuto coniare le monete, usando ad esempio 8 g di oro per una moneta di valore facciale 10 g, trattenendo 2 g di metallo come signoraggio.

La virtualizzazione del denaro come pura cifra numerica in una memoria di computer equivale ad avere le conchiglie, in quantità illimitata. Il signoraggio non ha più ragione di esistere, e attualmente il sistema monetario mondiale è molto vicino alla virtualizzazione totale del denaro.

Attenzione che in un mio precedente post, dove ho scritto che la finanza selvaggia ha distrutto ricchezza, l'accezione di "distruggere" va intesa in senso diverso da quella che sto usando qui. Quella è distruzione di beni reali, perché la finanza non è un'attività produttiva. È una distruzione simile a quella che si verifica in caso di bancarotta. Quando è fallita la Parmalat, per esempio, non è stato per una deficienza dell'attività produttiva, che era ed è solida e redditizia, ma per movimenti speculativi illegali operati sfruttando impropriamente il capitale dell'azienda.

Il fallimento distrugge ricchezza, valore concreto, non denaro. Il fallimento di uno stato distrugge la ricchezza dello stato e di chi detiene i titoli di debito di quello stato. Quando l'Argentina nel dicembre 2001 ha dichiarato il fallimento, migliaia di risparmiatori, anche in Italia, si sono trovati rovinati. Sebbene in seguito qualcuno sia riuscito a recuperare in parte il proprio capitale mediante ricorsi legali, in linea di principio i bond argentini divennero carta straccia.

Quindi è fisiologico e necessario che il denaro circolante venga in parte distrutto e ritirato dal circuito economico mediante le tasse. Il controvalore di quel denaro torna alla comunità sotto forma di servizi, se lo stato funziona bene. Se c'è corruzione e inefficienza, no. D'altro canto senza le imposte lo stato non può funzionare. Si genera debito pubblico e inflazione galoppante.

Scopo principale dello stato dovrebbe essere la regolazione dell'economia per bilanciare il liberismo di mercato con le esigenze della popolazione. Nella defunta Unione Sovietica quasi tutti erano poveri, ma nessuno moriva di fame. I prezzi erano così stabili che molti oggetti di largo consumo avevano il prezzo impresso a rilievo. Il tale oggetto, tot rubli: equivalenza fissata per sempre.

In ogni economia, il sistema bancario dovrebbe svolgere un ruolo importante come polmone della liquidità. La finanza non è il demonio, o almeno non dovrebbe esserlo se fosse regolamentata correttamente. Il sistema finanziario dovrebbe servire ad assorbire e calmierare le fluttuazioni dei prezzi. Per esempio, un produttore di pastasciutta può assicurarsi contro il caso che la siccità danneggi i raccolti acquistando futures sul grano. Se arriva la siccità, il prezzo del grano schizza in su, ma grazie ai contratti futures il nostro produttore potrà acquistarne la quantità occorrente al prezzo normale. Quando invece i futures sono impiegati a scopo speculativo, chi li acquista non ha alcuna intenzione di comprare il grano, ma si augura semplicemente che arrivi la siccità. Può aver acquistato contratti per 1 milione di dollari depositando un margine di 50.000 dollari, ad esempio. Se alla scadenza il prezzo del grano è aumentato del 10%, i suoi contratti varranno 1.100.000 $. Può cederli o compensarli, incassando il differenziale: 100.000 $. In poche settimane avrà realizzato un profitto favoloso rispetto alla somma impegnata. Ovviamente, se i raccolti sono abbondanti e il prezzo del grano scende, i suoi contratti non varranno più nulla, e dovrà ripianare la differenza negativa perdendo una parte o anche tutto il margine.

Mentre la speculazione non si può proibire, si dovrebbe però regolare. Una regolazione della speculazione finanziaria eviterebbe l'eccessiva volatilità delle quotazioni e i "crolli" delle borse. Recentemente si è ventilata l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, ma come al solito si tratta di un rimedio peggiore del male perché andrebbe a deprimere anche le transazioni non speculative, riducendo la liquidità dei mercati. Inoltre, per poter essere efficace dovrebbe essere applicata uniformemente a livello mondiale, altrimenti gli speculatori un attimo dopo l'introduzione della tassa in un Paese avranno già dirottato i propri fondi presso intermediari off-shore e continueranno indisturbati.

Mi fermo qui perché sul sistema finanziario ci sarebbe troppo da dire, e mi riprometto di riprendere di nuovo qualche punto solo se ci sono utenti interessati alla discussione, magari dedicando all'argomento un apposito thread. Mi preme solo sottolineare come i mali dell'economia mondiale non abbiano niente a che vedere con il signoraggio.

Torniamo un attimo sull'isola di Conchiglias, e immaginiamo che un giorno arrivi una nave piena di gente. Sbarcano tutti sull'isola e vi si trovano così bene che decidono di rimanerci. Perché i nuovi arrivati possano integrarsi è necessario che anche loro dispongano di conchiglie. Poiché c'è più gente e più consumo, ma la massa monetaria circolante è sempre la stessa (non ci sono più conchiglie nella caletta), allora i prezzi devono diminuire, altrimenti non ci sarebbe abbastanza moneta per gestire tutti gli scambi. Questa è la deflazione, la riduzione dei prezzi, e questo sarebbe un male solo se sull'isola ci fossero banche che prestano il denaro. Infatti se il denaro aumenta di valore con il tempo non conviene prestarlo, ma tenerlo. La deflazione è la bestia nera del sistema finanziario, ma è una conseguenza inevitabile del depauperamento delle risorse reali conseguente alla sovrappopolazione. Il mondo reale, salvo che per la scala di grandezza e la complessità, è tal quale un sistema chiuso come l'isola di Conchiglias. Gli effetti della sovrappopolazione sono gli stessi.

Concludo, rispondendo ad Alessandro che in questo intervento ha replicato al mio precedente post copiaincollando un articolo preso da qui.

Tutto quello che scrive l'Umanista è storia sostanzialmente corretta, ma proprio i fatti riportati dimostrano incontestabilmente che la vera truffa ai danni dei cittadini italiani l'ha operata la politica. Continuare a finanziare fittiziamente il debito pubblico in clima di assistenzialismo ad oltranza, con l'acquisto forzoso dei titoli a rendimento reale negativo (minore dell'inflazione) da parte della Banca d'Italia non poteva essere sostenuto più a lungo. L'esposizione al mercato è stata necessaria e ha sortito l'effetto che era inevitabile sortisse. C'è poco da farfugliare di "ingiustizia sociale" per l'esenzione dei titoli di stato dall'imposta, come si poteva tassare una rendita negativa? È già tanto che qualcuno li acquistasse per limitare i danni dell'erosione inflattiva sui capitali.

Le porte alla speculazione che ha colpito l'Italia negli anni '90 le ha aperte Craxi, se vogliamo fare un nome preciso finalmente, e il suo entourage di corrotti. Ad Hammamet, dove Craxi scappò in dorato esilio dopo la buriana giudiziaria, ancora si racconta di quanti complessi alberghieri di lusso siano sorti grazie ai fondi neri che arrivavano dalle sue mani generose.

De Angelis, la grande truffa è la mancanza di democrazia, la mancanza di un partito politico degli onesti che abbia la lucidità di promuovere le misure per cominciare - tardivamente, forse troppo tardivamente ormai - a correggere la deriva economica e sociale.

Onestà si genera da onestà, che soggetto politico potete proporre se vi ostinate ad insistere con argomenti pretestuosi e infondati?

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Messaggio Da Ospite Lun 5 Dic 2011 - 15:55

@Phoenix

Ok, sono riuscito a vedere il video. Non dice quello che è riportato nel titolo. Tipica manipolazione della realtà da parte complottista.

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Messaggio Da Phoenix Lun 5 Dic 2011 - 16:08

Fux89 ha scritto:@Phoenix

Ok, sono riuscito a vedere il video. Non dice quello che è riportato nel titolo. Tipica manipolazione della realtà da parte complottista.
boxed ..

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Messaggio Da davide Lun 5 Dic 2011 - 16:26

Onestà si genera da onestà, che soggetto politico potete proporre se vi ostinate ad insistere con argomenti pretestuosi e infondati?
quoto..

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Messaggio Da BestBeast Lun 5 Dic 2011 - 16:35

Anche io verde a Minsky.. grazie!

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Messaggio Da AlessandroDA Lun 5 Dic 2011 - 16:36

Minsky ha scritto:Provo a vedere se mi riesce di chiarire la questione con un approccio diverso.

Facciamo un Gedankenexperiment.

Supponiamo che gli aficionados di questo forum si trasferiscano in una ubertosa isoletta disabitata, di cui prendono possesso costituendo un nuovo stato: la Repubblica di Conchiglias.

Il territorio e le risorse vengono divise e assegnate di comune accordo secondo le attitudini e le preferenze di ciascuno. Questo è il patrimonio iniziale, i beni stabili della comunità. Per esempio, Darrow sceglie di prendersi il terreno agricolo, per coltivare grano, orzo e ortaggi; Delphi si prende il terreno da pascolo, per allevare mucche da latte e ovini; Minsky attrezza un'area per allevare polli e conigli, a Lupetta va la piantagione di banane, Valerio raccoglie le noci di cocco, Fux si dedica alla pesca, etc. etc.

Alessandro, che sa come far funzionare l'economia, si assume l'incarico di amministrare lo stato. Poiché ogni stato che si rispetti deve avere un'organizzazione, prende Rasputin come collaboratore, affidandogli la pubblica sicurezza.

La felice comunità inizia la sua nuova vita e ciascuno lavora e produce, poi i beni prodotti vengono scambiati barattandoli secondo le necessità. Anche Alessandro e Rasputin, però, che hanno il compito di far funzionare il sistema statale, devono mangiare. Tutti gli altri abitanti perciò di tanto in tanto regalano loro delle offerte: un pollo, un sacco di grano, un casco di banane...

Alessandro però non è soddisfatto di questa pratica primitiva, e decide che va introdotto un sistema monetario. Siccome ha scoperto una caletta che conosce solo lui, dove c'è un grande cumulo di conchiglie iridescenti, stabilisce che la moneta dell'isola sia rappresentata dalle conchiglie. Raccoglie un cesto di conchiglie e poi le presenta all'assemblea della comunità, che di comune accordo decide che la conchiglia è moneta di scambio e ha corso legale. Si stabilisce inoltre che il valore di una conchiglia equivale a un pollo, oppure a un casco di banane, oppure a un sacco di grano, oppure a una spigola bella grossa, etc.

Alessandro perciò inizia a corrispondere ai dipendenti dello stato uno stipendio di 30 conchiglie al mese (a sé stesso e a Rasputin, pertanto).

È nato il denaro.

Alessandro e Rasputin quando hanno bisogno di un prodotto vanno dal produttore e lo acquistano con le conchiglie. Le conchiglie cominciano a circolare come moneta di scambio, e anche gli altri abitanti, un po' alla volta, anziché barattare direttamente i prodotti li pagano in conchiglie.

Rasputin è contento perché con le 30 conchiglie mensili vive bene. Può acquistare i 15 polli che consuma in media in un mese, più la frutta e la verdura, e ancora gli avanzano 10 conchiglie che risparmia e mette da parte in un forziere.

Anche gli altri abitanti cominciano ad accumulare plusvalore sotto forma di conchiglie. Nuove conchiglie vengono continuamente immesse nel circuito perché ogni mese Alessandro va alla caletta e raccoglie un sacco di conchiglie per pagare gli stipendi dei servizi pubblici.

In questo sistema non sono previste tasse - come Alessandro ha spiegato, non sono necessarie, perché lo stato può produrre tutto il denaro che serve.

La ricchezza spinge i consumi nella piccola comunità, e qualcuno, disponendo di molte conchiglie, un giorno acquista molti più polli di quanto non abbia bisogno. Quando Darrow, Delphi e Rasputin vanno da Minsky per acquistare un pollo, Minsky dice loro: «mi dispiace, ragazzi, mi è rimasto un solo pollo perché Lupetta è venuta qui con un sacco di conchiglie e ha fatto incetta di polli per una festa grande che vuole dare a casa sua.» Allora Darrow dice: «vendi a me il pollo che ti è rimasto, ti offro due conchiglie anziché una.» Ma Delphi ribatte: «no, aspetta, è per i miei bambini, ti offro tre conchiglie.» A questo punto interviene Rasputin: «io ho una fame che non ci vedo perché ho appena corso tutto il perimetro dell'isola e in più ho attraversato la baia a nuoto, ti offro quattro conchiglie.»

A questo punto Minsky capisce che può vendere i polli a più di una conchiglia l'uno, e da quel giorno stabilisce che il prezzo per un pollo è di due conchiglie. Ma in breve Rasputin si accorge che 30 conchiglie non gli bastano più per acquistare i prodotti di cui ha bisogno. Va da Alessandro e gli dice: «devi darmi un aumento di stipendio, almeno 40 conchiglie al mese altrimenti non campo.» Alessandro perciò va alla caletta con un sacco più grande, e raccoglie un maggior numero di conchiglie. Così, sempre più conchiglie vengono immesse nel circuito, e dopo un po' tutti hanno bauli pieni di conchiglie a casa.

È arrivata l'inflazione.

Mentre il valore di scambio delle conchiglie diminuisce sempre più, i prezzi aumentano e i salari dei dipendenti pubblici li rincorrono, Alessandro ormai è costretto ad andare quasi ogni giorno alla caletta a raccogliere conchiglie, e torna indietro carico come un mulo.
Ma un brutto giorno Alessandro recandosi alla caletta scopre che una forte mareggiata ha spazzato via il deposito di conchiglie. Non può più immettere denaro nel sistema. Allora chiama a raccolta l'assemblea della comunità e dice: «d'ora in poi, ogni volta che qualcuno riceverà un pagamento in conchiglie per l'acquisto di qualsiasi cosa, dovrà versare metà delle conchiglie ricevute nelle casse dello stato.»

Sono nate le tasse.

Da quel giorno, le conchiglie circolano tra gli abitanti dell'isola, i forzieri statali, i dipendenti dello stato. Tutto il sistema funziona bene senza bisogno di aggiungere conchiglie. I prezzi sono stabili e la comunità regola i propri consumi secondo le necessità effettive.

Un giorno però Delphi si trova a corto di conchiglie, e quando Fux va da lui per comprare due forme di pecorino, ricevuto il pagamento non versa la quota dovuta nelle casse dello stato. Anche qualcun altro fa come lui, e i versamenti delle tasse diminuiscono.

È arrivata l'evasione fiscale.

Alessandro un bel giorno si accorge che nei forzieri non c'è rimasto abbastanza per pagare lo stipendio a Rasputin. Siccome non ci pensa manco per scherzo di poter dire a Rasputin che non gli paga lo stipendio, si inventa uno stratagemma ingegnoso. Prende un foglio di carta e ci scrive sopra: «vale 100 conchiglie, garantito dalla Repubblica di Conchiglias». Quando Rasputin si presenta per riscuotere lo stipendio, gli da il foglio spiegando che quello vale come conchiglie contanti: lo può scambiare con le conchiglie cedendolo a qualunque altro abitante dell'isola, oppure, se lo conserva per un anno, alla scadenza lo potrà riscuotere ricevendo ben 105 conchiglie anziché le 100 nominali.

È nato il debito pubblico.

L'esperimento finisce qui. È evidente che, se spesa pubblica ed entrate fiscali non si bilanciano, lo stato deve indebitarsi e questo innesca una spirale che va a detrimento del funzionamento di tutto il sistema.

Le imposte sono necessarie perché distruggono il denaro, chiudendo il cerchio tra la sua produzione e il suo utilizzo. La distruzione del denaro non è un elemento negativo, è un passo necessario nel circuito economico. Si badi bene che questo concetto non si riferisce alla distruzione fisica della carta moneta, che viene periodicamente raccolta quando è usurata per essere incenerita, perché quella viene subito rimpiazzata da nuova carta moneta stampata apposta.

Il ragionamento sul signoraggio nell'esempio della Repubblica di Conchiglias non si applica, perché non ci sono costi di produzione per il denaro: le conchiglie sono lì a disposizione e basta raccoglierle. Il ragionamento si sarebbe applicato se avessimo usato, per esempio, l'oro come base monetaria. Allora la zecca avrebbe potuto coniare le monete, usando ad esempio 8 g di oro per una moneta di valore facciale 10 g, trattenendo 2 g di metallo come signoraggio.

La virtualizzazione del denaro come pura cifra numerica in una memoria di computer equivale ad avere le conchiglie, in quantità illimitata. Il signoraggio non ha più ragione di esistere, e attualmente il sistema monetario mondiale è molto vicino alla virtualizzazione totale del denaro.

Attenzione che in un mio precedente post, dove ho scritto che la finanza selvaggia ha distrutto ricchezza, l'accezione di "distruggere" va intesa in senso diverso da quella che sto usando qui. Quella è distruzione di beni reali, perché la finanza non è un'attività produttiva. È una distruzione simile a quella che si verifica in caso di bancarotta. Quando è fallita la Parmalat, per esempio, non è stato per una deficienza dell'attività produttiva, che era ed è solida e redditizia, ma per movimenti speculativi illegali operati sfruttando impropriamente il capitale dell'azienda.

Il fallimento distrugge ricchezza, valore concreto, non denaro. Il fallimento di uno stato distrugge la ricchezza dello stato e di chi detiene i titoli di debito di quello stato. Quando l'Argentina nel dicembre 2001 ha dichiarato il fallimento, migliaia di risparmiatori, anche in Italia, si sono trovati rovinati. Sebbene in seguito qualcuno sia riuscito a recuperare in parte il proprio capitale mediante ricorsi legali, in linea di principio i bond argentini divennero carta straccia.

Quindi è fisiologico e necessario che il denaro circolante venga in parte distrutto e ritirato dal circuito economico mediante le tasse. Il controvalore di quel denaro torna alla comunità sotto forma di servizi, se lo stato funziona bene. Se c'è corruzione e inefficienza, no. D'altro canto senza le imposte lo stato non può funzionare. Si genera debito pubblico e inflazione galoppante.

Scopo principale dello stato dovrebbe essere la regolazione dell'economia per bilanciare il liberismo di mercato con le esigenze della popolazione. Nella defunta Unione Sovietica quasi tutti erano poveri, ma nessuno moriva di fame. I prezzi erano così stabili che molti oggetti di largo consumo avevano il prezzo impresso a rilievo. Il tale oggetto, tot rubli: equivalenza fissata per sempre.

In ogni economia, il sistema bancario dovrebbe svolgere un ruolo importante come polmone della liquidità. La finanza non è il demonio, o almeno non dovrebbe esserlo se fosse regolamentata correttamente. Il sistema finanziario dovrebbe servire ad assorbire e calmierare le fluttuazioni dei prezzi. Per esempio, un produttore di pastasciutta può assicurarsi contro il caso che la siccità danneggi i raccolti acquistando futures sul grano. Se arriva la siccità, il prezzo del grano schizza in su, ma grazie ai contratti futures il nostro produttore potrà acquistarne la quantità occorrente al prezzo normale. Quando invece i futures sono impiegati a scopo speculativo, chi li acquista non ha alcuna intenzione di comprare il grano, ma si augura semplicemente che arrivi la siccità. Può aver acquistato contratti per 1 milione di dollari depositando un margine di 50.000 dollari, ad esempio. Se alla scadenza il prezzo del grano è aumentato del 10%, i suoi contratti varranno 1.100.000 $. Può cederli o compensarli, incassando il differenziale: 100.000 $. In poche settimane avrà realizzato un profitto favoloso rispetto alla somma impegnata. Ovviamente, se i raccolti sono abbondanti e il prezzo del grano scende, i suoi contratti non varranno più nulla, e dovrà ripianare la differenza negativa perdendo una parte o anche tutto il margine.

Mentre la speculazione non si può proibire, si dovrebbe però regolare. Una regolazione della speculazione finanziaria eviterebbe l'eccessiva volatilità delle quotazioni e i "crolli" delle borse. Recentemente si è ventilata l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, ma come al solito si tratta di un rimedio peggiore del male perché andrebbe a deprimere anche le transazioni non speculative, riducendo la liquidità dei mercati. Inoltre, per poter essere efficace dovrebbe essere applicata uniformemente a livello mondiale, altrimenti gli speculatori un attimo dopo l'introduzione della tassa in un Paese avranno già dirottato i propri fondi presso intermediari off-shore e continueranno indisturbati.

Mi fermo qui perché sul sistema finanziario ci sarebbe troppo da dire, e mi riprometto di riprendere di nuovo qualche punto solo se ci sono utenti interessati alla discussione, magari dedicando all'argomento un apposito thread. Mi preme solo sottolineare come i mali dell'economia mondiale non abbiano niente a che vedere con il signoraggio.

Torniamo un attimo sull'isola di Conchiglias, e immaginiamo che un giorno arrivi una nave piena di gente. Sbarcano tutti sull'isola e vi si trovano così bene che decidono di rimanerci. Perché i nuovi arrivati possano integrarsi è necessario che anche loro dispongano di conchiglie. Poiché c'è più gente e più consumo, ma la massa monetaria circolante è sempre la stessa (non ci sono più conchiglie nella caletta), allora i prezzi devono diminuire, altrimenti non ci sarebbe abbastanza moneta per gestire tutti gli scambi. Questa è la deflazione, la riduzione dei prezzi, e questo sarebbe un male solo se sull'isola ci fossero banche che prestano il denaro. Infatti se il denaro aumenta di valore con il tempo non conviene prestarlo, ma tenerlo. La deflazione è la bestia nera del sistema finanziario, ma è una conseguenza inevitabile del depauperamento delle risorse reali conseguente alla sovrappopolazione. Il mondo reale, salvo che per la scala di grandezza e la complessità, è tal quale un sistema chiuso come l'isola di Conchiglias. Gli effetti della sovrappopolazione sono gli stessi.

Concludo, rispondendo ad Alessandro che in questo intervento ha replicato al mio precedente post copiaincollando un articolo preso da qui.

Tutto quello che scrive l'Umanista è storia sostanzialmente corretta, ma proprio i fatti riportati dimostrano incontestabilmente che la vera truffa ai danni dei cittadini italiani l'ha operata la politica. Continuare a finanziare fittiziamente il debito pubblico in clima di assistenzialismo ad oltranza, con l'acquisto forzoso dei titoli a rendimento reale negativo (minore dell'inflazione) da parte della Banca d'Italia non poteva essere sostenuto più a lungo. L'esposizione al mercato è stata necessaria e ha sortito l'effetto che era inevitabile sortisse. C'è poco da farfugliare di "ingiustizia sociale" per l'esenzione dei titoli di stato dall'imposta, come si poteva tassare una rendita negativa? È già tanto che qualcuno li acquistasse per limitare i danni dell'erosione inflattiva sui capitali.

Le porte alla speculazione che ha colpito l'Italia negli anni '90 le ha aperte Craxi, se vogliamo fare un nome preciso finalmente, e il suo entourage di corrotti. Ad Hammamet, dove Craxi scappò in dorato esilio dopo la buriana giudiziaria, ancora si racconta di quanti complessi alberghieri di lusso siano sorti grazie ai fondi neri che arrivavano dalle sue mani generose.

De Angelis, la grande truffa è la mancanza di democrazia, la mancanza di un partito politico degli onesti che abbia la lucidità di promuovere le misure per cominciare - tardivamente, forse troppo tardivamente ormai - a correggere la deriva economica e sociale.

Onestà si genera da onestà, che soggetto politico potete proporre se vi ostinate ad insistere con argomenti pretestuosi e infondati?

peccato che ti scordi qualcosa di fondamentale nei tuoi esempi quindi andiamo avanti nell'esempio: Due contadini che dalla terra producono i frutti devono essere liberi di scambiarseli. Essi devono poterlo fare "gratuitamente" con qualsiasi fattispecie giuridica: il baratto, una cambiale, una qualsiasi forma scritta o un foglio di carta che si chiama banconota. Non importa il modo, l'importante che i contadini o 100 milioni di persone siano liberi di potersi scambiare i beni prodotti da loro e quando essi stessi lo ritengono opportuno.
La radice di ogni male si cela nella moneta perché essa non è solo uno strumento utilizzato per lo scambio di merci ma essa stessa diventa merce. Una semplice, impercettibile, piccola ed apparente innocua differenza che devasta l'esistenza di tutti gli organismi viventi.
L'attuale economia, fondata sul denaro, sul profitto, sulla crescita economica è fondamentalmente sbagliata perchè in ogni nazione del mondo i governi non stampano la moneta necessaria per scambiare i beni e servizi prodotti dai cittadini, ma la chiedono in "prestito" alle banche centrali nazionali, tutte private, generando cosi un illegale debito pubblico che, legato ad un interesse percentuale, non può far altro che aumentare. Questa meccanismo di creazione della moneta si traduce nella più grande e disumana truffa per tutti i popoli della terra, perchè i cittadini, di conseguenza, si troveranno in questo modo indebitati solo per aver ricevuto della carta (oggi solo impulsi elettronici). Per questo motivo tutti gli Stati del mondo cosi come tutti gli enti (regioni, province, comuni, ospedali, etc.) sono indebitati. E' da questo debito che, come conseguenza, le tasse aumentano sempre più ed i servizi diminuiscono. La cosa peggiore è che da tutto ciò si genera un danno ambientale sempre crescente. Il profitto che trae la banca centrale di ogni nazione (privata) per l'emissione delle banconote, si chiama "signoraggio bancario".
Dal baratto alla Moneta Sovrana
Il baratto è la primordiale forma di scambio di beni e servizi, tra due soggetti. Esso è la forma di scambio più efficiente anche se presenta delle limitazioni. Nel diritto civile, il baratto viene classificato sotto la denominazione di "permuta" (Art. 1552) – Nozione - “ La permuta ・il contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose, o di altri diritti, da un contraente all'altro. Molto importante da tenere in considerazione è che, quando si baratta un bene con un altro, questa operazione non costa nulla, semplicemente si scambiano! Un altra soluzione per scambiarsi i beni è quella di redigere un contratto di compravendita sotto forma di scrittura privata. Anche in questo caso l'operazione non costa nulla, semplicemente, alla scadenza convenuta, gli autori del contratto effettuano lo scambio!
Immaginate di trovarvi in un mondo fatto da un solo villaggio di 300 persone, 50 famiglie in tutto, e tutti vi conoscete. In questo villaggio voi insieme a queste persone vi siete organizzati per produrre tutto ciò di cui avete bisogno, cibo, vestiti, scarpe, mattoni per costruire case etc. Insomma vi trovate in un villaggio dove non manca proprio nulla per vivere. ma mancano solo i soldi, come fareste per scambiarvi i beni prodotti e pagare ad esempio le ore di lavoro di un bracciante o di una maestra? In una situazione simile una soluzione utile, per scambiare prodotti e servizi, potrebbe essere l'utilizzo, come promessa di pagamento, di semplici fogli di carta, cosi come le cambiali che, negli anni passati, venivano frequentemente utilizzate. La Cambiale è un titolo di credito o più semplicemente una promessa di pagamento. E' costituita da un semplice foglio di carta che può essere stampata da qualsiasi tipografo, dove poi si aggiunge l'imposta di bollo (un imposta che và allo Stato) in proporzione alla cifra; la cambiale può essere pure acquistata dal tabaccaio che vende "Valori bollati". Quella del tabaccaio è sempre un pezzo di carta, in questo caso filigranata, stampata dall'IPZS (Istituto Poligrafico Zecca dello Stato) che ha un costo (l'imposta) in proporzione alla cifra, quindi la cambiale filigranata sostituisce le marche da bollo.
La cambiale filigranata, stampata dall'IPZS (Istituto Poligrafico Zecca dello Stato) e quella in carta semplice
Tornando nel nostro villaggio di prima consideriamo, per semplicità, che gli abitanti non hanno la necessità di pagare alcuna imposta quindi il costo della cambiale è solo il costo tipografico (il prezzo della carta e dell'inchiostro). A questo punto cosa si potrebbe fare se non ci sono i soldi?
Due contadini, ad esempio, se vogliono scambiare una cassa di prodotti della campagna estiva con una cassa di prodotti che maturano in inverno, possono fare una promessa di pagamento, la stessa cosa se un bracciante presta delle ore di lavoro, può sempre ricevere una promessa di pagamento: ovvero i debitori scrivono semplicemente su un foglio di carta, che abbiamo chiamato cambiale, i propri dati, la cifra e, per autenticare il tutto, il contadino debitore appone la propria firma e cede il titolo al creditore. Il creditore, che è in possesso della cambiale, quando in inverno matureranno i prodotti, si recherà dal debitore gli porterà questo titolo di credito, a suo tempo firmato, e glielo cederà. Il contadino onorerà il debito con i prodotti della campagna promessi perché riconoscerà la propria firma. Alla fine di questa transazione, quella cambiale potrà essere anche strappata perché avrà perso il suo valore, tuttavia il nuovo proprietario potrebbe utilizzare questa cambiale ancora una volta. Tramite questo semplice foglio di carta è stato possibile effettuare un “baratto differito” nel tempo. La cambiale non costa nulla, (ha un valore irrisorio, il valore della carta) ma quello che gli conferisce valore è la promessa di pagamento che fa il contadino. Questo foglio di carta, quando era in possesso del contadino creditore, poteva essere ceduto ad altre persone del villaggio (come nella realtà tramite la girata), per effettuare, a sua volta, un pagamento di un debito precedente. Questa pezzo di carta non ha né più né meno, che le stesse funzioni di una banconota, dove la cifra del debito è il "valore nominale" e, in una piccola comunità, come nel villaggio, può diventare “pagabile a vista al portatore”, ciò significa che il contadino creditore (che porta il biglietto) avrebbe potuto cederlo per acquistare ad esempio del pesce, ed il pescatore a sua volta, accettandola, l'avrebbe potuta cedere per pagare un debito a trattenerla per riscuotere il debito personalmente dal contadino originario. Pagabile a vista al portatore significa che questa cambiale poteva passare di mano in mano per effettuare pagamenti tra gli abitanti del villaggio per anni e anni fino a quando la carta non si sarebbe deteriorata. Nella realtà la cambiale, negli anni passati, veniva usata nella stessa maniera come descritto sopra infatti il credito poteva essere trasferito mediante la girata ovvero, apponendo una firma sul retro della cambiale.
A questo punto immaginate che tutti gli abitanti del villaggio, in mancanza assoluta di denaro, prendano l'abitudine di utilizzare questi biglietti di carta, queste cambiali, senza scadenza, come promessa di pagamento anche per piccolissime cifre. Alla fine ci si troverebbe in una situazione in cui l'ammontare delle cambiali in circolazione sarebbe sufficientemente elevato che gli abitanti di questo villaggio non avrebbero più la necessità di firmarne di nuove perché il circolante avrebbe raggiunto, appunto, una quantità ideale. Quando si giunge a questa condizione non si genera altro che una maggiore dinamicità degli scambi ma, cosa ancora più importante, tutti questi fogli di carta hanno sempre un costo irrisorio, sempre il costo della carta e dell'inchiostro e considerato che esse rappresentano il lavoro e lo spirito dell'uomo all'uomo devono appartenere. Questo è il motivo per cui la SOVRANITÀ MONETARIA deve essere una funzione costituzionale dello Stato.
Il sistema appena descritto presenta però due problemi:
1.In una nazione, come quella italiana, che conta 60 milioni di abitanti non è possibile conoscersi tutti ed accettare in modo universale cambiali emesse da sconosciuti;
2.Bisogna tenere conto che potrebbero esserci dei soggetti sprovveduti (o furbi) che emettano più cambiali dei beni che loro stessi potrebbero produrre.
Per questi motivi occorre un "controllore" in rappresentanza dei cittadini.
Il Ministero del Tesoro
In fatto di Politica Monetaria il ministero del tesoro è quel "controllore” che dovrebbe fare in modo da calcolare la somma di tutti i beni prodotti dall'agricoltura, dalla pesca, allevamento, dall'artigianato e dal lavoro che potenzialmente potrebbero sostenere gli individui prestando la loro opera con le braccia (il famoso PIL), per fare in modo da emettere l'equivalente di questi beni e servizi in biglietti, cioè banconote e fare in modo da tenere il rapporto “beni e servizi/moneta” sempre costante e sufficientemente adeguati, altrimenti un aumento di moneta determinerebbe una inflazione, una carenza invece determina difficoltà negli scambi e di conseguenza poco sviluppo economico (rarefazione monetaria).
MONETA DELLO STATO, ovvero la moneta che appartiene ai cittadini
I biglietti da 500 lire del 1971 riportano, in riferimento alla trattazione di prima, la “firma” di tutti i cittadini italiani ovvero “REPUBBLICA ITALIANA” , pertanto risulta riconoscibile e accettabile da tutti. La dicitura "500 Lire" rappresenta l'equivalente del valore prodotto dai cittadini in beni e servizi e si chiama “Valore nominale” della banconota; la numerazione tiene conto della quantità di biglietti emessi. Una cosa non poco irrilevante da notare sono le firme apposte sul biglietto e sono rispettivamente quella del Direttore Generale del Tesoro, del Cassiere Speciale ed il rappresentante della Corte dei Conti: tutti impiegati dello Stato. La stessa cosa vale per le monete metalliche (da notare, nelle vecchie lire, le immagini del timone e dell'aratro, simboli del lavoro dell'uomo). Nelle attuali monete metalliche europee, è presente solo il simbolo RI della Repubblica Italiana.
inoltre dopo queste brevi e semplici valutazioni, ritengo si possa stabilire che:
· la moneta non è altro che un biglietto di carta quindi, di per sé, un oggetto che non ha alcun valore se non quello della stessa carta e inchiostro (valore intrinseco);
· la moneta rappresenta il valore di tutti i prodotti della terra e dell'opera dell'uomo;
· il valore della moneta è legato quindi all'abbondanza o alla rarità di questi beni e servizi prodotti, ed è questo che fa la ricchezza del popolo. Se per un qualsiasi motivo, nel "villaggio" la terra non producesse più nulla, anche la moneta perderebbe il suo valore e non servirebbe più a nulla, viceversa se sparisse tutta la moneta la ricchezza rimarrebbe invariata ma, diventerebbe più difficoltoso lo scambio;
· il valore della moneta viene indotto dal popolo che produce i beni ed i servizi con il loro lavoro per tale motivo, cosa più importante da tenere in considerazione, è che la moneta deve nascere di proprietà del popolo, perché rappresenta il loro lavoro, quindi la loro stessa vita.
Ma allora...che differenza c'è tra le 500 lire di cui parlavamo prima e le mille lire di Giuseppe Verdi emesse subito dopo non più con la dicitura di Repubblica Italiana, ma Banca d'Italia?
Perché lo stato conia le monete e non stampa le banconote cosi come ha fatto in passato (anche se raramente)?
Perchè il Governo introduce nella Nazione le banconote di Bankitalia s.p.a.?
Cosa fa la BCE (Banca Centrale Europea)?
Come si può leggere dal sito ufficiale "La BCE è la banca centrale responsabile della moneta unica europea, l’euro...." e "persegue degli obiettivi ed esplica funzioni fondamentali tra cui definire e attuare la politica monetariaper l’area dell’euro, inoltre la BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno dell’area dell’euro."
A chi appartiene il Capitale della BCE?
Alla BCE fanno parte tutte le BCN (Banche Centrali Nazionali) di tutti gli stati membri dell'UE tra cui la Banca d'Italia con il 12.4 % di capitale, inoltre fanno parte anche altre Banche Centrali Nazionali di paesi che non aderiscono all’area dell’euro, tra cui la Banca d'Inghilterra che partecipa con il 14,5% di capitale (che non utilizza l'Euro).
Alla BCE fa' parte BANKITALIA s.p.a. e banche centrali nazionali di paesi che non aderiscono all'area dell'€uro ...e la Banca d'Italia, appartiene ai cittadini italiani? No!
Ancora oggi la quasi totalità dei cittadini ritiene che la Banca d'Italia, solo per il nome patriottico, sia la banca degli italiani, analogamente, molti credono che la BCE (Banca Centrale Europea) sia dei cittadini europei. Sarà cosi? Se ci colleghiamo al sito ufficiale della Banca d'Italia possiamo leggere: " La Banca d’Italia è la banca centrale della Repubblica italiana ed è parte del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e dell'Eurosistema. E’ un istituto di diritto pubblico. Persegue finalità d’interesse generale nel settore monetario..."
Che "La Banca d’Italia è la banca centrale della Repubblica italiana" non significa che la banca centrale appartenga alla Repubblica Italiana infatti, sempre nello stesso sito, possiamo ricavare i partecipanti da cui si può evincere chela Banca d'Italia non è degli italiani, è privata!
Ecco di seguito alcuni partecipanti:
Intesa Sanpaolo S.p.A.
UniCredit S.p.A.
Assicurazioni Generali S.p.A.
Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A.
INPS
Banca Carige S.p.A. - Cassa di Risparmio di Genova e Imperia
Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.
Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A.
Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A.
Cassa di Risparmio di Firenze S.p.A.
Fondiaria - SAI S.p.A.
Allianz Società per Azioni
Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno S.p.A.
Cassa di Risparmio del Veneto S.p.A.
Cassa di Risparmio di Asti S.p.A.
Cassa di Risparmio di Venezia S.p.A.
Banca delle Marche S.p.A.
INAIL
Milano Assicurazioni
Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia S.p.
... (segue nell'elenco)
L'elenco completo dei partecipanti può essere consultato e scaricato sempre dal sito ufficiale: http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/Partecipanti.pdf
Da questa breve e semplice ricerca possiamo concludere che, a differenza di ciò che pensa la quasi totalità delle persone, anche se la Banca d'Italia è un istituto di diritto pubblico non significa che è un istituto del popolo o del governo per servire gli interessi dei cittadini, ma tutt'altro. E' costituita da soci privati (le banche private commerciali) per fare gli interessi di una grande società per azioni, il cui nome è Bankitalia s.p.a.. La Banca d'italia è privata! La stessa cosa vale per tutte le BCN (Banche Centrali Nazionali) di tutti gli stati menbri dell'Unione Europea, pertanto anche la BCE è una banca privata, la sola autorizzata ad emettere banconote all'interno dell'area dell'euro!Chi vigila sulla BCE (Banca Centrale Europea) e sulla Banca d'Italia?
La moneta rappresenta per l'uomo il frutto del suo lavoro quindi, considerarata la materia delicata ed importante per tutti noi, ci saranno delle leggi che ne regolano i meccanismi. Inoltre considerato che, sia la BCE che la Banca d'Italia sono private e tenuto conto che solo la BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno dell’area dell’euro, questo compito risulta ancora più importante. pertanto alla domanda "chi vigila sulla BCE?" la risposta è:
NESSUNO!
Cosa dice la legge (fatta da loro stessi) ?
Gli strumenti legislativi che regolano la moneta in Europa sono costituiti dal SEBC (Sistema europeo di banche centrali) ovvero una serie di disposizioni, che sono allegate al trattato che istituisce la Comunità europea. In questa serie di disposizioni le "Alti Parti Contraenti" assolvono i loro compiti ed espletano le loro attività conformemente alle disposizioni del trattato e dello statuto.
Consultando inoltre la Versione consolidata del trattato sull'Unione europea e del trattato sul funzionamento dell'Unione europea sulla Gazzetta ufficiale n. C 115 del 9 maggio 2008 si può leggere:
CAPO 2 - POLITICA MONETARIA - Articolo 127 - (ex articolo 105 del TCE) comma 4
La Banca centrale europea viene consultata:
- in merito a qualsiasi proposta di atto dell'Unione che rientri nelle sue competenze,
- dalle autorità nazionali, sui progetti di disposizioni legislative che rientrino nelle sue competenze, ma entro i limiti e alle condizioni stabiliti dal Consiglio, secondo la procedura di cui all'articolo 129, paragrafo 4.
La Banca centrale europea può formulare pareri da sottoporre alle istituzioni, agli organi o agli organismi dell'Unione competenti o alle autorità nazionali su questioni che rientrano nelle sue competenze.
Articolo 128 - (ex articolo 106 del TCE)
1. La Banca centrale europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote in euro all'interno dell'Unione. La Banca centrale europea e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell'Unione.
2. Gli Stati membri possono coniare monete metalliche in euro con l'approvazione della Banca centrale europea per quanto riguarda il volume del conio. Il Consiglio, su proposta della Commissione e previa consultazione del Parlamento europeo e della Banca centrale europea, può adottare misure per armonizzare le denominazioni e le specificazioni tecniche di tutte le monete metalliche destinate alla circolazione, nella misura necessaria per agevolare la loro circolazione nell'Unione.
Articolo 130 - (ex articolo 108 del TCE)
Nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dai trattati e dallo statuto del SEBC e della BCE, né la Banca centrale europea né una banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni, dagli organi o dagli organismi dell'Unione, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione nonché i governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali nell'assolvimento dei loro compiti.
Articolo 131 - (ex articolo 109 del TCE)
Ciascuno Stato membro assicura che la propria legislazione nazionale, incluso lo statuto della banca centrale nazionale, sarà compatibile con i trattati e con lo statuto del SEBC e della BCE.
Visitando il sito ufficiale si ha la conferma che
la BCE gode della assoluta indipendenza da qualsiasi istituzione, organo comunitario, da qualsiasi governo degli Stati membri o da qualsiasi altro organismo, pertanto la BCE è l'UNICA AUTORITA’ MONETARIA, AL DI SOPRA DI QUALSIASI NAZIONE.




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AlessandroDA
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Messaggio Da Ospite Lun 5 Dic 2011 - 16:47

Quando si fa copia-incolla di un articolo, si cita la fonte.

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Messaggio Da Ospite Lun 5 Dic 2011 - 16:47

BestBeast ha scritto:Anche io verde a Minsky.. Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis - Pagina 8 588256
Mi associo.

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Messaggio Da SergioAD Lun 5 Dic 2011 - 16:55

Ho cercato alcuni azionisti di Bankitalia S.p.A.

Intesa Sanpaolo S.p.A. 30,3%, trovo pochi azionisti e leggo di incapacità a fare luce sulla "parte occulta" della contabilità, dietro di un conto dello IOR e non ho intenzione di cavalcare nessuna teoria della cospirazione, cerco fatti.

Vado da UniCredito Italiano S.p.A. 22,1%, seguo il collegamento e trovo tra gli azionisti, Aabar Luxembourg sarl 4,991%, Central Bank of Libya 4,988%, BlackRock 4,024%, Lia (Lybian Investment Authority) 2,594%, Barclays Global Investors UK Holding Ltd. 2,003%. Attenzione che arrivo a malapena a vedere 50% e meno dell'elenco.

Vado da BlackRock 4,024%, seguo il collegamento e trovo tra gli azionisti Bulgari 2,655%, Enel 3,016%, Eni 2,724%, Fiat 2,744%, Mediaset 5,875%, Parmalat 3,112%, Pirelli & C 2,022%.

Non chiedo risposte, non mi servono, vorrei solo chiudere con il seguito delle considerazioni che feci sulla necessità di privatizzare l'emissione delle monete per evitare la spirale inflattiva, qualunque cosa essa sia se l'opera fosse controllata dallo stato cadrebbe il senso di questa privatizzazione così come ci sarebbe il conflitto d'interesse del Governo con la sua politica monetaria. Spero non sia trattabile da nessuno ma basta che non lo sia per me effettivamente.

La roba che ho scritto sopra è strettamente connessa alla speculazione del mercato e impossibile che non sia a scopo di lucro. Nessuno è in malafede, bisogna avere almeno pensato a quelli che non si sono sfilati ancora i paduli dalla vena liberatrice del colon. Ma oggi sentivo la BBC e dopo aver parlato del problema italiano, che appare come lo abbiamo descritto con il rischio di non superare la prima settimana di gennaio senza problemi davvero seri.

Non diciamo chi e nemmeno cosa, diciamo che il sistema monetario è basato sul debito e quando quelli che hanno preso il “mortgage loan” badano solo a togliersi il debito e nessun'altro intende accendere uno, semplicemente il sistema termina, meglio dire si conclude e la banca restando senza richiesta di denaro deve escogitare un nuovo sistema (l'abbiamo sempre chiamato nuovo ordine mondiale e lo abbiamo desiderato prima dei tracolli, io di certo se ricordate chissà quante volte l'ho detto).

Gli italiani la chiamavano “catena di Santo Antonio”, che poi è la stessa cosa che è successa alla mia casa persa a Dubai, 1) perché non volevo speculare e 2) perché col problema finanziario USA io sono stato l'ultimo acquirente. L'ultimo è quello che rimane col cetriolo, lo sapete anche voi.

Ma chi dice che è così scandaloso guadagnare dalla produzione di denaro? Le aziende guadagnano da qualsiasi cosa perché non dalla produzione di denaro? Magari mentre prima era necessario avere un certo quantitativo di oro per produrre moneta oggi si produce senza vincoli ed è normale che ci si arricchisce facendo crescere il debito pubblico.

Non necessariamente dev'essere pubblica. Lo stato si è reso conto che se avesse fatto entrare i privati nella gestione della banca d'Italia l'avrebbero senz'altro gestita meglio. Resta irrisolto il conflitto d'interessi che mi aveva fatto chiudere un post con “Eh? Qui mi fermo!” e allora qui mi fermo anche perché questo thread non mi corrisponde e dunque ecco il mio lucchetto.

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SergioAD
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Messaggio Da loonar Lun 5 Dic 2011 - 16:57

Fux89 ha scritto:
BestBeast ha scritto:Anche io verde a Minsky.. Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis - Pagina 8 588256
Mi associo.
Anche io! ok

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Messaggio Da loonar Lun 5 Dic 2011 - 17:03

Forse il Sig. De Angelis non si rende conto di un fatto semplicissimo:
se in un forum di liberi pensatori, checchè ne pensi, le sue affermazioni creano tante perplessità per ogni forumista o quasi che intervenga nel dibattito, come pensa che queste sue affermazioni, possano "risvegliare" le menti delle masse planetarie?
Cioè andando sul pratico, con le sue fumose e noiose requisitorie pensa davvero di ottenere l'attenzione di un numero sufficiente di persone in grado di "rivoluzionare" l'Italia e il mondo?

loonar
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Messaggio Da AlessandroDA Lun 5 Dic 2011 - 19:13

strategia mediatica dei negazionisti a favore dell'oligarchia bancaria
1)cercare di denigrare chi parla si signoraggio attraverso cose inventate come rettiliani ecc mai dette(vedi Fux)
2)disfattismo verso le proposte concrete come il ripristino della sovranita monetaria ed il disconoscimento del debito pubblico come fatto in islanda dove i banchieri se non scappavano venivano arrestati, e qui sono in molti (vedi darrow in primis)
3)rincoglionire le persone con storielle tipiche della sinistra con cui ci hanno venduto alle banche dicendoci che lo stato non può detenere la sovranita monetaria in quanto andrebbe contro un'inflazione, ed avvaversi di questo con storielle come quelle di minsk, che però si scorda abilmente di essersi scordato che le sue analisi negazioniste sul signoraggio(che conosci bene per averle scritte vero?)sono state confutate e non controbattute
4)fare fronte comune tra piu di un utente attraverso inchini ed applausetti con pupazzetti per sostenere chi con un pò di cultura in piu cerca di rendere credibile che la colpa non è dell'oligarchia bancaria ma dello stato (Minsk), stessa cosa dei politici che si accusano l'un con l'altro cercando di disorientare il popolo, ma scordandosi di attaccare il vero potere delle banche che con una truffa ha generato il debito pubblico
5)facendo finta di niente alle confutazioni fatte dal sottoscritto ai negazionisti del signoraggio
svegliatevi amici del forum qui c'è gente che ciurla nel manico, informatevi da soli e cominciate ad attaccarli in prima persona fateli uscire allo scoperto, sono state proprio le elite neomercantili e neoliberiste della sinistra che si è venduta a fotterci con la strategia falsa che lo stato deve essere come una famiglia che deve risparmiare, e non spendere piu di quanto possiede, scordandosi abilmente che questo problema non sussiste laddove c'è la sovranita monetaria, ed è un falso anche dire che se si stampano soldi in eccesso si ha inflazione, ma su questo ho gia detto e non vorrei ripetermi
ecco le considerazioni fatte da minsk che ha cercato di negare il signoraggio e che sono state confutate passo per passo, dimostrando che l'argomento lo conosce bene, eccome ragazzi

Minsky ha scritto:

AlessandroDA ha scritto:Se beni e lavoro fossero distribuiti equamente, le nostre vite sarebbero piene di benessere.


Su questa affermazione non si può non essere d'accordo. Tutto il resto però è quanto meno sconclusionato.

Minsk: Le banche nel quadro economico hanno la funzione di agevolare la circolazione del denaro e di favorire l'impiego del capitale a fini di sviluppo produttivo: raccolgono i risparmi dei lavoratori e prestano il denaro alle aziende.

Risposta:Falso le tue affermazioni sono sconclusionate e sconcertanti in quanto mi
sembri una persona di cultura, se non hai letto i post spero gli darai
un'occhiata e che ti ravvederai in quanto stai sostenendo l'oligarchia
bancaria a scapito del popolo sfruttato e reso schiavo da questi
parassiti e dai politici loro camerieri.
le banche centrali non agevolano nulla ma creano rarefazione monetaria
in quanto stampano denaro e lo addebitano con interessi che vanno
tolti dalla massa monetaria circolante con gravi ripercussioni quali
recessione dovuta a deflazione, mentre se lo stato stampasse il denaro
come previsto dalla costituzione che prevede la sovranita tra cui in
primis quella monetaria, tramite il ministero del tesoro questo non
succederebbe


Minsk: Tutto il sistema funziona abbastanza bene e tende ad auto-regolarsi mediante semplici meccanismi di gestione basati principalmente sulla corresponsione di un interesse da parte dei fruitori del credito.



Risposta:Perche generare interesse e debito inestinguibile dal momento che abbiamo la nostra zecca tipografica ed il ministero del tesoro? oltretutto il debito alira sempre piu in quanto il denaro degli interessi non viene stampato e sara impossibile restituirlo obbligando lo stato alle privatizzazioni con acquisizione di questi nostri beni da parte dei banchieri che hanno in mano le multinazionali e che poi delocalizzano le imprese creando recessione disoccupazione ecc

Minsk: Nel sistema economico, è bene sottolinearlo, il debito pubblico non è affatto una necessità. Il debito nasce dall'esigenza di anticipare voci di spesa per la pubblica utilità, che possono essere per esempio gli investimenti in infrastrutture. In questi casi lo stato si comporta come un'azienda che riceve un prestito da una banca al fine di migliorare la propria capacità produttiva. L'aumento del profitto conseguente al miglioramento della capacità produttiva consentirà successivamente di rimborsare il prestito e pagare gli interessi.



Risposta: il debito nasce in quanto il denaro viene addebitato dalle banche centrali allo stato che in cambio deve far stampare titoli di stato al ministero del tesoro, le banche poi vendono a terzi questi titoli e lo stato deve poi restituirli a coloro che li hanno comprati togliendo risorse alla sanita infrastrutture ricerca istruzione ed aumentando le tasse. Vatti a vedere chi sono i detentori del debito pubblico cosi cominci a capire, se vuoi altrimenti...Se lo stato stampasse i soldi con la sua zecca non servirebbero neanche le tasse, ma questa è un'altra vostra lacuna. Sai spiegare perche esistono le tasse quando lo stato potrebbe stampare nuovo denaro? Immagino di nò vero?

Minsk: Ecco perché le Banche Centrali devono essere soggetti terzi rispetto all'amministrazione statale. Se lo stato producesse in autonomia nuova moneta secondo i bisogni, svaluterebbe la moneta stessa.



Risposta: Nulla di piu falso, è cosi che la sinistra ci ha venduto all'oligarchia bancaria fregando il popolo che non capisce (come spero anche tu, mentre nel caso contrario sarsti uno di quelli che ci ha venduto) che anche lo stato ha i suoi economisti in grado di valutare quanta moneta serve, ed in ogni caso se ne stampasse di piu senza oltrepassare determinati limiti l'inflazione si autoeliminerebbe per effetto della maggior massa monetaria circolante (che producono i banchieri con la truffa della riserva frazionaria aumentando di 50 volte il denaro che noi depositiamo presso esse), in quanto si avrebbe l'effetto di maggior domanda di beni, maggior consumo dei beni, maggiori tasse, piena occupazione, meno spese per gli ammortizzatori sociali ecc. Il rischio in questo caso sarebbe quello di produrre piu beni di quelli che servono rendendo insostenibile lo sfruttamento del pianeta con sempre meno risorse e un trend demografico sempre in aumento. Quindi va controllata la quantita di mopneta emessa dallo stato e bisogna invertire il trend dell'aumento demografico indiscutibilmente.

Minsk: Se però lo stato contrae debito (emettendo le obbligazioni) per le ordinarie necessità di funzionamento (stipendi, welfare, etc.), che sono puro costo e non generano alcun ritorno futuro in termini di sviluppo, allora crea un indebitamento irreversibile, e questo genere di indebitamento è destinato a pesare sempre più, a causa degli interessi sempre più alti che devono essere pagati ai sottoscrittori dei titoli di stato.



Risposta: come al solito ti dimentichi di dire che i titoli di stato diventano proprieta delle banche centrali che poi li vendono a terzi, e che in seguito è lo stato a dover ripagare le obbligazioni con questa truffa, indebitandosi

Minsk: L'acquisto di titoli del debito pubblico da parte delle Banche Centrali o della BCE, non è affatto un dovere, ma una misura intesa ad immettere liquidità nel mercato e calmierare i tassi. Questi ed altri interventi possono essere efficaci nel regolare il funzionamento dell'economia quando i fondamentali sono sani.



Risposta: e perche mai lo stato non stampa il denaro con la sua zecca senza dover indebitarsi con le obbligazioni? la BCE e banca d'italia spa sono banche private non della repubblica italiana, oppure non sai neanche questo? Ed i fondamenti dei banchieri sono solamente gli interessi privati, il massacro sociale al fine di indebitarci e privatizzare tutto ciò che è del popolo come ferrovie poste autostrade iri ed ora chissa a chi tocca, si prenderanno anche finmeccanica?oppure l'acqua che non sono riusciti a privatizzare?


Ultima modifica di AlessandroDA il Lun 5 Dic 2011 - 20:27 - modificato 1 volta.

AlessandroDA
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Messaggio Da Ospite Lun 5 Dic 2011 - 19:35

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Messaggio Da Rasputin Lun 5 Dic 2011 - 20:16

Fux89 ha scritto:
AlessandroDA ha scritto:guardate questo video la dice tutta: https://www.youtube.com/watch?v=BDr-_rFhiD8
Io ho riportato come fonte della mia affermazione una sentenza della Corte di Cassazione, e tu rispondi con un video su iutub. C'è da aggiungere altro?

No, se non che mi sa tanto di principio d'autorità. Personalmente con la corte di cassazione (Nomen omen) mi ci pulisco il culo.

_________________
You think normal people just wake up one morning and decide they're going to work in a prison? They're perverts, every last one of them. (Vanessa)

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Messaggio Da Rasputin Lun 5 Dic 2011 - 20:26

BestBeast ha scritto:Anche io verde a Minsky.. grazie!

Anch'io. Semplicemente GENIALE ok

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You think normal people just wake up one morning and decide they're going to work in a prison? They're perverts, every last one of them. (Vanessa)

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Messaggio Da Minsky Lun 5 Dic 2011 - 21:19

AlessandroDA ha scritto:Due contadini che dalla terra producono i frutti devono essere liberi di scambiarseli. Essi devono poterlo fare "gratuitamente" con qualsiasi fattispecie giuridica: il baratto, una cambiale, una qualsiasi forma scritta o un foglio di carta che si chiama banconota.
Elementare, Watson. Chi glielo nega? Ma secondo te, due contadini che si scambiano un cesto di pere con un cesto di mele costituiscono un sistema economico complesso?

AlessandroDA ha scritto:La radice di ogni male si cela nella moneta perché essa non è solo uno strumento utilizzato per lo scambio di merci ma essa stessa diventa merce. Una semplice, impercettibile, piccola ed apparente innocua differenza che devasta l'esistenza di tutti gli organismi viventi.
Unde malum? Alessandro ha la risposta. Peccato che sia sbagliata. Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis - Pagina 8 315697
Dicesi "moneta merce" uno strumento di pagamento di forma intermedia tra il baratto e la moneta di corso legale. Nulla di devastante.

AlessandroDA ha scritto:L'attuale economia, fondata sul denaro, sul profitto, sulla crescita economica è fondamentalmente sbagliata perché in ogni nazione del mondo i governi non stampano la moneta necessaria per scambiare i beni e servizi prodotti dai cittadini, ma la chiedono in "prestito" alle banche centrali nazionali, tutte private, generando cosi un illegale debito pubblico che, legato ad un interesse percentuale, non può far altro che aumentare.
La solita predica fuorviante. Il debito pubblico è preesistente al prestito bancario. Centocinquant'anni fa, quando l'Italia è nata, aveva già un debito rilevante in rapporto al PIL. In teoria, con una gestione virtuosa delle finanze, il debito poteva essere ripianato e azzerato. Oggi non dovremmo pagare alcun interesse alle banche.

AlessandroDA ha scritto:È da questo debito che, come conseguenza, le tasse aumentano sempre più ed i servizi diminuiscono.
Ovvio.

Tutta l'apologia del baratto e fanfaluche seguenti le salto a piè pari, sia perché è veramente una palla mostruosa, come giustamente ha osservato Fux, sia perché si tratta di argomenti già ampiamente confutati.

In definitiva una traccia del progetto politico che suggerisci non ce la vuoi (o puoi) dare. Ci sbatti solo delle gran copiaincollate di roba pescata in rete. Personalmente mi sarei un po' stancato, qui sopra ci sono compañeros che stanno conversando su temi molto più interessanti e preferisco seguire quelli.

Asta luego!

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Messaggio Da Minsky Lun 5 Dic 2011 - 21:22

Ringrazio i compañeros che hanno avuto la pazienza di leggere e quotare le mie elucubrazioni postate in questo thread. Se ho contribuito a gettare un po' di chiarore sulla questione ne sono lieto. Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis - Pagina 8 977956

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Messaggio Da AlessandroDA Lun 5 Dic 2011 - 22:06

lasciamo stare i companeros dei bancheros, utenti del forum informatevi su come nasce il debito e la truffa del signoraggio, il sog: minsk non ha mai risposto a questo e mai lo farà:

Come e dove nascono i soldi? Il Governo per ottenere liquidità, denaro, emette Titoli di Stato (ne esistono di vari tipi: BOT, BTP, CTZ, BTP€i e CCT), ovvero stampa dei fogli di carta, scrive su di esso 1000 €uro e li mette in vendita. Questi verranno acquistati dalle banche centrali nazionali, come Bankitalia s.p.a. che, semplicemente stampando delle banconote di carta, iniettano moneta nel sistema. Questo viene fatto attraverso le operazioni di mercato aperto e che viene gestito dalla Borsa Italiana S.p.A. Una minima parte (10%) viene acquistata dai comuni cittadini.

Quanto detto viene spiegato bene visitando sia il sito di Borsa Italiana S.p.A. sia il sito del Ministero del Tesoro. Nel Forum delle PA, la Dott.ssa Maria Cannata, Direttore Generale del Debito Pubblico, spiega le varie tipologie di titoli, le caratteristiche e la procedura con parole molto semplici e comprensibili dicendo che , i Titoli di Stato per il mercato finanziario non sono altro che liquidità come i contanti, che però hanno una rendita, detto in altre parole “denaro”. Come si può leggere sempre sul sito del Ministero del Tesoro, i Titoli di Stato sono “negoziabili” (cioè scambiabili come fossero banconote) e “rappresentano un opportunità di investimento per il risparmiatore”. Per conseguire la cosiddetta “liquidità, il numero di emissione deve essere sufficientemente elevata fino a raggiungere una dimensione ideale”. In altre parole, il Ministero del Tesoro esprime un concetto ovvio e di importanza fondamentale per il benessere economico dei cittadini: “ il denaro in una nazione deve essere in quantità sufficiente per consentire gli scambi di beni e servizi”.

Cosa accade in sintesi? Il Ministero del Tesoro per ottenere 1000 €uro in banconote da mettere in circolazione nella nazione, per i cittadini, emette un foglio di carta che chiamerà Titolo di Stato, scriverà su di esso 1000 €uro e lo mette in vendita. Contemporaneamente la BCE incaricherà le proprie officine a stampare (al costo di un cappuccino e un cornetto) 10 biglietti di carta da 100 €uro per comprare tale titolo che poi potrà rivendere a chiunque, grazie alle caratteristiche di negoziabilità del titolo stesso. Il Ministero del Tesoro però, alla scadenza, dovrà ripagare il Titolo al possessore, per un valore di 1000 €uro più gli interessi stabiliti all'atto dell'emissione. Come appare evidente il Ministero, ovvero noi cittadini, di questa operazione non ne abbiamo alcun guadagno anzi, abbiamo una perdita!
Perché il Ministero del Tesoro per ricavare moneta, deve stampare dei fogli di carta che chiamerà Titoli di Stato, venderli e rimborsarli alla scadenza pagando pure gli interessi? Perché il Ministero non stampa direttamente i soldi come ha fatto più volte in passato? Perché il Ministero del Tesoro conia le monete ma non stampa le banconote?

Un fatto importantissimo da tenere in considerazione è questo: un agricoltore, insegnante, un operaio, un allevatore o un infermiere, insomma un qualsiasi cittadino onesto che lavora, per acquistare un titolo da 1000 €uro, deve necessariamente lavorare (circa) un mese, quindi produrre beni o servizi per un valore pari a 1000 €uro, mentre la BCE per comprare il titolo, stampa (nella propria officina) banconote per un valore di 1000 €uro senza alcun controvalore?
Cosa producono i soci azionisti della BCE, beni, servizi? Niente! A parte il debito pubblico non producono niente di socialmente utile! Anzi il debito pubblico degenera l'economia di una nazione impoverendo la gente e per cosa? Per un semplice scambio di carta contro carta!
Ma allora perché non vengono pagati esclusivamente per il servizio tipografico?

" E' assurdo dire che il nostro paese può emettere titoli ma non può emettere moneta. Entrambe sono promesse di pagamento; ma una promessa ingrassa l'usuraio, l'altra invece aiuta la collettività." Thomas Edison - New York Times, 1921
tanti saluti companeros dei bancheros il popolo si sta svegliando, la pacchia non durerà ancora per molto

AlessandroDA
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Messaggio Da Ospite Lun 5 Dic 2011 - 22:37

Rasputin ha scritto:
Fux89 ha scritto:
AlessandroDA ha scritto:guardate questo video la dice tutta: https://www.youtube.com/watch?v=BDr-_rFhiD8
Io ho riportato come fonte della mia affermazione una sentenza della Corte di Cassazione, e tu rispondi con un video su iutub. C'è da aggiungere altro?

No, se non che mi sa tanto di principio d'autorità. Personalmente con la corte di cassazione (Nomen omen) mi ci pulisco il culo.
Ammetterai che una sentenza della Corte di Cassazione è una prova un po' più solida e attendibile di un video su iutub?

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Messaggio Da chef75 Lun 5 Dic 2011 - 22:46

Rasputin ha scritto:

Anch'io. Semplicemente GENIALE Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis - Pagina 8 605765

Mi accodo Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis - Pagina 8 605765

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Quando la maggior parte di una società è stupida allora la prevalenza del cretino diventa dominante e inguaribile.
Carlo M. Cipolla

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Messaggio Da Ospite Lun 5 Dic 2011 - 23:23

AlessandroDA ha scritto:lasciamo stare i companeros dei bancheros, utenti del forum informatevi su come nasce il debito e la truffa del signoraggio
E perché tu non ti informi sul fatto che le teorie del complotto sul signoraggio sono una bufala?

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Messaggio Da Minsky Lun 5 Dic 2011 - 23:47

SergioAD ha scritto:Ho cercato alcuni azionisti di Bankitalia S.p.A....
Sergio, tieni presente che le banche private sono S.p.A. quotate in borsa. Anche più del 50% del loro capitale può essere costituito da flottante detenuto da trader e piccoli investitori.

SergioAD ha scritto:
... La roba che ho scritto sopra è strettamente connessa alla speculazione del mercato e impossibile che non sia a scopo di lucro.
Giusto per rispondere ai tuoi legittimi dubbi, mi rende perplesso l'ipotesi di una cospirazione per far lievitare il debito. È certissima invece la spinta speculativa che approfitta della crescita del debito per acquistare titoli sul mercato secondario con forte sconto. Se di "cospirazione" si può casomai parlare, terrei d'occhio le famigerate agenzie di rating, che con i loro giudizi spesso e volentieri fanno "ballare" il mercato secondo la musica che garba a loro...

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Messaggio Da loonar Mar 6 Dic 2011 - 0:04

Sig. De Angelis ci illustri il suo piano politico, il suo programma. Ho capito il perchè del problema, adesso sarebbe bello che ci faccia un esempio di come vuole organizzare lei la società. Dalla A alla Z.

Grazie!

loonar
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Messaggio Da AlessandroDA Mar 6 Dic 2011 - 0:23

Fux89 ha scritto:
Rasputin ha scritto:
Fux89 ha scritto:
AlessandroDA ha scritto:guardate questo video la dice tutta: https://www.youtube.com/watch?v=BDr-_rFhiD8
Io ho riportato come fonte della mia affermazione una sentenza della Corte di Cassazione, e tu rispondi con un video su iutub. C'è da aggiungere altro?

No, se non che mi sa tanto di principio d'autorità. Personalmente con la corte di cassazione (Nomen omen) mi ci pulisco il culo.
Ammetterai che una sentenza della Corte di Cassazione è una prova un po' più solida e attendibile di un video su iutub?

sentenza della corte di cassazione: "Professor Auriti, lei ha dimostrato l'elemento materiale del reato. Manca il dolo perché… è stato sempre così"

come se io denuncio un ladro che il 27 di ogni mese viene a rubarmi lo stipendio guadagnato con il frutto del mio lavoro, ma siccome il furto dura da anni il giudice non lo condanna in quanto il reato del furto si elimina perche consolidato da tempo, invece di un'aggravante diventa un'esimiente del reato. Giudici collusi chiaramente con il potere delle banche, e tu fux sei un servo dei banchieri visto che stai difendendo questa scandalosa sentenza, inoltre in questo modo tutti potranno capire chi sei. Tranquillo alla fine presenteremo i conti a tutti.

AlessandroDA
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Messaggio Da AlessandroDA Mar 6 Dic 2011 - 0:29

Darrow ha scritto:Sig. De Angelis ci illustri il suo piano politico, il suo programma. Ho capito il perchè del problema, adesso sarebbe bello che ci faccia un esempio di come vuole organizzare lei la società. Dalla A alla Z.

Grazie!

Signor non sò chi sei, pensi davvero che dopo il tuo conclamato disfattismo e negazionismo della truffa del signoraggio veniamo a dirvi i nostri progetti? Tranquillo abbiamo dietro tantissimi imprenditori della piccola e media impresa e tanto altro che ci supportano, ed anche all'estero personaggi di spessore che neanche immagini con fondi ed organizzazione per la riuscita dello scopo. Vedrai partire dal prossimo anno un bel progetto dopodiche quando capirete che facciamo sul serio...fine della pacchia.

AlessandroDA
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Messaggio Da Ospite Mar 6 Dic 2011 - 0:33

AlessandroDA ha scritto:sentenza della corte di cassazione: "Professor Auriti, lei ha dimostrato l'elemento materiale del reato. Manca il dolo perché… è stato sempre così"
Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis - Pagina 8 166799 Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis - Pagina 8 166799 Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis - Pagina 8 166799

E in quale sentenza della Cassazione sarebbe riportata questa frase che hai virgolettato?

Prendi in giro qualcun altro.

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Messaggio Da AlessandroDA Mar 6 Dic 2011 - 0:34

Ora due attori stanno cercando di deviare la vostra attenzione parlando di speculazione delle banche affinche distogliate l'attenzione dal signoraggio, proprio come fanno i politici che parlano di speculazioni, concussioni di questo e quello ma non accennano minimamente al vero problema IL SIGNORAGGIO E LA TRUFFA DEL DEBITO PUBBLICO INFORMATEVI DA SOLI

AlessandroDA
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Messaggio Da AlessandroDA Mar 6 Dic 2011 - 0:45

Fux89 ha scritto:
AlessandroDA ha scritto:sentenza della corte di cassazione: "Professor Auriti, lei ha dimostrato l'elemento materiale del reato. Manca il dolo perché… è stato sempre così"
Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis - Pagina 8 166799 Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis - Pagina 8 166799 Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis - Pagina 8 166799

E in quale sentenza della Cassazione sarebbe riportata questa frase che hai virgolettato?

Prendi in giro qualcun altro.



causa
intentata dal già citato prof. Giacinto Auriti, il quale in data 8 marzo 1993,
ha presentato un esposto-denuncia per truffa, falso in bilancio, associazione a
delinquere, usura e istigazione al suicidio, contro la Banca d’Italia e contro
l’allora governatore Carlo Azeglio Ciampi, alla Procura della Repubblica.


La
controrisposta della Banca d’Italia, rappresentata e difesa dagli avv.ti
Giuseppe Vittimberga e Sergio Luciani e dal dott. proc. Marco Mancini
dell’Avvocatura della Banca stessa, in sede giudiziaria, fu la seguente:


La
visione della moneta e delle funzioni monetarie che l’attore intende
accreditare è palesemente distorta e completamente infondata. Da un punto di
vista logico, è innanzitutto ben evidente che l’accettazione da parte della
collettività, lungi dall’essere causa del valore della moneta, ne rappresenta
in realtà solo l’effetto, sicché il sillogismo deve essere rovesciato: non è
vero che la moneta vale in quanto è accettata, ma semmai, come la storia e la
cronaca stanno a dimostrare, che essa è accettata solo in quanto abbia un
valore. Di qui la necessità che tale valore, rispondendo ad un fondamentale
interesse pubblico, sia difeso e garantito dalle Pubbliche Autorità, funzione nei
moderni stati affidata alle banche centrali.


Sotto
il profilo giuridico, poi, il batter moneta ha da sempre rappresentato e
rappresenta tutt’ora una delle più evidenti e indiscusse espressioni della
sovranità statale, sicché può correttamente affermarsi che il valore della
moneta trae il proprio fondamento solo ed unicamente da norme dell’ordinamento
statale, che, per solito, disciplinano minutamente la creazione e la
circolazione della moneta, ne sanciscono l’efficacia liberatoria, ne sanzionano
la mancata accettazione in pagamento e tutelano la fede pubblica contro la sua
falsificazione ed alterazione.


Anche
in Italia, questa fondamentale prerogativa sovrana dello Stato è compiutamente
disciplinata dal legislatore sia per quanto attiene all’attribuzione della
funzione di emissione, che in ordine alle relative modalità di esercizio.


La
funzione di emettere moneta, affidata nella sua quasi totalità alla Banca
d’Italia, sulla base di un rapporto avente natura concessoria, dall’art. 28
aprile 1910, n. 204, ha successivamente assunto il carattere di un’attribuzione
istituzionale della Banca centrale, a seguito del R.D.L. 12 marzo 1936, n. 371,
e dell’art. 1 dello Statuto della stessa Banca, approvato con R.D. 11 giugno
1936, n. 1067, e successive modificazioni, a norma del quale essa è un istituto
di diritto pubblico che, quale unico istituto di emissione, emette biglietti
nei limiti e con le norme stabilite dalla legge.


In
ordine alle modalità di esercizio di tale funzione, l’art. 4 del T.U. n.
204/1910 e il D.P.R. 9 ottobre 1981, n. 811, prevedono che alla fabbricazione
del biglietto concorrano la Banca d’Italia e lo Stato, tramite il Ministero del
tesoro, in modo che ne l’una ne l’altro possano formare un biglietto completo.


Mentre
per la fabbricazione l’Istituto di emissione e il Ministero del tesoro hanno
competenze congiunte e coordinate, le decisioni riguardanti la quantità dei
biglietti da immettere nel mercato ed i tempi dell’immissione competono alla
sola Banca quanto strumentali all’esercizio delle funzioni di controllo della
liquidati del sistema e di salvaguardia del valore del metro monetario,
affidatele nell’ordinamento italiano (T.U. n. 204/1910 e Statuto della Banca
d’Italia, ma anche art. 47 della Costituzione) e ora trovanti fondamento, anche
a livello comunitario, nell’art. 105 del Trattato di Maastricht sull’Unione
Monetaria Europea.


Sia
in ordine alla fabbricazione che all’emissione monetaria, l’attività della
Banca d’Italia, pur caratterizzandosi per una forte discrezionalità tecnica,
non è esente da vincoli e da controlli riguardanti la produzione dei biglietti,
l’iter di emissione, l’annullamento e la distruzione delle banconote logore o
danneggiate. In particolare, i tagli dei biglietti che possono essere emessi
dalla Banca d’Italia sono stabiliti con legge, mentre le caratteristiche e le
quantità dei biglietti da stampare vengono stabilite con distinti decreti del
Ministro del tesoro. L’intera attività della Banca in questi campi è poi
sottoposta alla vigilanza del Ministro del tesoro e di un’apposita commissione
permanente di cui fanno parte, fra l’altro, anche sei parlamentari (artt. 108
ss. del T.U. n. 204/1910).


A
ciò si aggiunga l’evidente carenza di interesse ad agire dell’attore, il quale
ha promosso un’azione di accertamento senza che esistesse alcuna situazione di
incertezza da rimuovere tant’è che l’emissione della moneta è compiutamente
disciplinata dal legislatore in modo da non lasciare spazi all’immaginazione o
alla fantasia né alcun pregiudizio, anche soltanto potenziale, per l’attore in
proprio o per l’associazione che lo stesso asserisce di rappresentare.


La
domanda attorea è poi, anche nel merito, destituita del benché minimo
fondamento.


Essa
muove, infatti, dalla premessa, completamente errata, secondo cui difetterebbe
nel nostro ordinamento una norma di legge che indichi il proprietario della
moneta all’atto dell’emissione, sicché l’appropriazione della stessa da parte
della Banca d’Italia si baserebbe su una consuetudine interpretativa contra
legem.


Ebbene, alla stregua della
puntuale disciplina della funzione di emissione, i biglietti appena prodotti
dall’officina fabbricazione biglietti della Banca d’Italia costituiscono una
semplice merce di proprietà della Banca centrale, che ne cura direttamente la
stampa e ne assume le relative spese (art. 4, comma 5, del T.U n. 204/1910).
Essi acquistano la loro funzione e il valore di moneta solo nel momento,
logicamente e cronologicamente successivo, in cui la Banca d’Italia li immette
nel mercato trasferendone la relativa proprietà ai percettori.


Tale immissione, che
rappresenta uno dei principali strumenti a disposizione della Banca centrale
per l’esercizio delle cennate funzioni di regolazione della liquidità del
sistema e di tutela del valore del metro monetario, avviene tramite operazioni
che l’Istituto di emissione, in piena autonomia conclude con il Tesoro, con il
sistema bancario, con l’estero e con i mercati monetario e finanziario,
operazioni tutte previste e compiutamente disciplinate dalla legge e dallo
statuto della Banca d’Italia (artt. 25 – 42 del T.U. n. 204/1910 e artt. 41 –
53 dello Statuto)


Alla luce di quanto sinora
precisato, è del tutto abnorme e campata in aria l’affermazione dell’attore
secondo cui esisterebbe una consuetudine interpretativa contra legem, in base
alla quale la Banca centrale all’atto dell’emissione “mutua allo Stato italiano
ed alla Collettività Nazionale, tutto il danaro che pone in circolazione”. Come
visto, la moneta viene infatti immessa nel mercato in base ad operazioni
legislativamente previste e disciplinate, a seguito del compimento delle quali
la Banca d’Italia cede la proprietà dei biglietti, i quali, in tale momento,
come circolante, vengono appostati al passivo nelle scritture contabili
dell’Istituto di emissione, acquistando in contropartita, o ricevendo in pegno,
altri beni o valori mobiliari (titoli, valute, ecc.) che vengono, invece,
appostati nell’attivo.


Tali operazioni trovano
evidenza, come prescrive la legge, nella situazione della Banca d’Italia
mensilmente pubblicata sulla Gazzetta ufficiale.


Se si considera oltretutto
che, come già osservato, le spese di fabbricazione dei biglietti e l’imposta di
bollo sono a carico della Banca centrale e che gli utili annuali da essa
conseguiti, effettuati i prelevamenti e le distribuzioni di cui all’art. 54
dello Statuto, ai sensi dell’art. 23 del T.U. n. 204/1910 vengono devoluti allo
Stato, si evidenzia altresì l’assoluta inconsistenza ed insensatezza delle tesi
attoree, secondo cui l’erogazione della moneta sarebbe effettuata dalla Banca d’Italia
addebbitandone allo Stato ed alla collettività l’intero ammontare senza
corrispettivo.


Ne consegue, pertanto, che
non è dato riscontrare alcunché di arbitrario o di illegittimo nelle
prerogative esercitate in campo monetario dalla Banca centrale, perché,
contrariamente a quanto preteso dall’attore, l’intera materia e compiutamente
disciplinata dal legislatore, in modo tale che nessun aspetto attinente
all’attribuzione o all’esercizio della funzione di emissione può dirsi
regolamentato da consuetudini interpretative e, men che mai, da consuetudini
contra legem.”


La denuncia di Auriti viene
respinta e il Tribunale condannò il professore al pagamento di 10 milioni delle
vecchie lire.


In seguito a questa sentenza
vi furono due progetti di legge, il n.1282 dell’11 gennaio 1995, presentato dal
senatore Luigi Natali e il n.1889 dell’11 febbraio 1997 del senatore Antonino
Monteleone,i quali riproposero le tesi di Auriti, anche se il Senato non le
discusse mai.


In merito all’esito della
sentenza che ha scagionato Bankitalia dalle accuse del prof. Auriti molti hanno
sostenuto tesi avverse alla conclusione della disputa.


Rileggendo il testo di
difesa degli avvocati della Banca di Via Nazionale, alcuni hanno pensato che se
un’autorità afferma che “La moneta è accettata in quanto vale, perché sempre è
stato così”, nasce spontaneo domandarsi “Così come?”, e l’autorità risponde:
“Precisamente così: i biglietti (banconote) nascono come merce, prodotta
dall’OFFICINA (della banca centrale, cioè la tipografia della Zecca), ma
acquistano valore di moneta solo DOPO essere stati emessi”; per certi aspetti
sembra una risposta illogica, poiché se il cittadino intende accettare
dall’autorità una moneta perché ha valore, significa che ha valore PRIMA che
egli l’accetti, altrimenti non sarebbe così stupido da accettarla.


Infatti, se è vero come
afferma Bankitalia che la moneta ha valore solamente DOPO l’emissione, è vero
anche che fino al momento in cui l’autorità la mette in circolazione, essa non
vale alcunché. Perché dunque, attraverso l’emissione, essa viene addebitata, e
con gli interessi? Che tipo di OFFICINA è quella che addebita il costo del
denaro-merce non solo del tasso di interesse, ma anche del 200%, perché
trasforma un credito, cioè il dovuto (+100%) in un debito (-100%) senza
contropartita?


Il Procuratore dr. Ettore
Torri ,della Procura della Repubblica del Tribunale di Roma, ha riconosciuto
che era stata data la prova dell’elemento materiale dell’avvenuto reato, ma
soggiunse, che mancava il dolo, perché nell’attuale sistema monetario era stato
fatto sempre così. Una conclusione da Ponzio Pilato, che non solo non risolve
nulla , ma conferma ed aggrava il problema per le seguenti ragioni :


a)la continuazione del
reato, è già un’aggravante e a maggior ragione costituisce una responsabilità
penale.


b)Prima della denuncia si
poteva parlare di buona fede, dopo diviene malafede, perché esiste la
consapevolezza e la certezza del reato che è stato fatto, e che continua ad
essere commesso.


Tra le varie, possiamo
citare anche un’altra sentenza, quella promossa da Adusbef .


Il Giudice di Pace del
Tribunale di Lecce, dr. Cosimo Rochira, nella causa civile iscritta al n.
3712/04, ed intentata da Giovanni De Gaetanis, associato Adusbef difeso dal
vicepresidente Avv. Antonio Tanza, ha emesso una clamorosa sentenza depositata
in cancelleria il 26 settembre 2005 al numero 2978/05, contro la Banca Centrale
Europea e, per essa, la locale articolazione individuata nella Banca d’Italia.
Per effetto di tale sentenza, la Banca d’Italia, accusata di essersi
appropriata indebitamente di una somma enorme, pari a 5 miliardi di euro sotto
la voce “reddito da signoraggio”, avrebbe dovuto restituire alla collettività
per un importo pari ad 87 euro per ogni cittadino residente in Italia alla data
del 31 dicembre 2003, neonati compresi.


La banca d’Italia, dopo
questa sentenza che la condannava, fece ricorso in Cassazione e vinse.


La Cassazione ammetteva il
ricorso della Banca d’Italia, affermando che non compete ai giudici sindacare
il modo in cui gli Stati svolgono le funzioni di politica monetaria, di
adesione ai trattati internazionali e di partecipazione agli organismi
sovranazionali.


La Corte di Cassazione
annulla senza rinvio una sentenza che nel 2005 aveva condannato la Banca
d’Italia per “esproprio illecito” di moneta: secondo il magistrato onorario che
accolse l’esposto di un cittadino pugliese, la Banca centrale europea e “la sua
articolazione italiana, ovvero la Banca d’Italia”, si erano appropriate
illegalmente della moneta italiana con l’emissione dell’Euro, e che quindi, a
suo dire, “non esisteva il debito pubblico, trattandosi invece di credito
pubblico” e “la massa monetaria messa in circolazione nell’ambito dei paesi
aderenti al sistema dell’euro apparterrebbe alla collettività dei cittadini con
la conseguenza che ciascuno potrebbe rivendicare il reddito, pro quota,
derivante dalla stampa e dalla circolazione di questa massa monetaria, oggi
invece percepito dalla Banca Centrale Europea e poi ridistribuito tra le
diverse Banche centrali nazionali”.
Su tale originale premessa il giudice di pace condannò Bankitalia al pagamento
di 87 euro per “sottrazione del reddito da signoraggio monetario” nel periodo
compreso tra il ’96 e il 2003.


Contro la sentenza del
giudice di Pace la Banca d’Italia ha presentato ricorso per cassazione
chiedendone l’annullamento oltre che la condanna al risarcimento danni per
“lite temeraria” per il cittadino pugliese.


Le sezioni unite civili
della Suprema Corte, cassando punto per punto le motivazioni del giudice di
pace, hanno accolto il ricorso di via Nazionale sottolineando, tra l’altro, che
accettare un simile pronunciamento, comunque, metterebbe in discussione “le
scelte con cui lo Stato, attraverso i suoi competenti organi istituzionali, ha
configurato la propria politica monetaria, in coerenza con la decisione di
aderire ad un sistema elaborato in ambito europeo e di fare parte delle
istituzioni create all’interno di detto sistema”.


Nella depositata oggi, i giudici
di Piazza Cavour sanciscono quindi che tra le funzioni che rientrano nelle
prerogative della sovranità degli Stati (come le politiche monetarie, nel caso
specifico), non può interferire alcuna giurisdizione, sia civile che penale,
tanto meno amministrativa o dei giudici onorari.
L’autore della citazione in giudizio per la Banca d’Italia è stato quindi
condannato al pagamento di circa 1500 euro per le spese processuali.


La Suprema Corte non ha
accolto la richiesta di risarcimento danni per “lite temeraria”, constatando la
buona fede del cittadino pugliese.


A seguito della sentenza
Bankitalia ha esposto sul suo sito ufficiale una comunicazione che riporta
quanto segue:


“In riferimento alle
iniziative, giudiziali e stragiudiziali, coltivate nei confronti della Banca
d’Italia al fine di rivendicare la proprietà collettiva della moneta e il
relativo reddito da signoraggio, l’Istituto informa che la Suprema Corte di
Cassazione, con sentenza depositata il 21 luglio 2006, n. 16751, pronunciata a
sezioni unite – la più alta espressione del supremo organo giurisdizionale,
accogliendo il ricorso proposto dalla Banca d’Italia, ha integralmente cassato
la sentenza del giudice di pace di Lecce n. 2978/05, che aveva disatteso
l’orientamento giurisprudenziale, consolidatosi prima dell’adozione della
moneta unica, contrario all’accoglimento di tali pretese.


Il Supremo Collegio ha, in
primo luogo, escluso in radice che la Banca d’Italia, convenuta in giudizio
quale “articolazione locale” della Banca Centrale Europea e, come tale,
destinataria della relativa pronuncia di condanna del giudice di pace leccese,
sia munita di legittimazione processuale sostitutiva della Banca Centrale
Europea. Ciò in quanto tali istituzioni costituiscono soggetti giuridici
diversi, ancorché istituzionalmente e funzionalmente collegati, ciascuno dei
quali dotato di ben distinta personalità giuridica, sia sul piano del diritto
sostanziale che di quello processuale e attesa, del resto, la mancanza di una
norma che abiliti le banche centrali nazionali a stare in giudizio per conto
della Banca Centrale Europea.


In secondo luogo, ad avviso
della Suprema Corte, resta preclusa in senso assoluto la proposizione, nei
confronti della Banca d’Italia in proprio, di azioni volte a rivendicare una
quota proporzionale del signoraggio (reddito monetario; art. 32 dello Statuto
del SEBC e della BCE), stante il carattere metagiuridico della pretesa
azionata, volta a mettere in discussione, sulla base di argomenti di carattere
storico ed economico, “le scelte con cui lo Stato,attraverso i suoi competenti
organi istituzionali, ha configurato la propria politica monetaria, in coerenza
con la decisione di aderire ad un sistema elaborato in ambito europeo e di fare
parte delle istituzioni create all’interno di tale sistema”. Ed infatti
l’attribuzione del reddito monetario alla Banca d’Italia costituisce l’effetto
di una scelta di politica monetaria consacrata nella normativa comunitaria di
rango primario (Trattato CE, artt. 105 e segg.; nonché Statuto del SEBC e della
BCE), al cui rispetto lo Stato italiano si è vincolato. Sussiste pertanto un
difetto assoluto di giurisdizione – sia del giudice ordinario sia del giudice
amministrativo – in ordine alla pretesa azionata in quanto “a nessun giudice
compete sindacare il modo in cui lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane,
tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria, di
adesione a trattati internazionali e di partecipazione ad organismi
sopranazionali” e, del resto, in relazione a tali funzioni “non è dato
configurare una situazione di interesse protetto a che gli atti in cui esse si
manifestano assumano o non assumano un determinato contenuto”.


La pronuncia, confermando
l’orientamento già manifestato con riguardo al previgente sistema di emissione
della lira, ha, dunque, recisamente escluso che possa individuarsi alcun
giudice titolare del potere di emanare una decisione di merito in ordine a tali
azioni di rivendica, ivi compreso il giudice di pace, non potendo sostenersi
che l’attribuzione a tale giudice del compito di decidere secondo equità le
controversie di cui all’art. 113, II comma, c.p.c., consenta al medesimo di
emettere pronunce che eccedono i limiti generali della giurisdizione.


Alla luce delle superiori
considerazioni questo Istituto respingerà ogni ulteriore richiesta di pagamento
di quote del reddito da signoraggio e farà valere la decisione delle Sezioni
Unite in ogni procedimento giurisdizionale allo stato pendente o che in futuro
dovesse essere instaurato nei suoi confronti. “ .


Secondo l’Adusbef, però,
questa battaglia sul signoraggio è stata, nonostante la pronuncia della
Cassazione, di estrema importanza in quanto ha contribuito a creare un
dibattito nel paese e sugli organi di stampa, contribuendo a creare una
maggiore coscienza del problema anche da parte di coloro che non sono addetti
ai lavori.


Nonostante la sentenza della
Cassazione, il problema non appare ancora risolto. La Suprema Corte infatti non
entra nel merito, ma chiarisce solo la carenza di competenza del giudice: in
altre parole, dice soltanto che non è compito dei giudici sindacare le funzioni
statuali di politica monetaria e di adesione ai trattati.


Tra le denuncie espresse
contro le banche per motivi di signoraggio si possono ricordare anche quella
realizzata in Canada: John Ruiz Dempsey, criminologo ed esperto in vertenze
forensi, ha intentato una causa collettiva (ovvero una class action che
consente ad un’intera collettività di costituirsi parte ci­vile) per conto del
popolo Canadese, nella quale si asserisce che alcuni istituti finanziari so­no
dediti alla creazione illegale di denaro.


L’accusa, presentata venerdì
15 aprile 2005 alla Cor­te Suprema della British Columbia a New Westminster,
asserisce che tutti gli istituti finanziari che erogano prestiti, sono coinvolti
nel piano deliberato volto a defraudare i borrower (soggetti cui viene concesso
un prestito) dando in prestito denaro inesistente, creato illegalmente dal
“nulla” dagli istituti stessi.


Dempsey sostiene che le
transazioni derivano dalla contraffazione e dal riciclaggio di denaro, in
quanto tale denaro, se fosse stato davvero anticipato e depositato nei conti
correnti dei clienti, non può essere rintracciato, né giustificato, né
rendicontato.


Dempsey sostiene che la
creazione di denaro dal nulla e ultra vires (aldilà del potere legale) dei
convenuti in giudizio e di conseguenza nullo, e che tutti i prestiti concessi
con la frode trasgrediscono il Codice Penale.


La causa, che é la prima di
questo genere mai intentata in Canada e che potrebbe coinvolgere milioni di
cittadini canadesi, sostiene che i contratti stipulati fra il popolo (i
“borrower”) e gli istituti finanziari erano nulli o invalidati e non hanno
validità né effetto in virtù della loro rottura anticipata e per la mancata
divulgazione di fatti concreti. Dempsey afferma che la transazione costituisce
contraffazione e riciclaggio di denaro in quanto la fonte del denaro stesso, se
è stato realmente connesso in prestito dai convenuti in giudizio e depositato
sui conti dei borrower. non poteva essere rintracciata né se ne poteva rendere
conto.


La causa cita come cospiratori civili Envision Credit Union, Laurentian
Bank of Canada, Roval Bank of Canada, Canadian Imperial Bank of Commerce, Bank
of Montreal, TD Cana­da Trust e Canadian Paymont Association.


La parte civile sta cercando di recuperare il
denaro e le proprietà, persi a causa di pignoramento per accumulo di “debito”
illegale e soddisfazione della garanzia.

AlessandroDA
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Messaggio Da chef75 Mar 6 Dic 2011 - 1:03

AlessandroDA ha scritto:Ora due attori stanno cercando di deviare la vostra attenzione parlando di speculazione delle banche affinche distogliate l'attenzione dal signoraggio, proprio come fanno i politici che parlano di speculazioni, concussioni di questo e quello ma non accennano minimamente al vero problema IL SIGNORAGGIO E LA TRUFFA DEL DEBITO PUBBLICO INFORMATEVI DA SOLI


Siii,ho capito che te penserai di avere ragione e magari qualcosa di vero cè anche in quello che scrivi,ma HAI ROTTO I MARONI CON STO TONO....sei appena arrivato e gridi senza rispettare gli utenti tirando tutti di mezzo....e che tei il Mandrake della finanza...parla per te,che gli altri se vogliono si informano e su questo ti dico se per cortesia inserisci i link di dove trai le informazioni.

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Messaggio Da SergioAD Mar 6 Dic 2011 - 6:51

Hey Misky!

Tu, scrivi in esteso perché tieni associate delle relazioni di correlazioni, delle connessioni che insieme danno un quadro "rotondo" di quello che esprimi. Io lo faccio innestando i concetti all'interno degli argomenti in modo che queste relazioni esistano per quelli che vogliono ragionare nei secondi livelli, un po' come facciamo a scacchi.

Uno dei motivi (uno dei) per cui il monopolio della stampa della moneta è stato esternato dalla politica monetaria dei governi era per togliere ai governi stessi il possibile (ho detto possible) conflitto d'interessi. Ora trovo io di scarso interesse tattico comprendere Bankitalia che diviene "ente pubblico", è un controsenso.

La strategia ovviamente non mi sfugge ma le polarizzazioni che sono emerse mi hanno esternato. Non deve essere per ripartizione politica, colpevolizzare lo schieramento politico di sinistra, ben sapendo che il controllo sulle persone costa meno e funziona meglio nella piramide del potere che evidentemente ha un vertice.

Volevo insinuare l'impossibilità che non ci sia scopo di lucro, per gli investitori stranieri e per il fatto che non trovando tutti gli azionisti evidentemente alcuni sono "a basso profilo", li chiamano occulti ma questo termine suscita ulteriori incomprensioni che preferisco evitare. La puzza è di conflitti d'interesse e di "minacce dalla politica".

Dove mi trovo io evidentemente ci volevano stare altre nazioni. Abbiamo ricevuto notifiche precise dai nostri amici di inviti da parte di queste altre nazioni di non fare entrare gli italiani con attacchi precisi basati sullo stereotipo che puoi immaginare. Si tratta di interpretazione di verità. Nessuno di quelli che la sanno la racconterebbero.

Cosa vuoi che ti dica? Perplessità per gli onesti, necessità per i mercanti del plusvalore e paduli per i contribuenti. Se abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità a me piace tanto colpevolizzare la finanza e le banche che prestano tutt'ora senza alcuna garanzia. Una banca del golfo mi ha "molestato" per due anni!

I miei post sono connessi, questa dei prestiti a bassissimi interessi attraverso carte di credito l'ho già postata. Ogni volta che vado in aeroporto o nel porto vedo decine di automobili a nolo abbandonate e penso alla leggerezza con cui gli uomini possono affrontare i problemi della vita per poi scappare dalle proprie responsabilità.

Minsky ha scritto:
SergioAD ha scritto:Ho cercato alcuni azionisti di Bankitalia S.p.A....
Sergio, tieni presente che le banche private sono S.p.A. quotate in borsa. Anche più del 50% del loro capitale può essere costituito da flottante detenuto da trader e piccoli investitori.

SergioAD ha scritto:
... La roba che ho scritto sopra è strettamente connessa alla speculazione del mercato e impossibile che non sia a scopo di lucro.
Giusto per rispondere ai tuoi legittimi dubbi, mi rende perplesso l'ipotesi di una cospirazione per far lievitare il debito. È certissima invece la spinta speculativa che approfitta della crescita del debito per acquistare titoli sul mercato secondario con forte sconto. Se di "cospirazione" si può casomai parlare, terrei d'occhio le famigerate agenzie di rating, che con i loro giudizi spesso e volentieri fanno "ballare" il mercato secondo la musica che garba a loro...

Luigi Cascioli e Alessandro De Angelis - Pagina 8 158383
saluto...

SergioAD
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