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Messaggio Da AteoCorporation Dom 29 Mag 2011 - 17:42

Salve a tutti, sono stato assente per molto tempo, ma da questo momento cercherò di essere più partecipe.

Vorrei sollevare una questione che riguarda l'intelligenza: secondo alcuni studi, chi ha un Q.I. più alto tenderebbe all'ateismo, o comunque ad uno stile di vita più anticonformista e liberale.

Questo è il link dove si parla dello studio, se fate qualche ricerca troverete anche altre curiosità.
http://edition.cnn.com/2010/HEALTH/02/26/liberals.atheists.sex.intelligence/index.html

Vi segnalo anche questa risposta datami da Serafino Massoni su Youtube.



Il mio parere.

Il nostro cervello tende ad essere più efficiente se viene allenato a fare continuamente ragionamenti logici, la continua attività logica aumenta la nostra capacità di ragionare, mentre seguire sempre le tradizioni ed il pensiero comune, mettendo quindi da parte l'individualità e lo "sforzo" del trovare altre soluzioni e stili di vita, porta il cervello ad atrofizzarsi.

Atei e credenti hanno la stessa capacità cerebrale, tuttavia gli atei, essendo tali, tendono a mettere in primo piano il raziocinio, non si accontentano delle risposte basate sulla credenza: vogliono prove, verifiche, dimostrazioni, cercano di usare maggiormente il raziocinio e questo continui sforzo rende il loro cervello più dinamico.

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Francesco Avella, esponente dell'Esistenzialismo Ateo.
Autore del romanzo
Una Mente Senza Dio e del pamphlet polemico FIERO DI
ESSERE ERETICO!
con prefazione a cura dello scrittore Ennio Montesi.
Scrive articoli per l'Associazione UAER - Unione Atei Emancipati Razionalisti.


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Messaggio Da oddvod56 Dom 29 Mag 2011 - 20:54

we ateocorporation, hai letto il messaggio bel video gia visto un po di tempo fa
be a mio parere non è molto giusto fare una distinzione sull' intelligenza ma ultimamente le cose che sento dalla bocca dei credenti mi ci fa ripensare

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Messaggio Da delfi68 Lun 28 Mag 2012 - 13:40

Questo non so se e' ateo, ma noi abbiamo il mitico Steerpike! che e' ateo di sicuro e pure genio.

Steerpike, facci sognare!!

ROMA - Dopo circa 350 anni è stato risolto un enigma matematico posto per la prima da Isaac Newton. A riuscirci è stato Shourryya Ray, uno studente di 16 anni, tedesco di origine indiana. Il giovane è riuscito, sorprendetemente, a calcolare la traiettoria di un proiettile sottoposto a forza di gravità e alla resistenza dell'aria. Inoltre è riuscito a stimare con precisione il tipo d’impatto e di rimbalzo che segue quando un determinato corpo sbatte contro un muro.

Quando l'impresa è salita agli onori della cronaca, il 'piccolo genio' ha dichiarato alla stampa: "Quando i miei professori mi hanno detto che questi quesiti non avevano soluzioni, ho pensato tra me e me: Bene, non c'è nulla di male nel provare. Alla fine questa ingenuità da scolaretto mi ha aiutato".

Che Shourryya fosse uno studente speciale era già emerso. La passione per la matematica arriva dal padre ingegnere che lo stimola sin da piccolo a risolvere calcoli matematici tanto che a sei anni il giovane genio era già in grado di risolvere complicate equazioni. Arrivato in Germania, ha appreso in brevissimo tempo la lingua e la sua incredibile intelligenza è stata subito notata a scuola e per questo gli insegnanti hanno deciso di inserirlo in una classe dove la maggior parte degli alunni ha almeno due anni più di lui.
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Messaggio Da BestBeast Lun 28 Mag 2012 - 14:39

Veramente l'articolo parla di Steerpike?

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Messaggio Da delfi68 Lun 28 Mag 2012 - 14:58

No...ma steerpike e' un tipo del genere, per eta' e testa..
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Messaggio Da BestBeast Lun 28 Mag 2012 - 15:38

Ah, pensavo fosse vero! Ed è da ritenersi un complimento!
Con altri, ehmm.. soggetti fischio.. , non mi avrebbe sfiorato nemmeno un dubbio!

Sono d'accordo, anche io, visti molti interventi, stentavo a credere alla sua età dichiarata, gliel'ho scritto direttamente, si stava per arrivare all'invio di fotocopie di documento! wink.. ok

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Messaggio Da PaperJack Lun 28 Mag 2012 - 19:38

Io sono dell'opinione che i test QI non misurino altro che l'abilità di fare certi tipi di test logici... Da cosa si capisce? Dal fatto che se prendi un secondo test per il QI, è molto più probabile che prendi un QI più alto del tuo primo test.

Io credo che non ci sia un modo per misurare "l'intelligenza"

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Messaggio Da loonar Lun 28 Mag 2012 - 19:44

Un metodo ci sarebbe, mettere in condizioni estreme delle persone e vedere chi se la cava.

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Messaggio Da delfi68 Lun 28 Mag 2012 - 19:45

si stava per arrivare all'invio di fotocopie di documento!

Read more: http://atei.forumitalian.com/t2998-ateismo-e-intelligenza#ixzz1wBgSEhTV

A me me li invio'..mi incazzai cosi tanto, a ricevere un documento intestato a un minore, che a momenti vado alla polizia postale per denuciare il fatto..poi c'ho litigato per un po, e alla fine ho capito che fu una leggerezza di un ragazzino..e c'abbiamo messo una pietra su.

Steerpike e' un genio, ma resta ancora un adolescente un po ingenuo..ma e' suo pieno diritto. Da un po ho imparato ad apprezzarlo, sta maturando..
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Messaggio Da loonar Lun 28 Mag 2012 - 19:47

Uno dei tuoi tanti "azzannamenti" preventivi!
Se fossi stato un cane ti avrebbero abbattuto al canile tanti anni fa! ahahahahahah

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Messaggio Da delfi68 Lun 28 Mag 2012 - 19:57

ahahahahahah
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Messaggio Da Rasputin Lun 28 Mag 2012 - 22:09

Darrow ha scritto:Un metodo ci sarebbe, mettere in condizioni estreme delle persone e vedere chi se la cava.

L'isola dei famosi? mgreen

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Messaggio Da uge Lun 28 Mag 2012 - 22:11

suono irrispettoso se dico che conoscendo l'origine della vita e il funzionamento della coscienza in relazione al cervello è da completi idioti credere in un'anima come quella presentataci dalla tradizione ebraica?

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credo che una delle principali e più tristi differenze fra politeismo e monoteismo stia nel fatto che nel politeismo erano guerre,battaglie e contese a dare origine al dio,non viceversa
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Messaggio Da Rasputin Lun 28 Mag 2012 - 22:13

uge ha scritto:suono irrispettoso se dico che conoscendo l'origine della vita e il funzionamento della coscienza in relazione al cervello è da completi idioti credere in un'anima come quella presentataci dalla tradizione ebraica?

No. Anche troppo diplomatico ed educato.

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Messaggio Da mix Mar 29 Mag 2012 - 16:20

AteoCorporation ha scritto:Vorrei sollevare una questione che riguarda l'intelligenza: secondo alcuni studi, chi ha un Q.I. più alto tenderebbe all'ateismo, o comunque ad uno stile di vita più anticonformista e liberale.
Il mio parere.

Il nostro cervello tende ad essere più efficiente se viene allenato a fare continuamente ragionamenti logici, la continua attività logica aumenta la nostra capacità di ragionare, mentre seguire sempre le tradizioni ed il pensiero comune, mettendo quindi da parte l'individualità e lo "sforzo" del trovare altre soluzioni e stili di vita, porta il cervello ad atrofizzarsi.

Atei e credenti hanno la stessa capacità cerebrale, tuttavia gli atei, essendo tali, tendono a mettere in primo piano il raziocinio, non si accontentano delle risposte basate sulla credenza: vogliono prove, verifiche, dimostrazioni, cercano di usare maggiormente il raziocinio e questo continui sforzo rende il loro cervello più dinamico.
sono abbastanza in accordo con il tuo parere
proprio per il gusto della discussione proporrei la riflessione se sia l'intelligenza a indurre all'abbandono (o mancata acquisizione) della religiosità oppure se, invertendo i termini, sia l'ateismo che favorisce lo sviluppo dell'intelligenza (da come interpreto l'ultima frase);

secondo me si tratta di un processo che si amplifica intrinsecamente: un approccio curioso, di chi cerca di scoprire come stanno realmente le cose dell'universo, rende più probabile il superamento delle risposte preconfezionate e sempre, in qualche modo, risposte incapaci di dare soluzioni pienamente soddisfacenti ai propri quesiti, come sono quelle proposte dalle varie religioni, e che quindi rallentano la crescita personale
la curiosità obbliga ad un più intenso allenamento di pensiero la persona, che così può acquisire maggiori possibilità di sganciarsi (o non restare agganciata) da schemi che prevedono spiegazioni sovrumane
ma offre anche una maggior libertà di movimento, meno vincoli pregiudiziali, cosa che favorisce una più efficace crescita delle potenzialità
assieme questi elementi contribuiscono a rendere più fluido e deciso un percorso di autonoma definizione dello stato delle cose, che va a riscontrarsi di conseguenza anche nelle misure delle performance intellettive dei soggetti
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Messaggio Da Ospite Mar 29 Mag 2012 - 16:27

Un inizio potrebbe essere valutare se, quanto e quando aumenti l'intelligenza in chi abbandona una religione...

Personalmente sospetto sia un mix ( carneval ) delle due cose: l'intelligenza aiuta a comprendere l'inadeguatezza delle "risposte" della fede, mentre abbandonare la fede toglie dei vincoli arbitrari imposti alla propria intelligenza.

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Messaggio Da mix Mar 29 Mag 2012 - 16:53

Odis89 ha scritto:Un inizio potrebbe essere valutare se, quanto e quando aumenti l'intelligenza in chi abbandona una religione...

Personalmente sospetto sia un mix ( Ateismo e Intelligenza 649521 ) delle due cose: l'intelligenza aiuta a comprendere l'inadeguatezza delle "risposte" della fede, mentre abbandonare la fede toglie dei vincoli arbitrari imposti alla propria intelligenza.
Ateismo e Intelligenza 649521
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Messaggio Da Steerpike Mar 29 Mag 2012 - 19:04

delfi68 ha scritto:No...ma steerpike e' un tipo del genere, per eta' e testa..
Se hai problemi differenziali non lineari come quello da risolvere, rivolgiti a qualcun altro. Ateismo e Intelligenza 166799

Darrow ha scritto:Un metodo ci sarebbe, mettere in condizioni estreme delle persone e vedere chi se la cava.
Misurerebbero l'abilità di sopravvivenza in quelle specifiche condizioni, così come il QI misura l'abilità di risolvere test per il QI.
delfi68 ha scritto:
A me me li invio'..mi incazzai cosi tanto, a
ricevere un documento intestato a un minore, che a momenti vado alla
polizia postale per denuciare il fatto..
Con quale ipotesi di reato? Ateismo e Intelligenza 867288
Se divulgare dati personali fosse proibito, Facebook sarebbe stata oscurata da anni.

Comunque, http://www.skepticalraptor.com/skepticalraptorblog.php/analytical-thinking-undermines-religious-belief/
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Messaggio Da delfi68 Mar 29 Mag 2012 - 19:46

Con quale ipotesi di reato?

Malignita' di delfi..

Ai tempi temevo che fosse un maggiorenne a usare in modo fraudolento quel documento..

Ma oramai son cose andate..ho imparato ad apprezzarti. wink..
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Messaggio Da SauroClaudio Ven 1 Giu 2012 - 9:42

Scusate se introduco questi miei ricordi in questo sito, pur essendo consapevole che non sono perfettamente in linea con l'ateismo, ma non sono in lina neppure con la religione cristiana.
Comunque i ricordi sono autentici e li ho riferiti anche su altri forum.
Vi chiederete perchè mi sono iscritto all'Forum degli atei, ne possiamo discutere, ci sono delle buone ragioni.
Eventualmente potremo discutere su quale interpretazione dare a questi ricordi.
Scusate la lunghezza dell'esposizione, ma sono tutti i miei ricordi:



RICORDI DELLA MIA VITA E DI UNA REINCARNAZIONE





Ho voluto raccontare la mia vita perché non è una vita
comune, ma si differenzia dalle altre per molte particolarità, in particolare i
miei primi ricordi di infanzia.


Sono nato in una famiglia rigidamente cattolica, composta
dai miei genitori, dai miei due fratelli e da mia nonna paterna, inizialmente
anche dal fratello di mio padre.


Sono nato in un paese di montagna alto 1106 metri, Bosco
Chiesanuova.


Prima di raccontare i ricordi della mia vita precedente
voglio raccontare alcuni ricordi di questa vita.


I miei primi ricordi di questa vita risalgono alla
primissima infanzia; il mio primo ricordo in particolare mi riporta ad una
croce che si trovava in paese ma sulla strada che saliva verso Piazza Borgo.


Ricordo che tentavo di scalare dei gradini altissimi, tre
gradini alla cima dei quali c’era una croce che tutti chiamavano Il Cristo. Il
Cristo si trovava su una curva dove mia mamma andava spesso e si tratteneva nel
parlare con una donna che sarà poi la mia maestra delle elementari.


Dimenticavo, anche mia madre era maestra, mio padre era
farmacista, mio zio era dentista, mia nonna rimasta vedova ancora nel 1915, ha
tenuto in piedi la farmacia (mio nonno era farmacista) fintanto che non si è
laureato mio padre in farmacia.


Mio padre era il secondo di cinque fratelli, dei quali uno
morto giovanissimo e di cui racconterò in seguito.


Poi c’era mio zio Giuliano, il primo dei fratelli, medico
condotto, mia zia Dorotea che insegnava musica, lo zio Ginepro, dentista, che
nei primi sette anni della mia vita abitava con noi, il fratello mancante, Ugo,
era morto a 23 anni poco prima di laurearsi in Giurisprudenza, e per una causa
banale, una caduta dalla bicicletta.


Ritornando al primo ricordo, i gradini del Cristo che io
scalavo, devo dire che mi sembravano altissimi e non sono riuscito per diverse
volte a raggiungere la croce, poi un bel giorno l’ho raggiunta e questo mi ha
dato una grande soddisfazione.


Ma in tutto questo tempo i gradini erano diventati mano a
mano più bassi, ero io che crescevo.


Quando li vedevo altissimi probabilmente non sapevo
camminare, è probabile che avessi alcuni mesi forse nove o dieci.


Così come ricordo quando ho imparato a camminare sul
piazzale davanti a casa con mia madre che mi teneva con delle bretelle. Mi ha
detto poi che ho imparato a camminare ad un anno.


Già a quel tempo iniziavano ad emergere altri ricordi,
ricordi di una vita precedente.


Pertanto oltre ad avere ricordi lontanissimi di questa vita,
emergevano gradatamente


ricordi di un'altra vita dove non esistevano auto, ma solo
cavalli e


carrozze (o meglio carri, nel mio caso).


Ho cercato più volte di dare dei termini temporali a questa
lontanissima vita, ma non sono mai riuscito nel mio intento.


Potrei dire che questa lontana vita è stata relativamente
breve, infatti


ricordo le cure di mia madre che mi portava dei decotti,
ricordo che mi


ero ammalato gravemente ed andavo continuamente soggetto a
svenimenti.


Ricordo la mia camera, povera con un letto molto alto ed un
piccolo quadro della madonna che portava sotto una piccola acquasantiera.


Ricordo il nome di mia madre, Giulia e di mio padre,
Stefano, il mio nome come quello di adesso Claudio.


Mia madre era premurosa con me e sentivo il suo amore; mio
padre lo sentivo più distante, anche se spesso molto affettuoso.


La mia vita precedente deve essersi svolta in una contrada
del nord’Italia, penso il Veneto dove sono tutt’ora


Una piccola contrada, ma con le case stipate di gente.


Tutto il lavoro verteva sull’allevamento del bestiame,
mucche e pecore.


Ricordo che aiutavo mio padre a mungere le mucche e le
pecore, e poi lo aiutavo a fare il formaggio ed il burro.


Dentro la stalla avevamo un grande camino e dentro un
pentolone sostenuto da tre grosse catene di ferro


Le mucche erano circa dieci, le pecore forse di più, due
cavalli erano in fondo alla stalla.


Ricordo la stalla tutta nera per il fumo e le grossi travi
di legno che sostenevano le pietre del tetto.


Ricordo le forme di formaggio allineate lungo la parete di
fondo.


Ricordo che una volta mio padre mi disse che il formaggio
non doveva essere acido, pertanto in giornata bisognava mungere le mucche e far
bollire il latte per poi aggiungere il caglio.


La domenica si andava a messa, in un paesino poco distante
dove c’era una chiesetta, dentro un grande crocifisso sul fondo, una madonna di
lato all’altare, dei quadri


della via crucis sulle pareti, pochi banchi semplici.


Il paesino era in mezzo alle colline ed ai boschi, dei
grandi pascoli ondulati dietro la chiesa. Il paesino non era tanto più grande
della nostra contrada, ma le case erano tenute meglio, almeno alcune.


Nonostante il lavoro in stalla, che peraltro era modesto
perché mio padre si faceva aiutare dagli altri tre figli più grandi di me,
(avevo pure una sorella che era la più vecchia di tutti i fratelli, penso
avesse


vent’anni, e di lei ricordo il nome : Teresa, mentre degli
altri


fratelli il nome mi sfugge), mi rimaneva molto tempo per
giocare con


gli amici, i giochi più vari, dal cianco, al nascondino,
alla vecia, a


salire sugli alberi, ed a far pipì su chi passava sotto ecc
.


Alcune volte vidi delle monete, portavano la data 1600 e poi
non ricordo (una volta mi pare 1634)





Quello che mi è rimasto particolarmente impresso è un
inverno molto freddo in cui ha fatto talmente tanta neve che avevamo difficoltà
perfino a farci il sentiero per andare in stalla.


E’ stato un inverno che è durato moltissimo, la neve si è
sciolta verso metà maggio, abbiamo dovuto razionare il fieno per gli animali, e
mio padre ha dovuto andare a comprarne da uno che ne aveva in deposito.


Quell’inverno abbiamo patito la fame, restavano solo poche
patate prima che si sciogliesse l’ultima neve.


Poi ricordo la mia malattia.


Per la prima volta persi coscienza mentre giocavo con un
amico.


Mi ritrovai a letto ed i miei avevano chiamato un medico
della zona, un omone grande e grosso con dei grossi baffi.


Ricordo che faceva a mia madre delle domande, poi ho saputo
che svenendo mi ero fatto addosso cacca e pipì.


Mi prescrisse dei decotti e dei sali, ma il tutto mi
risultava schifoso.


Poi gli episodi di perdita di coscienza si intensificarono,
avevo perso


anche l’appetito, un forte mal di testa mi attanagliava
continuamente,


infine cominciai a non vederci da un occhio, poi sempre meno
anche


dall’altro.


Mia madre mi era sempre vicina e mi cantava delle canzoni.


Poi non ricordo più nulla.


Molti ricordi sono vivissimi, per altri ho dovuto fare uno
sforzo per ricordare, non direi che si sono affievoliti.





Anche la domanda relativa al luogo, è cioè se sono sicuro
che il tutto sia avvenuto in una contrada del Veneto e magari invece si
trattasse di altro luogo e di altra nazione, è del tutto appropriata.


Anche la lingua, il dialetto, potrebbe essere stato diverso,
ed io sin da piccolo posso averlo tradotto a livello inconscio in quello che
era il mio dialetto di adesso.


Del resto parecchi
aspetti della lingua non mi tornavano.


Ho fatto l’esempio delle pigne che chiamavamo cotai, ma in
nessun paese della Lessinia è rimasto questo termine per le pigne.


Quello che eventualmente mi aveva fatto supporre un paese
della Lessinia erano i tetti ricoperti con grosse pietre e così pure le stalle,
salvo alcune che erano ricoperte di paglia.


Pure le case erano di pietra salvo alcune stalle che erano
di legno.


Devo dire che non ho fatto studi approfonditi se in altre
zone si usassero le pietre per coprire le case e le stalle, ma so che questa è
una caratteristica abbastanza originale della Lessinia.


Per questo mi sono orientato, nel mio piccolo, su una zona
che già conosco, perché abbastanza rassomigliante.


Un altro particolare sta nel fatto che non mi sono mai state
raccontate storie di streghe o di folletti.


L’unica cultura che ho ricevuto è stata quella religiosa, un
po’ da parte dei miei genitori, ma soprattutto del parroco alla domenica, che
ci leggeva il Vangelo.


Inoltre il parroco veniva spesso nella mia contrada con un
lungo tabarro nero ed un cappello nero, faceva visita nelle case per
raccogliere le offerte, e spesso si fermava in qualche casa dove radunava i
bambini che dovevano fare la prima comunione.


Lo ricordo robusto, alto, con un pò di pancia.


Non aveva paura ad addentrarsi da solo nei boschi per
raggiungere le contrade intorno al paese.


Mi sembrava molto attaccato al denaro, tanto che spesso ha
avuto da discutere con mio padre per l’offerta


Ho incontrato una persona straordinaria che mi ha aiutato a
ricordare altre cose della mia vita precedente; per cui le riferisco.





Anna Perna 23 maggio alle ore 12.52


grazie per aver condiviso con me questo passaggio che è
nella tua matrice di base ... leggendoti ho avuto dei flash che mi hanno
ricondotto in trentino e non in veneto ... mi devi dire tu solitamente
accatastavate le legna legandola con corde di juta e tu eri magro e pallido
d'incarnato i tuoi capelli non scuri mossi e tua sorella Teresa era invece più
in carne di te con un grembiule che solitamente teneva ripiegato su se stesso
per raccogliere qualche tipo di frutto ... così mi sei giunto ... mentre ti
leggevo ... tuo padre burbero e tua madre con gli occhi nocciola e lo sguardo
fiero ... Non far conto però della data del 1600, ti sento più vicino, alla
fine del 1800 .Comprendo ciò che senti ogni qualvolta ti riconnetti con il
pensiero a momenti di vita vissuta ... io ho una figlia di nome Francesca ha
otto anni e mezzo e quando ha iniziato a parlare mi ha raccontato della sua
prima mamma e di un fratello ... viveva al mare e mi ha descritto il posto nei
minimi dettagli mi ha detto che ora la sua mamma e suo fratello Davide sono
ancora della stelline mentre lei ha scelto di nascere nel mio pancino ...
parole semplici eppure contengono assolute verità. Grazie ancora





Claudio Sauro 23 maggio alle ore 16.13


Hai centrato perfettamente i personaggi, quello che ero io
con i capelli neri, scuri, quasi un pò ricci, mia sorella Teresa era robusta,
penso che avesse un ossatura robusta ed anche una buona muscolatura.


Ricordo che era sempre lei che andava a prendere l'acqua al
pozzo, ed una volta riempito il secchio lo tirava su come se fosse una piuma.


Portava spesso un grembiule e lo ripiegava per raccogliere
le mele.


In questo senso i miei fratelli la aiutavano, salivano
sull'albero e gettavano le mele nel grembiule.


Così le figure di mio padre e di mia madre, le hai centrate
perfettamente..


Per la legna avevamo un capannone di legno sul retro della casa
che mio padre aveva costruito molti anni prima.


Però ricordo che quando andavamo a raccogliere la legna (ed
i boschi non mancavano) per trasportarla la legavamo con delle specie di
spaghi, forse come dici tu delle corde di juta, dopo la si accatastava nel capannone.


Era importante che dal soffitto non filtrasse acqua perchè
la legna doveva restare asciutta per tutto l'anno.


Per questo si era provvisto a chiudere le fessure con della
resina di abete.


Inoltre quando nevicava, la prima cosa che si faceva era di
far cadere tutta la neve dal tetto con dei badili molto simili a quelli che si
usano oggi.


Una delle spese che gravava maggiormente sulle famiglie
erano i vetri per le finestre.


Sembrerà impossibile, ma i vetri erano molto cari, era
importantissimo che i bambini giocando non li rompessero.


Una delle cose strane che posso rilevare attualmente, sta
nel fatto che a quel tempo non si parlava di streghe, di folletti o di gnomi.


Questo te lo dico perchè avendo lavorato a Velo Veronese
come medico, si parlava delle antiche tradizioni e delle antiche credenze nelle
streghe e negli gnomi, tanto che una maestra del luogo aveva perfino fatto una
commedia.


Al contrario nella mia vita precedente tutte queste cose non
mi risultano, i miei genitori non mi hanno mai parlato di streghe o di gnomi.


La vita era estremamente semplice ed anche le costruzioni
mentali di personaggi fantastici non esistevano.


Si era piuttosto molto legati alla chiesa ed al Vangelo,
alle prediche talvolta un pò paranoiche del parroco, ma che non avrebbe
comunque mai tirato in ballo streghe o gnomi o pratiche magiche.


Quella che posso testimoniare è la grande semplicità di
quella vita, basata su poche cose, sostanzialmente sulla sopravvivenza e senza
costruzioni mentali fantastiche, che forse ci siamo inventati dopo.


Già che ci siamo volevo raccontarti qualche altra cosa.


La figura del parroco era quella che mi colpiva di più.


Anche se aveva sempre uno o due curati, veniva sempre da
solo nella contrada e soprattutto per benedire e farsi pagare la benedizione.


Comunque, dagli abitanti della contrada questa era vista
come una cosa normale.


Chiedeva le offerte a chi sapeva che poteva darle.


Ad esempio mio padre era considerato un ricco, nella nostra
stalla si faceva molto formaggio, non solo dal latte delle poche mucche che
avevamo, ma il latte veniva portato anche dalle stalle vicine.


Il costo del latte a quel tempo era abbastanza basso, ma il
costo del formaggio era abbastanza alto.


Per questo ti ho riferito che vi era stata una discussione
fra il parroco e mio padre, relativamente all'offerta per la benedizione della
stalla.


Io credo che mio padre ne avrebbe fatto anche a meno della
benedizione, o perlomeno avrebbe chiesto benedizioni meno frequenti.


Nonostante mio padre fosse molto religioso, e ricordo la sua
preghiera prima di ogni pasto, non era un bigotto, era molto realista, e questo
lo si notava dai suoi discorsi chiari e semplici.


Ma la figura del parroco era del tutto particolare.


Lo ricordo quando arrivava anche in inverno con la neve alta
e con i suoi stivaloni di pelle che gli arrivavano fin sopra il ginocchio.


Passava in mezzo ai boschi, dove c'era meno neve.


Lo ricordo quando arrivava all'alba (molto spesso anch'io mi
alzavo molto presto per dare una mano in stalla) con il suo tabarro nero che si
stagliava contro la neve.


Ricordo questa figura imponente che ripartiva al tramonto, e
percorreva il sentiero che portava al paese e la sua figura si stagliava contro
il colore rosso del cielo.


Quando era in contrada, si faceva ospitare per il pranzo da
varie famiglie.


Molte volte lo abbiamo ospitato anche noi.


Ricordo, che quando c'era lui, la preghiera per il pranzo
era più lunga.


Tirava fuori il suo libro delle lodi, e recitava una lode,
poi seguiva mio padre con il suo solito pater-noster.


La mia contrada era nel bel mezzo di una valle, non saprei
dirti quanto fossero alte le montagne che la circondavano.


C'erano però anche degli spazi piani intorno alla contrada
che venivano utilizzati prevalentemente per il pascolo.


Noi avevamo però di lato alla casa un bell'orto grande, dove
coltivavamo le patate ed il cavolo cappuccio.


Questi servivano per fare minestroni molto buoni, perchè mia
madre usava anche parecchio burro..


Il paese invece si raggiungeva salendo lungo una dorsale, e
talvolta d'inverno se c'era la neve alta era difficile raggiungerlo.


Quel famoso inverno che ha fatto un sacco di neve siamo
stati alcuni mesi chiusi nella contrada senza raggiungere il paese.


Le patate che aveva prodotto mio padre hanno fatto
sopravvivere anche altra gente che era rimasta senza nessuna scorta di cibo.


Allora il tempo si calcolava con le lune.


Tutto era condizionato dalla luna, dal taglio della legna al
piantare la verdura negli orti.


Molti avevano un calendario, ma pur non sapendo leggere il
nome dei santi (ma molti sapevano leggere i numeri), si segnavano sul
calendario le lune, luna piena, luna nuova, luna crescente, luna calante.


Io ricordo che mio padre sapeva leggere anche il nome dei
santi e sono quasi certo che avesse fatto da giovane un anno di scuola al
paese.


Al mio tempo era rimasto qualche animale pericoloso, anche
se i lupi e gli orsi erano stati decimati


Comunque per sicurezza a noi bambini non ci lasciavano
giocare al di fuori della contrada.


Mi pare di averti detto quasi tutti i miei ricordi.


Se ricorderò qualcosa ancora te lo farò sapere.


Anna Perna 30 maggio alle ore 7.24


“ricordi che emergono ... sospiri che raccontano ...
interliggere ... leggersi dentro per conprendersi oltre la forma, oltre la
sostanza oltre la consapevolezza oltre il respiro, oltre lo stato del percepito
e del percepibile ... superando il concetto stesso di dinamicità mentale poichè
la mente non è altro che un filtro che attraverso il ricordo richiama quegli
strumenti che abbiamo deciso di utilizzare nel nostro cammino per crescere. Se
tu sei movimento anche io lo sono, se tu da questo movimento sprigioni forma e
vita anche io insieme a te cocreo, se tu attraverso l'atto imprimi il tuo
pensiero questo risuonerà in me ed in te nello stesso momento che la tua mano
si alza per colpire o accarezzare.”


Devo dire che questi ricordi (come del resto già detto) non
hanno turbato la mia vita da bambino e da adolescente.


Da quando mia madre mi ha detto (avevo circa cinque anni)
“Non parlare con nessuno di queste fantasie, neppure con i tuoi fratelli e
tanto meno con i tuoi amici, ti prenderebbero per matto”, io ho chiuso questi
ricordi in un angolo della mia anima, quasi non fossero neppure miei, anche se
altri particolari sono emersi in seguito.


Pertanto all’inizio io ho vissuto questi ricordi, quasi non
fossero neppure miei, ma mi fossero capitati per caso; del resto allora non
avevo un senso critico.


Cresciuto in un ambiente rigidamente cattolico, ho fatto il
chierichetto fino a 12 anni, e per me allora esisteva solo il Paradiso, l’Inferno
ed il Purgatorio.


Allora non mi sarei mai posto la domanda di una possibile
reincarnazione.


Infatti quando ad 11 anni nel mese di Maggio il parroco di
Bosco lesse la visione dell’inferno che ebbero i tre pastorelli di Fatima, con
i diavoli in mezzo alle fiamme che rosolavano le anime come mortadelle su una
griglia, io feci un ragionamento quasi schizofrenico e dissi fra me “Io sono
una di quelle anime”


Questo mi fece star male moltissimo, per diverse notti mi
sono visto all’inferno rosolato dai diavoli, e devo dire che in quelle notti ho
dormito molto male.


Eppure avevo altri ricordi, di un'altra vita, ma questi non
mi dicevano ancora nulla, tali ricordi erano relegati da una parte e ciò che
dominava in me era la cultura cattolica ortodossa che mi era stata data.


Solo successivamente, verso i 15-16 anni cominciai a pormi
delle domande e cioè perché avevo tali ricordi?


Cominciai a pensare che fossero veramente miei, che dietro
di essi ci fosse qualcosa di reale, di realmente vissuto.


Si era risvegliato in me quel senso critico che prima non
avevo avuto.


Più tardi lessi libri sulla reincarnazione e trovai molti
riscontri.


Comunque non ne parlai con nessuno a parte un amico che era
molto aperto e che ha creduto che tali ricordi non fossero fantasie, ma una
possibile vita precedente che avevo vissuto.


Riguardo al periodo in cui si è svolta questa mia presunta
vita precedente, ho il ricordo che mi era capitata in mano una moneta datata 1634,
ma questo è un ricordo un po confuso e non preciso.


E’ probabile che la mia vita precedente sia da far risalire
alla fine del 1800 quando il dialetto veneto si era ormai largamente imposto
sul dialetto cimbro.


Il fatto che poi mi sembri di ricordare la data è assai
strano perché conoscevo a malapena il valore dei numeri, anche se mio padre
commerciava in formaggio e quindi conosceva bene le somme e le sottrazioni.


E’ significativo che io non ricordi il nome dei miei due
fratelli maschi e neppure dei miei amici, ma solo le loro fisionomie..


Pur avendo riferito questa mia presunta vita precedente ad
alcuni parapsicologi, questi non diedero grande importanza alla cosa, anzi
bollarono il tutto come “ fenomeni dell’inconscio”.


Eppure io sono certissimo di quei ricordi ed in particolare
della mia malattia, del canto di mia madre, del suo piangere a volte mentre mi
bagnava con l’acqua della piccola acquasantiera.


E' probabile che certi sogni possano ricordare una vita
precedente.


Nel mio caso è stato diverso, i ricordi sono emersi a poco a
poco fin dalla primissima infanzia.


Paradossalmente non ricordo di aver fatto sogni della mia
vita precedente, e questo è abbastanza strano, perché ho avuto una morte
dolorosa.


Ricordo mia madre che mi era vicina e mi cantava delle
canzoni.


Capivo che soffriva per il mio stato, ma io pensavo che
sarei guarito anche se le forze mi abbandonavano un po alla volta, e ci vedevo
sempre meno prima da un occhio poi anche dall'altro.


In questa vita da piccolo non ho mai fatto esperienze
simili.


Qualche volta mi sono ammalato di tonsillite e mi hanno
fatto delle punture di penicillina, ma tutto si è risolto in poco tempo.


A tre anni e mezzo sono stato travolto da una macchina che
faceva retromarcia.


Fortunatamente mi è passata solo sopra una gamba e mi ha
procurato una ferita.


Ho dovuto stare a letto per alcuni giorni per quella ferita,
e ricordo il Dott. Pizzoli che veniva a medicarmi con la tintura di iodio che
mi bruciava terribilmente.


Ma il Dott.Pizzoli era una persona distinta, non era l'omone
che avevano chiamato nella mia vita precedente dopo che ho perso conoscenza la
prima volta.


Intendo dire che i ricordi frà questa vita e quelli della
vita precedente sono ben distinti e non posso fare confusione.


Successivamente la mia vita si è svolta in modo normale,
come quella di tutti gli altri ragazzi.


A 23 anni abbandonai definitivamente la Religione Cattolica,
e questo è significativo, perché l’abbandonai dopo aver fatto un pellegrinaggio
a Lourdes, dove mi ero pure prestato come barelliere.


Il solo vedere tutto quel mercato di articoli religiosi e
tutte quelle taniche di acquasanta quasi ad ogni angolo mi dava il
voltastomaco. Non ho mai trovato un posto meno spirituale di Lourdes.


Ma non divenni un ateo convinto, tanto che mi diedi alla
lettura di Carl Gustav Jung.


Con il suo Inconscio Collettivo potevo spiegare anche i miei
ricordi di una vita precedente, ricordi che forse avevo carpito dall’Inconscio
Collettivo, però qualcosa non mi convinceva.


Era la chiarezza e la forza di certi ricordi che
difficilmente si potevano far risalire ad un inconscio sia pur collettivo.


Ed allora pensai che in noi ci potesse essere una forza che
sopravvive alla morte e che può rivivere in un altro corpo. Nel 1977 mi ero già
laureato in medicina e mi si presentò l’occasione di fare un corso di ipnosi.


A Verona c’era un buon centro di Ipnosi Medica, diretto da
Guantiero Guantieri, e così mi iscrissi.


Alla fine del primo anno pensai di fare con un amico del
corso un ipnosi regressiva.


Così potei verificare di persona se i miei ricordi erano
reali o non frutto della mia immaginazione.


Emerse tutto quello che avevo ricordato oltre a parecchie
altre cose che non avevo ricordato spontaneamente. Oltre al nome dei miei due
fratelli, Paolo e Renato il ricordo di un pellegrinaggio ad un santuario che
avevo fatto prima di ammalarmi.


Si andava a piedi a quel santuario ogni anno, e quell’anno
(forse avevo nove anni) avevano pensato di portare anche me. Ricordo solo che
la strada è stata molto lunga, e poi un vago ricordo della cerimonia religiosa.
Ma quello che mi rimase più impresso era la salita, quanta salita!!


Mi sono chiesto tante volte perché solo io avevo tali
ricordi.


Poi ho letto il libro di Stevenson che aveva raccolto in
tutto il mondo i ricordi di oltre mille bambini che ricordavano vite
precedenti.


I ricordi non erano legati alla cultura, alla tradizione,
alla religione, ma del tutto indipendenti.


Per questo il famoso Stevenson ha pensato di scrivere un
libro, prendendo in considerazione i casi più eclatanti e praticamente
inconfutabili: “ Reincarnazione 20 casi a sostegno”


Nel 1977 entrai come medico condotto a Velo Veronese, e li
mi interessai anche della medicina popolare.


Nel 1980 mi sposai, ed ho avuto tre figli dalla consorte con
la quale vivo ancora ora.


Nel 1984 mi stabilii anche come medico a Badia Calavena,
dove abito ancora ora e dove esercito come medico di famiglia (a 61 anni.)




Non posso dire di aver avuto una
vita povera se racconto tutte le mie esperienze.




Questo giorno è terminato.


Un solo istante, un attimo di riposo in seno al vento, ed il
mio desiderio raccoglierà saliva e polvere per un altro corpo.


Un solo istante, ed un'altra donna mi partorirà.


Solo ieri ci siamo incontrati dentro un sogno.


Alla mia solitudine avete offerto canzoni, e con i vostri
desideri abbiamo eretto una torre nel cielo.


Se nella fioca memoria dovessimo ancora incontrarci ,
potremmo conversare e mi porgerete una canzone più profonda.


E se le nostre mani si incontreranno in un altro sogno,
insieme erigeremmo un'altra torre nel cielo.





K. Gibran
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Messaggio Da Sally Ven 1 Giu 2012 - 9:48

Bisognerebbe innanzitutto capire cosa si intende per "intelligente".

Sally
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Messaggio Da delfi68 Ven 1 Giu 2012 - 9:51

La gallina non e' un animale intelligentee....

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Messaggio Da Sabre03 Ven 1 Giu 2012 - 9:54

bentornata Ateismo e Intelligenza 158383

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Messaggio Da Sally Ven 1 Giu 2012 - 10:02

Sabre03 ha scritto:bentornata Ateismo e Intelligenza 158383

Grazie... :)

Latito perche' sono sotto esame e non ce la faccio materialmente a seguire. Poi vedo anche che qui mancano le donne, dove sono finite Lupetta, Jessica... ??

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Messaggio Da Ospite Ven 1 Giu 2012 - 10:04

SauroClaudio ha scritto:Scusate se introduco questi miei ricordi in questo sito, pur essendo consapevole che non sono perfettamente in linea con l'ateismo, ma non sono in lina neppure con la religione cristiana.
Comunque i ricordi sono autentici e li ho riferiti anche su altri forum.
Vi chiederete perchè mi sono iscritto all'Forum degli atei, ne possiamo discutere, ci sono delle buone ragioni.
Eventualmente potremo discutere su quale interpretazione dare a questi ricordi.
Scusate la lunghezza dell'esposizione, ma sono tutti i miei ricordi:



RICORDI DELLA MIA VITA E DI UNA REINCARNAZIONE
Spoiler:
Senza offesa, ma più che autentici questi ricordi della vita precedente mi sembrano verosimili... paiono molto vividi e ricchi di dettagli; se non sbaglio, se fossero anche autentici dovrebbe essere possibile risalire con precisione al luogo ed alle persone coinvolte...


Ultima modifica di Odis89 il Ven 1 Giu 2012 - 10:07 - modificato 2 volte.

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Messaggio Da Ospite Ven 1 Giu 2012 - 10:05

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Ultima modifica di Odis89 il Ven 1 Giu 2012 - 10:05 - modificato 1 volta. (Motivazione : -.-")

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Messaggio Da Minsky Ven 1 Giu 2012 - 10:09

Diva ha scritto:... vedo anche che qui mancano le donne, dove sono finite Lupetta, Jessica... ??
Lupetta si sta occupando del nuovo banner per il forum.
Jessica ha appena terminato di crocefiggermi (scherzo, eh! Ateismo e Intelligenza 315697) con il "Lemma di Zorn" (vedi: http://atei.forumitalian.com/t4148p40-zero-ed-infinito#143865 ).

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Messaggio Da Sally Ven 1 Giu 2012 - 10:26

Ah, ok! Allora faccio un mea culpa per non aver visto queste cose... ;)

@ Sauro Claudio: ho letto le tue memorie. Non saprei come giudicare questo fenomeno... dato il mio scetticismo sono per il non interpretarle come ricordi di una vita passata, ma magari come fantasie rielaborate da racconti che hai sentito quando eri piccolo... comunque anche a me e' capitato di avere la sensazione di "ricordare" alcuni luoghi/avvenimenti che avrei giurato fossero di una vita passata, ovvero realmente vissuti da me in prima persona. Per esempio ricordo che passavo spesso con mia mamma in biciletta vicino ad una muraglia e avevo l'impressione di "sapere cosa c'era prima che costruissire quella muraglia"... insomma ci vedevo un bosco con della vegetazione bassa e un piccolo rigagnolo d'acqua. Sono sensazioni strane, ma io credo che siano semplici ricostruzioni mentali...

Sally
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Messaggio Da SauroClaudio Ven 1 Giu 2012 - 10:35

Diva ha scritto:Ah, ok! Allora faccio un mea culpa per non aver visto queste cose... ;)

@ Sauro Claudio: ho letto le tue memorie. Non saprei come giudicare questo fenomeno... dato il mio scetticismo sono per il non interpretarle come ricordi di una vita passata, ma magari come fantasie rielaborate da racconti che hai sentito quando eri piccolo... comunque anche a me e' capitato di avere la sensazione di "ricordare" alcuni luoghi/avvenimenti che avrei giurato fossero di una vita passata, ovvero realmente vissuti da me in prima persona. Per esempio ricordo che passavo spesso con mia mamma in biciletta vicino ad una muraglia e avevo l'impressione di "sapere cosa c'era prima che costruissire quella muraglia"... insomma ci vedevo un bosco con della vegetazione bassa e un piccolo rigagnolo d'acqua. Sono sensazioni strane, ma io credo che siano semplici ricostruzioni mentali...

Può darsi. Ma certi ricordi sono rimasti vivissimi come quelli della primissima infanzia. Poi vi darò un interpretazione materialistica in questo senso.
Chiaramente chi è ateo scarta a priori l’ipotesi di una vita
precedente, ed altrettanto chiaramente chi è credente nella Religione Cattolica
scarta pure lui l’ipotesi di una vita precedente.


Capisco che l’argomento non è semplice per nessuno, non è
semplice da accettare, oppure si cerca di spiegare il fenomeno come un semplice
scherzo dell’inconscio, qualcuno direbbe l’inconscio collettivo (per chi ci
crede).


Io sono certo dei miei ricordi, credo che siano reali, e
data la forza che certi ricordi hanno, non penso siano riferibili a nessun
inconscio collettivo.


Visto che ho ipotizzato che la località in cui avevo vissuto
poteva essere la Lessinia, vi sarete chiesti se non ho cercato, una possibile
località, una possibile contrada che mi riportasse a quei ricordi.


In effetti ho girato in lungo ed in largo tutte le contrade,
ma nessuna avrebbe potuto corrispondere a quei ricordi.


Occorre dire che le contrade stesse hanno subito delle
profonde modifiche. Generalmente si sono spopolate intorno al 1960, e gli
abitanti sono andati ad abitare nel milanese, ma i proprietari si sono tenuti la casa che
hanno ristrutturato per le vacanze estive.


Forse dovrei spaziare nel vicentino, nel veneziano, nel
bresciano, forse anche nell’emiliano, ai piedi degli appennini.


Il dialetto in fondo posso averlo corretto quando mi sono
emersi i ricordi, facendolo corrispondere al dialetto che vivevo.


Come dico, l’unico termine che non corrisponde a nessun
dialetto è quel termine “cotai” dato alle pigne che si raccoglievano in autunno
alla base degli abeti. Ma una parola è un po pochino per risalire ad un
dialetto arcaico.

Ecco l'interpretazione in chiave materialistica data dal mio amico del CICAP, Rossignoli:

E’ possibile che a due
anni io mi sia recato con mio padre presso una contrada della Lessinia
perché mio padre voleva comprare del formaggio.

Tale contrada io l’ho
memorizzata, poi mio padre è entrato in stalla ed ho memorizzato la
stalla e le forme di formaggio (tutte cose che io non ricordo), poi
conoscendo il contadino è stato invitato in casa sua e qui ho visto un
bambino a letto in cucina e sua madre che gli cantava una canzone (tutte
cose che io non ricordo).

Ovviamente mio padre ha fatto anche dei nomi ed io li ho memorizzati.
Poi tutto il resto è venuto da sé, io nella mia piccola testa ho costruito tutto il resto.
Del resto il transfert
frà bambini è estremamente facile e frequente ed in questo caso in
particolare perché si trattava di un bambino ammalato.

Ecco che abbiamo
risolto il problema, possiamo dire quasi con certezza che i ricordi di
una vita precedente possono essere ascritti a questa vita.

Penso di aver accontentato molti e di aver deluso alcuni.


Ultima modifica di SauroClaudio il Ven 1 Giu 2012 - 10:46 - modificato 1 volta.
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Messaggio Da Sally Ven 1 Giu 2012 - 10:44

Certo, capisco la tua voglia di comprendere. Pero' se ammettiamo che la reincarnazione possa avvenire, cosa si reincarnerebbe? L'anima? Allora e' da dimostrare anche l'esistenza di questa... insomma, non e' una questione semplice. Io (per attenermi ad un principio di sempilicita') sono piu' incline a considerare questi episodi come delle sensazioni del tutto terrene e che non hanno a che vedere con una vita precedente.
Potrebbe anche essere una rielaborazione di alcuni racconti che hai sentito sin da piccolo. Sai, anche quando non si hanno ancora ricordi (fino ai 3 anni circa), il nostro inconscio immagazzina informazioni, che poi ci restano...

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Messaggio Da SauroClaudio Ven 1 Giu 2012 - 11:03

Diva ha scritto:Certo, capisco la tua voglia di comprendere. Pero' se ammettiamo che la reincarnazione possa avvenire, cosa si reincarnerebbe? L'anima? Allora e' da dimostrare anche l'esistenza di questa... insomma, non e' una questione semplice. Io (per attenermi ad un principio di sempilicita') sono piu' incline a considerare questi episodi come delle sensazioni del tutto terrene e che non hanno a che vedere con una vita precedente.
Potrebbe anche essere una rielaborazione di alcuni racconti che hai sentito sin da piccolo. Sai, anche quando non si hanno ancora ricordi (fino ai 3 anni circa), il nostro inconscio immagazzina informazioni, che poi ci restano...

Diva, c'è qualche fisico quantistico, che pur essendo ateo, ha dimostrato l'esistenza dell'anima. Può sembrare assurdo, ma vi pongo il sito:

http://oloscience.blogspot.it/2009/08/fausto-intilla-dalla-teoria.html
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Messaggio Da Sally Ven 1 Giu 2012 - 11:49

Letto. Molto interessante. Ma tra il concetti di anima come insieme di informazioni "sfuse" e il concetto di anima come lo intendono le religioni ce ne passa. Anzi, dato che quest'ultima accezione e' di molto precedente rispetto agli studi di fisica quantistica citati nell'articolo, mi verrebbe da dire che l'autore poteva anche astenersi dal chiamare anima questa energia svincolata dal sistema... definirla anima confonde le idee e da l'impressione che essa possa in qualche modo richiamare la nozione di anima tipica delle religioni...

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Messaggio Da SauroClaudio Ven 1 Giu 2012 - 12:26

Diva ha scritto:Letto. Molto interessante. Ma tra il concetti di anima come insieme di informazioni "sfuse" e il concetto di anima come lo intendono le religioni ce ne passa. Anzi, dato che quest'ultima accezione e' di molto precedente rispetto agli studi di fisica quantistica citati nell'articolo, mi verrebbe da dire che l'autore poteva anche astenersi dal chiamare anima questa energia svincolata dal sistema... definirla anima confonde le idee e da l'impressione che essa possa in qualche modo richiamare la nozione di anima tipica delle religioni...

Concordo, ma forse è stato per semplicità, perchè chiamarlo "campo di informazione dinamica che può persistere anche quando viene a mancare la struttura che lo ha generato....." capisci che la cosa si farebbe complicata.
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Messaggio Da Assenzio Ven 1 Giu 2012 - 12:54

SauroClaudio ha scritto:
Diva ha scritto:Letto. Molto interessante. Ma tra il concetti di anima come insieme di informazioni "sfuse" e il concetto di anima come lo intendono le religioni ce ne passa. Anzi, dato che quest'ultima accezione e' di molto precedente rispetto agli studi di fisica quantistica citati nell'articolo, mi verrebbe da dire che l'autore poteva anche astenersi dal chiamare anima questa energia svincolata dal sistema... definirla anima confonde le idee e da l'impressione che essa possa in qualche modo richiamare la nozione di anima tipica delle religioni...

Concordo, ma forse è stato per semplicità, perchè chiamarlo "campo di informazione dinamica che può persistere anche quando viene a mancare la struttura che lo ha generato....." capisci che la cosa si farebbe complicata.

La fisica quantistica ci ha dimostrato che la realtà è REALMENTE complicata, almeno per il nostro modo intuitivo di capire e comprende quello che noi definiamo la realtà. Gli esperimenti nel campo della fisica quantistica ci danno dei risultati che ci paiono bizzari, assurdi, deliranti, quasi magici per il nostro modo di vedere e concepire la realtà che è un modo di percepire e comprendere limitato dai nostri sensi perchè si è formato secondo gli schemi della fisica classica. Ragione per la quale la fisica quantistica viene utilizzata da certi pseudo-scienziati e ciarlatani vari per dimostrare l'esistenza delle cose più inverosimili, siti come quello sul'anima pollulano sulla rete (e anche le publicazioni nelle librerie) : c'è gente che ha strumentalizzato i risultati della fisica quantistica persino per provare la realtà del dogma della trinità, del dono di ubiquità, oppure della realtà del vudù e della magia, così come la telepatia! Ma sono stronzate megagalattiche! Perchè coi risultati della quantomeccanica posso anche dimostrarti che una donna può rimanere vergine prima, durante e dopo il parto!

Anche io ho avuto la sensazione di avere vissuto la stessa situazione per la seconda volta, di avere una sensazione fortissima di déjà vu o addiruttura di déjà vécu . Personalmente l'ho sempre interpretato in questo modo : moltissimi eventi , situazioni e luoghi nella nostra vita pur non essendo gli stessi possono avere della forti similarità quindi ci provocano la stessa sensazione, ne abbiamo lo stesso vissuto emotivo, quindi noi la interpretiamo come una situazione già vissuta.

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Messaggio Da delfi68 Ven 1 Giu 2012 - 15:06

Son balle. O son rivisitazioni non autorizzate delle dichiarazioni dell'autore.

Tutti i fisici parlano di conservazione dell'informazione!

Ma non e' l'informazione composta e custodita nei sistemi neuronali e veicolata dai codici eletrochimici, per i quali mi ricodo che mia zia si chiama Rita, abito in Piazza Garibaldi, mi piace l' Elisa, adoro ascoltare Chopin eccetera..

L'informazione ordinata negli encefali e' una cosa, la conservazione dell'informazione in fisica e' un altra!! E non sono ne equivalenti ne assimilabili.


quel cialtrone dell'articolo scrive:
L’Energia non è nient’altro che una forma complessa di Informazione; per cui il costituente fondamentale dell’Energia, altro non è che Informazione nel suo stato fondamentale.

Trattando la parola informazione con gli attributi ambivalenti, sia fisic che neurologici..speculando bellamente sull'equivoco e sulla considerazione che se Frj. Capra ha potuto sparare grandi cazzate, e vendere libri, non vede perche' non puo' farlo pure lui..

Ma questa perla e' un monumento alla cialtroneria. Accenna il sistema binario dei PC, come se avesse qualcosa a che fare con la mente umana, e poi tira in ballo termini di di termodinamica dei gas e dei fluidi, con quell'accenno del tutto incoerente sul moto atomico/ molecolare in rapporto alla temperatura..confondendo la quantita' di Moto con stato entropico di un sistema..cose in relazione ma non pertinenti al contesto di questo ragionamento che vuole fare sull'informazione (quale poi?)
L’unità di misura di una determinata quantità di Informazione, è espressa con il termine bit. Ora, per fare un esempio, se noi portiamo un dato sistema ad una temperatura prossima allo zero assoluto, la sua entropia diminuirà sino a valori pressoché nulli, e di conseguenza il suo “livello” di Informazione tenderà al massimo consentito.


A questo punto, compiendo alcuni semplici ragionamenti analogici, viene da porsi le seguenti domande: Ma se con l’aumentare dell’entropia di un sistema, è riscontrabile contemporaneamente anche una perdita della quantità di energia (calore) di tale sistema,
ahahahahahah
Sistemi ANALOGICI??
PERDITA DI ENERGIA??? in un sistema chiuso????? La dissipazione di calore per lui e' perdita di energia!!! infatti l'acqua lui la fa bollire direttamente con il metanoliquido, senza accenderne la combustione! Poiche' crede che il calore dissipato e' una scomparsa dell'energia!!!


Apoteosi con botto:

Qual’è la sottile linea di confine tra un bit di Informazione e un elettronvolt di energia? Ma stiamo parlando di due cose differenti (bit ed elettronvolt), oppure della stessa identica cosa, ma con aspetti differenti (come nel caso dell’equivalenza di massa ed energia)? E se alla fine scoprissimo che bit ed elettronvolt rappresentano semplicemente due tipi di unità di misura, con cui possiamo definire il concetto fondamentale di Energia? Bè, allora sarebbe lecito chiedersi: Ma quante migliaia, milioni oppure miliardi di bit occorrono per costituire un singolo elettronvolt (o Joule) di energia?

Apparte il fatto che un bit e' un interruttore che lascia passare o non lascia passare un segnale elettrico..
Si stiamo parlando di due cose difefrenti. Quindi tutto il libro non ha ragione d'essere, e siccome i presupposti sono assurdamente sballati, tutto cio' che ne deriva e' una stupidata...
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Messaggio Da Assenzio Ven 1 Giu 2012 - 15:49

delfi68 ha scritto:L'informazione ordinata negli encefali e' una cosa, la conservazione dell'informazione in fisica e' un altra!! E non sono ne equivalenti ne assimilabili.
Penso che è più o meno quello che volevo intedere io : se certi ciarlatani pseudo-scienziati "riescono" a dimostrare tramite la quantomeccanica l'esistenza dell'anima o del dono di ubiquità è perchè applicano le caratteristiche delle particelle elementari a cose che niente hanno a che vedere con esse, assimilano e mettono sullo stesso piano cose che non lo sono.

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Messaggio Da SauroClaudio Ven 1 Giu 2012 - 16:16

Assenzio ha scritto:
delfi68 ha scritto:L'informazione ordinata negli encefali e' una cosa, la conservazione dell'informazione in fisica e' un altra!! E non sono ne equivalenti ne assimilabili.
Penso che è più o meno quello che volevo intedere io : se certi ciarlatani pseudo-scienziati "riescono" a dimostrare tramite la quantomeccanica l'esistenza dell'anima o del dono di ubiquità è perchè applicano le caratteristiche delle particelle elementari a cose che niente hanno a che vedere con esse, assimilano e mettono sullo stesso piano cose che non lo sono.

Capisco che ho mosso un pò l'acqua in questo sito, ma sono morto bambino (forse 10-12 anni) nella mia presunta vita precedente, pertanto dio non è intervenuto, come non interviene per migliaia di altri bambini che muoiono nella sofferenza, come non interviene in ifiniti altri casi, un dio completamente sordo, proprio perchè non c'è!
Comunque, sia chiaro, non mi sono inventato niente, date la spiegazione che volete per me ormai è indifferente, ma guardate che non posso confondere quei ricordi con il déjà vu
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Messaggio Da Minsky Ven 1 Giu 2012 - 16:37

Assenzio ha scritto:Perchè coi risultati della quantomeccanica posso anche dimostrarti che una donna può rimanere vergine prima, durante e dopo il parto!
... effetto tunnel? Ateismo e Intelligenza 315697

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Messaggio Da Minsky Ven 1 Giu 2012 - 16:38

SauroClaudio ha scritto:Capisco che ho mosso un pò l'acqua in questo sito, ma sono morto bambino (forse 10-12 anni) nella mia presunta vita precedente, pertanto dio non è intervenuto, come non interviene per migliaia di altri bambini che muoiono nella sofferenza, come non interviene in ifiniti altri casi, un dio completamente sordo, proprio perchè non c'è!
Comunque, sia chiaro, non mi sono inventato niente, date la spiegazione che volete per me ormai è indifferente, ma guardate che non posso confondere quei ricordi con il déjà vu
Claudio, hai letto Castaneda?

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Messaggio Da SauroClaudio Ven 1 Giu 2012 - 16:44

Minsky ha scritto:
SauroClaudio ha scritto:Capisco che ho mosso un pò l'acqua in questo sito, ma sono morto bambino (forse 10-12 anni) nella mia presunta vita precedente, pertanto dio non è intervenuto, come non interviene per migliaia di altri bambini che muoiono nella sofferenza, come non interviene in ifiniti altri casi, un dio completamente sordo, proprio perchè non c'è!
Comunque, sia chiaro, non mi sono inventato niente, date la spiegazione che volete per me ormai è indifferente, ma guardate che non posso confondere quei ricordi con il déjà vu
Claudio, hai letto Castaneda?

No, non ho letto Castaneda. Adesso faccio una ricerca su internet.
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Messaggio Da Steerpike Ven 1 Giu 2012 - 16:49

Minsky ha scritto:
Assenzio ha scritto:Perchè coi risultati della quantomeccanica posso anche dimostrarti che una donna può rimanere vergine prima, durante e dopo il parto!
... effetto tunnel? Ateismo e Intelligenza 315697
Ateismo e Intelligenza 166799 Ateismo e Intelligenza 166799 Ateismo e Intelligenza 166799 Ateismo e Intelligenza 166799 Ateismo e Intelligenza 166799
E il dualismo onda-corpuscolo spiega l'unicità della trinità? Ateismo e Intelligenza 649521
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Messaggio Da Minsky Ven 1 Giu 2012 - 16:50

SauroClaudio ha scritto:No, non ho letto Castaneda. Adesso faccio una ricerca su internet.
Io ho letto tutti i suoi libri, anche se non nella sequenza esatta in cui li ha scritti. Ero profondamente affascinato dalle sue descrizioni così asciutte nel linguaggio ma piene di segreti enigmatici, al punto che, durante un viaggio in Messico, quando mi sono trovato in uno dei luoghi descritti dai suoi libri ho provato la sensazione di esserci già stato. Scherzi della mente. Ateismo e Intelligenza 23074

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Messaggio Da SauroClaudio Ven 1 Giu 2012 - 17:16

Minsky ha scritto:
SauroClaudio ha scritto:No, non ho letto Castaneda. Adesso faccio una ricerca su internet.
Io ho letto tutti i suoi libri, anche se non nella sequenza esatta in cui li ha scritti. Ero profondamente affascinato dalle sue descrizioni così asciutte nel linguaggio ma piene di segreti enigmatici, al punto che, durante un viaggio in Messico, quando mi sono trovato in uno dei luoghi descritti dai suoi libri ho provato la sensazione di esserci già stato. Scherzi della mente. Ateismo e Intelligenza 23074

Li leggerò, c'è Piancastelli che stà conducendo esperimenti sugli stati alterati di coscienza, ho letto un suo libro molto interessante.

E dio creò la luce:

https://www.youtube.com/watch?feature=endscreen&NR=1&v=BbyU4gGH-Hk

Effetto di faro allo Xeno da 10 milioni di lumen, + laser rosso abbinati. E' difficile con la telecamera centrare la luce del laser. Quando si centra, la luce battendo sul sensore fa un fruscio incredibile.
Un amico mi ha detto: "ma sei impazzito, vuoi rovinare il sensore della telecamera."
Fortunatamente pare non si sia rovinato niente.
Il faro ed il laser si trovano a circa 100 metri di distanza. C'è una lucetta fissa che vedete, è il lampioncino della mia casa (per farvi un idea), poi un altra lucetta che si sposta che non so spiegarmi.
Mi direte, cosa centra con quello che ho raccontato? E' solo un tassello in più per mostrare quello che mi piace.
Le luci le ho solarizzate ed ho ottenuto quegli effetti.
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Messaggio Da delfi68 Ven 1 Giu 2012 - 18:18

non posso confondere quei ricordi con il déjà vu

Read more: http://atei.forumitalian.com/t2998p30-ateismo-e-intelligenza#ixzz1wYfURmow

Te lo spiego, ma se vuoi le citazioni prego, cercale da solo, sono sui libri di Sean Carroll e di altri neuroscienziati.

I ricordi, i sogni, i dejavu'.

Esempio:
Mi sveglio, faccio colazione..guardo la tv, e sento di un treno deragliato in india. Immediatamente mi ricordo che ho sognato, quella stessa notte trascorsa di un deragliamento! ..cazzo, premonizione!

E' scientificamente provato che il mio sogno, seppur vero, era di molto tempo prima..forse anche decine di anni prima!!! ..il mio cervello, invece, in perfetto inganno, l'ha trasportato nella notte appena trascorsa.
(esperimenti sulle annotazioni dei sogni. Ossia ci si e' accorti che si ritenevano appena fatti, sogni annotati anche anni e anni prima..)
Se annotassimo i sogni ogni mattina, prima che svaniscono, resteremmo stupiti di come molti sogni vecchi crediamo di averli appena fatti..
La notazione di un sogno su carta, appena fatti, appena svegli..quei sogni che dopo poche ore dimentichiamo, ci aiutano a scoprire che spessissimo crediamo di aver sognato adesso una cosa che invece e' stata sognata anni prima. Solo che il cervello, in una sua misteriosa riorganizzazione dei ricordi onirici, ci recupera il sogno, ma non potendolo piu' collocare in una data precisa lo piazza alla prima utile. Cioe' oggi!

Il dejavu' e' la stessa identica cosa. La situazione attuale "assomiglia" moltissimo a una situazione gia' vissuta, il cervello la aggiusta e la ricompone, ripresentandocela come ricordo..ma siccome al cervello mancano molti dati, esso li ricrea, falsificandoli, sovrapponendoli all'esperienza odierna, ricreandoci l'illusione di una situazione IDENTICA ma gia' vissuta in passato.
Non era identica, ovviamente, ma gli assomigliava per qualche analogia, il cervello ha fatto un clamoroso remaking e ci presenta un ricordo falsato, e fotocopia di quello attuale.
Infatti nel dejavu' si ha solo la sensazione e non tutti i ricordi precisi del fatto passato e analogo.
Del dejavu' hai dei ricordi sfocati e ambigui..proprio perche' ricomposti con i dati recentissimi del fatto odierno.

Esempi ed esperimenti.
In pazienti con lesioni del corpo calloso centrale, osservando una foto. UNa foto che per meta' raffigura una donna a sinistra e nell'altra meta' destra il volto di un vecchio (un volto di due persone incollate a meta' a comporne uno solo), i pazienti vedono un solo volto, completo di donna! Infatti l'emisfero sinistro, afferente all'occhio sinistro, non comunica all'emisfero destro la sua parte di informazione visiva, e il cervello quindi si "reinventa" il mezzo viso mancante e plausibile, che e' la fotocopia identica della meta' disponibile. Infatti inserendo un particolare, tipo un piccolo neo sotto l'occhio della donna, il paziente ricostruisce un viso intero con DUE nei, sotto entrambi gli occhi..

Idem la macula nera. Dove il nervo ottico si tufaf nella retina, c'e' una zona cieca. Ma nessuno di noi vede quella macchia nera..il cervello ricostruisce un pezzettino di campo visivo "inventandoselo" di sana pianta!


Quindi credere a cio' che il nostro cervello ci propone e quantomeno un grade rischio, e quasi sempre ci inganna..figuriamoci se possiamo fidarci di lui, se addirittura ci riconsegna un ricordo della vita precedente, se nemmeno e' in grado di riorganizzare con cura i ricordi dei primissimi anni trascorsi..

Ovvio che la maggior parte della gente ignora i processi neurofisiologici, e tra due spiegazioni: ricordi di vita passati o premonizioni, o inganno del cervello, preponde per la prima..
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Messaggio Da SauroClaudio Ven 1 Giu 2012 - 19:07

delfi68 ha scritto:
non posso confondere quei ricordi con il déjà vu

Read more: http://atei.forumitalian.com/t2998p30-ateismo-e-intelligenza#ixzz1wYfURmow

Te lo spiego, ma se vuoi le citazioni prego, cercale da solo, sono sui libri di Sean Carroll e di altri neuroscienziati.

I ricordi, i sogni, i dejavu'.

Esempio:
Mi sveglio, faccio colazione..guardo la tv, e sento di un treno deragliato in india. Immediatamente mi ricordo che ho sognato, quella stessa notte trascorsa di un deragliamento! ..cazzo, premonizione!

E' scientificamente provato che il mio sogno, seppur vero, era di molto tempo prima..forse anche decine di anni prima!!! ..il mio cervello, invece, in perfetto inganno, l'ha trasportato nella notte appena trascorsa.
(esperimenti sulle annotazioni dei sogni. Ossia ci si e' accorti che si ritenevano appena fatti, sogni annotati anche anni e anni prima..)
Se annotassimo i sogni ogni mattina, prima che svaniscono, resteremmo stupiti di come molti sogni vecchi crediamo di averli appena fatti..
La notazione di un sogno su carta, appena fatti, appena svegli..quei sogni che dopo poche ore dimentichiamo, ci aiutano a scoprire che spessissimo crediamo di aver sognato adesso una cosa che invece e' stata sognata anni prima. Solo che il cervello, in una sua misteriosa riorganizzazione dei ricordi onirici, ci recupera il sogno, ma non potendolo piu' collocare in una data precisa lo piazza alla prima utile. Cioe' oggi!

Il dejavu' e' la stessa identica cosa. La situazione attuale "assomiglia" moltissimo a una situazione gia' vissuta, il cervello la aggiusta e la ricompone, ripresentandocela come ricordo..ma siccome al cervello mancano molti dati, esso li ricrea, falsificandoli, sovrapponendoli all'esperienza odierna, ricreandoci l'illusione di una situazione IDENTICA ma gia' vissuta in passato.
Non era identica, ovviamente, ma gli assomigliava per qualche analogia, il cervello ha fatto un clamoroso remaking e ci presenta un ricordo falsato, e fotocopia di quello attuale.
Infatti nel dejavu' si ha solo la sensazione e non tutti i ricordi precisi del fatto passato e analogo.
Del dejavu' hai dei ricordi sfocati e ambigui..proprio perche' ricomposti con i dati recentissimi del fatto odierno.

Esempi ed esperimenti.
In pazienti con lesioni del corpo calloso centrale, osservando una foto. UNa foto che per meta' raffigura una donna a sinistra e nell'altra meta' destra il volto di un vecchio (un volto di due persone incollate a meta' a comporne uno solo), i pazienti vedono un solo volto, completo di donna! Infatti l'emisfero sinistro, afferente all'occhio sinistro, non comunica all'emisfero destro la sua parte di informazione visiva, e il cervello quindi si "reinventa" il mezzo viso mancante e plausibile, che e' la fotocopia identica della meta' disponibile. Infatti inserendo un particolare, tipo un piccolo neo sotto l'occhio della donna, il paziente ricostruisce un viso intero con DUE nei, sotto entrambi gli occhi..

Idem la macula nera. Dove il nervo ottico si tufaf nella retina, c'e' una zona cieca. Ma nessuno di noi vede quella macchia nera..il cervello ricostruisce un pezzettino di campo visivo "inventandoselo" di sana pianta!


Quindi credere a cio' che il nostro cervello ci propone e quantomeno un grade rischio, e quasi sempre ci inganna..figuriamoci se possiamo fidarci di lui, se addirittura ci riconsegna un ricordo della vita precedente, se nemmeno e' in grado di riorganizzare con cura i ricordi dei primissimi anni trascorsi..

Ovvio che la maggior parte della gente ignora i processi neurofisiologici, e tra due spiegazioni: ricordi di vita passati o premonizioni, o inganno del cervello, preponde per la prima..



Vedi delfi68, potresti avere perfettamente ragione, ma ci
sono dei punti che non mi convincono.


Ad esempio il fatto che i miei ricordi risalgano alla
primissima infanzia, cioè praticamente da quando sono iniziati i ricordi di questa
vita, i miei primi ricordi di questa
vita risalgono ad un anno, e così pure i ricordi della vita precedente. A quel
livello il cervello non si era ancora strutturato in schemi, cioè mancava
praticamente tutta la sovrastruttura.


Quindi non potevo pescare ricordi di anni prima, ed è chiaro
che a questo livello non si può neppure parlare di dejavu', perché i ricordi
erano talmente forti che più volte mi è capitato di chiamare mio padre di
questa vita (si chiamava Anselmo), mi è capitato di chiamarlo Stefano e
chiaramente mio padre non comprendeva, più volte mi è capitato di chiamare mia
madre (si chiamava Teresa), mi è capitato di chiamarla Giulia.


E mia madre ha cominciato a capire il perché di ciò quando
gli ho raccontato i miei ricordi, credo verso i tre anni, sì perché non tanto
dopo sono stato travolto da un auto (ed avevo tre anni e mezzo).


Ora che abbia costruito una storia così coesa è difficile da
spiegare a quell’età, perché un bambino di tre anni e mezzo è difficile che
immagini la sua morte con una simile dovizia di particolari. (le perdite di
coscienza, la progressiva perdita della vista, la figura del medico che mi ha prescritto
i Sali, il lettone alto con sopra il quadro della madonna che portava sotto un
acquasantiera.)


Non avevamo nessun quadro del genere in casa!


Il volto di mia madre che mi cantava delle canzoni, e spesso
piangeva, bagnandomi con l’acquasanta, ed io che ero convinto di guarire.


Allora postulando una doppia personalità celata a livello
inconscio, quando ho fatto il corso di Ipnosi Medica, ho voluto sottopormi
anche al test di Rorschach, il più attendibile per svelare disturbi della
personalità, e non è emerso niente, non avevo un minimo di dissociazione,
neppure una briciola di schizofrenia, neppure la minima nevrosi.


Poi la storia stessa che ho raccontato in base ai ricordi
rivela che non c’è schizofrenia o fatti dissociativi, perché è estremamente
lineare, priva di paradossi, sostanzialmente semplice, non trovi contraddizioni.


Il fatto che mi sia dimenticato moltissime cose penso sia
naturale, ci dimentichiamo moltissimo perfino in questa vita, figuriamoci se ci
stà di mezzo la morte.


Per cui questi miei ricordi restano un mistero anche per me,
continuo certamente a cercare delle spiegazioni razionali, ma bisogna averli
vissuti per rendersi conto della difficoltà di trovare una spiegazione
razionale e convincente.


Mi spiace di aver smosso tanto l’acqua dove bisogna dire che
non esiste l’anima, non ho detto che esiste l’anima, ma che mi è successo
questo e questo. Spiegatelo come volete, ma io so per certo che molti anni fa
non credevano nelle streghe, negli gnomi, nelle pratiche magiche. La vita era
estremamente semplice tutta finalizzata alla sopravvivenza, e non lasciava
spazio per costruire delle figure fantastiche


La figura del prete poi dove l’avrei pescata con quella
dovizia di particolari, il prete che ha litigato con mio padre per l'offerta,
ed ero presente anch’io dentro la stalla, voleva più soldi per la benedizione.


Ultima modifica di SauroClaudio il Ven 1 Giu 2012 - 19:39 - modificato 1 volta.
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Messaggio Da Minsky Ven 1 Giu 2012 - 19:37

SauroClaudio ha scritto:Mi spiace di aver smosso tanto l’acqua dove bisogna dire che
non esiste l’anima...
Claudio, non so perché ti sia venuta questa idea che qui "bisogna dire che non esiste l’anima": qui non ci sono obblighi ad uniformarsi ad alcuna dottrina, in positivo o in negativo, e mi sembra che tu ci gironzoli da abbastanza tempo per essertene reso conto.
D'altro canto, per poter dire che esiste l'anima ci vorrebbe, ragionevolmente, qualche prova abbastanza convincente. Per fare un esempio, le fantasiose elucubrazioni di Fausto Intilla che hai proposto sopra, non sono nulla di convincente. Il ragazzo non sta andando "verso una nuova scienza di confine", è già ben oltre il confine della scienza.

SauroClaudio ha scritto:...io so per certo che molti anni fa non credevano nelle streghe, negli gnomi, nelle pratiche magiche. La vita era estremamente semplice tutta finalizzata alla sopravvivenza, e non lasciava spazio per costruire delle figure fantastiche...
Ma mi pare proprio di sì, invece, che ci credessero, e la vita era regolata proprio dalla cultura religiosa e dalla superstizione.

SauroClaudio ha scritto:La figura del prete poi dove l’avrei pescata con quella dovizia di particolari, il prete che ha litigato con mio padre per la benedizione, ed ero presente anch’io dentro la stalla, voleva più soldi per l’offerta.
Infatti, ecco lì il prete. Questo dovrebbe suggerirti un indizio. Le storie che si raccontano (o meglio, che si raccontavano, quando io ero piccolo) ai bambini sono spesso estremamente impressionanti. Anch'io ho molti ricordi di quando ero piccolissimo, che mi sono rimasti impressi perché li ho rivisitati infinite volte, a causa del coinvolgimento emotivo che mi avevano causato.

P.S.: forte però il tuo papà dell'altra vita, a tener testa al bieco prete sanguisuga e scroccone... Ateismo e Intelligenza 605765

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Dai un pesce ad un uomo
e mangerà per un giorno.
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e mangerà per tutta la vita.
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e morirà pregando per un pesce.
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Messaggio Da SauroClaudio Ven 1 Giu 2012 - 19:57

Minsky ha scritto:
SauroClaudio ha scritto:Mi spiace di aver smosso tanto l’acqua dove bisogna dire che
non esiste l’anima...
Claudio, non so perché ti sia venuta questa idea che qui "bisogna dire che non esiste l’anima": qui non ci sono obblighi ad uniformarsi ad alcuna dottrina, in positivo o in negativo, e mi sembra che tu ci gironzoli da abbastanza tempo per essertene reso conto.
D'altro canto, per poter dire che esiste l'anima ci vorrebbe, ragionevolmente, qualche prova abbastanza convincente. Per fare un esempio, le fantasiose elucubrazioni di Fausto Intilla che hai proposto sopra, non sono nulla di convincente. Il ragazzo non sta andando "verso una nuova scienza di confine", è già ben oltre il confine della scienza.

SauroClaudio ha scritto:...io so per certo che molti anni fa non credevano nelle streghe, negli gnomi, nelle pratiche magiche. La vita era estremamente semplice tutta finalizzata alla sopravvivenza, e non lasciava spazio per costruire delle figure fantastiche...
Ma mi pare proprio di sì, invece, che ci credessero, e la vita era regolata proprio dalla cultura religiosa e dalla superstizione.

SauroClaudio ha scritto:La figura del prete poi dove l’avrei pescata con quella dovizia di particolari, il prete che ha litigato con mio padre per la benedizione, ed ero presente anch’io dentro la stalla, voleva più soldi per l’offerta.
Infatti, ecco lì il prete. Questo dovrebbe suggerirti un indizio. Le storie che si raccontano (o meglio, che si raccontavano, quando io ero piccolo) ai bambini sono spesso estremamente impressionanti. Anch'io ho molti ricordi di quando ero piccolissimo, che mi sono rimasti impressi perché li ho rivisitati infinite volte, a causa del coinvolgimento emotivo che mi avevano causato.

P.S.: forte però il tuo papà dell'altra vita, a tener testa al bieco prete sanguisuga e scroccone... Ateismo e Intelligenza 605765



Ti ringrazio, ma volevo dirvelo, questo è il miglior Forum
che ho trovato, quello dove si possono esprimere le proprie idee senza essere
travolti da una valanga di insulti. ( ed ho bazzicato su parecchi Forum)


Ecco, relativamente alle streghe ed agli gnomi devo dire che
non ho ricordi in questo senso, ricordo che era tutto condizionato dalla
religione e dal Vangelo; ecco se parli di cultura religiosa, ma non di streghe
o di folletti, perlomeno non me lo ricordo, o se c’erano delle credenze in
questo senso non hanno inciso sui miei ricordi. Si può pensare che li abbia
cancellati.


E si, forte il mio papà dell’altra vita, questi preti sempre
avidi di denaro!
SauroClaudio
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Messaggio Da delfi68 Ven 1 Giu 2012 - 19:59

i miei primi ricordi di questa
vita risalgono ad un anno,

Read more: http://atei.forumitalian.com/t2998p40-ateismo-e-intelligenza#ixzz1wZ621g00

mah..io non ne sarei tanto sicuro, in quanto i ricordi sono disponibili dalla costituzione del linguaggio, in genere..non ho mai sentito nessuno (o letto) che avesse ricordi autentici prima di quel periodo..

Io ti consiglio di formarti delle idee in merito senza aver prima approfondito, su testi autorevoli, quelle che sono le peculiarita' e fallaccie del cervello umano.

Non e' possibile, per definizione, scoprire una fallaccia del proprio cervello usando gli elementi forniti dal cervello stesso. Bisogna quanto meno conoscere il funzionamento del cervello e padroneggiare i "trucchi" che ti svelano i suoi inganni.

Testimonianze interne, a conferma di emergenze interne, capirai che non sono assolutamente affidabili.

Se ti fa piacere credere che hai avuto un altra vita, magari dovresti domandarti se non e' il tuo cervello che ti sta facendo un piccolo scherzo: ossia prevedere che avcrai anche una vita sucessiva.

La paura della morte, o anche la sola incapacita' di concepire la morte, fa creare delle realta' immaginarie perfettamente coerenti, sebbene false.

In realta' nessuno di noi e' predisposto a concepire il concetto della morte. Anche chi dice di accettarla, se si mette li a pensarci bene, non riesce a "visualizzare" il mondo senza la sua esistenza. Fisica o "effimera' e metafisica. E' un limite del cervello del sapiens, non solo tuo eh..

Per validare un ricordo bisogna avere dei riscontri esterni al ricordo stesso, ovvero testimonianze inoppugnabili, e non suggestionate di altri o tue stesse.

Una mia amica, la Valeria, era convinta di aver trovato, in passato bel cinquecentomilalire..e piu' volte evocava questo fatto in certe discussioni. Con lei, in quel ricordo c'era sua sorella Rosaria.

Ebbene..Rosaria non ha nessun ricordo di quel ritrovamento di soldi, di cui dovrebbe essere una testimone oculare secondo i ricordi di Valeria. Alla fine, sembra che si sia trattato di un sogno o di una fantasia, che con il tempo Valeria ha archiviato come ricordo, aggiungendo particolari credibilissimi: un testimone, un orario, un luogo preciso e molti dettagli.
Ma tutti falsi.

Se ti interessa la verita' su te stesso e il tuo cervello, studia qualcosa di neurobiologia, nel 3D sul "libero arbitrio condizionato" ci sono varie fonti e testi utili.
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Messaggio Da Rasputin Ven 1 Giu 2012 - 20:46

SauroClaudio ha scritto:
Ti ringrazio, ma volevo dirvelo, questo è il miglior Forum
che ho trovato, quello dove si possono esprimere le proprie idee senza essere
travolti da una valanga di insulti. ( ed ho bazzicato su parecchi Forum)

Qui trovo doveroso io ringraziare te, quantunque a volte volano anche qui i ceffoni. Ci sforziamo di far mantenere il rispetto per le persone, le idee sono e rimangono criticabili; la libertà di esprimerle, invece, è (Mi si consenta mgreen ) sacra.

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Messaggio Da SauroClaudio Ven 1 Giu 2012 - 20:58

delfi68 ha scritto:
i miei primi ricordi di questa
vita risalgono ad un anno,

Read more: http://atei.forumitalian.com/t2998p40-ateismo-e-intelligenza#ixzz1wZ621g00

mah..io non ne sarei tanto sicuro, in quanto i ricordi sono disponibili dalla costituzione del linguaggio, in genere..non ho mai sentito nessuno (o letto) che avesse ricordi autentici prima di quel periodo..

Io ti consiglio di formarti delle idee in merito senza aver prima approfondito, su testi autorevoli, quelle che sono le peculiarita' e fallaccie del cervello umano.

Non e' possibile, per definizione, scoprire una fallaccia del proprio cervello usando gli elementi forniti dal cervello stesso. Bisogna quanto meno conoscere il funzionamento del cervello e padroneggiare i "trucchi" che ti svelano i suoi inganni.

Testimonianze interne, a conferma di emergenze interne, capirai che non sono assolutamente affidabili.

Se ti fa piacere credere che hai avuto un altra vita, magari dovresti domandarti se non e' il tuo cervello che ti sta facendo un piccolo scherzo: ossia prevedere che avcrai anche una vita sucessiva.

La paura della morte, o anche la sola incapacita' di concepire la morte, fa creare delle realta' immaginarie perfettamente coerenti, sebbene false.

In realta' nessuno di noi e' predisposto a concepire il concetto della morte. Anche chi dice di accettarla, se si mette li a pensarci bene, non riesce a "visualizzare" il mondo senza la sua esistenza. Fisica o "effimera' e metafisica. E' un limite del cervello del sapiens, non solo tuo eh..

Per validare un ricordo bisogna avere dei riscontri esterni al ricordo stesso, ovvero testimonianze inoppugnabili, e non suggestionate di altri o tue stesse.

Una mia amica, la Valeria, era convinta di aver trovato, in passato bel cinquecentomilalire..e piu' volte evocava questo fatto in certe discussioni. Con lei, in quel ricordo c'era sua sorella Rosaria.

Ebbene..Rosaria non ha nessun ricordo di quel ritrovamento di soldi, di cui dovrebbe essere una testimone oculare secondo i ricordi di Valeria. Alla fine, sembra che si sia trattato di un sogno o di una fantasia, che con il tempo Valeria ha archiviato come ricordo, aggiungendo particolari credibilissimi: un testimone, un orario, un luogo preciso e molti dettagli.
Ma tutti falsi.

Se ti interessa la verita' su te stesso e il tuo cervello, studia qualcosa di neurobiologia, nel 3D sul "libero arbitrio condizionato" ci sono varie fonti e testi utili.



A tre anni il mio linguaggio era già ben strutturato,
infatti raccontai a mia madre i ricordi, ma questi erano maturati già prima,
cioè la sensazione di appartenere ad un'altra famiglia è lontanissima ed io
credo che risalga a quando non c’era ancora linguaggio.


Poi sul cervello guarda che ho letto molte cose, non
pretendo che quello che è emerso appartenga ad un'altra vita, ma guarda
delfi68, bisogna averli vissuti per esprimere un giudizio corretto.


E forse sul cervello sappiamo ancora molto poco.


Comunque la mia ricerca è continua.


Per questa sera termino, Buona Notte

_____________________________________________________



E fu là che io raccolsi per via la parola
"superuomo", e che l'uomo è qualcosa che deve essere superato.





- che l'uomo è un ponte e non un fine





- che si chiama beato per il suo mezzogiorno e per la sua
sera, come via verso nuove aurore.





- la parola di Zarathusra, sul grande meriggio e quant'altro
io sospesi sopra l'uomo, come purpurei secondi crepuscoli.





In verità mostrai loro anche nuove stelle insieme con nuove
notti, e sopra le nuvole, il giorno e la notte, aprii il mio riso come una tenda
multicolore.


Insegnai loro tutto il mio fare e bramare: poter riunire e
ricomporre in unità ciò che nell'uomo è frammento ed enigma e atroce caso.





- come poeti, solutori di enigmi e redentori del caso,
insegnai loro a creare nel futuro e a redimere - creando- tutto ciò che era.





Redimere nell'uomo il passato e trasformare tutto il
"fu" sinchè la volontà dica "





Ma così ho voluto che fosse! E così vorrò che sia"





- questa chiamai per loro redenzione, questa solo insegnai
loro a chiamare redenzione -





Ora attendo la mia redenzione- per andare a loro per
l'ultima volta.





Giacchè per una volta ancora voglio andare agli uomini: fra
loro voglio tramontare, voglio dar loro il mio più ricco dono morendo!





Dal sole imparai questo, quando si corica: rovescia oro nel
mare, oro dalla sua inesauribile ricchezza.





Così anche il più povero dei pescatori rema con un remo
d'oro.





Questo vidi e contemplando non potevo non saziarmi di
lacrime.





Come il sole vuole tramontare Zarathustra: ora se ne sta quì
ed attende ed attorno a lui antiche tavole spezzate ed anche tavole nuove,
scritte solo a metà.






Da Così parlò Zarathustra di Nietsche
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