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Necessità del "formalismo etico"

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Messaggio Da abigail Mar 19 Ott 2010 - 18:22

Semplifico molto per brevità e anche per non propinare un'inopportuna lezioncina.
A partire dalla kantiana critica della ragion pratica, la filosofia morale non ritiene si possano indicare comportamenti sempre e comunque "virtuosi", compreso il non uccidere, essendo evidente la possibilità di individuare eccezioni (legittima difesa, maggior danno ecc.).
I criteri di giudizio sulla moralità dell'azione sono quindi formali, cioè tentano di definirne la conformità rispetto ad alcuni canoni. Su di essi ci sarebbe molto da dire.
Riassumo alla grossa come segue. Un'azione è morale se chi la compie:
- è libero di seguire la propria ragione
- si rapporta con gli altri "come fine e mai come mezzo" , ovvero non strumentalizza l'umanità propria e altrui
- può rispondere positivamente alla domanda: "giudicherei morale il comportamento di chiunque altro agisca come ora io faccio nell' identica situazione?"
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