Atei Italiani
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Messaggio Da Paolo Gio 2 Set 2010 - 10:51

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Messaggio Da Rasputin Gio 2 Set 2010 - 12:54

Ludwig, hai detto una cosa interessante, "stabiliamo l'abitudine umana ad antropomorfizzare ciò che la circonda".

Posto che io personalmente condivido, lo faccio però solo a naso, non ho in mano nulla che sostenga l'asserzione. Esistono studi in proposito?

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Messaggio Da Paolo Gio 2 Set 2010 - 16:14

Non è che io abbia una idea ben precisa. Mi sono posto il problema partendo da una costatazione molto semplice ma, ovviamente per me, efficace. Io personalmente non riesco ad avere in nessun modo il concetto di divino o di sovrannaturale. Dal mio punto di visata sono concetti completamente vuoti delle fantasie come una favola o dei cartoni animati. E se provo a considerare anche in via teorica l'esistenza di un mondo metafisico trovo talmente tante assurdità o paradossi che non mi permettono di arrivare a nessuna posizione accettabile. Io non riesco a trovare nessun legame tra il nostro esistere, considerato in tutte le sue forme, e un qualcosa che trascenda il mondo fisico. Nel migliore delle ipotesi quello che riesco a concepire è una banale umanizzazione (il famoso grande vecchio con la barba bianca) di un dio o qualcosa di simile.

Dato questo mio materialismo non trovo il meccanismo che possa aver spinto l'uomo ha ipotizzare un qualcosa che non era a lui conoscuto in alcun modo. Io ho apprezzato l'ipotesi di uno studioso che ipotizzava che il concetto di divino derivi sia dai sogni che dall'uso inconsapevole di droghe o meglio allucinogeni. Se valutato così (a me in questa fase poco importa se sia più o meno plausibile) la cosa mi sembra avere una logica. Quando non si sapeva cosa fossero i sogni, o perchè si potevano avere le allucinazioni, si è potuto pensare che quello che si vedeva o si sognava altro non fosse che un mondo a noi sconoscuto misterioso ed etereo. Dalla elaborazione di questo, con la spinta antropologica (paure, istinti o altro) si sarebbe potuto creare il concetto di divino. Ma se noi non utilizziamo un mezzo psichico (non so se è un termine corretto, ma intendo sogni allucinazioni ecc..) non vedo da dove altro possa saltar fuori un concetto così innaturale come quello divino.
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Messaggio Da Multiverso Gio 2 Set 2010 - 18:29

Ti ripeto che secondo me l'errore che tu commetti, Paolo, è di equiparare il sentimento religioso ab origine alla concezione che ne abbiamo noi oggi e, quindi, non riesci a comprendere come un nostro lontanissimo antenato possa aver concepito il concetto di divino attuale . Nell'universo tutto nasce ed evolve in tempi lunghissimi, per cui il prodotto finale non assomiglia neppure lontanamente al suo primo mattone. La vita complessa sotto i nostri occhi, in primis noi stessi, non è neppure lontanamente paragonabile ai procarioti, eppure da quelli si è evoluta.
Come ho già scritto più volte, l'embrione del sentimento religioso è l'autosuggestione, meccanismo psicologico prettamente umano, utile a indurre una risposta fittizia che sul piano emozionale risulta però sufficientemente efficace e protettiva. E l'uomo primitivo era come un bambino, pieno di paure e circondato da misteri a lui incomprensibili, per cui si può dire che fu quasi costretto ad autosuggestionarsi per assecondare il suo inconscio istinto si sopravvivenza.

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Messaggio Da Paolo Ven 3 Set 2010 - 13:51

Scusami Lud, ma pensavo che nella mia risposta fosse capibile anche cosa penso di quanto da te esposto.

Siccome non apprezzo quelle discussioni in cui uno esprime un idea, alla quale vengono mosse delle osservazioni/critiche e che per risposta a questo non si fa altro che ripetere il concetto già espresso solo con altre parole, cerco un modo diverso di esprimere la mia idea. Con questo voglio dire che mi sembra inutile ripetere al mia idea secondo la quale un "concetto" non può nascere se non da uno elemento fisico che ricade sotto i nostri sensi. Cerco così di trovare un'altro modo di esprimere quanto già detto da me ma in modo da trasmettere più incisivamente la mia posizione.

Da quanto hai scritto, tu sei del parere (sintetizzo al massimo) che essendo incomprensibile chi o cosa può aver causato determinati fenomeni (l'ormai cleberrimo fulmine!) l'uomo ha pensato all'essere superiore o sovrannaturale che lo provoca. Ed è questo il punto che io non condivido. Ma non tanto come ha scritto Multi (quindi, non riesci a comprendere come un nostro lontanissimo antenato possa aver concepito il concetto di divino attuale). Il problema che mi pongo è perchè per spiegare o giustificare l'incomprensibile l'uomo abbia creato un concetto inesistente. Se noi ci limitiamo a considerare anche tutte le capacità intellettive dell'uomo, fantasia compresa, non vi è modo che si generi un concetto dal nulla. Prima della scoperta di Pasteur si pensava che un pezzo di carne andasse in putrefazione spontaneamente è che i vermi nascessero dal nulla. Se non vi fosse stato il microscopio e tutta le tecnologia che già Pasteur disponeva mai l'uomo avrebbe potuto avere il concetto di microrganismo. Ovvero se il cervello non riceve uno stimolo fisico proveniente da uno dei suoi sensi (in questo caso la vista di microscopici esseri viventi tramite un microscopio) mai e poi mai avrebbe potuto elaborare tale concetto. Ancora oggi non si conosce quale sia la causa del cancro. Si conoscono sostanze che lo provocano, ma realmente cosa sia non si sa. Se un giorno si scoprisse che è la kriptologhina (??) alla base di tutto l'uomo si creerebbe il concetto di kriptologhite. Ma ora, se non riceviamo uno stimolo fisico che ci fa capire cosa sia la kriptologhina tale concetto non può essere generato in modo autonomo dal cervello. Ovvero il cervello elabora gli stimoli ma non è in grado di generere qualcosa che non provenga dai nostri sensi. E la fantasia non è altro che una elaborazione astratta di qualcosa di fisico. Se poi consideriamo altri concetti che non possono ricadere sotto i notri sensi, come l'infinito o l'eterno, ci si rende conto che altro non sono che la negazione di qualcosa di fisico.
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Messaggio Da Multiverso Ven 3 Set 2010 - 17:02

Paolo ha scritto:... Se poi consideriamo altri concetti che non possono ricadere sotto i notri sensi, come l'infinito o l'eterno, ci si rende conto che altro non sono che la negazione di qualcosa di fisico.

Appunto, l'opposto dell'umano è il divino, l'opposto del materiale è l'immateriale o spirituale, l'opposto del visibile è l'invisibile, l'opposto del fisico è il metafisico. Proprio muovendo da ciò che ricade sotto i propri sensi, l'uomo ha potuto elaborare simili concetti astratti, attraverso meccanismi mentali che dall'estremamente semplice hanno condotto al complesso che oggi conosciamo.

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Messaggio Da Paolo Ven 3 Set 2010 - 17:44

Bene! Forse siamo arrivati ad un punto di vista condiviso. Si potrebbe ipotizzare che il concetto di divino o sovrannaturale altro non sia che un concetto negativo. Ovvero si dice quello che non è, non quello che è. In questo caso la sua origine la si può ricercare, per così dire, nelle debolezze umane. Questo punto di vista mi fa sorgere una doamnda: come si può definire dio, anche non in senso religioso, non utilizzando concetti negativi, ovvero non negando un nostro limite ? Evitando le definizioni ad effetto che per me non vogliono dire niente (dio è amore, dio è omnipotente, dio è la perfezione ecc...) in quale altro modo è possibile identificarlo? Forse il "creatore" . Se non altro è un concetto positivo. Altre idee non me ne vengono al momento. thinkthank
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