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Messaggio Da Minsky il Mar 12 Mar - 21:49


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Messaggio Da Rasputin il Mar 12 Mar - 22:00


Il termine "white" assume qui molti significati, nessuno dei quali mi pare troppo edificante.

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Messaggio Da Minsky il Lun 27 Mag - 20:49

American History X: un bellissimo film per instillare nell’uomo bianco il senso di colpa

Roma, 26 mag – Qualcuno potrebbe chiamarlo complottismo, invece si tratta semplicemente di pensiero critico. Il principio è che non esistono media di grandi dimensioni che non si pongano quale veicolo delle istanze del Potere presso le masse. Ma il processo più sottile e raffinato di condizionamento delle coscienze riguarda certamente l’intrattenimento, quello apparentemente più slegato dal discorso partitico. Per intendersi: è chiaro che una puntata di Fazio è smaccatamente di parte. Infatti, è ben difficile che vi si faccia affidamento per un massiccio piano di persuasione. Più che altro si tratta di una trasmissione a uso e consumo dell’elettore piddino che in essa vi si rispecchia – all’occorrenza, rovesciando la prospettiva, risulterà utile all’elettore di destra per sentirsi ancora più distante da quella parte politica. 

Il caso di American History X

Il condizionamento più efficace, però, è da rintracciare in altri contesti. Esso colpisce tendenzialmente nei momenti in cui il soggetto è maggiormente esposto, per esempio quando è alla ricerca di distrazioni. Oggi questo discorso si potrebbe estendere ai social media, ma fino agli anni ’90 era maggiormente centrato sul cinema. Si consideri per l’appunto un film quale American History X. La storia, oramai largamente conosciuta dopo i vari passaggi televisivi, è quella di Derek Vinyard (magistralmente interpretato da Edward Norton), un ragazzo il cui padre è stato ucciso nell’esercizio della sua attività lavorativa di pompiere da un afro-americano. A seguito del tragico evento, Derek inizia la sua forsennata militanza in un gruppo di naziskin, guidati da un losco figuro che risponde al nome di Cameron Alexander. I “camerati” che lo circondano sono tutti ragazzi profondamente disagiati, che vivono con sofferenza i conflitti della società americana, attribuendo naturalmente la colpa di tutto alla comunità nera e agli ebrei. A conclusione del suo tragico percorso, il protagonista arriverà a uccidere alcuni ragazzi di colore che hanno tentato di rubargli la macchina, finendo così in galera.
A sua volta anche il fratello, Danny, è attratto dalle pericolose idee che tanta presa hanno avuto su Derek. Arriva così a presentare, durante il corso di storia al liceo, una relazione sul Mein Kampf. Viene pertanto malamente bacchettato dal professore ebreo e preso sotto l’ala protettrice di Sweenie, il preside di colore che, già durante la sua carcerazione, si è proposto come aiuto psicologico di Derek.

White Guilt

Inutile, però, stare qui a fare ulteriori sintesi della trama, tra momenti tragici, epifanie e agnizioni varie dei personaggi. Meglio concentrarsi sul punto nodale della pellicola, lì dove si cerca di insinuare quella che Emanuele Fusi in White Guilt (Passaggio al Bosco 2019) identifica con il senso di colpa che il sistema, nel tentativo di imporre una società multietnica, instilla nell’uomo bianco. Quando Danny viene costretto da Sweenie a scrivere una relazione in cui dovrà analizzare le circostanze che stanno dietro l’incarcerazione del fratello – insomma, a porsi la domanda “come siete arrivati a odiare chiunque non sia bianco?” –, il ragazzo, anche sotto la spinta di Derek oramai convertitosi in strenuo antirazzista, passa in rassegna la storia della sua famiglia.

Schiavismo e vittimismo

Il climax arriva rievocando un pranzo domenicale in cui il padre, come dovrebbe di solito essere in qualsiasi famiglia normale, ascolta parlare i figli rispetto ai loro pensieri, problemi, sentimenti e cerca di educarli proponendo loro il suo punto di vista. Nel particolare, Derek sta raccontando la sua fascinazione per Sweenie, allora suo professore di Letteratura, che casualmente fa studiare solo libri scritti da autori di colore. Il padre, un uomo pratico e poco propenso a bersi tutte le balle della propaganda, fa presente al figlio un qualcosa di assoluto buon senso, ovvero che i neri, dopo più di un secolo dall’abolizione della schiavitù, stanno trascendendo con la loro tendenza alla vittimizzazione. La sostanza del discorso è: i bianchi hanno sbagliato, ma la storia oramai non si può cambiare. Vogliamo andare avanti, oppure questi, fino alla fine dei tempi, dovranno farci vivere nel senso di colpa per le atrocità dei nostri avi? E, soprattutto, non sarà che, con la scusa del fatto che in altri tempi l’America è stata razzista, i neri ci vogliano marciare ottenendo privilegirispetto ai bianchi? Qualcosa di simile è, peraltro, capitata anche nel suo gruppo di lavoro, in cui un ragazzo di colore è stato assunto solo perché nero. Il suo punto è chiaro: quello che è stato è stato, ma adesso giochiamo alla pari e basta piangersi addosso – un po’ come si dice, oggi, per le femministe.

L’inganno antirazzista

Il messaggio che il film cerca di veicolare è che l’odio di Derek verso qualunque persona che non sia bianca, e la sua deriva nazista, scaturisce dai discorsi paterni. Il che è palesemente surrettizio, il solito ragionamento che la sinistra porta avanti in ogni parte del mondo, secondo la discutibile logica oggi trionfante per cui o ami l’immigrato, il “diverso”, o sei razzista. Come se non ci fosse differenza tra il sostenere una posizione critica verso l’immigrazione indiscriminata, andare contro le idee di un uomo di colore, e l’auspicare la “soluzione finale” di hitleriana memoria. Al contrario, il discorso del padre – figura che, del resto, la sinistra aspira ad annichilire – spinge esattamente per una parificazione totale, senza privilegi per nessuno, perché combattere il razzismo non può ottusamente tramutarsi nel fare guerra a sé stessi sotto la spinta di un ingiustificato senso di colpa.
Matteo Fais

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Messaggio Da Rasputin il Lun 27 Mag - 21:24

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Messaggio Da Minsky il Sab 24 Ago - 12:06

Insulti razzisti sull’auto del medico della Cri: “N***o di merda”

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La smania del "politicamente corretto" ha raggiunto vette che sino a poco tempo fa erano impensabili. Si può scrivere "merda" (vabbé, non è elegante) ma non si può scrivere "negro". Negro negro negro negro. Buffoni.

Poi si nota il bias sulla notizia, de per sé assolutamente insignificante, insulsa, esigua. Sai quanti imbecilli scrivono insulti sui muri e dappertutto ogni giorno, sono milioni.
«... vittima di insulti razzisti incisi proprio sulla sua vettura.» "Incisi" come? Con un... pennarello! ahahahahahah L'auto perciò risulta "vandalizzata"! hysterical Come se fossero passati i black block e avessero tagliato tutt'e quattro le gomme, sfondato i finestrini e dato fuoco. no!

E per essere precisi non c'è nemmeno scritto "negro di merda" sul cofano, ci sono due vocaboli distinti, "negro" e "merda", un po' come "dio" e "porco". Insomma, una specie di bestemmia, di imprecazione. Non un insulto specifico. Mi pare, eh.

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Messaggio Da Rasputin il Sab 24 Ago - 12:18

Minsky ha scritto:(...)

E per essere precisi non c'è nemmeno scritto "negro di merda" sul cofano, ci sono due vocaboli distinti, "negro" e "merda", un po' come "dio" e "porco". Insomma, una specie di bestemmia, di imprecazione. Non un insulto specifico. Mi pare, eh.

Beh si può vederla anche così, ma mi pare quantomeno un po' stiracchiata. A proposito, non ti salta all'occhio niente in questo thread?

Il fetentone è passato anche di qua, il peggio è che non mi ricordo quello che avevo scritto.

Tornando IT comunque, ci riflettevo oggi: se razzismo è prendere atto che esistono razze umane diverse, sia per tratti somatici che culturali e, perché no, anche neurologici/intellettuali (tutte cose che non mi pare si possa contestare) beh allora io sono razzista.

Non siamo tutti uguali: i negri sono negri, i bianchi bianchi ed i gialli gialli.

E chi appartiene ad un determinato gruppo etnico può essere più pigro, meno pigro, più o meno cialtrone, più o meno forte/veloce/resistente fisicamente di chi appartiene ad un altro.

E sono certo che lo stesso si può affermare anche per le capacità intellettuali, per forza di cose esistono persone/gruppi superiori e/o inferiori ad altri, come nel resto del mondo animale.

Non ci dovrebbe essere nessun problema a dirlo e prenderne atto, anche perché questo non influisce - o perlomeno non dovrebbe influire - sulla tutela dei diritti umani per tutti.

Invece succede proprio il contrario: guai a dire negro di merda, però i bambini negri tenuti a lavorare nelle cave di pietra in India quelli vanno bene eh

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Messaggio Da Minsky il Lun 26 Ago - 16:05

Rasputin ha scritto:
Minsky ha scritto:(...)

E per essere precisi non c'è nemmeno scritto "negro di merda" sul cofano, ci sono due vocaboli distinti, "negro" e "merda", un po' come "dio" e "porco". Insomma, una specie di bestemmia, di imprecazione. Non un insulto specifico. Mi pare, eh.

Beh si può vederla anche così, ma mi pare quantomeno un po' stiracchiata. A proposito, non ti salta all'occhio niente in questo thread?

Il fetentone è passato anche di qua, il peggio è che non mi ricordo quello che avevo scritto.

Tornando IT comunque, ci riflettevo oggi: se razzismo è prendere atto che esistono razze umane diverse, sia per tratti somatici che culturali e, perché no, anche neurologici/intellettuali (tutte cose che non mi pare si possa contestare) beh allora io sono razzista.

Non siamo tutti uguali: i negri sono negri, i bianchi bianchi ed i gialli gialli.

E chi appartiene ad un determinato gruppo etnico può essere più pigro, meno pigro, più o meno cialtrone, più o meno forte/veloce/resistente fisicamente di chi appartiene ad un altro.

E sono certo che lo stesso si può affermare anche per le capacità intellettuali, per forza di cose esistono persone/gruppi superiori e/o inferiori ad altri, come nel resto del mondo animale.

Non ci dovrebbe essere nessun problema a dirlo e prenderne atto, anche perché questo non influisce - o perlomeno non dovrebbe influire - sulla tutela dei diritti umani per tutti.

Invece succede proprio il contrario: guai a dire negro di merda, però i bambini negri tenuti a lavorare nelle cave di pietra in India quelli vanno bene eh

Secondo il dizionario, razzista è chi "ha la tendenza a considerare una razza umana come superiore alle altre, costringendo perciò gli appartenenti a queste ultime in condizioni di vita peggiori e ostacolando i reciproci rapporti fra individui dell'una e delle altre". Che è molto più drastico di quello che dici tu.

Più in dettaglio, vediamo cosa c'è nella Treccani.

razzismo Concezione fondata sul presupposto che esistano razze umane biologicamente e storicamente superiori ad altre razze. È alla base di una prassi politica volta, con discriminazioni e persecuzioni, a garantire la 'purezza' e il predominio della 'razza superiore'.

RAZZISMO - APPROFONDIMENTO
di Sergio Parmentola

In senso stretto, il razzismo, come teoria della divisione biologica dell'umanità in razze superiori e inferiori, è un fenomeno relativamente recente. È antichissima, invece, la tendenza a discriminare i 'diversi' (nazioni, culture, classi sociali inferiori), e la principale funzione del razzismo, in tutte le varianti, fu sempre di giustificare qualche forma di discriminazione o oppressione.

Xenofobia ed etnocentrismo in età antica e moderna

Fin dall'antichità molti popoli o gruppi sociali tesero a chiudersi agli altri, escludendo o discriminando i diversi, con un atteggiamento che si può definire xenofobo o etnocentrico più che razzista in senso proprio, per la mancanza di un esplicito riferimento a una superiorità biologica: i fondamenti della propria presunta superiorità erano linguistici, culturali, religiosi. Greci e romani definivano 'barbari' i popoli che non parlavano la loro lingua (bar-bar indicava onomatopeicamente il loro balbettio incomprensibile); l'Europa cristiana perseguitò e ghettizzò per secoli gli ebrei, accusati dell'uccisione di Cristo. Una prima forma di razzismo biologico si presentò dopo la scoperta dell'America, per giustificare lo sfruttamento schiavistico di indios e africani deportati: nel 16° sec. J. Ginés de Sepúlveda distingueva gli uomini (spagnoli) dagli homunculi (indios), simili all'uomo, ma in realtà inferiori e bestiali.

Il razzismo nell'età contemporanea

La prima teoria 'scientifica' della differenziazione biologica dell'umanità in razze fu la classificazione in base al colore della pelle operata da C. Linneo nel 1735. Il testo che diede un impulso decisivo alla diffusione delle idee razziste fu il Saggio sull'ineguaglianza delle razze umane (1853-55) di J.-A. de Gobineau, che sostenne la superiorità biologica e spirituale della razza ariana germanica. Per H.S. Chamberlain (I fondamenti del 19° secolo, 1900) la storia era un'eterna lotta tra ariani, razza spiritualmente nobile, ed ebrei, ignobili e meschini. L'antiebraismo religioso si era trasformato in antisemitismo razzista, diffuso in gran parte d'Europa, dalla Russia dei pogrom alla Francia dell'affaire Dreyfus. Anche l'evoluzionismo di C. Darwin fu strumentalizzato per cercare di avvalorare le tesi razziste sostenendo che il dominio imperialistico sul mondo dimostrerebbe la superiorità biologica della razza bianca, più adatta ad affrontare la lotta per la vita e la selezione naturale. Inoltre, furono condotte misurazioni antropometriche che avrebbero dovuto rivelare la maggior intelligenza, vitalità e moralità della razza bianca e furono avanzate teorie eugenetiche che invitavano a preservare i caratteri migliori della razza impedendo il meticciato e la riproduzione degli individui peggiori. C. Lombroso, infine, sostenne che gli italiani meridionali sono biologicamente più predisposti alla delinquenza dei settentrionali.

Negli Stati Uniti, nonostante l'abolizione della schiavitù (1865), i neri continuarono a essere discriminati, nonché perseguitati dal terrorismo del Ku-Klux-Klan, fino al 1964, quando un'ondata di manifestazioni antirazziste ottenne il divieto di ogni legge discriminatoria. Ciononostante l'emarginazione sociale, dei neri come degli ispanici, non è ancora del tutto scomparsa.

L'espressione più tragica del razzismo si ebbe nella Germania nazista (1933-45). A. Hitler, che con A. Rosenberg (Il mito del 20° secolo, 1930) riprese le idee di Chamberlain, cercò di realizzare la supremazia della razza ariana riducendo in schiavitù gli slavi ed eliminando gli ebrei, considerati "subumani". La "soluzione finale", decisa durante la Seconda guerra mondiale, portò allo sterminio nei Lager di 6 milioni di ebrei. Anche l'Italia fascista adottò leggi razziali (1938) e contribuì alla deportazione nei Lager degli ebrei italiani. Il nazismo praticò anche l'eugenetica, sterilizzando o eliminando i malati di mente. Nel dopoguerra, la decolonizzazione liberò molti popoli dall'oppressione coloniale, ma non impedì l'affermazione di regimi segregazionisti, come l'apartheid in Sudafrica, dove la minoranza bianca costrinse la maggioranza nera a vivere segregata nei bantustan. La condanna dell'onu e dell'opinione pubblica mondiale e le battaglie dell'African national congress di N. Mandela portarono all'abolizione dell'apartheid (1990), ma nel mondo continuano a verificarsi situazioni di discriminazione o emarginazione, come quelle degli aborigeni in Oceania o degli indios nel Chiapas messicano. In Europa e in Italia rigurgiti di razzismo si sono ripresentati a fine secolo con le massicce immigrazioni dai paesi più poveri, nonostante gli immigrati costituiscano una risorsa preziosa per il Vecchio Continente. Ha provocato orrore la ripresa negli anni Novanta di pratiche di pulizia etnica, che si speravano scomparse con la fine del nazismo, nella ex Iugoslavia che hanno coinvolto serbi, croati e albanesi del Kosovo. Massacri provocati da conflitti etnici si sono verificati anche in altri continenti, come tra gli hutu e i tutsi in Ruanda (1994).

L'infondatezza del razzismo

I più recenti studi di genetica (L. Cavalli Sforza) dimostrano che le differenze tra le razze sono minime, inferiori a quelle tra gli individui di una stessa razza, e soprattutto che l'intelligenza è uguale in tutte le razze. L'umanità deriva da un unico ceppo che dall'Africa si diffuse nei vari continenti, rafforzando in ogni ambiente i caratteri più adatti e dividendosi pertanto in tipi differenti. L'ONU condannò il razzismo con la Dichiarazione sulla razza dell'UNESCO (1950) e con una Convenzione del 1965 che definì discriminazione razziale ogni differenza, esclusione e restrizione dalla parità dei diritti in base a razza, colore della pelle e origini nazionali ed etniche. Nel 2000 il 21 marzo fu proclamato giornata mondiale contro il razzismo, in memoria dell'eccidio di 69 neri nel 1960 a Sharpeville (Sudafrica). Organizzazioni umanitarie non governative, come SOS Razzismo, nata in Francia ma operante in tutto il mondo, anche in Italia (dal 1989), si battono per sconfiggere il razzismo e ogni forma di discriminazione. Da anni l'Unione Europea invita con direttive gli Stati membri a dotarsi di leggi antidiscriminazione.

L'argomento che la variabilità genetica tra individui appartenenti allo stesso gruppo etnico è maggiore della variabilità genetica media tra gruppi diversi è inoppugnabile e ricordo di aver avuto occasione di citarlo varie volte. Che alcuni gruppi etnici siano biologicamente "inferiori" ad altri o viceversa per ragioni genetiche è un'affermazione quanto meno azzardata, perché non è supportata da alcuno studio scientifico. Sarebbe indubbiamente di estremo interesse studiare le eventuali corrispondenze (che devono esistere) tra genoma e caratteri mentali del fenotipo, ma nulla è mai stato fatto sinora. Pensiamo per esempio che enormi orizzonti potrebbe dischiudere alla conoscenza umana, scoprire se i caratteri del genio che si è manifestato in persone come Srinivasa Ramanujan sono in qualche modo scritti nel genoma. Perché sarebbe la spiegazione a fenomeni altrimenti inspiegabili, come appunto la capacità di Ramanujan di produrre teoremi di matematica di complessità tale da poter essere compresi solo dai massimi matematici dell'epoca, senza aver avuto una preparazione scolastica adeguata. Ramanujan non conosceva neppure i metodi di notazione adottati dai matematici, e ne inventò di propri. È stato come se i fratelli Wright avessero costruito direttamente l'Airbus A380.

Il razzismo è stato inventato dalle religioni, che sono sempre state, con poche eccezioni, il principale fattore di conflitto tra le popolazioni, accompagnandosi ai naturali motivi di espansione territoriale e predazione delle risorse. Ottimo l'esempio delle popolazioni indigene dell'America, sterminate per motivi di conquista con l'avvallo della chiesa cattolica ben disposta a confermare l'inferiorità "spirituale" degli indios, che ne giustificava l'annientamento.

Rimane l'evidenza peraltro inoppugnabile che alcuni gruppi etnici appaiono, come giustamente sottolinei, diversi sotto vari profili sia fisici che attitudinali. Ma questo si spiega benissimo con i fattori sociali e ambientali. Tolti dal loro ambiente originario, gli individui di qualunque gruppo etnico sono in grado di realizzare gli stessi obiettivi degli individui appartenenti ai gruppi più civilizzati.
Uno dei fattori di depressione delle capacità umane, uno dei più pesanti in certi casi, è la religione. Una religione come quella islamica per esempio, è in grado di storpiare irreversibilmente la mente delle persone, sia per i contenuti che veicola, sia per il modo brutale in cui tali contenuti vengono veicolati sull'infanzia.
Il cervello umano è una struttura molto flessibile e capace di adattarsi a situazioni ambientali diversissime, ma proprio questa grande plasticità lo espone a danni gravissimi se subisce abusi sin dall'infanzia dell'individuo. Casi eclatanti sono i bambini abusati sessualmente, che non si riprendono mai nel corso della loro vita adulta dai traumi subiti. Un abuso analogo ma di proporzioni ciclopiche, e tuttavia tollerato e passato nell'indifferenza, avviene costantemente e sistematicamente con l'indottrinamento delle religioni. Chiediamoci un bel momento, se anche tutta questa storia del razzismo non sarebbe risolta d'un botto eliminando le religioni.

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Messaggio Da Minsky il Lun 26 Ago - 16:27

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Messaggio Da Rasputin il Lun 26 Ago - 20:12

Allora, vediamo un po'. L'intervento contiene vari spunti, quoterò solo quelli sui quali ho qualcosa da dire.

Minsky ha scritto:Secondo il dizionario, razzista è chi "ha la tendenza a considerare una razza umana come superiore alle altre, costringendo perciò gli appartenenti a queste ultime in condizioni di vita peggiori e ostacolando i reciproci rapporti fra individui dell'una e delle altre". Che è molto più drastico di quello che dici tu.

Diciamo che concordo con la definizione del dizionario al 95%, il 5% rimanente è la prima frase e più avanti dirò perché non concordo del tutto. E veniamo alla Treccani:

razzismo Concezione fondata sul presupposto che esistano razze umane biologicamente e storicamente superiori ad altre razze. È alla base di una prassi politica volta, con discriminazioni e persecuzioni, a garantire la 'purezza' e il predominio della 'razza superiore'.

Più che presupposto direi che almeno un'ipotesi ci sta. Sul resto mi pare di essermi già espresso: l'uguaglianza dei diritti umani va garantita, altrimenti la faccenda si fa più pericolosa di quello che già è.

In senso stretto, il razzismo, come teoria della divisione biologica dell'umanità in razze superiori e inferiori, è un fenomeno relativamente recente. È antichissima, invece, la tendenza a discriminare i 'diversi' (nazioni, culture, classi sociali inferiori), e la principale funzione del razzismo, in tutte le varianti, fu sempre di giustificare qualche forma di discriminazione o oppressione.

Qui, oltre ad essere alle solite (confusione tra teorie ed ipotesi) si mischiano ulteriormente le carte, confusione con la discriminazione, eec. Io dico, ripeto e sostengo che tutti gli uomini non sono uguali, punto. E questo a me pare essere un dato di fatto; approfittarne ovvio che no, questa è un'altra faccenda; ma prenderne atto e regolarcisi, sí. Nello stesso modo in cui nessun allenatore consiglierebbe a un Kenyota il sollevamento pesi ed a un pigmeo la pallacanestro.

Il seguente capoverso, che non quoto, a me non pare altro che una divagazione sul/dal tema, dalla quale io desumo solamente come ancora una volta le religioni abbiano giocato un fondamentale ruolo a far danni. Dal capoverso subito sotto:

L'antiebraismo religioso si era trasformato in antisemitismo razzista, diffuso in gran parte d'Europa, dalla Russia dei pogrom alla Francia dell'affaire Dreyfus.

Vorrei richiamare ancora una volta l'attenzione su come certi termini vengono distorti ad hoc: andiamo a vedere cosa significa/chi sono i semiti? Pronti:

Semites, Semitic people or Semitic cultures (from the biblical "Shem", Hebrew: שם‎) was a term for an ethnic, cultural or racial group who speak or spoke the Semitic languages.

https://en.wikipedia.org/wiki/Semitic_people

E quali sono le lingue semite? Pronti:

The Semitic languages, previously also named Syro-Arabian languages, are a branch of the Afroasiatic language family originating in the Middle East[2] that are spoken by more than 330 million people across much of Western Asia, North Africa and the Horn of Africa,[3] as well as in often large immigrant and expatriate communities in North America, Europe and Australia.[4][5] The terminology was first used in the 1780s by members of the Göttingen School of History,[6] who derived the name from Shem, one of the three sons of Noah in the Book of Genesis.

The most widely spoken Semitic languages today are (numbers given are for native speakers only) Arabic (300 million),[7] Amharic (22 million),[8] Tigrinya (7 million),[9] Hebrew (~5 million native/L1 speakers),[10] Tigre (~1.05 million), Aramaic (575,000 to 1 million largely Assyrian fluent speakers)[11][12][13] and Maltese (483,000 speakers).[14]

Un sacco di arabi eh. Ancora da Treccani:

Anche l'evoluzionismo di C. Darwin fu strumentalizzato per cercare di avvalorare le tesi razziste sostenendo che il dominio imperialistico sul mondo dimostrerebbe la superiorità biologica della razza bianca, più adatta ad affrontare la lotta per la vita e la selezione naturale.

Strumentalizzato? A me pare che il grassettato sia un dato di fatto. A cosa sia dovuto non si sa, sospetto perché non si vuole sapere. Ma il secondo grassettato a me pare un'ipotesi lecita.

Poi viene il solito pistolotto sui nazi, sul quale sorvolo pietosamente perché palesemente pilotato, i poveri ebrei, espressione "più tragica" ( wall2 ) eccecc quel cattivone di Hitler ececc Tutsi menzionati solo di striscio nelle ultime due righe, nessuna menzione degli Armeni né di Maya e compagnia sterminati da chi ben sappiamo. Ultimo capoverso Treccani:

I più recenti studi di genetica (L. Cavalli Sforza) dimostrano che le differenze tra le razze sono minime, inferiori a quelle tra gli individui di una stessa razza, e soprattutto che l'intelligenza è uguale in tutte le razze.

Ma come, in questa direzione esistono studi di genetica (che occhio, non è il solo fattore a concorrere allo sviluppo intellettuale di una persona) ed in quest'altra

Minsky ha scritto:Che alcuni gruppi etnici siano biologicamente "inferiori" ad altri o viceversa per ragioni genetiche è un'affermazione quanto meno azzardata, perché non è supportata da alcuno studio scientifico.

no? Eppure le basi per condurli, gli studi scientifici, ci sono. Ma mi ricollego a Treccani, perché nell'ultimo capoverso si torna a mischiare razzismo con discriminazione? Comunque, se non ci sono studi scientifici, allora perché poco prima scrivi

Minsky ha scritto:L'argomento che la variabilità genetica tra individui appartenenti allo stesso gruppo etnico è maggiore della variabilità genetica media tra gruppi diversi è inoppugnabile e ricordo di aver avuto occasione di citarlo varie volte.

?

Minsky ha scritto:Il razzismo è stato inventato dalle religioni, che sono sempre state, con poche eccezioni, il principale fattore di conflitto tra le popolazioni, accompagnandosi ai naturali motivi di espansione territoriale e predazione delle risorse. Ottimo l'esempio delle popolazioni indigene dell'America, sterminate per motivi di conquista con l'avvallo della chiesa cattolica ben disposta a confermare l'inferiorità "spirituale" degli indios, che ne giustificava l'annientamento.

Già. Come ho scritto sopra la Treccani non lo cita, e questo per me fa perdere credibilità anche sul resto.

Minsky ha scritto:Rimane l'evidenza peraltro inoppugnabile che alcuni gruppi etnici appaiono, come giustamente sottolinei, diversi sotto vari profili sia fisici che attitudinali. Ma questo si spiega benissimo con i fattori sociali e ambientali. Tolti dal loro ambiente originario, gli individui di qualunque gruppo etnico sono in grado di realizzare gli stessi obiettivi degli individui appartenenti ai gruppi più civilizzati.

Non discuto sul forte influsso di fattori sociali e ambientali, ma comincio a dubitare della frase in grassettato. E ci sono valori empirici, che rimangono bene insabbiati; me un paio ho avuto la fortuna di viverli io in prima persona, poi se è il caso ne parlo. Quanto a quello che ho promesso di spiegare all'inizio, eccomi qua: non si tratta di "considerare una razza umana (in particolare, n.d.r.) come superiore alle altre", bensí di prendere atto - e mi ricollego all'esempio dei Kenyoti e dei pigmei - che, al pari delle attitudini fisiche, anche quelle intellettuali possono presentare delle differenze, a prescindere dal QI (sul quale peraltro si sono riscontrate differenze nelle medie tra gruppi etnici, eccome, qui un esempiuccio per chi ha voglia di leggere

https://en.wikipedia.org/wiki/Ashkenazi_Jewish_intelligence

e detto da me come mi stanno sul cazzo gli ebrei vi potete fidare. Sul resto - considerazioni sulle religioni e sul loro influsso - dico solo che si tratta di discriminazione a scopo di potere e lucro, ma non di razzismo. Se gli "altri" non fossero (stati) neri, piccoli, indios ecc avrebbero trovato qualche altra differenza per discriminarli (e lo hanno fatto, il modo di vivere, dormire, mangiare ecc).

In sintesi: applicando la meritocrazia in genere si vince, a condizione che i diritti umani di base vengano rispettati per tutti. ma non è anche quella una forma di discriminazione?

Dove comincia una e finisce l'altra?

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Messaggio Da Minsky il Dom 1 Set - 20:34

Rasputin ha scritto:Allora, vediamo un po'. L'intervento contiene vari spunti, quoterò solo quelli sui quali ho qualcosa da dire.

Minsky ha scritto:Secondo il dizionario, razzista è chi "ha la tendenza a considerare una razza umana come superiore alle altre, costringendo perciò gli appartenenti a queste ultime in condizioni di vita peggiori e ostacolando i reciproci rapporti fra individui dell'una e delle altre". Che è molto più drastico di quello che dici tu.

Diciamo che concordo con la definizione del dizionario al 95%, il 5% rimanente è la prima frase e più avanti dirò perché non concordo del tutto. E veniamo alla Treccani:

razzismo Concezione fondata sul presupposto che esistano razze umane biologicamente e storicamente superiori ad altre razze. È alla base di una prassi politica volta, con discriminazioni e persecuzioni, a garantire la 'purezza' e il predominio della 'razza superiore'.

Più che presupposto direi che almeno un'ipotesi ci sta. Sul resto mi pare di essermi già espresso: l'uguaglianza dei diritti umani va garantita, altrimenti la faccenda si fa più pericolosa di quello che già è.

In senso stretto, il razzismo, come teoria della divisione biologica dell'umanità in razze superiori e inferiori, è un fenomeno relativamente recente. È antichissima, invece, la tendenza a discriminare i 'diversi' (nazioni, culture, classi sociali inferiori), e la principale funzione del razzismo, in tutte le varianti, fu sempre di giustificare qualche forma di discriminazione o oppressione.

Qui, oltre ad essere alle solite (confusione tra teorie ed ipotesi) si mischiano ulteriormente le carte, confusione con la discriminazione, eec. Io dico, ripeto e sostengo che tutti gli uomini non sono uguali, punto. E questo a me pare essere un dato di fatto; approfittarne ovvio che no, questa è un'altra faccenda; ma prenderne atto e regolarcisi, sí. Nello stesso modo in cui nessun allenatore consiglierebbe a un Kenyota il sollevamento pesi ed a un pigmeo la pallacanestro.
"Tutti gli uomini non sono uguali" è una banalità, non sono uguali neppure tra consanguinei. Ribadisco che la variabilità genetica è dimostratamente maggiore tra individui della stessa etnia che tra etnie diverse (in media). Perciò potresti trovare un kenyota muscoloso come Schwarzenegger e un pigmeo alto come Magic Johnson.

Rasputin ha scritto:Il seguente capoverso, che non quoto, a me non pare altro che una divagazione sul/dal tema, dalla quale io desumo solamente come ancora una volta le religioni abbiano giocato un fondamentale ruolo a far danni. Dal capoverso subito sotto:

L'antiebraismo religioso si era trasformato in antisemitismo razzista, diffuso in gran parte d'Europa, dalla Russia dei pogrom alla Francia dell'affaire Dreyfus.

Vorrei richiamare ancora una volta l'attenzione su come certi termini vengono distorti ad hoc: andiamo a vedere cosa significa/chi sono i semiti? Pronti:

Semites, Semitic people or Semitic cultures (from the biblical "Shem", Hebrew: שם‎) was a term for an ethnic, cultural or racial group who speak or spoke the Semitic languages.

https://en.wikipedia.org/wiki/Semitic_people

E quali sono le lingue semite? Pronti:

The Semitic languages, previously also named Syro-Arabian languages, are a branch of the Afroasiatic language family originating in the Middle East[2] that are spoken by more than 330 million people across much of Western Asia, North Africa and the Horn of Africa,[3] as well as in often large immigrant and expatriate communities in North America, Europe and Australia.[4][5] The terminology was first used in the 1780s by members of the Göttingen School of History,[6] who derived the name from Shem, one of the three sons of Noah in the Book of Genesis.

The most widely spoken Semitic languages today are (numbers given are for native speakers only) Arabic (300 million),[7] Amharic (22 million),[8] Tigrinya (7 million),[9] Hebrew (~5 million native/L1 speakers),[10] Tigre (~1.05 million), Aramaic (575,000 to 1 million largely Assyrian fluent speakers)[11][12][13] and Maltese (483,000 speakers).[14]

Un sacco di arabi eh. Ancora da Treccani:

Anche l'evoluzionismo di C. Darwin fu strumentalizzato per cercare di avvalorare le tesi razziste sostenendo che il dominio imperialistico sul mondo dimostrerebbe la superiorità biologica della razza bianca, più adatta ad affrontare la lotta per la vita e la selezione naturale.

Strumentalizzato? A me pare che il grassettato sia un dato di fatto. A cosa sia dovuto non si sa, sospetto perché non si vuole sapere. Ma il secondo grassettato a me pare un'ipotesi lecita.

Circostanze fortuite e caso, abitudine a depredare, pressioni ambientali di vario genere, ci sono un sacco di spiegazioni possibili. In ogni caso l'assunto non è vero perché il dominio sul mondo prossimo venturo sarà dei cinesi, che non sono "razza bianca".

Rasputin ha scritto:Poi viene il solito pistolotto sui nazi, sul quale sorvolo pietosamente perché palesemente pilotato, i poveri ebrei, espressione "più tragica" ( wall2 ) eccecc quel cattivone di Hitler ececc Tutsi menzionati solo di striscio nelle ultime due righe, nessuna menzione degli Armeni né di Maya e compagnia sterminati da chi ben sappiamo. Ultimo capoverso Treccani:

I più recenti studi di genetica (L. Cavalli Sforza) dimostrano che le differenze tra le razze sono minime, inferiori a quelle tra gli individui di una stessa razza, e soprattutto che l'intelligenza è uguale in tutte le razze.

Ma come, in questa direzione esistono studi di genetica (che occhio, non è il solo fattore a concorrere allo sviluppo intellettuale di una persona) ed in quest'altra

Minsky ha scritto:Che alcuni gruppi etnici siano biologicamente "inferiori" ad altri o viceversa per ragioni genetiche è un'affermazione quanto meno azzardata, perché non è supportata da alcuno studio scientifico.

no? Eppure le basi per condurli, gli studi scientifici, ci sono. Ma mi ricollego a Treccani, perché nell'ultimo capoverso si torna a mischiare razzismo con discriminazione? Comunque, se non ci sono studi scientifici, allora perché poco prima scrivi

Minsky ha scritto:L'argomento che la variabilità genetica tra individui appartenenti allo stesso gruppo etnico è maggiore della variabilità genetica media tra gruppi diversi è inoppugnabile e ricordo di aver avuto occasione di citarlo varie volte.

?

Dove sarebbe la contraddizione? È la stessa cosa. Non ci sono evidenze che determinati gruppi etnici siano biologicamente inferiori per ragioni genetiche, e d'altro canto non ci sono ancora studi che correlino tratti genetici e intelligenza. Ma ci sono evidenze enormi che situazioni culturali e ambientali specifiche o di un certo tipo determinino un ritardo intellettivo. Basta vedere che povertà di produzione scientifica abbiano le nazioni arabe, anche quelle danarosissime che potrebbero investire fantastilioni nell'istruzione e nella ricerca (produzione esattamente pari a zero) ma se un arabo come individuo si trasferisce a vivere e studiare all'estero, al MIT per esempio, produce paper scientifici equivalenti a quelli dei colleghi di diversa etnia.

Rasputin ha scritto:
Minsky ha scritto:Il razzismo è stato inventato dalle religioni, che sono sempre state, con poche eccezioni, il principale fattore di conflitto tra le popolazioni, accompagnandosi ai naturali motivi di espansione territoriale e predazione delle risorse. Ottimo l'esempio delle popolazioni indigene dell'America, sterminate per motivi di conquista con l'avvallo della chiesa cattolica ben disposta a confermare l'inferiorità "spirituale" degli indios, che ne giustificava l'annientamento.

Già. Come ho scritto sopra la Treccani non lo cita, e questo per me fa perdere credibilità anche sul resto.

La citazione della Treccani non implicava in alcun modo che io fossi d'accordo con i contenuti del testo, peraltro, come giustamente hai sottolineato, molto superficiale e stereotipato.

Rasputin ha scritto:
Minsky ha scritto:Rimane l'evidenza peraltro inoppugnabile che alcuni gruppi etnici appaiono, come giustamente sottolinei, diversi sotto vari profili sia fisici che attitudinali. Ma questo si spiega benissimo con i fattori sociali e ambientali. Tolti dal loro ambiente originario, gli individui di qualunque gruppo etnico sono in grado di realizzare gli stessi obiettivi degli individui appartenenti ai gruppi più civilizzati.

Non discuto sul forte influsso di fattori sociali e ambientali, ma comincio a dubitare della frase in grassettato. E ci sono valori empirici, che rimangono bene insabbiati; me un paio ho avuto la fortuna di viverli io in prima persona, poi se è il caso ne parlo. Quanto a quello che ho promesso di spiegare all'inizio, eccomi qua: non si tratta di "considerare una razza umana (in particolare, n.d.r.) come superiore alle altre", bensí di prendere atto - e mi ricollego all'esempio dei Kenyoti e dei pigmei - che, al pari delle attitudini fisiche, anche quelle intellettuali possono presentare delle differenze, a prescindere dal QI (sul quale peraltro si sono riscontrate differenze nelle medie tra gruppi etnici, eccome, qui un esempiuccio per chi ha voglia di leggere

https://en.wikipedia.org/wiki/Ashkenazi_Jewish_intelligence

e detto da me come mi stanno sul cazzo gli ebrei vi potete fidare. Sul resto - considerazioni sulle religioni e sul loro influsso - dico solo che si tratta di discriminazione a scopo di potere e lucro, ma non di razzismo. Se gli "altri" non fossero (stati) neri, piccoli, indios ecc avrebbero trovato qualche altra differenza per discriminarli (e lo hanno fatto, il modo di vivere, dormire, mangiare ecc).

In sintesi: applicando la meritocrazia in genere si vince, a condizione che i diritti umani di base vengano rispettati per tutti. ma non è anche quella una forma di discriminazione?

Dove comincia una e finisce l'altra?

La meritocrazia è una forma di discriminazione solo quando non viene applicata. wink..

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Messaggio Da Rasputin il Mar 3 Set - 22:09

Vediamo un po'.

Minsky ha scritto:"Tutti gli uomini non sono uguali" è una banalità, non sono uguali neppure tra consanguinei. Ribadisco che la variabilità genetica è dimostratamente maggiore tra individui della stessa etnia che tra etnie diverse (in media). Perciò potresti trovare un kenyota muscoloso come Schwarzenegger e un pigmeo alto come Magic Johnson.

Sinceramente ne dubito molto, sulla variabilità genetica all'interno di uno stesso gruppo etnico mi azzardo ad ipotizzare che quanto sostieni è direttamente proporzionale al livello di incrocio che la precede (non per nulla gli ebrei stanno in testa con l'IQ, hanno imbastardito l'umanità da millenni con la loro storia del popolo eletto).

Stimo altresì le probabilità di "trovare un kenyota muscoloso come Schwarzenegger e un pigmeo alto come Magic Johnson" alquanto poco realistiche.

Minsky ha scritto:Circostanze fortuite e caso, abitudine a depredare, pressioni ambientali di vario genere, ci sono un sacco di spiegazioni possibili. In ogni caso l'assunto non è vero perché il dominio sul mondo prossimo venturo sarà dei cinesi, che non sono "razza bianca".

Inesattezza/disattenzione mia. Sui cinesi non posso che concordare, anzi mi pare di avere avanzato io per primo l'ipotesi.

Minsky ha scritto:Dove sarebbe la contraddizione? È la stessa cosa. Non ci sono evidenze che determinati gruppi etnici siano biologicamente inferiori per ragioni genetiche, e d'altro canto non ci sono ancora studi che correlino tratti genetici e intelligenza.

Appunto. Attenzione perché non mi pare di avere parlato di inferiorità/superiorità, bensì di differenze.

Minsky ha scritto:Ma ci sono evidenze enormi che situazioni culturali e ambientali specifiche o di un certo tipo determinino un ritardo intellettivo.

E alla lunga, genetico. Su questo sí che ci sono studi.

Minsky ha scritto:Basta vedere che povertà di produzione scientifica abbiano le nazioni arabe, anche quelle danarosissime che potrebbero investire fantastilioni nell'istruzione e nella ricerca (produzione esattamente pari a zero) ma se un arabo come individuo si trasferisce a vivere e studiare all'estero, al MIT per esempio, produce paper scientifici equivalenti a quelli dei colleghi di diversa etnia.

Hmmm...questo mi piacerebbe fosse vero, ma vorrei vederlo. Inoltre non ti scordare la schizofrenia religiosa: un musulmano potrebbe benissimo produrre testi scientifici ed allo stesso tempo rimanere uno scimmione fanatico, di questo io sono convinto.

Minsky ha scritto:La meritocrazia è una forma di discriminazione solo quando non viene applicata.

Sarei perfettamente concorde se davvero corrispondesse a realtà, temo però...

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Messaggio Da jessica il Lun 9 Set - 8:46

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Messaggio Da Rasputin il Lun 9 Set - 11:00

jessica ha scritto:ras consiglio di lettura in tema:
https://it.wikipedia.org/wiki/Armi,_acciaio_e_malattie

Interessante, e lo leggerò tutto. Però arrivato qui

"L'autore cerca quindi di dare una sorta di metodo d'indagine scientifico ad una disciplina considerata finora "letteraria" e di respingere spiegazioni razziste della storia dell'umanità, non tanto per motivi ideologici, ma piuttosto, appunto, scientifici. "

A me questo mettere il carro davanti ai buoi pare abbia poco di scientifico, e molto di paraculismo "noi di wiki siamo antirazzisti eh, che sia chiaro".
Secondo te non sarebbe più neutrale riarticolare la frase in

"L'autore cerca quindi di dare una sorta di metodo d'indagine scientifico ad una disciplina considerata finora "letteraria" e di indagare con metodi scientifici le spiegazioni della storia dell'umanità, senza ingerenze ideologiche."

?

E magari di accettare cosa ne esce.


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Messaggio Da Minsky il Mar 10 Set - 21:26

jessica ha scritto:ras consiglio di lettura in tema:
https://it.wikipedia.org/wiki/Armi,_acciaio_e_malattie

Conosco l'autore, leggerò anch'io.

Molto interessante anche: "Il terzo scimpanzé - Ascesa e caduta del primate Homo Sapiens".

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Messaggio Da Minsky il Mar 5 Nov - 11:38

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Messaggio Da holubice il Ven 8 Nov - 16:29

Rasputin ha scritto:

Beh si può vederla anche così, ma mi pare quantomeno un po' stiracchiata. A proposito, non ti salta all'occhio niente in questo thread?

Il fetentone è passato anche di qua, il peggio è che non mi ricordo quello che avevo scritto.

Tornando IT comunque, ci riflettevo oggi: se razzismo è prendere atto che esistono razze umane diverse, sia per tratti somatici che culturali e, perché no, anche neurologici/intellettuali (tutte cose che non mi pare si possa contestare) beh allora io sono razzista.

Non siamo tutti uguali: i negri sono negri, i bianchi bianchi ed i gialli gialli.

E chi appartiene ad un determinato gruppo etnico può essere più pigro, meno pigro, più o meno cialtrone, più o meno forte/veloce/resistente fisicamente di chi appartiene ad un altro.

E sono certo che lo stesso si può affermare anche per le capacità intellettuali, per forza di cose esistono persone/gruppi superiori e/o inferiori ad altri, come nel resto del mondo animale.

Non ci dovrebbe essere nessun problema a dirlo e prenderne atto, anche perché questo non influisce - o perlomeno non dovrebbe influire - sulla tutela dei diritti umani per tutti.

Invece succede proprio il contrario: guai a dire negro di merda, però i bambini negri tenuti a lavorare nelle cave di pietra in India quelli vanno bene eh

Tempo fa il premio Nobel Watson, uno degli scienziati scopritori del DNA, disse qualcosa di simile a quanto hai appena scritto, sostenendo che la popolazione nera fosse in genere meno intelligente di quella bianca, e per questo motivo venne allontanato da una università.

Estratto articolo ha scritto:...Nell’intervista incriminata, Watson ha asserito che, tra bianchi e neri, esisterebbero “significative differenze genetiche”, le quali determinerebbero un “notevole divario” tra i due ceppi etnici sul piano del “quoziente intellettivo”. La tesi delle “scarse doti cognitive” dei neri, dovute a una “particolare conformazione” del Dna di questi ultimi, era stata sostenuta pubblicamente dal biologo americano già nel 2007. Allora, tali parole gli costarono il licenziamento dall’università di Cambridge.

Le recenti affermazioni del novantenne premio Nobel rischiano di provocare una nuova dura reazione nei suoi confronti da parte del mondo accademico. All’indomani della messa in onda dell’intervista, diverse istituzioni di ricerca hanno infatti annunciato l’“immediata revoca” delle onorificenze concesse in passato allo scopritore del Dna. Ad esempio, il Cold Spring Harbor Laboratory, ente americano, specializzato nella lotta ai tumori, per il quale Watson ha lavorato per più di trent’anni, ha espresso, tramite una nota, una forte condanna all’indirizzo della tesi propugnata dal biologo, bollata come “abominevole” e “priva di alcun fondamento scientifico”. Il centro di ricerca ha quindi manifestato l’intenzione di “ritirare” allo scienziato “tutti i titoli e le commende” assegnatigli finora.

Che dire, tutto questo casino lascia un po' basiti, ma anche divertiti. Nessuno, infatti, ha di che risentirsi se si dice che i neri, in virtù del loro DNA, hanno una fibra muscolare molto più potente di quella dei bianchi, motivo per il quale sono quasi tutti neri i centometristi che gareggiano e vincono alle olimpiadi, o quelli che arrivano tra i primi alla maratona di New York. Ma se qualcuno prova a dire che su quello stesso DNA ci sta anche scritto che quell'uomo uscirà, si molto veloce, ma anche più fessacchiotto, beh, allora apriti Cielo. Watson, nella sua avventatezza, aggiunse anche che i neri siano, in genere, più duri di comprendonio, lo avranno riscontrato nella esperienza di tutti i giorni coloro che hanno avuto occasione di lavorarci insieme. Bingo.

Gli chiesero di rimangiarsi quanto detto, ma il Nostro, se ricordo bene, si è rifiutato categoricamente di ritrattare. Mi pare che ha anche minacciato di restituire il Nobel. A quel punto sono stati i suoi accusatori a glissare, perché il troppo politicamente corretto, su un soggetto del genere, sarebbe risultato controproducente.

Che cosa ne penso io? Beh, che i neri siano molto scattanti, e che abbiano quasi sempre nelle mutande una mazza tanto, e che siano, in genere, anche un po' fessacchiotti.

Ma questo, nella mia nuova consapevolezza, me li rende i migliori candidati a piazzarsi tra i primi, nel fotofinish finale ultraterreno. Perché sono proprio i più tontolotti quelli che si salveranno. Com'è che si dice... Ride bene, chi ride per ultimo. E per l'eternità...


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Il Nobel Watson: "Neri meno intelligenti dei bianchi. Lo dice il Dna"

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Messaggio Da Rasputin il Ven 8 Nov - 17:38

E bravo Holu, un po' sono anch'io del tuo parere, a parte ciò che già certamente saprai contesto quella cosa del DNA.

Ci aveva già provato qualcuno, negli anni 60, ad eseguire dei test IQ su gruppi etnici diversi, ed i risultati parevano dargli ragione.

Peccato però che non si potesse escludere un bias di natura psicologica: chi ci dice che i neri non andassero peggio nei test IQ a causa di una scarsa autostima, dovuta a sua volta a secoli di oppressione e di venire considerati inferiori al punto da crederci loro stessi?

Emblematica la canzoncina di Concato, che da il nome all'omonimo album:


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Messaggio Da holubice il Ven 8 Nov - 17:42

Minsky ha scritto:Dove sarebbe la contraddizione? È la stessa cosa. Non ci sono evidenze che determinati gruppi etnici siano biologicamente inferiori per ragioni genetiche, e d'altro canto non ci sono ancora studi che correlino tratti genetici e intelligenza. Ma ci sono evidenze enormi che situazioni culturali e ambientali specifiche o di un certo tipo determinino un ritardo intellettivo. Basta vedere che povertà di produzione scientifica abbiano le nazioni arabe, anche quelle danarosissime che potrebbero investire fantastilioni nell'istruzione e nella ricerca (produzione esattamente pari a zero) ma se un arabo come individuo si trasferisce a vivere e studiare all'estero, al MIT per esempio, produce paper scientifici equivalenti a quelli dei colleghi di diversa etnia.
Mi ha fatto rivenire in mente la loro scommessa ...

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Una poltrona per due




Loro, mi pare, avevano scommesso un dollaro. Io, sui tuoi arabi, non scommetterei 10 cents... Anche perché nel frattempo hanno tirato giù il grattacelo del film ...


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Messaggio Da holubice il Ven 8 Nov - 18:11

Rasputin ha scritto:E bravo Holu, un po' sono anch'io del tuo parere, a parte ciò che già certamente saprai contesto quella cosa del DNA.

Ci aveva già provato qualcuno, negli anni 60, ad eseguire dei test IQ su gruppi etnici diversi, ed i risultati parevano dargli ragione.

Peccato però che non si potesse escludere un bias di natura psicologica: chi ci dice che i neri non andassero peggio nei test IQ a causa di una scarsa autostima, dovuta a sua volta a secoli di oppressione e di venire considerati inferiori al punto da crederci loro stessi?

Emblematica la canzoncina di Concato, che da il nome all'omonimo album:

....

Questa canzone di Concato fa il paio con il fumetto di Zio Paperone politico che prendeva ceffoni dall'Elmo del Comando. Ma tu che c'hai a fissazione con gli Zii ...?

mgreen

La storia dei secoli di oppressione non tiene. I neri sono stati strappati dall'Africa 200 anni fa, e ancora sono nei loro sobborghi che si annida la disoccupazione, la violenza, il traffico del crack.

Come pure i nostri picciotti, annidiatesi nella periferia di New York agli inizi del 1900, nella metropoli della nazione più ricca del pianeta: non si capisce perché quelli che detengono il monopolio del racket o dello spaccio di droga, ancora oggi, si chiamino sempre Gambino o Corleone ...


Vorrei concludere questa mia rara apparizione con le parole del buon Sigismondo Freud:

- Bisogna trattare i pregiudizi per quello che sono: pregiudizi. Ma non nascono mai a caso.

Che voleva dire il buon Sigismondo? Ci può stare che il bimbo allevato dentro una roulotte di zingari cresca onesto, educato, più di qualsiasi altro suo coetaneo. E che i nostri si rivelino dei pregiudizi infondati. Ma le possibilità che divenga un adulto ladro e pigro sono, invero, altissime. E sono alte anche se a due anni lo rapisci (ironia della sorte... mgreen ) da quella roulotte ghiacciata e lo dai da allevare a una coppia di Lord inglesi della upper class a mille chilometri di distanza.


P.S.
Ho letto da qualche parte di un bambino Rom che dovrebbe essere proclamato santo. Figli di genitori ladri incalliti, passava tutto il giorno in chiesa a pregare e fare (per il suo possibile) del bene, A riprova di quanto ho detto. E poi, voi lo sapete, io credo che in quel Giorno, quel giorno in cui verremo messi o nella fila di destra, o in quella di sinistra, ebbene lì scopriremo che i meno ladri di tutti saranno stati proprio loro, gli Zingari: perché loro, una volta rubato il denaro sufficiente per fare la spesa e per fare il pieno alla vecchia Mercedes, loro si fermano. Tra noi visi pallidi si annidano ladri ben più grandi e voraci. Né, tanto per dire, gli Zingari sono andati in giro per il Pianeta per secoli ad invadere continenti o nazioni lontane, riducendo in schiavitù o sterminando le popolazioni legittime proprietarie dei luoghi. In giro godiamo di cattiva stampa caro Rusp. Tutta meritata ...


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Messaggio Da holubice il Ven 8 Nov - 18:36

Ci sentiamo ragazzi. Oggi ho cazzeggiato, perché il lavoro non è arrivato. Sennò son due anni che lavoro tutti i santi giorni. Feste comandate comprese.

Vi rinnovo sempre la mia 'stramba' richiesta: pregate per me. La preghiera di un ateo è mille volte più potente della mia. Usatela...


bye
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Messaggio Da SergioAD il Sab 9 Nov - 10:44

Non sono riuscito a leggere tutto - non ho nemmeno capito se esiste una definizione diversa per la parola "razzismo" come quando si parla di nazional socialismo.

Quando noi diciamo "senza se e senza ma" intendiamo qualcosa di preciso, la lingua è un codice di espressioni socio culturali - high/low context perché esiste e si fa.

per chi non m'avesse letto su FB posterò come ho mostrato il mio disappunto (ripeto non importa che tutti l'abbiano compreso perché miro sempre ai pochi che comprendono - apartheid di genere, cultura, intelletto etc... viene in mente il piccione sulla scacchiera che vale sempre e per tutti, qui potrei essere io stesso il piccione.

Era successo che avevo postato una notizia di BBC sulla bestemmia di un paio di calciatori italiani e la penalizzazione che c'è in Italia per la blasfemia - dico che anche in UK c'è e avrei discusso dei livelli di severità dove UK critica Italia ma Svezia potrebbe criticare UK, etc.

Quindi venne la critica di un mio collega (che canta in Vaticano) con cui mi trovo benissimo a cui "rifilo" la veduta atea e secolare che lui accetta o si azzittisce.

Jael che frequento su FB intervenne con insulti, badate che insulti dello stesso peso vengono per l'appartenenza politica per cui io semplicemente riduco la partecipazione con frecciatine ai "piccioni da scacchiera".

Difesi Jael a dissi anche che gli insulti non sono mai gradevoli (per controbilanciare le mie situazioni antecedenti) - questo amico non è mai violento ma applica un doppio standard (un po' tipo il razzismo questo indefinito).

Insomma lui oltre a prendere le distanze da Jael ha pensato di forzami la mano per difenderlo e non rischiare di non avere più sue risposte sui miei thread nel caso avessi altri miei amici che intervenissero come Jael.

Jael resta mio amico, esagera con la confidenzialità ma non lo confronto col collega pure se dal 1974 a oggi non abbiamo mai litigato o discusso in modo sgradevole - come direbbe Minsky in modo "imbruttito".



È arrivato il mio momento di prendere le distanze da ciò che non mi fa sentire bene.

Non sono certo che tutti quelli che mi leggeranno abbiano la sensibilità per capire stupidaggini come questa proprio perché serve uno stato di coscienza che non applichi il doppio standard da marcare le proprie assolute certezze sui pareri degli altri –

quando si parla in modo odioso e violento per esempio così come quando si minaccia anche solo di non partecipare –

ovviamente è la mia opinione e come dico sempre essa è insignificante però, quando manca l'amichevolezza o si risponde o si passa la mano, non per sempre ma temporaneamente, come credo che debba essere finché non torna il piacere di tentare di condividere le proprie opinioni.

Sono io – l'ho fatto con gruppi umanisti, associazioni atee e razionaliste, parlando di sport con statunitensi o russi, coi “sentinelli” di semplici opinioni umaniste, etc. No capitano persone così nei supermercati, negli uffici o ovunque ci si guarda viso a viso – non voglio imparare proprio ora a rispondere con gli stessi toni e non sono certo uno che si sente debole in tale senso, se non per l'ideale umanista.

Non potete immaginare la soddisfazione quando ha chiesto precisazioni perché non aveva capito ed io non le do mai se penso che per altri sia stato chiaro - appunto si chiama apartheid.

Dire "se razzista è" qualcosa che supporta il termine in modo alternativo accettabile - ha un significato preciso ed un senso ancora più preciso. afro

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Messaggio Da Rasputin il Sab 9 Nov - 12:52

SergioAD ha scritto:

Non potete immaginare la soddisfazione quando ha chiesto precisazioni perché non aveva capito ed io non le do mai se penso che per altri sia stato chiaro - appunto si chiama apartheid.


Io sono del parere che deve essere il destinatario del messaggio a decidere se per lui esso è stato chiaro, ferma restando appunto la libertà da parte del remittente di circoscrivere o meno la cerchia di quelli da cui si viene capiti.

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Messaggio Da SergioAD il Sab 9 Nov - 14:31

Rasputin ha scritto:
SergioAD ha scritto:

Non potete immaginare la soddisfazione quando ha chiesto precisazioni perché non aveva capito ed io non le do mai se penso che per altri sia stato chiaro - appunto si chiama apartheid.


Io sono del parere che deve essere il destinatario del messaggio a decidere se per lui esso è stato chiaro, ferma restando appunto la libertà da parte del remittente di circoscrivere o meno la cerchia di quelli da cui si viene capiti.

Dimmi qualcosa sul resto (a meno che nono sei completamente d'accordo).

So benissimo cosa intendi e so quello che si può intendere col piccione sulla scacchiera a torto o a ragione - va da se l'importanza che si vuol dare all'interlocutore che diventa insignificante - non mi fraintendere la cosa è puntuale o puntiforme; fuori da quella "finestra" è una persona con le caratteristiche dell'amico valido e sincero.

Ora ne dico un'altra sulla genitorialità dello stesso sesso - oh che palle quando ragione, omofobia e religione si intrecciano sull'irrazionale -

sappiamo che la percentuale dei divorziati è alta e c'è una separazione degli intenti prima e dopo il 1975 (il relativo referendum) - oggi non si parla del disagio dei figli e della loro crescita con un genitore o due chissà come... nel caso di genitori omosessuali arriva il doppio standard e direi se male è avere due padri o madri era così anche mettere in secondo piano i figli per esigenze diciamo di cambiare vita.

Questo non è un ragionamento assolutistico ma relativo ai tempi che cambiano e ci si adatta in tempi diversi ma poi diventano stile di vita accettato da tutta la comunità coi problemi (variabilità compresa).

Non puoi fare ragionamenti tortuosi in FB a meno che non prepari una conferenza, che saprei fare ma somiglierebbe ad un progetto - o ci si capisce (per qualche affinità, almeno intellettive) o si deve passare la mano.

Se vuoi il piacere della superiorità - brutto termine ma forse siamo tutti costruiti così laddove "pensiamo" di avere capito o studiato una cosa fino a capirla nei vari contesti.

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Messaggio Da Minsky il Sab 9 Nov - 20:24

holubice ha scritto:Ci sentiamo ragazzi. Oggi ho cazzeggiato, perché il lavoro non è arrivato. Sennò son due anni che lavoro tutti i santi giorni. Feste comandate comprese.

Frattanto in Giappone...

Lavorare 4 giorni su 7. L'esperimento di Microsoft in Giappone

holubice ha scritto:Vi rinnovo sempre la mia 'stramba' richiesta: pregate per me. La preghiera di un ateo è mille volte più potente della mia. Usatela...


bye

Ti confondi. Non è la preghiera, è la bestemmia dell'ateo che è mille volte più potente. La uso, stai tranquillo. mgreen


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