E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da holubice il Gio 7 Gen - 12:45

Minsky ha scritto:...  come ha puntualizzato correttamente Holu, i cinesi a loro volta stanno delocalizzando verso Paesi ancora più sfigati, dove ci sono schiavi ancora più derelitti da sfruttare. ...
STAMPA: La Cina delocalizza in Africain cerca di manodopera low cost



"La crescita economica in Cina rallenta anche se il primato mondiale non è a rischio. Ma al governo di Pechino non basta e il premier assicura che l’azione sarà concentrata soprattutto su l’obiettivo di una crescita maggiore. Da parte loro, le imprese del colosso asiatico, per ridurre i costi di produzione, guardano all’Africa, per approfittare del basso costo della monodopera e del prezzo di alcune materie prime, con l’obiettivo di esportare in Occidente." (continua nel link)


Vi chiedo, sarà mai possibile che riapra una qualunque di quelle dittarelle di mobili, confezioni, calzature che da sempre erano la vera colonna portante dell'economia italiana? Ai bei tempi, su 4 euro di PIL prodotto, ben 3 erano messi insieme da aziende medio piccole. E tenete conto che in quell'euro lasciato fuori ci finiscono d'ufficio anche tutti i servizi prodotti non prodotti da tutta la pubblica amministrazione.


Mettici pure che la Cina, dopo aver recuperato due secoli in meno di due decenni, ora ha anche incominciato ad investire massicciamente in tecnologie militari. Il bilancio ufficiale è già alto di suo, ma gli esperti del Pentagono ritengono che gli investimenti reali siano molto più alti.

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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da Rasputin il Gio 7 Gen - 12:55

holubice ha scritto:[...]
Vi chiedo, sarà mai possibile che riapra una qualunque di quelle dittarelle di mobili, confezioni, calzature che da sempre erano la vera colonna portante dell'economia italiana? Ai bei tempi, su 4 euro di PIL prodotto, ben 3 erano messi insieme da aziende medio piccole. E tenete conto che in quell'euro lasciato fuori ci finiscono d'ufficio anche tutti i servizi prodotti non prodotti da tutta la pubblica amministrazione.
[...]

Un'altra cosa che mi ha detto il conoscente di cui ho parlato, effettivamente, è che - complice anche il fatto che i cinesi non sono più tanto disposti a lavorare per una tazza di riso - la manodopera là non è più tanto a buon mercato, tra l'altro è gente che impara molto, molto in fretta e la lezione (Quella di delocalizzare le produzioni) pare sia passata bene...

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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da holubice il Gio 7 Gen - 13:04

Rasputin ha scritto:Un'altra cosa che mi ha detto il conoscente di cui ho parlato, effettivamente, è che - complice anche il fatto che i cinesi non sono più tanto disposti a lavorare per una tazza di riso - la manodopera là non è più tanto a buon mercato, tra l'altro è gente che impara molto, molto in fretta e la lezione (Quella di delocalizzare le produzioni) pare sia passata bene...
Solo una piccola parte della popolazione cinese si è spostata dalle miserabili campagne ed è entrata nella macchina produttiva della nazione. 300 milioni di persone, massimo 400 milioni. Ci sono almeno 900 milioni che ne sono rimasti fuori. Insomma, il loro Buuumm non era neanche cominciato che già gli viene scippato da qualche morto di fame confinante.

Mi pare che è un passo del Manifesto di Marx:

"Il capitalista sposterà sempre il suo capitale di regione in regione, di nazione in nazione, alla ricerca sempre di luoghi in cui la manodopera sia più miserabile e a buon mercato"

Adesso vado a memoria, ma il senso era (profeticamente) quello.



P.S.
Se non ricordo bene, mi pare che 'Good bye' in inglese può significare sia 'Addio' che 'Arrivederci' ...


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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da Rasputin il Gio 7 Gen - 13:19

holubice ha scritto:
Solo una piccola parte della popolazione cinese si è spostata dalle miserabili campagne ed è entrata nella macchina produttiva della nazione. 300 milioni di persone, massimo 400 milioni. Ci sono almeno 900 milioni che ne sono rimasti fuori. Insomma, il loro Buuumm non era neanche cominciato che già gli viene scippato da qualche morto di fame confinante.

Mi pare che è un passo del Manifesto di Marx:

"Il capitalista sposterà sempre il suo capitale di regione in regione, di nazione in nazione, alla ricerca sempre di luoghi in cui la manodopera sia più miserabile e a buon mercato"

Adesso vado a memoria, ma il senso era (profeticamente) quello.[...]


Mah...non sono tanto sicuro che ai cinesi nelle campagne vada poi cosí male, tra l'altro esportano anche da quelle, lo vedo nei supermercati (Anche se non compro, nel timore di svegliarmi un giorno con antenne e tentacoli carneval ).
Lo "Scippo" mi pare quindi non troppo grave, si vede che le regole del capitalismo si applicano anche quando esso è di stato

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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da holubice il Gio 7 Gen - 13:44

Toh, manco a farlo a posta ...

La borsa cinese crolla ancora: -7%. A Shanghai e Shenzhen contrattazioni sospese



"Ancora segnali negativi per l’economia cinese. Le contrattazioni le borse di Shanghai e Shenzen sono state infatti oggi temporaneamente sospese per eccesso di ribasso. È la seconda volta che accade nel corso di questa settimana. A darne notizia è stata l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua. Le contrattazioni sono state sospese dopo che le azioni sono crollate di più del 7% a Shanghai e dell’8,5% a Shenzhen."


Eh, fortuna che ho disinvestito in tempo dalla borsa, e li ho seppelliti in giardino ...





wink..
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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da Rasputin il Gio 7 Gen - 13:59

Uhm...mi puzza di manovra USraeliana

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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da holubice il Dom 10 Gen - 16:35

E nel frattempo ...

CACCIABOMBARDIERE USA SORVOLA LA COREA DEL SUD: AVVERTIMENTO A PYONGYANG



"Gli Stati Uniti hanno disposto il sorvolo di un cacciabombardiere a lungo raggio B-52 sulla penisola coreana in risposta al test nucleare (il quarto) annunciato dalla Corea del Nord la scorsa settimana. L'aereo Usa ha sorvolato a bassa quota la città sudcoreana di Osan"


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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da Paolo il Dom 10 Gen - 17:17

holubice ha scritto:E nel frattempo ...

CACCIABOMBARDIERE USA SORVOLA LA COREA DEL SUD: AVVERTIMENTO A PYONGYANG



"Gli Stati Uniti hanno disposto il sorvolo di un cacciabombardiere a lungo raggio B-52 sulla penisola coreana in risposta al test nucleare (il quarto) annunciato dalla Corea del Nord la scorsa settimana. L'aereo Usa ha sorvolato a bassa quota la città sudcoreana di Osan"

Holub più che domandarti cosa potrebbe succedere se le cose iniziassero a precipitare ti dovresti domandare cose succederebbe se fosse il cacciabombardiere a precipitare! mgreen
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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da holubice il Lun 11 Gen - 12:55

Paolo ha scritto:Holub più che domandarti cosa potrebbe succedere se le cose iniziassero a precipitare ti dovresti domandare cose succederebbe se fosse  il cacciabombardiere a precipitare! mgreen
L'altro giorno mi sono letto questo articolo, del fantastico pozzo senza fondo BBC ...

America's iconic war machine



"The most feared bomber plane of the 20th Century is still going strong after 60 years in service in the US military - from Vietnam to Afghanistan. And she will keep on flying until 2044. How does this 1950s behemoth survive in the era of drones and stealth aircraft?" (CONTINUA NEL LINK)





???
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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da holubice il Lun 18 Gen - 19:33

Dove mettere questo articolo, se non qui ...?

Roubini: ingredienti della tempesta perfetta si stanno unendo



"... Il motivo principale, secondo Nouriel Roubini il catastrofista esperto di mercati, famoso per aver previsto il crollo dei mutui subprime, sta nel fatto che le banche centrali delle economie avanzate hanno artificialmente calmierato i tassi, ritoccandoli ogni volta a seconda delle necessità e impedendo, quindi, un normale evolversi della situazione (impedimento resosi necessario a causa della crisi in sè). Un atteggiamento che ha fatto aumentare i prezzi di altre attività a rischio, come le azioni e il credito (sempre a buon mercato). ..."


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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da holubice il Lun 18 Gen - 19:38

Qui, forse, spiegato meglio ...


"“Credo che entro i prossimi 12 mesi (se non prima) assisteremo nuovamente al crollo dei mercati di Borsa. Non sarà come nel 2007-2009, ma molto peggio – scrive Virginio Frigieri su Traders Magazine – Il nocciolo della questione è che con 17.000 miliardi di dollari di debito, il governo degli Stati Uniti non potrà continuare a sostenersi senza fare nulla per molto altro tempo.”

“Verrà il momento – prosegue Frigieri – in cui la FED dovrà chiudere i rubinetti e si dovranno implementare misure drastiche.
Quando dico drastiche intendo qualcosa che tutto quello che abbiamo visto fino ad oggi in Europa sarà guardato come una passeggiata primaverile nel parco, in una giornata di sole.
[…] Marc Faber, sulle cui competenze economico e finanziarie non c’è da discutere, ha affermato recentemente di vedere “alte probabilità di un incidente di mercato di alto livello”…
Nouriel Roubini ha affermato che “bisogna prepararsi perché sta arrivando una tempesta perfetta”. Bill Gross di Pimco ha dichiarato che “ci stiamo avviando verso una supernova del credito”.
Bob Janjuah di Nomura ritiene che “i mercati sperimenteranno ancora un po’ nuovi massimi prima di crollare fino al 50%”. "


http://www.today.it/rassegna/crisi-economica-roubini-tempesta-perfetta.html



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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da Minsky il Lun 18 Gen - 20:28

Repubblica ha scritto:Crollo senza fine del petrolio, Borse Ue in rosso. Milano ko con le banche

La fine delle sanzioni all'Iran apre le porte a una nuova iniezione di greggio sul mercato, con l'effetto di portare il Brent fin sotto quota 28 dollari al barile: minimi da dodici anni. Seduta ancora in negativo per la Borsa di Tokyo, mentre a Piazza Affari gli istituti soffrono la stretta Bce sui crediti difficili. Banca centrale cinese in campo per fermare le oscillazioni del yuan. Wall Street resta chiusa

di RAFFAELE RICCIARDI 18 gennaio 2016

MILANO - Il petrolio accelera la corsa al ribasso, dopo che le sanzioni verso l'Iran sono state ufficialmente rimosse: una normalizzazione dei rapporti internazionali che mette Teheran nelle condizioni di tornare a pompare altri barili di greggio in un mercato già di per sé saturo. La ricomparsa in scena di uno dei maggiori produttori di oro nero, infatti, rischia di alimentare ancor di più quell'eccesso di domanda determinato dalla politica dell'Opec, che ha preferito difendere le sue quote di mercato a danno dei produttori Usa, piuttosto che stringere i rubinetti per tenere i prezzi un po' più alti. Proprio oggi, il cartello ha precisato che il 2016 "sarà l'anno in cui inizia il processo di riequilibrio", con la riduzione delle produzioni dei Paesi non-Opec. Il timore dei mercati di dover fronteggiare ancora una fase di sovra-abbondanza di petrolio è ancora ben presente, tanto che il Brent e il Wti quotano ampiamente sotto 30 dollari al barile: nel primo caso si arriva a toccare un minimo sotto 28 dollari al barile, salvo poi risalire in area 28,6 dollari, a livelli mai raggiunti negli ultimi dodici anni. Anche nel caso del benchmark americano, la quotazione è intorno ai 29 dollari al barile.

Proprio l'andamento del greggio è uno dei parametri maggiormente osservati nelle sale operative, insieme alla Cina, in una giornata orfana degli operatori Usa: Wall Street rimane chiusa per celebrare il Martin Luther King day. I listini europei faticano a tenere botta alla situazione internazionale di volatilità, e vivono una seduta difficile a cominciare da Milano. Piazza Affari parte in positivo, poi gira in netto ribasso con i titoli bancari che vanno ko e Mps in grande difficoltà. Ieri un portavoce della Bce, citato dalle agenzia internazionali, ha confermato che Francoforte sta interrogando diversi istituti in merito agli alti livelli di crediti incagliati, uno dei grandi problemi degli Istituti bancari. Il Ftse Mib chiude lasciando sul parterre il 2,65%. Le altre hanno cercato di restare aggrappate alla parità, ma sul finale hanno virato in territorio negativo: a fine giornata Londra perde lo 0,42%, Francoforte lo 0,25% e Parigi arretra dello 0,49%.

L'agenda macroeconomica è stata piuttosto scarica e si segnala solo il commercio estero italiano; evento-principe della settimana è la riunione della Bce.

Chiusura in calo, in mattinata, per la Borsa di Tokyo, che peraltro ha ridotto nel finale le perdite registrate in avvio di seduta. L'indice Nikkei ha chiuso gli scambi a 16.955 punti (-1,12%), livello minimo da settembre scorso, dopo avere aperto in calo del 2,8 per cento. Si tratta della nona seduta in perdita, su 10, dall'inizio dell'anno. L'indice Topix ha lasciato sul terreno l'1,04% a 1.387 punti. Sostenuti gli scambi, con 2,23 miliardi di azioni passate di mano. La produzione industriale giapponese, dato definitivo, a novembre ha registrato un calo dello 0,9% su base mensile rispetto al -1% della lettura preliminare. Ad ottobre si registrò un 1,4%, su base annua la crescita è dell'1,7%.

È andata meglio alla Borsa di Shanghai, con l'indice Composite che ha recuperato leggermente a 2.913,84 punti (+0,44%); anche Shenzhen ha registrato un deciso rialzo (+1,58%). Diverso invece l'umore di Hong Kong, con l'indice Hang Seng in calo dell'1,45%. La Banca centrale cinese è attiva per ridurre la volatilità sui mercati valutari: ha annunciato che imporrà dei livelli di riserve sui depositi in yuan per le banche estere, modellandoli su quelli delle banche nazionali. La mossa, che segue la sospensione ad operare sul mercato dei cambi decisa a fine 2015 per alcuni colossi come Deutsche Bank o Standard, mira a bloccare fondi per oltre 30 miliardi di dollari e ridurre così la volatilità e le operazioni speculative.

L'euro chiude stabile a 1,0888 dollari e 127,7 yen: gli operatori non si sbilanciano prima che vengano diffusi, domani, i dati sul Pil cinese. Il rublo aggiorna i minimi dal dicembre 2014: la valuta europea è scambiata adesso a 86,2 sul rublo, mentre il biglietto verde è a 78,6 sulla moneta russa. Pesano, per l'economia russa, i tracolli dei prezzi energetici. Poco mosso lo spread fra Btp e Bund tedesco: il differenziale segna 102 punti contro i 100 della chiusura di venerdì. Il rendimento espresso è pari all'1,56%.

Come accennato, oggi Wall Street resta chiusa ma è reduce da un nuovo, forte, calo per la preoccupazione riguardante l'economia cinese. Gli ultimi 10 giorni di scambi sono stati i peggiori d'inizio anno in assoluto. Le turbolenze nei mercati finanziari alimentano le attese per un rialzo dei tassi graduale da parte della Federal Reserve, tanto che JP Morgan ha posticipato a giugno da marzo le stime per la prossima stretta. Il Dow Jones ha ceduto il 2,39%, scendendo sotto i 16.000 punti per la prima volta dallo scorso 29 settembre. Per l'indice benchmark S&P500 è stata la terza settimana di fila in calo, la striscia temporale più lunga dallo scorso luglio. Va sottolineato comunque un aspetto positivo: i minimi dell'agosto 2015 sono stati mantenuti.

http://www.repubblica.it/economia/2016/01/18/news/borse_18_gennaio_2016-131503593/

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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da Rasputin il Lun 18 Gen - 21:33

Cui prodest?

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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da holubice il Mar 19 Gen - 11:48

Rasputin ha scritto:Cui prodest?
Sospetti ...


... il consueto complotto demo-pluto-giudaico-massonico ...?


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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da Rasputin il Mar 19 Gen - 12:00

No era una semplice domanda per vedere se qualcuno aveva delle ipotesi attendibili Royales

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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da holubice il Mar 19 Gen - 12:51

Rasputin ha scritto:No era una semplice domanda per vedere se qualcuno aveva delle ipotesi attendibili Royales
Penso che il grosso problema stia nel fatto che Obama, per far uscire gli USA da una crisi epocale, ha stampato un'enormità di denaro. Denaro che si basa sul nulla. L'America, al contrario di quanto faceva 40 anni fa, di suo non produce più nulla. E' un po' il basso Impero dell'Impero Romano, dove tutto veniva fatto dalle province e nessuno toccava più niente.



E, proprio come Roma al declino, a fare le guerre non ci vanno più soldati del Nord Dakota, ma contractors. Parolone per nascondere il più prosaico e immarcescibile mercenario.
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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da Rasputin il Mar 19 Gen - 13:34

holubice ha scritto:
Rasputin ha scritto:No era una semplice domanda per vedere se qualcuno aveva delle ipotesi attendibili Royales
Penso che il grosso problema stia nel fatto che Obama, per far uscire gli USA da una crisi epocale, ha stampato un'enormità di denaro. Denaro che si basa sul nulla. L'America, al contrario di quanto faceva 40 anni fa, di suo non produce più nulla. E' un po' il basso Impero dell'Impero Romano, dove tutto veniva fatto dalle province e nessuno toccava più niente.



E, proprio come Roma al declino, a fare le guerre non ci vanno più soldati del Nord Dakota, ma contractors. Parolone per nascondere il più prosaico e immarcescibile mercenario.

Ottimo, vedo che fai progressi. E, sentiamo, con chi secondo te gli USA hanno debiti?

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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da holubice il Mer 20 Gen - 10:05

Rasputin ha scritto:Ottimo, vedo che fai progressi. E, sentiamo, con chi secondo te gli USA hanno debiti?
La butto là: con l'Hotel Bilderberg

Sì, sono convinto anche io che ci sono diverse conventicole il cui scopo è aiutarsi vicendevolmente per divenire sempre più ricche e potenti. Esiste sicuramente una lobby ebraica (*), come ne esiste una ecclesiastica, per non parlare delle piccole e grandi mafie politiche, di ogni tipo e colore. Ma sono cose, a mio avviso, fisiologiche. L'uomo, qualsiasi uomo, per raggiungere il suo scopo ha bisogno sempre di utilizzare una sua corporazione/mafia/massoneria che l'aiuti ad emergere.

Gli USA avevano fino allo scorso novembre ben 18.005 miliardi di dollari di debito federale. Ma secondo stime più 'profonde', se si vanno a vedere le garanzie che Bush accordò per non far fallire le banche dei mutui subprime, i buchi in bilancio dei singoli stati federali (alcuni dei quali tecnicamente falliti), ed altro, il totale sarebbe di ben 62.000 miliardi. Inoltre gli Americani hanno una propensione a 'fare gli americani': spendono e spandono, utilizzando spesso denaro a debito. Quindi anche la popolazione fa i suoi micro 'buffi' familiari. Se è vero quanto ho letto, gli americani possiedono una ricchezza privata che è pari a 4 volte il loro debito pubblico federale. Gli Italiani, invece, possiedono una ricchezza che è quasi 9 volte il loro debito pubblico. Questo è il motivo per cui il buon Andreotti era solito dire che in giro esistono frati poveri in conventi ricchi, e conventi poveri con dentro frati ricchi. L'Italiano, si sa, esercita la virtù cardinale della modestia solo una volta all'anno, ad Aprile, all'atto della stesura del suo modello 730 ...  mgreen  Tutto questo per dire che dagli USA, a mio avviso, starebbe per esplodere un default  supernova, sopratutto se, come sta facendo in questi giorni la Cina, la gente comincia a subodorare il pericolo e scappa disordinatamente dai Teasure Bond USA.

Noi, paradossalmente siamo messi molto meglio: se una qualche Patrimoniale andasse a rovistare nei nostri materassi, sicuramente ce ne sarebbe a sufficienzaa per rimettere in sesto altri 8 Stati ...



carneval
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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da holubice il Mer 20 Gen - 10:08

Toh, guardatelo per intero ...




ok
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holubice
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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da holubice il Mer 20 Gen - 10:50

Mi piace Il Giornale, la versione quando Berlusconi è all'opposizione: in quanto a catastrofismo ed apocalittico, è peggio del mio thread ...


Giornale: Scatta la "corsa agli sportelli". A rivelarlo è l'economista Luigi Zingales. Chiede al governo un intervento più incisivo a livello europeo


"Scatta la "corsa agli sportelli". A rivelarlo è l'economista Luigi Zingales sulle pagine de Il Giorno. Chiede al governo un intervento più incisivo a livello europeo. Sgombra il campo da ogni equivoco: "«Non credo alle cospirazioni internazionali. Chi parla di 'avvertimenti all' Italia' applica al mondo circostante la propria mentalità mafiosa, oppure vuole alzare un polverone per nascondere i propri errori. Gli stessi che ieri raccontavano storielle sulla solidità delle banche italiane, oggi diffondono il sospetto di un' azione concordata dietro le quinte per destabilizzare il Paese. Sarebbe meglio, invece, dire la verità".
La verità secondo lui è che la situazione si fa sempre più pericolosa e che il governo non si rende conto che esiste in Italia il rischio di una corsa agli sportelli"." (continua nel link)



boxed
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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da holubice il Mer 20 Gen - 10:53

Il Giornale: Dalla Cina al petrolio: il Fmi teme la crisi globale


"La frenata cinese, uno tra i principali elementi di preoccupazione a livello globale, è ora messa nero su bianco da Pechino: nel 2015 la crescita del Dragone è stata del 6,9%. È il peggior risultato degli ultimi 25 anni. Andrà meglio quest'anno? Nel suo ultimo World Economic Outlook, il Fondo monetario internazionale si mostra scettico sulle capacità dell'ex Impero Celeste di ritrovare uno slancio vigoroso. Anzi. Le stime, invariate rispetto alla pubblicazione di ottobre, sono di un +6,3% a fine dicembre e un +6% per il 2017. Insomma, per almeno altri due anni, addio ai tassi di sviluppo a due cifre. Un rallentamento destinato a condizionare l'economia globale, che non andrà oltre un'espansione del 3,4% quest'anno e del 3,6% nel 2017, due percentuali limate leggermente rispetto alle stime di qualche mese fa. Quanto all'Italia, è confermato un aumento del Pil pari all'1,3% nel 2016 e dell'1,2% nel 2017, numeri comunque più bassi rispetto alle stime del governo che, nella nota di aggiornamento del Def, ha previsto una crescita dell'1,6% quest'anno.Nonostante il lieve aggiustamento all'outlook mondiale, l'organizzazione guidata da Christine Lagarde sottolinea che la situazione potrebbe peggiorare. Il Fondo elenca cinque rischi: un andamento più debole del previsto in Cina; un ulteriore apprezzamento del dollaro; condizioni di finanziamento più strette che potrebbero accentuare le vulnerabilità dei mercati emergenti; un improvviso picco dell'avversione al rischio; un'escalation delle tensioni geopolitiche, in grado di colpire la fiducia e provocare interruzioni nel commercio globale, nel turismo e nei flussi finanziari." (continua nel link)




Accidenti! Dove nasconderò il mio gruzzolo ...?!?!?!?!?

eeeeeeek
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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da Minsky il Mer 20 Gen - 11:58

Corriere Della Sera ha scritto:Le Borse europee in forte calo
Piazza Affari in picchiata, Tokyo ko


Milano giù del 3%, ancora uno stop per Mps. Apertura negativa anche per le altre borse europee, sulla scia dei ribassi delle piazze asiatiche. Il Nikkei cede il 3,7%

di Marco Letizia e Redazione Online

Apertura in forte calo per le Borse europee, sulla scia dei decisi ribassi delle piazze asiatiche, in particolare Tokyo e Hong Kong, quest’ultima scesa ai minimi da quattro anni e alle prese con una fuga di capitali che mette a rischio l’aggancio della valuta locale al dollaro. Molto male anche Piazza Affari, su cui sembrano pesare anche le tensioni tra Italia e Ue che si scatenano in particolare sui titoli bancari. A continuare ad alimentare le vendite in Asia ed Europa sono principalmente la continua flessione del prezzo del petrolio e la revisione al ribasso delle stime sulla crescita globale del Fmi.

Milano
A Piazza Affari il listino apre malissimo, con un calo del Ftse Mib del 2,8% a 18.350 punti. Non riesce a fare prezzo Mps (calo teorico -8,47%) mentre Saipem strappa subito e viene messa in asta di volatilità (calo teorico -4,06%). Poi la situazione peggiora ulteriormente con il Mib che è arrivato a cedere il 3,76% e una nuova raffica di sospensioni. Questa mattina, in una nota, l’amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena, Fabrizio Viola, ha dichiarato che «le prime evidenze relative al 2015 confermano che l’attuale andamento del tutto anomalo del titolo Mps non ha alcun riscontro nei fondamentali della banca che anche nel corso dell’ultimo trimestre sono migliorati, confermando il trend evidenziato nei primi nove mesi dell’anno». Giù Banco Popolare che era finito in asta di volatilità (-6,82%), Bpm (-4,45%), Mediobanca (-3,15%), Ubi (-3,78%), Unicredit (-5,33%).

Europa
Ma insieme a Milano anche tutte le principali piazze europee stanno perdendo terreno, ai minimi da 13 mesi. Londra cede il 2,7%, Parigi il 3,23%, Francoforte il 2,97% e Milano il 3,09 per cento. Il mercato appare nervoso, commentano i gestori, preoccupato per un rallentamento in Cina e il nuovo calo nel prezzo del petrolio. Tra i titoli più venduti spiccano Commerzbank (-5,59%), Deutsche Bank (-5,12%), SocGen (-4,48%), e Caixa (-4,88%). Pesante anche l’andamento dei minerari: Anglo American segna -5,76%, Bhp Billiton -6,41%, Glencore -6,43%. Tra le compagnie petrolifere Shell arretra del 4,82% sulla scia del profit warning emesso oggi.

Borse asiatiche
Male, come detto, anche le Borse asiatiche. Crolla la Borsa di Tokyo. L’indice Nikkei dei titoli guida ha terminato la seduta in calo del 3,7% (-632,18 punti), raggiungendo il livello più basso da 15 mesi, a 16.416,19 punti. Influenzato anche dalla rimonta dello yen, l’indice Nikkei ha lasciato sul campo il 13,75% dall’inizio dell’anno, con 10 sedute negative su 12, perdendo più del 20% dal picco del 2015, quando si trovava ai valori più alti da 19 anni.

Asia in calo
Chiude in calo anche Hong Kong (-3,82%), con l’indice Hang Seng sceso ai minimi da quattro anni e, come detto, con una fuga di capitali che minaccia l’agganciamento ultratrentennale del dollaro locale, che ha toccato il picco negativo da quasi nove anni, a quello americano. Perdite più moderate a Shenzhen (-1,03%) e Shanghai (1,02%), in altalena per buona parte della seduta.

Dollaro
Sul fronte delle valute il dollaro ha toccato il minimo dell’ultimo anno nei confronti dello yen a 116,66 yen, contro i 117,75 yen della vigilia, mentre l’euro vale ora 127,85 yen, movimenti che spingono gli operatori a vendere le azioni delle società esportatrici.

http://www.corriere.it/economia/16_gennaio_20/borse-andamaneto-giornata-2561e41a-bf47-11e5-b186-10a49a435f1d.shtml

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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da Minsky il Mer 20 Gen - 12:23

Reuters ha scritto:Paesi emergenti, verso deflussi capitali per 448 miliardi di dollari in 2016, avverte rapporto

20 gennaio 2016

NEW YORK (Reuters) - I mercati obbligazionari e azionari dei paesi emergenti si avviano a chiudere un altro anno di deflussi, effetto del rallentamento della crescita globale e dell'indebitamento delle aziende.

È quanto si legge in un rapporto dell'Institute of International Finance (Iif).

I mercati emergenti hanno registrato deflussi netti di capitali pari a 735 miliardi di dollari nel 2015, dopo il rosso di 111 miliardi del 2014.

Per quest'anno, afferma l'Iif, la previsione è che i deflussi si attestino a 448 miliardi di dollari.

Il think-tank con sede a Washington, una fonte autorevole di dati su flussi di investimento da e per il mondo in via di sviluppo, vede fuggire i capitali soprattutto dalla Cina; del resto, i timori riguardanti l'andamento dell'economia e la politica dei cambi di Pechino sono stati all'origine di gran parte dei deflussi dagli emergenti nel 2015.

L'anno scorso, infatti, la Cina ha fatto segnare un rosso di 676 miliardi di dollari.

"Ma la debolezza si estende ben oltre la Cina", commenta Charles Collyns, amministratore delegato e capo economista dell'Iif. "Abbiamo visto deflussi persistenti nei portafogli su una vasta gamma di mercati emergenti, con gli investitori preoccupati dalle prospettive di crescita e dall'elevato indebitamento delle imprese".

Il rapporto indica Turchia, Brasile e Sud Africa come paesi più vulnerabili a causa della debolezza della politica macroeconomica, del livello alto dell'indebitamento in valuta estera delle imprese e dei deficit.

India e Messico sono considerate mosche bianche. Ma l'incremento dei timori riguardanti Cina e Brasile, nonché la Russia in recessione per il secondo anno consecutivo rendono improbabile un ritorno degli investimenti sui paesi emergenti nel breve termine.

"L'nvecchiamento precoce dei mercati emergenti potrebbe continuare a pesare sulle prospettive di crescita", dice Hung Tran, direttore generale esecutivo dell'Iif. "Inoltre, la volatilità del mercato nei primi mesi del 2016 pesa sulla propensione al rischio".

Il report considera marginale l'impatto sugli emergenti dell'avvio del ciclo di aumento dei tassi negli Usa.

Le proiezioni dell'Iif si basano sull'analisi di trenta economie di mercato emergenti.

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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da holubice il Mer 20 Gen - 13:41

Paura del bail-in? Meglio saperne di più


"... C’è un numero fondamentale, per capire il meccanismo. Il bail-in si applica infatti almeno all’8% del totale del “lato destro” del bilancio bancario, cioè della somma delle passività della banca in dissesto. Il primo passo dopo il dissesto è quindi quello di agire su questo minimo 8% di passività. Ancora Bankitalia: ..."

Caro Minsk, io te lo ripeto sempre che ci saranno sempre due file, una di destra ed una di sinistra ...  mgreen

Ho messo questo link perché, primo la vignetta è fantastica, poi lo scrivente spiega bene come funziona questo benedetto bail-il, e uno si rende conto che è una cosa da mandare fuori di testa. O da mandare nel panico, perché alla luce delle recenti vicende nessuno si fiderà più di quanto gli viene detto da quello che fino a poco tempo prima era l'amico impiegato di una vita, ed ora è un potenziale (o reale) truffatore. Piuttosto che leggersi e decifrare tutte quelle microscopiche clausole che abbiamo sempre firmato all'apertura di un dossier titoli o un fondo di investimento, ora preferiremo riportare il denaro nel materasso, o spendercelo tutto a |u//ane ...

Prima che ci vada da solo ...     ok
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Re: E se le cose cominciassero a precipitare? (IV parte)

Messaggio Da Minsky il Mer 20 Gen - 17:07

Repubblica ha scritto:Le banche affondano Piazza Affari, Wall Street crolla con il petrolio

Il listino milanese scende ai minimi dal 2013, mentre il comparto del credito arretra del 7%: pesano i timori per la bad bank e le tensioni tra il governo e Bruxelles. In rosso anche Wall Street, che patisce la discesa del petrolio sotto quota 27 dollari al barile. In risalita lo spread

di GIULIANO BALESTRERI

20 gennaio 2016


MILANO - Piazza Affari affonda sotto i colpi delle banche: a fine giornata lascia sul parterre il 4,8% e scende sotto quota 18mila punti, sui minimi dal dicembre 2013. Non sono quindi bastate le rassicurazioni della Bce, che ieri avevano fatto tirare un sospiro di sollievo alle Borse europee e a Milano: sulle banche italiane non c'è alcun faro specifico da parte di Bruxelles, hanno garantito le istituzioni comunitarie e nazionali, ma le tensioni tra Roma e la Commissione Ue rischiano di complicare il percorso che porterà alla nascita della bad bank e soprattutto il riconoscimento della flessibilità di bilancio chiesto dal premier Matteo Renzi che a Palazzo Chigi ha incontrato insieme al ministro Pier Carlo Padoan il governatore di Bankitalia Ignazio Visco e il dg Salvatore Rossi per parlare della situazione del settore bancario.

Ad affondare Milano è quindi l'intero comparto bancario che cede il 7%, mentre Mps vive una nuova giornata di passione fino a chiudere in rosso del 22%. Vendite anche su Intesa Sanpaolo e Unicredit. La tensione si trasferisce anche sul fronte dei titoli di Stato: lo spread tra Btp e Bund tedeschi si allarga di una ventina di punti base poco sotto quota 115, con un rendimento vicino all'1,64%. Sensibile rialzo dello spread anche per i titoli di Portogallo, Spagna e Grecia.

Per il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, comunque "non è in corso un attacco all'Italia" e non c'è "nessun motivo concreto dietro il calo delle banche", ma solo volatilità. Un supporto al Belpaese è arrivato - oggi - dal membro austriaco del board della Bce, Edwald Nowotny, che ha riconosciuto come l'Italia stia affrontando "molto bene i problemi" delle banche e che non ci sia un "caso" specifico all'interno dell'Europa o della Banca centrale. Padoan si è aggiunto alla schiera di chi getta acqua sul fuoco: "Oggi si registrano grandi turbolenze che riflettono impulsi a livello internazionale. Malgrado questo, c'è una solidità di fondo del sistema bancario italiano che va avanti e che non a caso viene considerato uno dei più affidabili e attraenti dove investire". Parole miti anche dal presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, che non vede "rischi di una crisi importante".

I problemi per i mercati globali sono incominciati nella notte con il crollo della Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che in chiusura ha ceduto il 3,7% a quota 16.416,19, ai minimi da 15 mesi. Pesanti, con Piazza Affari, anche tutte le Borse europee penalizzate soprattutto dall'andamento del comparto energetico che paga la discesa del petrolio Wti sotto quota 27 dollari al barile: Londra chiude in calo del 3,6%, Francoforte del 3,11% e Parigi del 3,45%. Male anche Wall Street: terminano gli scambi del Vecchio continente, il Dow Jones cede il 2,5%, l'S&P 500 il 2,6% e il Nasdaq lascia sul parterre il 2,5%.

Al di là di stime e previsioni, la ripresa sembra sempre più debole come dimostra il continuo calo del petrolio, che dopo l'effimera fiammata di ieri sopra i 30 dollari torna a calare: giù anche il Brent sotto quota 28 dollari. D'altra parte la domanda si indebolisce, mentre l'offerta - con il ritorno sul mercato del greggio iraniano - continua ad aumentare. A farne le spese, in questo frangente, è soprattutto la Russia dove il rublo continua a perdere terreno su euro e dollaro: contro la moneta unica è scambiato a 87,1, mentre vale 79,56 contro il biglietto verde. L'euro, invece, chiude in leggere calo a quota 1,09 sul dollaro.

Osservata speciale resta ancora la Cina, dopo che ieri Pechino ha annunciato per il 2015 la crescita del Pil al passo più lento da 25 anni (+6,9%); contemporaneamente il Fondo monetario ha tagliato le stime di crescita del mondo a un +3,4% nel 2016, dal +3,6% calcolato lo scorso autunno. Gli economisti di Washington hanno sottolineato il rallentamento delle economie emergenti e degli Usa, ma si aspettano segnali di ripresa dall'intera Eurozona. Tuttavia - avverte il Fmi - i rischi restano al ribasso, come dimostra anche l'atteso calo in Germania dell'indice Zew sulla fiducia.

Dal punto di vista macroeconomico (l'agenda dei mercati), a Davos si apre il World Economic Forum. In Gran Bretagna, il tasso di disoccupazione a fine novembre scende al 5,1%. Nell'Eurozona, invece, si segnala il +2,3% dei prezzi delle case nel terzo trimestre del 2015 e il calo del surplus delle partite correnti Ue, fermo a 12,3 miliardi a novembre dai 16,2 miliardi di un anno prima. Negli Stati Uniti, l'indice sulla richiesta di nuovi mutui per la settimana che si è conclusa lo scorso 15 gennaio è cresciuto del 9%. Sempre negli Usa, I prezzi al consumo di dicembre sono scesi dello 0,1%. L'indice core, al netto di energia e alimentari, è salito dello 0,1%. Il dato è sotto le attese degli analisti, che scommettevano su un aumento dello 0,2%. Nel 2015 i prezzi sono saliti dello 0,7%. Le costruzioni di case nuove, invece, sono scese del 2,5% a un tasso annualizzato di 1,15 milioni di unità. Il dato è sotto le attese degli analisti, che scommettevano su un aumento del 2,3%.

Tra le materie prime continua il rialzo del prezzo dell'oro sui mercati, dove si conferma bene rifugio in una stagione di cali per le altre classi di investimento. Il metallo con consegna immediata sale dello 0,6% a 1.093 dollari: da inizio anno il rialzo delle quotazioni è pari al 3% e ribalta il trend negativo visto nel 2015.

http://www.repubblica.it/economia/2016/01/20/news/borse_tonfo_per_l_asia_tokyo_perde_oltre_il_3_per_cento-131632677/

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