crocifissi

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Re: crocifissi

Messaggio Da Minsky il Lun 26 Mar - 22:04

Rasputin ha scritto:
Minsky ha scritto:

Con la mutanda a incastro sarebbe stato perfetto

questa



è già stata postata? Non ricordo
Yes!

http://atei.forumotion.com/t7263-crocifissi#383934

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Re: crocifissi

Messaggio Da Minsky il Mar 27 Mar - 8:51


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Re: crocifissi

Messaggio Da Saku il Mar 27 Mar - 19:38


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Re: crocifissi

Messaggio Da Saku il Mar 27 Mar - 19:43

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Re: crocifissi

Messaggio Da Minsky il Mer 28 Mar - 10:29





Tutti i bambini con i chiodini
vanno a inchiodare Gesù.
Prendi i chiodini anche tu,
vieni a inchiodare Gesù.

Predi un martello,
serve anche quello,
andiamo a inchiodare Gesù.
Prendi un martello anche tu,
andiamo a inchiodare Gesù.
Inchiodalo bene, inchiodalo forte,
fai che non venga più giù.
Vieni sul monte Calvario anche tu,
ad inchiodare Gesù!

E la Madonna, povera donna,
le hanno inchiodato Gesù.
Prendi un chiodino anche tu,
e vieni a inchiodare Gesù.

E il centurione con lo spadone
taglia un coglione a Gesù.
Prendi lo spadone anche tu,
e taglia un coglione a Gesù.

La Madonna, povera donna,
andiamo a inchiodare anche lei,
con i chiodini del numero sei,
inchioderemo anche lei!

Tutte le mamme
col lanciafiamme
vanno a bruciare Gesù.
Prendi un lanciafiamme
anche tu,
e vieni a bruciare Gesù.

Col kerosene
brucialo bene,
fallo attizzare di più.
Su prendi un cerino anche tu,
e vieni a bruciare Gesù.

E san Giuseppe, quando lo seppe,
venne a inchiodare Gesù.
Andiamo a inchiodare il bambino Gesù,
bibidibodidibù.
Bibidibodidibù!

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Re: crocifissi

Messaggio Da PierpaoloPierpaoli il Ven 30 Mar - 9:59

La crocifissione era, al tempo dell'Impero Romano, una modalità di esecuzione della pena di morte; era in realtà una vera e propria tortura. La pena della crocifissione era talmente atroce e umiliante che non poteva essere comminata a un cittadino romano. Era subita dagli schiavi, dai sovversivi e dagli stranieri e, normalmente, veniva preceduta dalla flagellazione, che rendeva questo rito ancora più straziante per il condannato. Cicerone definiva la crocifissione "il supplizio più crudele e il più tetro". La croce consisteva di due pali, uno verticale e l'altro orizzontale. Normalmente sul luogo delle crocifissioni c'era già, saldamente piantato per terra, il palo verticale (lo stipes). Il condannato si avviava al luogo dell'esecuzione portando sulle sue spalle il palo orizzontale, chiamato in latino patibulum (da qui, la parola italiana "patibolo"), al quale sarebbe stato confisso. Il patibulum aveva, normalmente, a metà un foro con il quale veniva infisso sullo stipes. Vi sono testimonianze che indicano che, a volte, era usato come patibulum la spranga di una porta. Pare che il patibulum fosse legato alle braccia del condannato, e, in questo modo (se fosse caduto durante il tragitto), avrebbe rischiato di colpire il suolo con la faccia. Gli arti erano inchiodati o legati al legno.
Il palo verticale era, inoltre, in genere, fornito di una sporgenza, detta pegma, su cui sedeva a cavalcioni la vittima[3]. L'agonia del condannato era piuttosto lenta, potendo durare delle ore o anche dei giorni. Non vi è una sola ipotesi sulle cause della morte; sopravveniva, infatti, per collasso cardiocircolatorio (dovuto anche all'ipovolemia causata dalla perdita di sangue e di liquidi) o asfissia. Infatti, per respirare il condannato doveva fare leva sulle gambe; quando, per la stanchezza, o per il freddo, o per il dissanguamento, il condannato non poteva più reggersi sulle gambe, restava penzoloni sulle braccia, con conseguente difficoltà a respirare; o tutti questi movimenti dolorosissimi portavano al cedimento del cuore. I carnefici lo sapevano bene e quando dovevano accelerare la morte rompevano con un bastone le gambe del condannato, in maniera che il soffocamento giungesse il prima possibile. Il supplizio della crocifissione è tuttavia, molto più antico dei Romani e non sempre è legato a una struttura a croce. Delle volte, il condannato era legato a un singolo palo, a volte a una struttura a V rovesciata. Lo scopo era tuttavia sempre lo stesso: provocare la morte, dopo una lenta agonia, che interveniva per soffocamento determinato dalla compressione del costato (a tale scopo, di solito le gambe del condannato erano spezzate con una mazza o un martello), oppure a causa di collasso cardio-circolatorio. Si presume che, talvolta, la morte intervenisse a seguito della combinazione di tutti e due gli aspetti. Alcuni documenti antichi parlano di crocifissione già all'epoca dei babilonesi.
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Re: crocifissi

Messaggio Da Minsky il Ven 30 Mar - 12:01

PierpaoloPierpaoli ha scritto:La crocifissione era, al tempo dell'Impero Romano, una modalità di esecuzione della pena di morte; era in realtà una vera e propria tortura. La pena della crocifissione era talmente atroce e umiliante che non poteva essere comminata a un cittadino romano. Era subita dagli schiavi, dai sovversivi e dagli stranieri e, normalmente, veniva preceduta dalla flagellazione, che rendeva questo rito ancora più straziante per il condannato. Cicerone definiva la crocifissione "il supplizio più crudele e il più tetro". La croce consisteva di due pali, uno verticale e l'altro orizzontale. Normalmente sul luogo delle crocifissioni c'era già, saldamente piantato per terra, il palo verticale (lo stipes). Il condannato si avviava al luogo dell'esecuzione portando sulle sue spalle il palo orizzontale, chiamato in latino patibulum (da qui, la parola italiana "patibolo"), al quale sarebbe stato confisso. Il patibulum aveva, normalmente, a metà un foro con il quale veniva infisso sullo stipes. Vi sono testimonianze che indicano che, a volte, era usato come patibulum la spranga di una porta. Pare che il patibulum fosse legato alle braccia del condannato, e, in questo modo (se fosse caduto durante il tragitto), avrebbe rischiato di colpire il suolo con la faccia. Gli arti erano inchiodati o legati al legno.
Il palo verticale era, inoltre, in genere, fornito di una sporgenza, detta pegma, su cui sedeva a cavalcioni la vittima[3]. L'agonia del condannato era piuttosto lenta, potendo durare delle ore o anche dei giorni. Non vi è una sola ipotesi sulle cause della morte; sopravveniva, infatti, per collasso cardiocircolatorio (dovuto anche all'ipovolemia causata dalla perdita di sangue e di liquidi) o asfissia. Infatti, per respirare il condannato doveva fare leva sulle gambe; quando, per la stanchezza, o per il freddo, o per il dissanguamento, il condannato non poteva più reggersi sulle gambe, restava penzoloni sulle braccia, con conseguente difficoltà a respirare; o tutti questi movimenti dolorosissimi portavano al cedimento del cuore. I carnefici lo sapevano bene e quando dovevano accelerare la morte rompevano con un bastone le gambe del condannato, in maniera che il soffocamento giungesse il prima possibile. Il supplizio della crocifissione è tuttavia, molto più antico dei Romani e non sempre è legato a una struttura a croce. Delle volte, il condannato era legato a un singolo palo, a volte a una struttura a V rovesciata. Lo scopo era tuttavia sempre lo stesso: provocare la morte, dopo una lenta agonia, che interveniva per soffocamento determinato dalla compressione del costato (a tale scopo, di solito le gambe del condannato erano spezzate con una mazza o un martello), oppure a causa di collasso cardio-circolatorio. Si presume che, talvolta, la morte intervenisse a seguito della combinazione di tutti e due gli aspetti. Alcuni documenti antichi parlano di crocifissione già all'epoca dei babilonesi.
Grazie delle dettagliate precisazioni. Sarebbe proprio auspicabile che queste atrocità non venissero incessantemente e in ogni luogo richiamate esponendo macabri feticci dell'orrendo supplizio.

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Re: crocifissi

Messaggio Da PierpaoloPierpaoli il Ven 30 Mar - 12:32

Minsky ha scritto:
PierpaoloPierpaoli ha scritto:La crocifissione era, al tempo dell'Impero Romano, una modalità di esecuzione della pena di morte; era in realtà una vera e propria tortura. La pena della crocifissione era talmente atroce e umiliante che non poteva essere comminata a un cittadino romano. Era subita dagli schiavi, dai sovversivi e dagli stranieri e, normalmente, veniva preceduta dalla flagellazione, che rendeva questo rito ancora più straziante per il condannato. Cicerone definiva la crocifissione "il supplizio più crudele e il più tetro". La croce consisteva di due pali, uno verticale e l'altro orizzontale. Normalmente sul luogo delle crocifissioni c'era già, saldamente piantato per terra, il palo verticale (lo stipes). Il condannato si avviava al luogo dell'esecuzione portando sulle sue spalle il palo orizzontale, chiamato in latino patibulum (da qui, la parola italiana "patibolo"), al quale sarebbe stato confisso. Il patibulum aveva, normalmente, a metà un foro con il quale veniva infisso sullo stipes. Vi sono testimonianze che indicano che, a volte, era usato come patibulum la spranga di una porta. Pare che il patibulum fosse legato alle braccia del condannato, e, in questo modo (se fosse caduto durante il tragitto), avrebbe rischiato di colpire il suolo con la faccia. Gli arti erano inchiodati o legati al legno.
Il palo verticale era, inoltre, in genere, fornito di una sporgenza, detta pegma, su cui sedeva a cavalcioni la vittima[3]. L'agonia del condannato era piuttosto lenta, potendo durare delle ore o anche dei giorni. Non vi è una sola ipotesi sulle cause della morte; sopravveniva, infatti, per collasso cardiocircolatorio (dovuto anche all'ipovolemia causata dalla perdita di sangue e di liquidi) o asfissia. Infatti, per respirare il condannato doveva fare leva sulle gambe; quando, per la stanchezza, o per il freddo, o per il dissanguamento, il condannato non poteva più reggersi sulle gambe, restava penzoloni sulle braccia, con conseguente difficoltà a respirare; o tutti questi movimenti dolorosissimi portavano al cedimento del cuore. I carnefici lo sapevano bene e quando dovevano accelerare la morte rompevano con un bastone le gambe del condannato, in maniera che il soffocamento giungesse il prima possibile. Il supplizio della crocifissione è tuttavia, molto più antico dei Romani e non sempre è legato a una struttura a croce. Delle volte, il condannato era legato a un singolo palo, a volte a una struttura a V rovesciata. Lo scopo era tuttavia sempre lo stesso: provocare la morte, dopo una lenta agonia, che interveniva per soffocamento determinato dalla compressione del costato (a tale scopo, di solito le gambe del condannato erano spezzate con una mazza o un martello), oppure a causa di collasso cardio-circolatorio. Si presume che, talvolta, la morte intervenisse a seguito della combinazione di tutti e due gli aspetti. Alcuni documenti antichi parlano di crocifissione già all'epoca dei babilonesi.
Grazie delle dettagliate precisazioni. Sarebbe proprio auspicabile che queste atrocità non venissero incessantemente e in ogni luogo richiamate esponendo macabri feticci dell'orrendo supplizio.


"Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai. Perché io il Signore tuo Dio sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano,  ma usa misericordia fino a mille generazioni verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti." (dal Deuteronomio)
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Re: crocifissi

Messaggio Da Minsky il Ven 30 Mar - 12:44


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Re: crocifissi

Messaggio Da Voltaire2018 il Ven 30 Mar - 12:46

Hanno speculato sulla morte di un poveraccio per farne una religione
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Re: crocifissi

Messaggio Da marisella il Ven 30 Mar - 19:31

PierpaoloPierpaoli ha scritto:
Minsky ha scritto:
PierpaoloPierpaoli ha scritto:La crocifissione era, al tempo dell'Impero Romano, una modalità di esecuzione della pena di morte; era in realtà una vera e propria tortura. La pena della crocifissione era talmente atroce e umiliante che non poteva essere comminata a un cittadino romano. Era subita dagli schiavi, dai sovversivi e dagli stranieri e, normalmente, veniva preceduta dalla flagellazione, che rendeva questo rito ancora più straziante per il condannato. Cicerone definiva la crocifissione "il supplizio più crudele e il più tetro". La croce consisteva di due pali, uno verticale e l'altro orizzontale. Normalmente sul luogo delle crocifissioni c'era già, saldamente piantato per terra, il palo verticale (lo stipes). Il condannato si avviava al luogo dell'esecuzione portando sulle sue spalle il palo orizzontale, chiamato in latino patibulum (da qui, la parola italiana "patibolo"), al quale sarebbe stato confisso. Il patibulum aveva, normalmente, a metà un foro con il quale veniva infisso sullo stipes. Vi sono testimonianze che indicano che, a volte, era usato come patibulum la spranga di una porta. Pare che il patibulum fosse legato alle braccia del condannato, e, in questo modo (se fosse caduto durante il tragitto), avrebbe rischiato di colpire il suolo con la faccia. Gli arti erano inchiodati o legati al legno.
Il palo verticale era, inoltre, in genere, fornito di una sporgenza, detta pegma, su cui sedeva a cavalcioni la vittima[3]. L'agonia del condannato era piuttosto lenta, potendo durare delle ore o anche dei giorni. Non vi è una sola ipotesi sulle cause della morte; sopravveniva, infatti, per collasso cardiocircolatorio (dovuto anche all'ipovolemia causata dalla perdita di sangue e di liquidi) o asfissia. Infatti, per respirare il condannato doveva fare leva sulle gambe; quando, per la stanchezza, o per il freddo, o per il dissanguamento, il condannato non poteva più reggersi sulle gambe, restava penzoloni sulle braccia, con conseguente difficoltà a respirare; o tutti questi movimenti dolorosissimi portavano al cedimento del cuore. I carnefici lo sapevano bene e quando dovevano accelerare la morte rompevano con un bastone le gambe del condannato, in maniera che il soffocamento giungesse il prima possibile. Il supplizio della crocifissione è tuttavia, molto più antico dei Romani e non sempre è legato a una struttura a croce. Delle volte, il condannato era legato a un singolo palo, a volte a una struttura a V rovesciata. Lo scopo era tuttavia sempre lo stesso: provocare la morte, dopo una lenta agonia, che interveniva per soffocamento determinato dalla compressione del costato (a tale scopo, di solito le gambe del condannato erano spezzate con una mazza o un martello), oppure a causa di collasso cardio-circolatorio. Si presume che, talvolta, la morte intervenisse a seguito della combinazione di tutti e due gli aspetti. Alcuni documenti antichi parlano di crocifissione già all'epoca dei babilonesi.
Grazie delle dettagliate precisazioni. Sarebbe proprio auspicabile che queste atrocità non venissero incessantemente e in ogni luogo richiamate esponendo macabri feticci dell'orrendo supplizio.


"Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai. Perché io il Signore tuo Dio sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano,  ma usa misericordia fino a mille generazioni verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti." (dal Deuteronomio)
Queste parole non sono scritte nel Deuteronomio ma nell'Esodo (20,1-6). Certo, vi sono argomenti simili sia nel Levitico, che sembra così arido ma non lo è, come afferma spesso Von Rad ( il grande teologo protestante), sia nel Deuteronomio, ma queste famose parole sono nell'Esodo e fanno parte del capitolo del Decalogio, quando il Signore fa uscire tutto il popolo d'Israele dalle tende e lo fa avvicinare al Sinai e in una tremenda teofania, col Sinai tra fulmini, tuoni ed eruzioni, dà le sue Leggi.

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Re: crocifissi

Messaggio Da PierpaoloPierpaoli il Sab 31 Mar - 7:13

marisella ha scritto:
PierpaoloPierpaoli ha scritto:
Minsky ha scritto:
PierpaoloPierpaoli ha scritto:La crocifissione era, al tempo dell'Impero Romano, una modalità di esecuzione della pena di morte; era in realtà una vera e propria tortura. La pena della crocifissione era talmente atroce e umiliante che non poteva essere comminata a un cittadino romano. Era subita dagli schiavi, dai sovversivi e dagli stranieri e, normalmente, veniva preceduta dalla flagellazione, che rendeva questo rito ancora più straziante per il condannato. Cicerone definiva la crocifissione "il supplizio più crudele e il più tetro". La croce consisteva di due pali, uno verticale e l'altro orizzontale. Normalmente sul luogo delle crocifissioni c'era già, saldamente piantato per terra, il palo verticale (lo stipes). Il condannato si avviava al luogo dell'esecuzione portando sulle sue spalle il palo orizzontale, chiamato in latino patibulum (da qui, la parola italiana "patibolo"), al quale sarebbe stato confisso. Il patibulum aveva, normalmente, a metà un foro con il quale veniva infisso sullo stipes. Vi sono testimonianze che indicano che, a volte, era usato come patibulum la spranga di una porta. Pare che il patibulum fosse legato alle braccia del condannato, e, in questo modo (se fosse caduto durante il tragitto), avrebbe rischiato di colpire il suolo con la faccia. Gli arti erano inchiodati o legati al legno.
Il palo verticale era, inoltre, in genere, fornito di una sporgenza, detta pegma, su cui sedeva a cavalcioni la vittima[3]. L'agonia del condannato era piuttosto lenta, potendo durare delle ore o anche dei giorni. Non vi è una sola ipotesi sulle cause della morte; sopravveniva, infatti, per collasso cardiocircolatorio (dovuto anche all'ipovolemia causata dalla perdita di sangue e di liquidi) o asfissia. Infatti, per respirare il condannato doveva fare leva sulle gambe; quando, per la stanchezza, o per il freddo, o per il dissanguamento, il condannato non poteva più reggersi sulle gambe, restava penzoloni sulle braccia, con conseguente difficoltà a respirare; o tutti questi movimenti dolorosissimi portavano al cedimento del cuore. I carnefici lo sapevano bene e quando dovevano accelerare la morte rompevano con un bastone le gambe del condannato, in maniera che il soffocamento giungesse il prima possibile. Il supplizio della crocifissione è tuttavia, molto più antico dei Romani e non sempre è legato a una struttura a croce. Delle volte, il condannato era legato a un singolo palo, a volte a una struttura a V rovesciata. Lo scopo era tuttavia sempre lo stesso: provocare la morte, dopo una lenta agonia, che interveniva per soffocamento determinato dalla compressione del costato (a tale scopo, di solito le gambe del condannato erano spezzate con una mazza o un martello), oppure a causa di collasso cardio-circolatorio. Si presume che, talvolta, la morte intervenisse a seguito della combinazione di tutti e due gli aspetti. Alcuni documenti antichi parlano di crocifissione già all'epoca dei babilonesi.
Grazie delle dettagliate precisazioni. Sarebbe proprio auspicabile che queste atrocità non venissero incessantemente e in ogni luogo richiamate esponendo macabri feticci dell'orrendo supplizio.


"Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai. Perché io il Signore tuo Dio sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano,  ma usa misericordia fino a mille generazioni verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti." (dal Deuteronomio)
Queste parole non sono scritte nel Deuteronomio ma nell'Esodo (20,1-6). Certo, vi sono argomenti simili sia nel Levitico, che sembra così arido ma non lo è, come afferma spesso Von Rad ( il grande teologo protestante), sia nel Deuteronomio, ma queste famose parole sono nell'Esodo e fanno parte del capitolo del Decalogio, quando il Signore fa uscire tutto il popolo d'Israele dalle tende e lo fa avvicinare al Sinai e in una tremenda teofania, col Sinai tra fulmini, tuoni ed eruzioni, dà le sue Leggi.


Il brano che ho citato è tratto dal Deuteronomio, capitolo 5 versetto 8. Lo stesso brano puoi trovarlo identico nell'Esodo, capitolo 20, versetto 4.
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Re: crocifissi

Messaggio Da Minsky il Sab 31 Mar - 8:25

PierpaoloPierpaoli ha scritto:
Il brano che ho citato è tratto dal Deuteronomio, capitolo 5 versetto 8. Lo stesso brano puoi trovarlo identico nell'Esodo, capitolo 20, versetto 4.
Sì, esatto. Inoltre questo precetto in origine faceva parte integrante del I° comandamento, ma è stato espunto dal concilio di Nicea nel 787. Da quella volta, immagini a nastro! wink..

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Re: crocifissi

Messaggio Da Madonna di Fatima il Sab 31 Mar - 8:36

«Siccome non vedeste nessuna figura il giorno che il SIGNORE vi parlò in Oreb dal fuoco, badate bene a voi stessi, affinché non vi corrompiate e non vi facciate qualche scultura, la rappresentazione di qualche idolo, la figura di un uomo o di una donna, la figura di uno degli animali della terra, la figura di un uccello che vola nei cieli, la figura di una bestia che striscia sul suolo, la figura di un pesce che vive nelle acque sotto la terra; e anche affinché, alzando gli occhi al cielo e vedendo il sole, la luna, le stelle, tutto l'esercito celeste, tu non ti senta attratto a prostrarti davanti a quelle cose e a offrire loro un culto, perché quelle sono le cose che il SIGNORE, il tuo Dio, ha lasciato per tutti i popoli che sono sotto tutti i cieli.» (Deu 4, 15-19)

Nessuna immagine dice la Bibbia, è chiarissimo.
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Messaggio Da marisella il Sab 31 Mar - 12:48

Minsky ha scritto:
PierpaoloPierpaoli ha scritto:
Il brano che ho citato è tratto dal Deuteronomio, capitolo 5 versetto 8. Lo stesso brano puoi trovarlo identico nell'Esodo, capitolo 20, versetto 4.
Sì, esatto. Inoltre questo precetto in origine faceva parte integrante del I° comandamento, ma è stato espunto dal concilio di Nicea nel 787. Da quella volta, immagini a nastro! wink..
Caro Minsky,
ma che è che è stato "espunto"?
La nostra ( la Cattolica) è una religione
incarnata, quindi si è tolo il divieto di
adorare gli idoli e si è sdoppiato il 10^
comandamento, una cosa un po' artificiosa, lo so.

Abbiamo parlato dell'incarnazione attiva del Logos,
da parte del Padre e dello Spirito Santo,
anche quando recitiamo il Credo e arriviamo
dove si dice "si incarnò nel seno della Vergine Maria
e si fece uomo", noi chiniamo la testa, perchè per
noi cattolici è importante l'incarnazione, e cioè un
Dio che si umilia fino alle nostra condizione e fino ad
accettare la morte e la morte di croce per aiutare noi
tutti nei momenti più difficili della nostra vita, perchè
la nostra croce ci aiuta a portarla Lui.

Che vi siano molte tradizioni bibliche è dovuto al fatto
che tali libri, o meglio tali papiri avvolti in rotoli, furono scritti e
ricopiati perennemente dagli scribi, data la deperibilità
del materiale e per modificare alcune parole, dato l'evolversi
dei tempi.

La Torà significa legge,
é costituita da:

Genesi
Esodo
Levitico
Numeri
Deuteronomio,

furono scritti tra il XIII e il VI sec. a.C.

Le tradizioni sono,


 la Jahvista [J]
l'Elohista[E]
la Sacerdotale[P]
la Deuteronomista.[D]

Gia' nel racconto della creazione abbiamo due tradizioni,
jahvista e sacerdotale.

Il Deuteronomio è una revisione delle leggi di Mosè
per istruire il popolo, sulle basi soprattutto dell'Elhoista.

PS. Per quanto riguarda la lotta di Giacobbe con Dio ( Dio
non è scritto, è scritto solo 'ish, che vuol dire questo ) su cui
mi hai tanto deriso, ebbene sappi che alfine Giacobbe ed Esaù
si abbracciarono e baciarono nell'Idumea, non si accopparono,
 e Esaù divenne capo di Edom e
Giacobbe andò nella terra promessa, dove presto l'amata Rahel gli avrebbe
partorito anche Beniamino, morendo di parto, ed ecco i capi delle 12 tribù d'Israele,
discendenti da Giacobbe, che da allora si chiamò Israele, come ti ho spiegato.

PPS.La proibizione per gli idoli a quel tempo era importante,
non so se tu ricordi le prostitute sacre della babilonese Astarte
(o Ishtar, o la sumerica Inanna,
o l' alma Venus di Lucrezio, con tutte queste epiclesi è sempre la stessa ),
 è chiaro che il poplo eletto doveva tenersi lontano
da esse.
Ciao.

marisella
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Re: crocifissi

Messaggio Da Minsky il Sab 31 Mar - 17:44

marisella ha scritto:
Minsky ha scritto:
PierpaoloPierpaoli ha scritto:
Il brano che ho citato è tratto dal Deuteronomio, capitolo 5 versetto 8. Lo stesso brano puoi trovarlo identico nell'Esodo, capitolo 20, versetto 4.
Sì, esatto. Inoltre questo precetto in origine faceva parte integrante del I° comandamento, ma è stato espunto dal concilio di Nicea nel 787. Da quella volta, immagini a nastro! wink..
Caro Minsky,
ma che è che è stato "espunto"?
La nostra ( la Cattolica) è una religione
incarnata, quindi si è tolo il divieto di
adorare gli idoli e si è sdoppiato il 10^
comandamento, una cosa un po' artificiosa, lo so.

Abbiamo parlato dell'incarnazione attiva del Logos,
da parte del Padre e dello Spirito Santo,
anche quando recitiamo il Credo e arriviamo
dove si dice "si incarnò nel seno della Vergine Maria
e si fece uomo", noi chiniamo la testa, perchè per
noi cattolici è importante l'incarnazione, e cioè un
Dio che si umilia fino alle nostra condizione e fino ad
accettare la morte e la morte di croce per aiutare noi
tutti nei momenti più difficili della nostra vita, perchè
la nostra croce ci aiuta a portarla Lui.

Che vi siano molte tradizioni bibliche è dovuto al fatto
che tali libri, o meglio tali papiri avvolti in rotoli, furono scritti e
ricopiati perennemente dagli scribi, data la deperibilità
del materiale e per modificare alcune parole, dato l'evolversi
dei tempi.

La Torà significa legge,
é costituita da:

Genesi
Esodo
Levitico
Numeri
Deuteronomio,

furono scritti tra il XIII e il VI sec. a.C.

Le tradizioni sono,


 la Jahvista [J]
l'Elohista[E]
la Sacerdotale[P]
la Deuteronomista.[D]

Gia' nel racconto della creazione abbiamo due tradizioni,
jahvista e sacerdotale.

Il Deuteronomio è una revisione delle leggi di Mosè
per istruire il popolo, sulle basi soprattutto dell'Elhoista.

PS. Per quanto riguarda la lotta di Giacobbe con Dio ( Dio
non è scritto, è scritto solo 'ish, che vuol dire questo ) su cui
mi hai tanto deriso, ebbene sappi che alfine Giacobbe ed Esaù
si abbracciarono e baciarono nell'Idumea, non si accopparono,
 e Esaù divenne capo di Edom e
Giacobbe andò nella terra promessa, dove presto l'amata Rahel gli avrebbe
partorito anche Beniamino, morendo di parto, ed ecco i capi delle 12 tribù d'Israele,
discendenti da Giacobbe, che da allora si chiamò Israele, come ti ho spiegato.

PPS.La proibizione per gli idoli a quel tempo era importante,
non so se tu ricordi le prostitute sacre della babilonese Astarte
(o Ishtar, o la sumerica Inanna,
o l' alma Venus di Lucrezio, con tutte queste epiclesi è sempre la stessa ),
 è chiaro che il poplo eletto doveva tenersi lontano
da esse.
Ciao.
Esatto, esattissimo, il 10° comandamento è stato sdoppiato per recuperare la cancellazione del divieto delle immagini, che era un comandamento, come ho avuto occasione di ricordare recentemente anche allo stimato utente Egeri, il quale però ha bellamente ignorato quella obiezione come del resto tutte le altre. Ora, espunto o cancellato, non facciamone una questione di sinonimi, direi.
Poi sulla "religione incarnata" bisogna che tu riesca a farmi capire meglio cosa intendi dire, perché io conosco solo l'unghia incarnata, che fa parecchio male anche se è un piccolo inconveniente che si può risolvere facilmente con una chirurgia domestica fai-da-te, in genere. wink..
Di umiliante in rapporto a dio c'è solo il fatto di crederci, questo è umiliante per l'intelligenza e la dignità delle persone.
Nihil sub sole novi, anche adesso il popolo (non eletto ma elettore, i tempi cambiano) deve tenersi lontano dalle prostitute, almeno quelle di strada, perché altrimenti rischia multe salatissime. mgreen
saluto...

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Re: crocifissi

Messaggio Da Minsky il Dom 1 Apr - 9:49


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Re: crocifissi

Messaggio Da Nadine il Dom 1 Apr - 9:57

Grazie per lo schifo che mi è arrivato via mail il giorno di Pasqua Minsky. Ma si può sapere che diavolo di problemi avete voi altri? Ma che ci trovate di divertente?! Dio non esiste? Fate pace con le vostre menti piccoline e occupate il tempo in modo sano e utile anziché passarlo come ragazzini decerebrati che ridono guardando immagini oscene.

Cos'avete 30 anni per gamba tu e Rasputin? Tutto questo è sinceramente ridicolo, la vostra mancanza di rispetto dice tutto su cosa sia l'ateismo.

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Re: crocifissi

Messaggio Da Rasputin il Dom 1 Apr - 11:36

Nadine ha scritto:Grazie per lo schifo che mi è arrivato via mail il giorno di Pasqua Minsky. Ma si può sapere che diavolo di problemi avete voi altri? Ma che ci trovate di divertente?! Dio non esiste? Fate pace con le vostre menti piccoline e occupate il tempo in modo sano e utile anziché passarlo come ragazzini decerebrati che ridono guardando immagini oscene.

Cos'avete 30 anni per gamba tu e Rasputin? Tutto questo è sinceramente ridicolo, la vostra mancanza di rispetto dice tutto su cosa sia l'ateismo.

Guarda che per disdire le newsletter basta un clic eh (la tua inettitudine dice qualcosa, ma non tutto, sulle condizioni in cui si trova il labirinto dei credenti)

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Re: crocifissi

Messaggio Da Minsky il Dom 1 Apr - 13:48

Nadine ha scritto:Grazie per lo schifo che mi è arrivato via mail il giorno di Pasqua Minsky. Ma si può sapere che diavolo di problemi avete voi altri? Ma che ci trovate di divertente?! Dio non esiste? Fate pace con le vostre menti piccoline e occupate il tempo in modo sano e utile anziché passarlo come ragazzini decerebrati che ridono guardando immagini oscene.

Cos'avete 30 anni per gamba tu e Rasputin? Tutto questo è sinceramente ridicolo, la vostra mancanza di rispetto dice tutto su cosa sia l'ateismo.
Eh? La newsletter del 29 marzo? Non ti è piaciuta? mgreen

È un'iniziativa dei colleghi (ad ognuno i suoi meriti).

Vuoi sapere che problemi abbiamo noi? Tanti. E molti dei problemi originano dalla stupidità dei credenti. Beh, è anche vero che siete una fonte inesauribile di divertimento. Però, ecco... è un divertimento sempre un po' amaro... come prendere per il culo un minorato. Tuttavia lo facciamo per un fine di bene. Quindi è lecito. La mancanza di rispetto per le idiozie religiose è un dovere, sì, dico addirittura un dovere, non solo un diritto. Oggi è diventato un dovere. Per rispetto della dignità umana, sbeffeggiare le religioni è un obbligo per ogni ateo. Chi non lo fa non è un ateo, è solo uno che si fa gli affari suoi, se vogliamo, ma non dimostra impegno civile.

Sei sempre benvenuta sul forum, qui puoi esternare le tue considerazioni in completa libertà. Ciao.

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Re: crocifissi

Messaggio Da Minsky il Dom 1 Apr - 14:14


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Re: crocifissi

Messaggio Da Rasputin il Dom 1 Apr - 19:08

Minsky ha scritto:

Mi è sempre piaciuta la somiglianza - non credo casuale - di don Zauker col vecchio Clint occhiali

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Re: crocifissi

Messaggio Da marisella il Dom 1 Apr - 19:18

Nadine ha scritto:Grazie per lo schifo che mi è arrivato via mail il giorno di Pasqua Minsky. Ma si può sapere che diavolo di problemi avete voi altri? Ma che ci trovate di divertente?! Dio non esiste? Fate pace con le vostre menti piccoline e occupate il tempo in modo sano e utile anziché passarlo come ragazzini decerebrati che ridono guardando immagini oscene.

Cos'avete 30 anni per gamba tu e Rasputin? Tutto questo è sinceramente ridicolo, la vostra mancanza di rispetto dice tutto su cosa sia l'ateismo.
Minsky,
 vedo che l'utente Nadine, che non conosco, si è schifata per la vostra newsletter del 29 marzo e che ha letto oggi, giorno di Pasqua.
Ho cercato di utilizzare le "mie virtù" per sollevere il thread " Crocifissi", ma ho notato che le mie virtù sono destinate ad essere solitario premio a sè stesse.
Ciao.

marisella
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Re: crocifissi

Messaggio Da Minsky il Dom 1 Apr - 19:49

marisella ha scritto:
Nadine ha scritto:Grazie per lo schifo che mi è arrivato via mail il giorno di Pasqua Minsky. Ma si può sapere che diavolo di problemi avete voi altri? Ma che ci trovate di divertente?! Dio non esiste? Fate pace con le vostre menti piccoline e occupate il tempo in modo sano e utile anziché passarlo come ragazzini decerebrati che ridono guardando immagini oscene.

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Minsky,
 vedo che l'utente Nadine, che non conosco, si è schifata per la vostra newsletter del 29 marzo e che ha letto oggi, giorno di Pasqua.
Ho cercato di utilizzare le "mie virtù" per sollevere il thread " Crocifissi", ma ho notato che le mie virtù sono destinate ad essere solitario premio a sè stesse.
Ciao.
Già, è così, indubbiamente... sembra che neanche Nadine abbia apprezzato le tue esegesi... chissà come mai.

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Re: crocifissi

Messaggio Da Paolo il Dom 1 Apr - 20:25

Il crocifisso è un simbolo sado-masochista che caratterizza la religione cristiana. Basti pensare che la dottrina cristiana considera una virtù la privazione, la sofferenza come l'uso del. cilicio, la clausura, l'autolesionismo e via dicendo.....

 Io però quello che non sono mai riuscito a capire che nesso ci possa essere tra l'uccisione di un essere umano, anche se presunto figlio di dio e la redenzione del genere umano. Un bel mistero  thinkthank thinkthank
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