Capisaldi dell'ateismo

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Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da Paolo il Mer 30 Gen - 8:35

I credenti li chiamano dogmi. Gli agnostici prese di posizione. Comunque sia, e qui parlo per me, vi sono dei principi cui fondo il mio pensiero. Sono i capisaldi da cui parto per costruire ogni altro ragionamento. Li considero, a torto o a ragione, presupposti fissi, quello che in matematica vengono chiamati postulati. Riguardano sia dei principi logici che etico/morali.

Li elenco qui di seguito in un ordine casuale, con una sintetica spiegazione ed un eventuale semplice esempio che meglio chiarisce il concetto così espresso.

1) Onere della prova. Chi afferma l'esistenza di un qualcosa deve dare prova di quanto afferma. Nel caso in cui questo non sia possibile, tale posizione altro non è che una ipotesi. L'esempio più evidente è l'esistenza di una qualsiasi divinità.

2) Per poter dimostrare che qualcosa non esiste, quel qualcosa deve essere conosciuto. Non è possibile confutare una ipotesi se l'ipotesi stessa non è stata confermata da prove o evidenze che ne confermino la sua veridicità. Il caso sempre qui discusso circa l'impossibilità di dimostrare l'inesistenza di dio. Questo ragionamento è fallace. Le frasi autoreferenziali non hanno alcun valore logico.

3) Il principi logico-scientifici da noi conosciuti possono trovare la loro applicazione solo nel mondo reale che noi abbiamo la possibilità di conoscere. Oltre questo la loro applicazione deve essere considerata solo una ipotesi. Le regole che noi utilizziamo possono perdere la loro valenza assoluta quando spostiamo il ragionamento su elementi estremi come ad esempio la formazione dell'universo, per il mondo subatomico, per velocità prossime a quelle della luce. Domandarsi cosa ci sia prima del big bang è una domanda priva di significato.

4) Se un'ipotesi non trova riscontro nella realtà, è l'ipotesi ad essere errata, e non la realtà a essere male interpretata. Ovvero, tra le soluzioni che ci si può porre davanti ad un problema è quella più semplice da doversi utilizzare. Così, se esistono nel mondo tante religioni, è da ritenere che ciò sia dovuto al fatto che esse siano il frutto delle diverse culture, e non di diversi dei.

5) Non bisogna aggiungere più ipotesi di quanto sia necessario. Principio logico stabilito da Ockham. La questione se "I'universo sia stato creato da Dio, il quale è sempre esistito" si semplifica in "I'universo è sempre esistito". E' superfluo, e quindi sbagliato in senso metodologico, introdurre dio per spiegare l'esistenza dell'universo.

6) Il metodo scientifico è oggi il miglior strumento di cui disponiamo per studiare la realtà. Pur avendo dei limiti e non essendo possibile utilizzarlo per ogni tipo di indagine, rimane la metodologia più attendibile e valida.

7) L'evoluzione delle specie non è una teoria ma una disciplina scientifica. Questo annulla senza possibilità di appello ogni idea creazionista. Non si può contrapporre quanto vediamo raccolto in un museo di scienze naturali a quanto invece scritto in libri o scritture che hanno l'attendibilità di un racconto di fantasia.

8) I diritti universali dell'uomo devono essere considerati come la massima espressione dell'evoluzione socio-culturale della razza umana. Sono inviolabili e inalienabili. La dignità della persona viene prima di qualsiasi altra cosa. Perciò uccidere una persona, che non sia per legittima difesa di se o altri, è e rimane un omicidio e come tale va giudicato.

9) La responsabilità delle proprie azioni è sempre personale. Ogni persona adulta e sana di mente non può giustificare le proprie azioni in nome di altre idee o ideali. Il kamikaze, il terrorista... è un criminale che, con una scusa etico morale, compie atti criminali.

10) I sentimenti, le emozioni, così come tutti i moti dell'animo sono parte integrante della vita di un uomo. Sono elementi del tutto fisici sui quali non è possibile fondare alcun ragionamento logico. Di per se non provano nulla. Perciò il fatto che ci si emozioni alla vista di un bel tramonto sta a significare che ci piace. Ma nulla più.
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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da Akka il Mer 30 Gen - 10:15

Paolo mi piace il fatto che tu cerchi di spiegare il tuo pensiero, molti sentenziano di continuo ma stanno sempre abbottonati, non dicono come la pensano davvero, perché questo, che piaccia o meno, è un esibire se stessi, con le proprie forze e debolezze, io partendo da quanto dici cercherò, in linea col mio pensiero(molto distante dal tuo), di mostrarti che la tua posizione è una forma di ''riduzionismo'', cioè un' astrazione radicale della realtà che non tiene conto(secondo me) di molti aspetti della realtà, o almeno non gli dà il giusto peso

postulati dici tu, parti da dei postulati che ti sembrano ''veri'', o ''evidenti'', ''sensati'', dico bene? altrimenti non li sceglieresti, magari ne sceglieresti altri...io però ti dico che il criterio di scelta dei postulati non può servirsi della stessa logica interna al sistema generato dalla scelta dei postulati, infatti la deduzione logica è possibile solo partendo da assiomi, la scelta dei postulati è extra-logica, e lo sanno bene i matematici che i postulati sono una cosa molto difficile da trattare

il numero e la quantità di informazione(e l' informatica ci insegna che può sempre essere misurata) che contengono i postulati determina l' ampiezza e la ricchezza delle conseguenze logiche che se ne possono dedurre, infatti nessuna delle conseguenze che possono essere dimostrate a partire da questi assiomi per mezzo delle regole di ragionamento ammesse(quelle logico-deduttive!!) può contenere più informazione di quanta ne fosse contenuta negli assiomi stessi, questo determina un limite forte alla alle nostre possibilità di deduzione

questo è particolarmente evidente se guardiamo al teorema di incompletezza di godel(una delle rivoluzioni matematiche più sconvolgenti degli ultimi secoli), che dice che gli assiomi dell aritmetica(quelli di cui ci serviamo per descrivere il mondo da galileo in poi) contengono meno informazione di alcuni enunciati di ordine artitmetico, e per questo tali assiomi e le regole di ragionamento loro associate non possono determinare se quegli enunciati siano veri o falsi. Questo è un bel problema per chi vorrebbe servirsi della logica partendo da degli assiomi che ritiene ''veri'', quindi il problema non è nemmeno più del tipo: ''ok, basta mettersi d'accordo sugli assiomi, non è più vero questo!)

probabilmente è anche per questo che tra gli scienziati possono esserci, come spesso in effetti ci sono, posizioni diversissime, forse è per questo che persone razionali giungono a conlusoni diverse, e forse è sempre per questo che la verità non può essere ottenuta con il raggruppamento di 4 o 5 o 1000 assiomi ritenuti ''forti'', la scienza di ciò si è resa conto molto tempo fa, ora bisogna aspettare che la gente comune(come noi) se ne renda conto, dopotutto si sa che c'è un ritardo pluridecennale tra il momento in cui avvengono le grandi novità del pensiero e il momento in cui la massa se ne rende conto, anche se qui il ritardo sembra secolare direi, siamo ancora a comte nella percezione di cosa sia la scienza e di cosa dica, ma questa è una mia posizione, io volevo solo mostrarti che il tuo castello di ''principi'' non è così staticamente sicuro, che al suo interno si sono sviluppati da quasi un secolo, una serie di moti che tendono a mettere in discussione lo stesso edificio che li ospita, il pensiero non può essere contenuto in una gabbia così stretta, mi spiego? no immagino...comunque ritenterò...
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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da jessica il Mer 30 Gen - 11:44

del ateismo, soprattutto... hihihihih
ad ogni modo mi permetto di commentare qualcuno dei tuoi punti, attaccandoci qualche domanda, giusto per curiosità...
Paolo ha scritto:2) Per poter dimostrare che qualcosa non esiste, quel qualcosa deve essere conosciuto. Non è possibile confutare una ipotesi se l'ipotesi stessa non è stata confermata da prove o evidenze che ne confermino la sua veridicità. Il caso sempre qui discusso circa l'impossibilità di dimostrare l'inesistenza di dio. Questo ragionamento è fallace. Le frasi autoreferenziali non hanno alcun valore logico.
non ho capito come fai a conoscere una cosa che non esiste...

3) Il principi logico-scientifici da noi conosciuti possono trovare la loro applicazione solo nel mondo reale che noi abbiamo la possibilità di conoscere. Oltre questo la loro applicazione deve essere considerata solo una ipotesi. Le regole che noi utilizziamo possono perdere la loro valenza assoluta quando spostiamo il ragionamento su elementi estremi come ad esempio la formazione dell'universo, per il mondo subatomico, per velocità prossime a quelle della luce. Domandarsi cosa ci sia prima del big bang è una domanda priva di significato.*
cosa vuol dire "oltre" il mondo reale? e comunque, alla luce di questo punto 3, come fai a decidere con "principi logico scientifici da noi conosciuti" sull'esistenza di un dio che sta sicuramente tra quegli "estremi" di cui parli?

5) Non bisogna aggiungere più ipotesi di quanto sia necessario. Principio logico stabilito da Ockham.
perchè?

6) Il metodo scientifico è oggi il miglior strumento di cui disponiamo per studiare la realtà. Pur avendo dei limiti e non essendo possibile utilizzarlo per ogni tipo di indagine, rimane la metodologia più attendibile e valida.
secondo te il metodo scientifico è solo un "modo di porsi", accessibile quindi a chiunque, oppure un qualcosa che va appreso, compreso, provato...? se la risposta è la seconda, quanto è conosciuto il metodo scientifico?


8) I diritti universali dell'uomo devono essere considerati come la massima espressione dell'evoluzione socio-culturale della razza umana. Sono inviolabili e inalienabili. La dignità della persona viene prima di qualsiasi altra cosa.
perchè?

thanks...


*edit: dimenticavo: perchè? sai che c'è gente che 'ste robe le studia?
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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da Paolo il Mer 30 Gen - 13:34

Akka, ho fatto una premessa. Quanto da me esposto è quello che io penso e quello di cui sono convinto che sia giusto. Molte convinzioni nascono da valutazioni a base logico scientifica, altre sono solo mie personali idee che rispecchiano il mio modo di vedere il mondo e come tali possono anche non avere un perchè. Ho definito questi punti dei postulati e non degli assiomi. Ovvero sono dei principi che propongo e che ognuno può valutare come crede. Ma sono su questi che io essenzialmente fondo i miei ragionamenti. In ogni caso sono solo dei principi, delle regole di base, che vanno volta per volta interpretate e applicate ad ogni singola contingenza.

@ Jeesi e come fai a dimostrare qualcosa che non esiste? Mi spiego meglio. Tu puoi dimostrare che a Londra non c'è la torre Eiffell. Potrai dimostrare che su marte non c'è vita. Potrai dimostrare che in quell'uomo non esiste amore. E avanti così.

Per mondo reale intendo quello fisico che ci circonda e che rientra nel nostro campo d'azione. Io non voglio indicare quali possano essere i principi logici o scientifici perchè sono da valutare volta per volta. Ma, come nell'esempio, domandarsi cosa ci sia prima del big bang non tiene conto che il tempo ha iniziato a scorrere proprio da quell'istante. Perciò non può esistere un prima. Chiedersi cosa sia il prima implica di applicare i concetti spazio-temporali da noi conosciuti qui sulla terra. Ma questi principi perdono di validità se applicati a condizioni assolutamente diverse, come appunto nel ipotesi di un big bang.

Per Ockham non esiste un perchè. E' solo un metodo di indagine che se applicato permette di ottenere ottimi risultati, ma non può essere certo un principio assoluto. Come ho detto io lo prediligo. Ma so che ha dei limiti.

Sul metodo scientifico la mia posizione è la prima: accessibile a chiunque!
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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da loonar il Mer 30 Gen - 14:03

capisaldi dell'ateismo

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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da Paolo il Mer 30 Gen - 14:07

Darrow ha scritto:capisaldi dell'ateismo

Si lo so Dar. Mi sono accorto dopo ma non c'è la possibilità di correzione!! Però penso che si possa capire lo stesso tie
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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da loonar il Mer 30 Gen - 14:10

Paolo ha scritto:
Darrow ha scritto:capisaldi dell'ateismo

Si lo so Dar. Mi sono accorto dopo ma non c'è la possibilità di correzione!! Però penso che si possa capire lo stesso tie
ah non so mica! mgreen moon

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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da Paolo il Mer 30 Gen - 14:14

Ti spiego l'origine dell'errore. Avevo scritto "Capisaldi del non credente". Poi però per amore di sintesi ho sostituito "non credente" con "ateismo" senza correggere di conseguenza l'articolo! Capito mi hai?? mgreen
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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da Rasputin il Mer 30 Gen - 14:19

Paolo ha scritto:Ti spiego l'origine dell'errore. Avevo scritto "Capisaldi del non credente". Poi però per amore di sintesi ho sostituito "non credente" con "ateismo" senza correggere di conseguenza l'articolo! Capito mi hai?? mgreen

Tra laltro dal cellulare immagino wink..

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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da SergioAD il Mer 30 Gen - 14:20

Ma allora perché non dell'ateo, sintesi del senso e corrispondenza del significato? Non credente e ateo sono sinonimi.


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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da Paolo il Mer 30 Gen - 14:24

SergioAD ha scritto:Ma allora perché non dell'ateo, sintesi del senso e corrispondenza del significato? Non credente e ateo sono sinonimi.

Per la verità ho riflettuto anche su questo. Ma dire "Capisaldi dell'ateo" mi sembrava un po' presuntuoso. Il termine ateismo è più generico. Poi sul fatto che siano sinonimi non c'è dubbio. Però ateo lo ritengo un temine più incisivo e diretto.
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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da loonar il Mer 30 Gen - 14:33

Non credente e ateo sinonimi 'sta ceppa!
E' da quando sono qua che lo spiego che non sono sinonimi manco per il cazzo, ma vedo che siete de' coccio!

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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da SergioAD il Mer 30 Gen - 14:45

Ah ah! Non importa.

Se non fosse stato nominato Dio dai credenti non sarebbero esistiti ne gli atei ne i non credenti - ateo per Dio, non credente per credente.

Poi ognuno fa quello che crede meglio per esprimersi, non fa di me un'altra persona e nemmeno uno più preciso.

Era irresistibile dirlo qui altrimenti non lo facevo se dio vuole o inchallah!

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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da SergioAD il Mer 30 Gen - 15:25

Paolo ha scritto:
SergioAD ha scritto:Ma allora perché non dell'ateo, sintesi del senso e corrispondenza del significato? Non credente e ateo sono sinonimi.

Per la verità ho riflettuto anche su questo. Ma dire "Capisaldi dell'ateo" mi sembrava un po' presuntuoso. Il termine ateismo è più generico. Poi sul fatto che siano sinonimi non c'è dubbio. Però ateo lo ritengo un temine più incisivo e diretto.
Ma guarda come variano le cose, per me l'ateismo è una posizione filosofica mentre l'ateo nega l'esistenza di Dio. Come fai a distinguere "Capisaldi della filosofia atea" da "Capisaldi della negazione di Dio" come meno presuntuosa una posizione filosofica.

Ricordo anche io quello che dice Darrow, il casino che avete armato sulla catarismo del termine, ateo, miscredente, non credente, infedele, etc... tanto che egli vede l'errore ed i cocci.

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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da Paolo il Mer 30 Gen - 15:30

Ehhh ma non sono stato tanto a riflettere sul titolo! L'ho buttato li senza tanto pensare. Avrei dovuto scrivere "Capisaldi sui quali io fondo i miei ragionamenti che poi espongo su questo forum". Così non ci sono più dubbi!! wink..
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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da SergioAD il Mer 30 Gen - 15:39

Ora vado che c'ho da fare - se pensi sistema il titolo e poi uno ad uno vediamo i capisaldi (si dice anche caposaldi vero? che lingua bizzarra s'è vero)

SergioAD
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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da Paolo il Mer 30 Gen - 15:44

SergioAD ha scritto:Ora vado che c'ho da fare - se pensi sistema il titolo e poi uno ad uno vediamo i capisaldi (si dice anche caposaldi vero? che lingua bizzarra s'è vero)

Accontentato! wink..

Caposaldi o capisaldi? Il plurale dei nomi composti
Lo studio dei nomi composti, quelli formati da due parole diverse tipo pianoforte, francobollo, banconota, biancospino, e delle loro regole si trova nei programmi ministeriali della scuola primaria (le elementari, per intenderci).
Noi più grandicelli tuttavia continuiamo a nutrire dubbi sul plurale di quei nomi composti ad esempio con la parola capo (si dirà: caposaldi o capisaldi? Capocuochi o capicuochi? Capolavori o capilavori? Ecc.) Essi infatti come vedremo non seguono una norma costante nella costruzione del plurale.
La maggior parte dei nomi composti formano il plurale come i nomi semplici: il passaporto – i passaporti, la falsariga – le falsarighe, la banconota – le banconote.
Ci sono poi le seguenti particolarità:
1. la terracotta – le terrecotte (nome+participio); al plurale muta la desinenza di entrambe le parole;
2. il fabbroferraio – i fabbriferrai (nome+aggettivo) anche qui mutano tutti e due i componenti;
3. il benestare – i benestare (avverbio+verbo) in cui un componente e l’altro restano immutati nei nomi di genere maschile;
4. sono invariabili i nomi composti da forme verbali seguite da sostantivi di numero plurale o da un’altra forma verbale o da un avverbio: il portalettere – i portalettere; il saliscendi – i saliscendi.

Molto vario, invece, è il plurale dei nomi composti col sostantivo “capo“.
Esempi: il caposquadra – i capisquadra; il capoverso – i capoversi; il caposaldo – i capisaldi; il capotreno – i capitreno (anche: i capotreni); il capoluogo – i capoluoghi (anche: i capiluoghi); la capoclasse – le capoclasse; la capolista - le capolista; il capotavola – i capitavola (la capotavola – le capotavola).
A volte muta la desinenza del primo componente, a volte del solo secondo, a volte quella dell’uno e dell’altro; una norma non può essere data.
E come per i composti col nome capo, non è possibile dare alcuna norma sicura per i nomi composti in generale, poiché sono notevoli e numerose le eccezioni. Per i casi dubbi occorre quindi consultare il vocabolario.
Curiosità: il nome composto mezzogiorno fa regolarmente mezzogiorni, ma mezzanotte e mezzaluna rispettivamente: mezzenotti, mezzelune. Del nome composto purosangue, il plurale oscilla fra purosangui e purisangue; per un pellerossa (o pellirossa, dal calco francese peaux-rouges) ci saranno al plurale due pellirosse.
http://blog.vanityfair.it/2011/04/cassaforti-o-casseforti-il-plurale-dei-nomi-composti/
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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da SergioAD il Mer 30 Gen - 20:11

1) Onere della prova. Chi afferma l'esistenza di un qualcosa deve dare prova di quanto afferma. Nel caso in cui questo non sia possibile, tale posizione altro non è che una ipotesi. L'esempio più evidente è l'esistenza di una qualsiasi divinità.

Read more: http://atei.forumitalian.com/t4897-capisaldi-del-ateismo#ixzz2JUKi2vOK

Di questi tempi si potrebbe partire da esempi meno evidenti e se passasse uno di questi esempi meno evidenti poi non è così semplice nemmeno con una divinità.

Tieni presente che si parte dalla scommessa di Pascal e si arriva all'ateo giunto a chiedere di essere libero di scegliere di non credere. Chiede l'esenzione all'obbligo.

Però c'è chi crede di essere Napoleone e chi dice di essere normale mentre tu lo vedi matto. Basta poco che uno crede perfino alle favole... e giura che è la verità.

E tu muovendo la testa, con le labbra pronunciate gli ricordi che la sua è pura fantasia. Una cosa è convincere qualcuno ed altra cosa è dire di non essere convinti.

Ma anche lì tu decidi che il tizio che sospetta in effetti sta usando tatticismi proprio per convincerti. Potrebbe essere così ma anche no, potrebbe essere detta la verità.

Finisce con la perdita dell'interesse quando invece c'è un prodotto da promuovere e non è certo agli atei che stai chiedendo le prove che dio esiste, sarebbe il colmo.

Bene, allora ti dico anche che uno si è alzato in piedi e col dito puntato in alto mi ha detto nessuno mai riuscirà a dimostrare l'esistenza di Dio, lo puoi solo immaginare!

Chi viene a discutere sulle evidenze parla della propria immaginazione, non ha altro. Credo che tutti approveranno questo punto. Ma si tratta di studiare la mente!

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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da Akka il Mer 30 Gen - 20:37

Paolo ha scritto:Akka, ho fatto una premessa. Quanto da me esposto è quello che
io penso e quello di cui sono convinto che sia giusto. Molte convinzioni nascono
da valutazioni a base logico scientifica, altre sono solo mie personali idee che
rispecchiano il mio modo di vedere il mondo e come tali possono anche non avere
un perchè. Ho definito questi punti dei postulati e non degli assiomi. Ovvero
sono dei principi che propongo e che ognuno può valutare come crede. Ma sono su
questi che io essenzialmente fondo i miei ragionamenti. In ogni caso sono solo
dei principi, delle regole di base, che vanno volta per volta interpretate e
applicate ad ogni singola contingenza.


ma certo in base alla logica scientifica, ma la logica scientifica è il
vangelo? no per fortuna, non richiede dogmatismo, anzi richiede elasticità,
possibilità di cambi radicali di prospettiva, di continua messa in discussione
di ciò che crediamo

poi se dici che i tuoi principi possono essere interpretati come si vuole che
senso ha che stai li a enunciarli? già prima ti capivo poco, adesso mi stai
davvero gettando in un baratro

comunque jessica ti ha posto una bellissima domanda, ti ha chiesto(testuale): ''Secondo te il metodo scientifico è solo un ''modo di porsi'', accessibile a chiunque, oppure un qualcosa che va appreso, compreso, provato..?''
perché io ho la sensazione(sempre più pregnante) che chi fa tutti questi proclami stra convinti su cosa sia razionale e cosa no, su cosa sia lecito credere e cosa no, cosa sia logico e cosa no, cosa sia sensato e cosa no ecc...siano proprio quelli che non sperimentano direttamente il metodo scientifico, che non capiscono la complessità della scienza, persino la contraddittorietà(in certi casi) della scienza, la complessità di pensiero che genera l' indagine scientifica, che genereano le innovazioni della matematica ecc..
infatti, dalla mia esperienza, chi si è interrogato seriamente sui problemi che pone la scienza, sa che il dubbio, la messa in discussione, lo smontare persino le proprie convinzioni, sono cose essenziali, il rasoio, l' onere della prova e tutte ste menate che inorgogliscono (certi, non tutti perfortuna) tanti atei non sono regole assolute, non sono verità eterne, non sono neppure oggetto di indagine scientifica, non sono nulla, sono solo ''pose intellettuali'' per litigare col credente di turno, va be adesso ho innescato na bomba... già lo so...
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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da Akka il Mer 30 Gen - 20:40

em..certi o tanti non lo so, per me è uguale...giudicate voi...
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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da delfi68 il Mer 30 Gen - 20:49

*edit: dimenticavo: perchè? sai che c'è gente che 'ste robe le studia?

Read more: http://atei.forumitalian.com/t4897-capisaldi-del-ateismo#ixzz2JUgluyY5

..davvero incredibile realizzare che c'e' gente che studia decine di anni teologia..un po come dedicarsi per un decennio allo studio del fenomeno del mago Otelma..pazzesco!
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delfi68
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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da Akka il Mer 30 Gen - 20:50

hai notato che Otelma è amleto al contrario? bello no?
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Akka
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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da delfi68 il Mer 30 Gen - 20:55

..direi che anche piu' elegante e allegro! Otelma intendo! ahahahahahah
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delfi68
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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da Paolo il Mer 30 Gen - 21:02

Akka ha scritto:
Paolo ha scritto:Akka, ho fatto una premessa. Quanto da me esposto è quello che
io penso e quello di cui sono convinto che sia giusto. Molte convinzioni nascono
da valutazioni a base logico scientifica, altre sono solo mie personali idee che
rispecchiano il mio modo di vedere il mondo e come tali possono anche non avere
un perchè. Ho definito questi punti dei postulati e non degli assiomi. Ovvero
sono dei principi che propongo e che ognuno può valutare come crede. Ma sono su
questi che io essenzialmente fondo i miei ragionamenti. In ogni caso sono solo
dei principi, delle regole di base, che vanno volta per volta interpretate e
applicate ad ogni singola contingenza.


ma certo in base alla logica scientifica, ma la logica scientifica è il
vangelo? no per fortuna, non richiede dogmatismo, anzi richiede elasticità,
possibilità di cambi radicali di prospettiva, di continua messa in discussione
di ciò che crediamo

poi se dici che i tuoi principi possono essere interpretati come si vuole che
senso ha che stai li a enunciarli? già prima ti capivo poco, adesso mi stai
davvero gettando in un baratro

comunque jessica ti ha posto una bellissima domanda, ti ha chiesto(testuale): ''Secondo te il metodo scientifico è solo un ''modo di porsi'', accessibile a chiunque, oppure un qualcosa che va appreso, compreso, provato..?''
perché io ho la sensazione(sempre più pregnante) che chi fa tutti questi proclami stra convinti su cosa sia razionale e cosa no, su cosa sia lecito credere e cosa no, cosa sia logico e cosa no, cosa sia sensato e cosa no ecc...siano proprio quelli che non sperimentano direttamente il metodo scientifico, che non capiscono la complessità della scienza, persino la contraddittorietà(in certi casi) della scienza, la complessità di pensiero che genera l' indagine scientifica, che genereano le innovazioni della matematica ecc..
infatti, dalla mia esperienza, chi si è interrogato seriamente sui problemi che pone la scienza, sa che il dubbio, la messa in discussione, lo smontare persino le proprie convinzioni, sono cose essenziali, il rasoio, l' onere della prova e tutte ste menate che inorgogliscono (certi, non tutti perfortuna) tanti atei non sono regole assolute, non sono verità eterne, non sono neppure oggetto di indagine scientifica, non sono nulla, sono solo ''pose intellettuali'' per litigare col credente di turno, va be adesso ho innescato na bomba... già lo so...

E allora?
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Paolo
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Re: Capisaldi dell'ateismo

Messaggio Da Akka il Mer 30 Gen - 21:13

come e allora? tu dici che i tuoi ''pricipi/assiomi/postulati/chiamali come vuoi'' ti servono per interpretare le situazioni che la realtà ci pone, e a partire da questi tu ti fai un' idea
parli di metodo scientifico e di logica ma quando si tenta di portare il ragionamento veramente su quei lidi dici che i tuoi ''dieci comandamenti''(non è per sfottò, ma ne hai scelti proprio dieci...non ho resistito), possono essere ''interpretati a piacimento'', bo...
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