Considerazioni sulla Bibbia

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Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da darwin74 il Gio 1 Lug - 20:47

Sono nuovo nel forum e non ho avuto il tempo di leggere tutte le discussioni fatte fino ad ora e perdonatemi se l'argomento è già stato trattato diventando dunque noioso.
Leggendo la Bibbia ho trovato dei punti fortemente contrari allo spirito buonista dell'insegnamento cristiano e mi sono chiesto come è possibile che una religione come il Cristianesimo, basata sull'insegnamento di Gesù nei Vangeli, possa considerare come testo sacro anche l'Antico Testamento che parla di un Dio onnipotente e tiranno che stravedeva solo per il popolo ebraico.
Ovviamente molti credenti mi risponderanno che la Bibbia va interpretata tenendo in considerazione l'epoca in cui è stata scritta ma se questa è frutto di interpretazioni ed errori umani, allora di sacro avrebbe ben poco.
Lasciamo perdere la Genesi perchè non è detto che gli scienziati evoluzionisti abbiano ragione , voglio invece soffermarmi sul libro del Levitico che tratta delle leggi morali (se possiamo definirle tali) e religiose che il popolo ebraico e i sacerdoti devono adempiere per rispettare Dio. Questo testo secondo gli storici cristiani dovrebbe essere stato scritto da Mosè o da chi era strettamente legato a lui su parole dettate direttamente da Dio e rappresenta dunque uno dei testi più importanti e privo di interpretazioni umane.
Nella prima e seconda parte si parla dei sacrifici ai sacerdoti e dei loro doveri e qui mi è parso palese pensare come già all'epoca i sacerdoti approfittassero della credulità del popolo per mangiarsi a spese altrui un buon capretto o una bella costata di manzo.
Nella terza parte si parla della distinzione di persone o animali puri e impuri e non comprendo come un Dio onnipotente e giusto possa stabilire che un lebbroso, una donna con il ciclo mestruale, un serpente o un maiale, siano considerati impuri, credo che questo pensiero sia RAZZISTA e di basso livello ma purtroppo questo è il pensiero di Dio.
La quarta parte tratta le leggi per la santità, sul matrimonio e sulla famiglia facendo una distinzione tra il ruolo maschile e quello femminile e anche qui spesso le inadempienza (anche per cavolate) vengono severamente punite con la morte.
La quinta e ultima parte solo il titolo si commenta da solo "Leggi varie, promesse e minacce" e vi riporto uno spezzato di ciò che c'è scritto:
Levitico 26,14
Ma se voi non mi obbedirete e non praticate tutti questi comandamenti, se disprezzate le mie leggi e l'anima vostra sdegna le mie prescrizioni, non esegue tutti i miei comandamenti e rompe il mio patto, anch'Io faro
altrettanto con voi: vi assoggetterò allo spavento, alla tisi e alla febbre, che vi consumeranno gli occhi e la vita; invano seminerete la vostra semente perchè la mangeranno i vostri nemici...
Mi fermo qui, il testo va avanti e mantiene questo tono per quasi due pagine, se avessi scritto io queste parole mi avrebbero querelato.
Se questo è il Dio della Bibbia, allora dovremmo preoccuparci di ogni nostra azione, non per andare contro la nostra morale ma per non essere puniti severamente. Non spaventatevi, nella Bibbia c'è anche scritto che se commettavate un peccato c'era il rimedio, bastava andare dal sacerdote e pagare un tributo in base alla gravità del peccato .
Ho voluto trattare questo argomento perchè volevo sentire il parere di qualche credente che mi sapesse spiegare come mai ha tanto a cuore un testo che tratta di argometazioni tanto lontane dalla morale che insegnava Gesù. Era forse un figlio che aveva idee contrarie ma più sane del padre?
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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da Rasputin il Ven 2 Lug - 0:23

Sono curioso di vedere se ti risponde qualcuno, buona fortuna

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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da darwin74 il Ven 2 Lug - 13:31

Ludwig von Drake ha scritto:Darwin, c'è una risposta teologica per tutto...

Come ben sai, potendo parlare di fuffa, niente è impossibile.

Se vuoi ti fornisco la risposta...
Bhe, in effetti partendo dal presupposto che 1+1 fa 5, si può creare una matematica che segue un filo logico, comunque se hai una risposta sarei molto curioso di saperla, io sono abituato a pensare partendo dalla base che 1+1 fa 2 ma forse mi sfugge qualche passaggio del modo di ragionare dei credenti o forse credere significa proprio non ragionare .
In ogni modo non ricevere risposte a questo quesito è per me già una risposta .
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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da Multiverso il Ven 2 Lug - 16:12

A grandissime linee la spiegazione è la seguente:
L'Antico Testamento rispecchia una morale che può riassumersi nella famose legge del taglione "occhio per occho dente per dente". La norma morale "amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico" era perfettamente condivisibile nel lunghissimo periodo storico che ha visto la nascita dell'AT, e quindi era cosa normale la vendetta, l'odio, l'omicidio, l'intolleranza, ecc.
Poichè Dio è figlio della storia e dell'uomo, la morale dell'uomo diventa morale di Dio e la giustizia umana diventa giustizia divina.

Le leggi dell'amore, del perdono e degli ultimi che diventeranno primi, invece, costituiscono sicuramente una rottura nei confronti dei testi sacri che hanno preceduto la nuova religione. E ciò può essere facilmente spiegato considerando il contesto storico, geografico e politico in cui è sorta la nuova religione. Essa aveva bisogno di fare concorrenza alla vecchia, rubandogli i clienti, e mirava alla conquista delle sterminate masse povere, oppresse, scontente, vittime di ingiustizie e delle pesanti tasse romane. Le famose beatitudini dei Vangeli sono il perfetto slogan politico del nuovo movimento, e nel contempo evidenziano in maniera inequivocabile a quale utenza intendeva rivolgersi la nuova pubblicità.
Molto probabilmente i Vangeli si rifanno ad un personaggio esistito veramente, un rivoluzionario forse più saggio, forse un esseno che in seguito è stato divinizzato con tutti gli attributi che conosciamo. Del resto il silenzio della storia contemporanea di Gesù ne è una prova evidente. A cosa sarebbe servito aspettare la fine del I secolo per narrare le vicende di Cristo, e come mai la storia sembra non conoscere affatto questo meraviglioso personaggio che avrebbe sconfitto la morte?

Infine gli stessi Vangeli contengono un nucleo di verità storica ma vanno sfrondati in quanto la loro struttura è simile a quella di una cipolla. Gesù e i suoi discepoli, se sono realmente esistiti, non erano certamente quel gruppetto di pacifisti disarmati alla Gandhi, e ciò si evince da alcuni passi dei Vangeli, come quello in cui Gesù scaccia dal tempio i venditori non certo da solo, con una sferza di cordicelle tra le mani e in maniera romantica come vogliono far credere i Vangeli. Se avesse rovesciato da solo i tavoli dei cambiavalute con tutti i soldi che vi erano poggiati, chissà che fine avrebbe fatto. Lo stesso dicasi quando Pietro, la notte in cui Gesù fu tradito da Giuda, estrasse la spada e tagliò l'orecchio del servo del Sommo Sacerdote. Anche questa è la chiara testimonianza di come, in realtà, fosse un gruppo armato e per nulla idealista o pacifico, come vogliono farci credere i successori inventori del cristianesimo e della divinità di Gesù.
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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da darwin74 il Ven 2 Lug - 17:13

Grazie mille Multiverso, questa è la spiegazione più plausibile ma non è la risposta che cerco, quello che dici dimostra che la religione cristiana è nata per ragioni politiche e si è poi trasformata adeguandosi alle circostanze culturali, sociali e politiche che si sono evolute durante la storia, il concetto del bene e del male è dunque soggettivo e va a rispecchiarsi con la civiltà di un popolo.
Io cerco la risposta da un credente per vedere il suo punto di vista, quello che dici non è certo quello che dovrebbe pensare un vero cristiano, Dio c'era prima di ogni tempo e la sua parola dovrebbe essere ininfluente dall'evoluzione culturale di un popolo e non credo sia legittimo per loro pensare che l'uomo, in base al suo grado di civiltà, possa modificare la legge di Dio ma semmai dovrebbe essere il contrario.
Se i conti tornano, questa è la dimostrazione che la Bibbia è frutto di errori e pensieri umani, di macchinazioni politiche applicabili solo al tempo di Mosè, lo definirei un testo di diritto civile e penale del tempo che per ragioni fortuite e di interesse, è giunto fino ai giorni nostri tramite il maligno e macchinoso ingegno dello stato Pontificio.
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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da darwin74 il Ven 2 Lug - 17:37

Ludwig von Drake ha scritto:...in sintesi quello che dicono i cristiani è che gli insegnamenti di Dio seguono diversi step portando l'umanità in modo naturale verso la civiltà, aspettando che essa stessa sia pronta per fare dei cambiamenti prima di insegnargli che è giusto fare quei cambiamenti...
La risposta mi piace, è molto cristiana .
Se ho ben capito è come se un padre per educare un figlio prima gli insegna la violenza e poi gli fa capire che stava sbagliando portandolo verso una morale più giusta.
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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da Multiverso il Sab 3 Lug - 9:53

darwin74 ha scritto:Grazie mille Multiverso, questa è la spiegazione più plausibile ma non è la risposta che cerco, quello che dici dimostra che la religione cristiana è nata per ragioni politiche e si è poi trasformata adeguandosi alle circostanze culturali, sociali e politiche che si sono evolute durante la storia, il concetto del bene e del male è dunque soggettivo e va a rispecchiarsi con la civiltà di un popolo.
Io cerco la risposta da un credente per vedere il suo punto di vista, quello che dici non è certo quello che dovrebbe pensare un vero cristiano, Dio c'era prima di ogni tempo e la sua parola dovrebbe essere ininfluente dall'evoluzione culturale di un popolo e non credo sia legittimo per loro pensare che l'uomo, in base al suo grado di civiltà, possa modificare la legge di Dio ma semmai dovrebbe essere il contrario.
Se i conti tornano, questa è la dimostrazione che la Bibbia è frutto di errori e pensieri umani, di macchinazioni politiche applicabili solo al tempo di Mosè, lo definirei un testo di diritto civile e penale del tempo che per ragioni fortuite e di interesse, è giunto fino ai giorni nostri tramite il maligno e macchinoso ingegno dello stato Pontificio.

Quello che tu affermi corrisponde esattamente a ciò che ho sempre sostenuto e anche scritto in questo forum.
Se Dio fosse davvero un essere perfetto, fuori dallo spazio e dal tempo, immutabile nella sua essenza e quindi non soggetto all'evoluzione dell'uomo, la sua morale non sarebbe mai dovuta mutare sin dal giorno della sua rivelazione.
Volendo fare un esempio concreto, se la morale del Dio cristiano si fonda sull'amore, il perdono illimitato o la mitezza, tale Dio (che è lo stesso dell'AT) avrebbe dovuto da sempre insegnare e applicare tali principi etici, anche quando all'uomo parevano assurdi, per la semplice ragione che dovrebbe essere l'uomo ad adattarsi a Dio e non viceversa, come hai giustamente sottolineato tu. La morale di Dio deve prescindere dalle epoche, dalle mode, dalle culture, dalle tradizioni e dalle differenti aree geografiche. Ma così non è, infatti:
il Dio dell'AT salva il popolo eletto ma fa perire migliaia di nemici inghiottiti dalle acque del Mar Rosso, invia piaghe dal cielo contro il popolo egiziano, distrugge intere città compresi i suoi abitanti innocenti come fece con Sodoma e Gomorra, permette la schiavitù, stupri, tollera ganitori che sacrificano i figli come fece Iefte con sua figlia, per adempiere ad una promessa fatta a Dio se gli avesse fatto vincere la guerra, e così via.
In realtà il Dio dell'AT è amorevole verso il suo popolo eletto ma spietato verso chiunque non fosse ebreo. Il Dio del NT invece insegna ad amare anche i nemici e a porgere l'altra guancia.
Per tutte queste palesi contraddizioni non è mai esistita una parola di Dio ma soltanto una parola umana attributita a Dio.
Comunque il tuo intervento si rivolge ai credenti e sarebbe interessante leggere il loro punto di vista in merito.
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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da Marco_1983 il Sab 3 Lug - 13:23

Molto semplicemente non avete compreso la razio che c'è nel cristianesimo, vi limitate a fare considerazioni su Dio esternamente alla religione e arrivate a conclusioni che, comprensibilmente, secondo il vostro modo di sentire vi sembrano assurde. La bibbia mette in risalto l'evoluzione spirituale dell'uomo avvenuta grazie all'intervento di Dio nella storia, evoluzione che ha il suo culmine con la venuta di Gesù Cristo. Costui infatti non è venuto per abolire la legge vecchia ma per perfezionarla rivelandone il vero significato che è quello dell'amore per il prossimo. Questa pedagogia divina però non sarebbe comprensibile al fedele se nella bibbia ci fosse solo l'antico testamento o solo il nuovo. Questi due libri si svelano a vicenda e difatti è proprio per questo che si può ben dire che nell'antico testamento è già "contenuto" il nuovo e viceversa. E' sbagliato dire che la morale cambia poichè questa è radicata in una fede che è sempre la stessa. Ciò che cambia sono le situazioni diverse che si presentano nella storia (ad esempio con il progresso scientifico) e quindi il modo di coniugare nei comportamenti pratici quello spirito che però rimane inalterato. Questo modo è la chiesa cattolica a stabilirlo di volta in volta mossa dallo spirito santo di verità.

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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da Ospite il Sab 3 Lug - 13:26

Marco_1983 ha scritto:E' sbagliato dire che la morale cambia poichè questa è radicata in una fede che è sempre la stessa.
Sì, certo, come no: passare da "ammazza l'infedele" a "porgi l'altra guancia" non è un cambiamento di morale. Ma per favore!

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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da Marco_1983 il Sab 3 Lug - 15:10

Fux89 ha scritto:
Marco_1983 ha scritto:E' sbagliato dire che la morale cambia poichè questa è radicata in una fede che è sempre la stessa.
Sì, certo, come no: passare da "ammazza l'infedele" a "porgi l'altra guancia" non è un cambiamento di morale. Ma per favore!


Veramente ehm... mi stavo riferendo alla fede cristiana che, essendo il culmine di tutto costituisce il punto di arrivo oltre il quale non ci sarà più altra rivelazione.

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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da Ospite il Sab 3 Lug - 15:22

Marco_1983 ha scritto:Veramente ehm... mi stavo riferendo alla fede cristiana che, essendo il culmine di tutto costituisce il punto di arrivo oltre il quale non ci sarà più altra rivelazione.
La morale cristiana è cambiata eccome, nella storia. Non dire falsità.

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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da Marco_1983 il Sab 3 Lug - 15:24

Fux89 ha scritto:
Marco_1983 ha scritto:Veramente ehm... mi stavo riferendo alla fede cristiana che, essendo il culmine di tutto costituisce il punto di arrivo oltre il quale non ci sarà più altra rivelazione.
La morale cristiana è cambiata eccome, nella storia. Non dire falsità.

E' stata strumentalizzata per il potere, e pure meno di quanto la storiografia eccessivamente alterata vorrebbe farti credere. Sii cosciente delle affermazioni che fai prima di aprire bocca e dargli fiato.

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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da Ospite il Sab 3 Lug - 15:25

Marco_1983 ha scritto:E' stata strumentalizzata per il potere, e pure meno di quanto la storiografia eccessivamente alterata vorrebbe farti credere. Sii cosciente delle affermazioni che fai prima di aprire bocca e dargli fiato.
Quello che non è cosciente delle affermazioni che fa sei tu. Che la morale cristiana sia cambiata nella storia è un dato di fatto.

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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da Marco_1983 il Sab 3 Lug - 15:35

Fux89 ha scritto:
Marco_1983 ha scritto:E' stata strumentalizzata per il potere, e pure meno di quanto la storiografia eccessivamente alterata vorrebbe farti credere. Sii cosciente delle affermazioni che fai prima di aprire bocca e dargli fiato.
Quello che non è cosciente delle affermazioni che fa sei tu. Che la morale cristiana sia cambiata nella storia è un dato di fatto.


E in cosa consisterebbe precisamente questo cambiamento???? (al di là dei criminali che l'hanno strumentalizzata).

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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da Ospite il Sab 3 Lug - 16:17

Marco_1983 ha scritto:E in cosa consisterebbe precisamente questo cambiamento???? (al di là dei criminali che l'hanno strumentalizzata).
Primo esempio che mi viene in mente:

http://it.wikipedia.org/wiki/Malicidio

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Messaggio Da Marco_1983 il Sab 3 Lug - 16:36

Fux89 ha scritto:
Marco_1983 ha scritto:E in cosa consisterebbe precisamente questo cambiamento???? (al di là dei criminali che l'hanno strumentalizzata).
Primo esempio che mi viene in mente:

[url=http://it.wikipedia.org/wiki/Malicidio
http://it.wikipedia.org/wiki/Malicidio[/quote[/url]]

QUANDO NON VI SIA ALTRO MEZZO PER IMPEDIRE IL MALE CHE COMMETTE!!!!!!! E' importante questa postilla che forse deliberatamente intendevi trascurare. La chiesa non hai mai impedito la pena di morte in sè. Riconosce semplicemente che, con i mezzi che abbiamo a disposizione oggi (carceri e quant'altro) è una pratica che può essere sempre evitata DI FATTO. Infliggere un colpo mortale per legittima difesa non è affatto peccato poichè ognuno è tenuto a custodire la propria vita.

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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da darwin74 il Sab 3 Lug - 16:43

Grazie Marco per la risposta, finalmente l'opinione di un credente, ovviamente non la condivido e permettimi in modo sereno di repplicare.

Marco_1983 ha scritto:... La bibbia mette in risalto l'evoluzione spirituale dell'uomo avvenuta grazie all'intervento di Dio nella storia, evoluzione che ha il suo culmine con la venuta di Gesù Cristo. Costui infatti non è venuto per abolire la legge vecchia ma per perfezionarla rivelandone il vero significato che è quello dell'amore per il prossimo...
Voi dire che Dio ha fatto una legge imperfetta che ha bisogno di revisioni? Non siamo mica al Parlamento, Dio non dovrebbe essere perfetto e onnipotente?
Io non vedo nessuna morale di amore nascosta nel libro dei Levitici, semmai trovo solo odio verso i nemici e obbligo di adorazione verso Dio.
Poi tu affermi che con la venuta di Gesù l'evoluzione spirituale dell'uomo è giunta al culmine, io penso invece che il concetto attuale di giustizia sia ancora immaturo, fra duecento anni o forse meno i nostri posteri leggeranno nella nostra storia comportamenti quotidiani, che noi riteniamo giusti, criticandoli come crudeli e immorali, Leonardo Da Vinci già 500 anni fa aveva ipotizzato che il livello morale dell'uomo sarebbe giunto al punto di considerare l'uccisione di un animale come un omicidio al pari di quello fatto ad un uomo. Non fraintendetemi, la mia etica è in linea con la morale attuale, amo gli animali ma adoro anche le bistecche.
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Messaggio Da teto il Sab 3 Lug - 16:49

Marco_1983 ha scritto:
Fux89 ha scritto:
Marco_1983 ha scritto:E' sbagliato dire che la morale cambia poichè questa è radicata in una fede che è sempre la stessa.
Sì, certo, come no: passare da "ammazza l'infedele" a "porgi l'altra guancia" non è un cambiamento di morale. Ma per favore!


Veramente ehm... mi stavo riferendo alla fede cristiana che, essendo il culmine di tutto costituisce il punto di arrivo oltre il quale non ci sarà più altra rivelazione.

allora la morale cristiana non è il culmine, la morale cristiana può essere valida in questa società in cui c'è la proprietà privata.
L'antico testamento ad esempio racconta del passaggio dal matriarcato al patriarcato.
Quando Dio dice "siate fecondi e moltiplicatevi, dominate sui pesci del mare ec..." o quando dice "tu uomo, guadagnerai il pane con il sudore della tua fronte, tu donna partorirai con dolore" oppure nei 10 comandamenti dove si dice di non rubare la roba ad altri, tutta questa storia è il passaggio dal matriarcato al patriarcato, in cui viene creata la proprietà privata, il primo male dell'umanità.
Anche Gesù quando dice "date a cesare quel che è di cesare, date a dio quel che è di dio" sostiene la proprietà privata, inoltre molti considerano la vita degli animali importante quanto quella degli umani, però Gesù non dice questo, non dice di non uccidere gli animali.

Cmq dovrebbe esserci un'altra rivelazione perchè sinceramente non è che Gesù spiega molto:

1) non parla degli animali
2) non sembra che voglia abolire la proprietà privata (che è un male)
3) parla di "sta arrivando il regno dei cieli" come se fosse in arrivo la fine del mondo solo che non si è visto niente in questi 2000 anni
4) dice di pregare Dio e di amare il prossimo, ma chi è sto dio? Parlaci un po + di lui, siamo in 6 miliardi, il 20% crede in Gesù, perchè non si mostra questo dio a noi come tutti i padri fanno ai loro figli, nell'AT e nel NT c'è gente che dice di vedere Dio, Angeli, ultimamente anche la Madonna, ma siamo in 6 miliardi, perchè non vengono in parlamento o in un carcere, perchè appaiono tutti a pastorelli, inoltre nell'antico testamento la gente praticamente vedeva angeli e Dio da tutte le parti, cioè, mi meraviglio che non esistano i draghi, le fate, gli gnomi, se le apparizioni di Angeli ecc... nell'antico testamento erano frequenti ed erano veri allora mi aspetterei di vedere anche altre entità magiche, invece nulla, non si vede niente da 3000 anni, solo Adamo ed Eva, Caino e Abele, Mosè, Noè, solo loro vedevano gli angeli o sentivano la voce di Dio, gli altri no, mah, chissà, questo Dio gioca proprio a nascondino, vuole nasconderi con noi, appare frequentemente solo a poche persone
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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da Marco_1983 il Sab 3 Lug - 16:51

darwin74 ha scritto:Grazie Marco per la risposta, finalmente l'opinione di un credente, ovviamente non la condivido e permettimi in modo sereno di repplicare.

Marco_1983 ha scritto:... La bibbia mette in risalto l'evoluzione spirituale dell'uomo avvenuta grazie all'intervento di Dio nella storia, evoluzione che ha il suo culmine con la venuta di Gesù Cristo. Costui infatti non è venuto per abolire la legge vecchia ma per perfezionarla rivelandone il vero significato che è quello dell'amore per il prossimo...
Voi dire che Dio ha fatto una legge imperfetta che ha bisogno di revisioni? Non siamo mica al Parlamento, Dio non dovrebbe essere perfetto e onnipotente?
Io non vedo nessuna morale di amore nascosta nel libro dei Levitici, semmai trovo solo odio verso i nemici e obbligo di adorazione verso Dio.
Poi tu affermi che con la venuta di Gesù l'evoluzione spirituale dell'uomo è giunta al culmine, io penso invece che il concetto attuale di giustizia sia ancora immaturo, fra duecento anni o forse meno i nostri posteri leggeranno nella nostra storia comportamenti quotidiani, che noi riteniamo giusti, criticandoli come crudeli e immorali, Leonardo Da Vinci già 500 anni fa aveva ipotizzato che il livello morale dell'uomo sarebbe giunto al punto di considerare l'uccisione di un animale come un omicidio al pari di quello fatto ad un uomo. Non fraintendetemi, la mia etica è in linea con la morale attuale, amo gli animali ma adoro anche le bistecche.

Non è che Dio ha fatto una legge imperfetta. Lui si è comportato come un pedagogo, ha detto quello che sapeva che doveva dire al popolo di allora. Logico che non vedi alcuna morale nel libro del Levitico perchè tu sei nato in un contesto in cui la morale si è evoluta grazie al cristianesimo. Nonostante sia pervenuto il messaggio di Cristo, molti ancora non lo accettano (anche se non puoi dire che sia come nell'antico testamento), guarda i farisei ad esempio.... ed è solo per questo che hai margini per pensare, giustamente a mio avviso, che i posteri giudicheranno male le nostre azioni di ora. Dio comunque quello che doveva dire l'ha detto, siamo noi che, non volendolo deliberatamente accettare, siamo in ritardo rispetto la Sua morale.

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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da Ospite il Sab 3 Lug - 16:56

Marco_1983 ha scritto:QUANDO NON VI SIA ALTRO MEZZO PER IMPEDIRE IL MALE CHE COMMETTE!!!!!!! E' importante questa postilla che forse deliberatamente intendevi trascurare.
Patetico, cerchi di screditarmi accusandomi falsamente di voler trascurare qualcosa, quando ho riportato interamente un link. Che vergogna. Non meriteresti nemmeno una risposta, se non fosse che la cazzata che hai scritto è troppo grossa.

Il santo in questione sosteneva che uccidere un infedele in quanto tale non era un omicidio! Cioè, il male che commette che deve essere impedito è negare la fede cristiana! Quindi, secondo questo santo (!) è giusto ammazzare un infedele perché negando la fede cristiana commette un male! Tu stai forse dicendo che la morale cattolica oggi prescrive di uccidere (o usare altri mezzi per limitare la libertà) coloro che non credono nella fede cristiana?

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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da Marco_1983 il Sab 3 Lug - 16:57

teto ha scritto:
Marco_1983 ha scritto:
Fux89 ha scritto:
Marco_1983 ha scritto:E' sbagliato dire che la morale cambia poichè questa è radicata in una fede che è sempre la stessa.
Sì, certo, come no: passare da "ammazza l'infedele" a "porgi l'altra guancia" non è un cambiamento di morale. Ma per favore!


Veramente ehm... mi stavo riferendo alla fede cristiana che, essendo il culmine di tutto costituisce il punto di arrivo oltre il quale non ci sarà più altra rivelazione.

allora la morale cristiana non è il culmine, la morale cristiana può essere valida in questa società in cui c'è la proprietà privata.
L'antico testamento ad esempio racconta del passaggio dal matriarcato al patriarcato.
Quando Dio dice "siate fecondi e moltiplicatevi, dominate sui pesci del mare ec..." o quando dice "tu uomo, guadagnerai il pane con il sudore della tua fronte, tu donna partorirai con dolore" oppure nei 10 comandamenti dove si dice di non rubare la roba ad altri, tutta questa storia è il passaggio dal matriarcato al patriarcato, in cui viene creata la proprietà privata, il primo male dell'umanità.
Anche Gesù quando dice "date a cesare quel che è di cesare, date a dio quel che è di dio" sostiene la proprietà privata, inoltre molti considerano la vita degli animali importante quanto quella degli umani, però Gesù non dice questo, non dice di non uccidere gli animali.

Cmq dovrebbe esserci un'altra rivelazione perchè sinceramente non è che Gesù spiega molto:

1) non parla degli animali
2) non sembra che voglia abolire la proprietà privata (che è un male)
3) parla di "sta arrivando il regno dei cieli" come se fosse in arrivo la fine del mondo solo che non si è visto niente in questi 2000 anni
4) dice di pregare Dio e di amare il prossimo, ma chi è sto dio? Parlaci un po + di lui, siamo in 6 miliardi, il 20% crede in Gesù, perchè non si mostra questo dio a noi come tutti i padri fanno ai loro figli, nell'AT e nel NT c'è gente che dice di vedere Dio, Angeli, ultimamente anche la Madonna, ma siamo in 6 miliardi, perchè non vengono in parlamento o in un carcere, perchè appaiono tutti a pastorelli, inoltre nell'antico testamento la gente praticamente vedeva angeli e Dio da tutte le parti, cioè, mi meraviglio che non esistano i draghi, le fate, gli gnomi, se le apparizioni di Angeli ecc... nell'antico testamento erano frequenti ed erano veri allora mi aspetterei di vedere anche altre entità magiche, invece nulla, non si vede niente da 3000 anni, solo Adamo ed Eva, Caino e Abele, Mosè, Noè, solo loro vedevano gli angeli o sentivano la voce di Dio, gli altri no, mah, chissà, questo Dio gioca proprio a nascondino, vuole nasconderi con noi, appare frequentemente solo a poche persone


No i discorsi di Dio sono sconnessi con la politica, la proprietà privata non c'entra nulla. La frase "date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio" esorta solo allo spirito di giustizia in base al quale attribuire i meriti a chi di dovere... stai fuori strada.

1) Gli animali sono stati creati per noi affinchè li dominassimo (Dio lo dice chiaramente nella Genesi).

2) Non abolisce la proprietà privata perchè non l'ha mai istituita.

3) I tempi bliblici non sono i nostri come abbiamo avuto modo di vedere con l'evoluzione. Nondimeno però si può dire che i discorsi "metaforici" dietro non siano reali.

4) Amare Dio significa amare Gesù ossia rispettare i dieci comandamenti.

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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da Ospite il Sab 3 Lug - 17:03

Marco_1983 ha scritto:1) Gli animali sono stati creati per noi affinchè li dominassimo (Dio lo dice chiaramente nella Genesi).
Che minchiata! L'evoluzione dimostra che questa è una cazzata enorme. Solo un idiota ignorante potrebbe crederci.

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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da Marco_1983 il Sab 3 Lug - 17:04

Fux89 ha scritto:
Marco_1983 ha scritto:QUANDO NON VI SIA ALTRO MEZZO PER IMPEDIRE IL MALE CHE COMMETTE!!!!!!! E' importante questa postilla che forse deliberatamente intendevi trascurare.
Patetico, cerchi di screditarmi accusandomi falsamente di voler trascurare qualcosa, quando ho riportato interamente un link. Che vergogna. Non meriteresti nemmeno una risposta, se non fosse che la cazzata che hai scritto è troppo grossa.

Il santo in questione sosteneva che uccidere un infedele in quanto tale non era un omicidio! Cioè, il male che commette che deve essere impedito è negare la fede cristiana! Quindi, secondo questo santo (!) è giusto ammazzare un infedele perché negando la fede cristiana commette un male! Tu stai forse dicendo che la morale cattolica oggi prescrive di uccidere (o usare altri mezzi per limitare la libertà) coloro che non credono nella fede cristiana?


Innanzitutto non ti consiglio di usare una fonte massonica come Wikipedia per farti un'idea su questi argomenti. Comunque sia nonostante tutto leggiti bene cosa c'è scritto sotto la sezione STORIA quando parla di Bernardo. Si capisce che intende l'omicidio come giusto, di nuovo, soltanto quando è l'UNICA via per far si che la religione cristiana non sia oppressa.

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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da Ospite il Sab 3 Lug - 17:05

Marco_1983 ha scritto:Si capisce che intende l'omicidio come giusto, di nuovo, soltanto quando è l'UNICA via per far si che la religione cristiana non sia oppressa.
E tu stai difendendo uno che considera l'omicidio giusto? Ma non ti vergogni?

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Re: Considerazioni sulla Bibbia

Messaggio Da teto il Sab 3 Lug - 17:08

1) gli animali non servono per essere dominati e se veramente un dio pensa così allora è un dio malvagio

2) le persone che hanno scritto i testi biblici invece facevano parte del Patriarcato e con il patriarcato viene creata la proprietà privata, i 10 comandamenti sono patriarcali quindi questo dio è "patriarcale" inoltre io non voglio la proprietà privata e dio mi dice "non rubare" quindi se domani la società cambia e non esiste la proprietà privata i 10 comandamenti che fine fanno?

4) i 10 comandamenti descrivono la società patriarcale monogamica, se ci fosse una società migliore i 10 comandamenti sarebbero "rozzi" e inutilizzabili
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